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RECUPERATI ESCURSIONISTI DISPERSI

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Tambre (BL), 25-11-08
Partiti domenica in direzione del rifugio Semenza con l'intenzione di passare la notte in bivacco, due escursionisti sono rimasti bloccati ieri da una tempesta di neve, rischiando di rimanere feriti nel tentativo di scendere a valle. Ieri sera i famigliari di F.P., 56 anni, originario di Cortina, ma residente in Germania, e R.P., 39 anni, residente a San Pietro di Feletto (TV), avevano allertato i carabinieri di Conegliano, preoccupati per il mancato rientro. La chiamata era poi stata girata ai colleghi dell'Alpago che avevano richiesto l'intervento del Soccorso alpino. Due squadre sono quindi salite ieri nella notte per cercare la macchina, un furgone, a malga Cate e a Col Indes, dove è stata ritrovata parcheggiata sotto la neve sul pian delle Lastre. Questa mattina alle 7.30 una quindicina di soccorritori delle Stazioni di Alpago, Belluno, Longarone e Prealpi Trevigiane si è ritrovata a col Indes, per inziare il sopralluogo dividendo in settori il territorio da perlustrare. Nel frattempo l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, imbarcato un tecnico dell'Alpago, ha effettuato una ricognizione dall'alto e fuori dal bivacco invernale non distante dal rifugio Semenza ha visto le racchette dei due uomini, che si sono mostrati non appena sentito il rumore del velivolo. Gli escursionisti, che erano in buone condizioni, sono stati recuperati in hovering e trasportati al campo base dove il medico, dopo una prima visita, ha deciso di trasferirli all'ospedale di Belluno, per gli opportuni controlli. Dai racconti fatti ai soccorritori, i due erano partiti domenica, attrezzati con sacco a pelo e vestiti per la notte, e avevano raggiunto senza difficoltà il bivacco, lungo il sentiero battuto da numerose persone. Svegliatisi ieri mattina con la forte nevicata, avevano tentato di scendere a valle non appena il tempo si era calmato. Il più giovane però, perso l'equilibrio, era scivolato per 200 metri. Il suo compagno, non sentendolo rispondere, si era sporto cadendo a sua volta. Fortunatamente non si erano fatti male, ma avevano constatato il rischio di proseguire oltre e l'impossibilità di utilizzare il cellulare, poichè lì non c'è copertura telefonica. Dal luogo in cui si trovavano, avevano impiegato 5 ore per tornare al bivacco, aiutandosi con le piccozze sul ripido pendio innevato. Dopo una seconda notte in montagna, oggi il ritrovamento.

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