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VISIBILITA' ZERO: SI CONFIDA NEL ROV PER INDIVIDUARE LO SPELEOSUB DISPERSO

Scritto da
Valstagna (VI), 15-01-08
Tutto è pronto e predisposto nel dettaglio per l'immersione del Rov in arrivo da Milano, nel tentativo di individuare il corpo di Peter Laijker, lo speleosub ceco di 48 anni, scomparso sabato nelle acque della grotta dell'Elefante Bianco. Venti specialisti del Soccorso speleologico veneto, VI delegazione, sono radunati sulle sponde del laghetto di Ponte Subiolo in attesa che il robot subacqueo possa mandare qualche segnale positivo, anche se la visibilità nelle gallerie sommerse è praticamente pari a zero. Allestita la piazzola per predisporre l'attrezzatura, nonchè la linea di alimentazione elettrica della centralina del Rov, si attende l'imminente arrivo del mezzo altamente tecnologico. Il robot filoguidato, in caso di individuazione del corpo, è in grado di bloccarlo, ma per il recupero è necessario l'intervento degli specialisti. "Siamo disposti a fare qualsiasi cosa - assicura Mario Casella, delegato Cnsas VI zona - abbiamo ipotizzato diversi scenari. Se il Rov dovesse rinvenire lo speleosub, bisognerà tener conto del rischio e dello stress degli operatori che si muovono praticamente alla cieca. Sarà necessario predisporre una staffetta con coppie di persone, completamente autonome nelle immersioni in tutto e per tutto, poste a diverse profondità". Tra gli specialisti del Soccorso speleologico sono presenti 6 speleosub altofondisti, capaci di scendere fino a cento metri e provvisti di attrezzature che consentono lunghe permanenze sott'acqua.

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