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RECUPERATO IL CORPO DELL'ALPINISTA PRECIPITATO

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Cortina d'Ampezzo (BL), 30-06-09
E' stato recuperato con un gancio baricentrico di 50 metri il corpo senza vita dell'alpinista austriaco precipitato attorno all'una dalla cresta del Becco di Mezzodì, gruppo della Croda da Lago, che stava scalando con un amico rimasto invece ferito. La salma, ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione, è stata trasportata fino alla piazzola del rifugio Palmieri dove attendeva la jeep del Soccorso alpino di Cortina per condurla a valle. Sulla dinamica dell'incidente per ora solo supposizioni. Di certo c'è che i due alpinisti, dei quali non sono ancora note le generalità, si trovavano nel tratto sommitale della via normale, slegati nel punto della cresta da superare a piedi prima delle calate che partono dal pilastro. La discesa si effettua dal versante a sud, nel versante a nord c'è un canale scosceso, con ripidi salti di roccia innevati, ed è da quella parte che i due amici sono precipitati, a circa 2.300 metri di altitudine, 300 metri sotto la cima. Dai primi accertamenti pare che uno di loro sia scivolato, trascinando l'altro, fermo più in basso, nella caduta. L'allarme è arrivato dall'Austria, dopo una chiamata dell'alpinista ferito, bloccato in un affossamento nella neve, senza riuscire a vedere il compagno. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, individuati i due scalatori, ha sbarcato il personale di bordo con un verricello di 50 metri e il tecnico del Soccorso alpino ha subito recuperato l'infortunato, che è stato trasportato all'ospedale di Belluno in stato di ipotermia e con diversi traumi sul corpo. Successivamente l'eliambulanza è tornata sul luogo dell'incidente. La salma del secondo alpinista si trovava a una decina di metri di distanza dal primo. L'uomo, dopo essere scivolato per una trentina di metri sulla neve, ha perso la vita per i traumi dovuti all'urto sulla la roccia contro cui si è fermato.

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