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IL SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO VENETO APPROVA IL BILANCIO

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Belluno, 24 aprile 2012
L'assemblea dei capi e vicecapistazione del Soccorso alpino e speleologico veneto, riunitasi lo scorso fine settimana a Pedavena, ha approvato il bilancio consuntivo per il 2011 e quello previsionale per il 2012. A fronte dell'aumento degli interventi sulle montagne venete - il 2011 si è chiuso con il 36 per cento in più - e dell'impegno maggiore richiesto ai volontari, l'aggiornamento e la formazione costante del personale operante sono sempre al centro dell'attività dell'ente. Con i finanziamenti in arrivo dalla Regione Veneto quest'anno, il Soccorso alpino potrà iniziare a dotarsi dei dispositivi di protezione individuali richiesti dalla normativa vigente, come già avviene in numerose altre regioni italiane, fino ad oggi in carico totale ai volontari delle diverse Stazioni.
Sono inoltre in corso contatti con la Fondazione Cariverona, per ottenere un finanziamento finalizzato al completamenteo del piano radio regionale, che permetterà di migliorare la comunicazione durante le emergenze. "Gli  821 interventi del 2011, con 926 persone soccorse, evidenziano un aumento di circa il 40 per cento rispetto all'anno precedente – premette il presidente del Soccorso alpino e speleologico veneto Rodolfo Selenati - tra questi spicca quello considerevole inerente al recupero di persone illese (più 61 per cento), mentre purtroppo le persone decedute segnano un aumento del 22 per cento. Rispetto al nuovo tariffario della Regione Veneto introdotto lo scorso settembre, va sottolineato che solo il 13% dei recuperati era dotato di una assicurazione specifica e quindi invito a diffondere le informazioni su Dolomiti Emergency Onlus di cui siamo soci fondatori".
Il bilancio è composto di una parte corrente, che viene finanziata dalla Regione attraverso un'apposita convenzione, e da una parte dedicata agli investimenti (automezzi, materiali, attrezzatura) che proviene sempre dalla Regione Veneto dai capitoli della Protezione civile. A questo si aggiunge il valore delle singole convenzioni fatte dalle delegazioni alpine con le Ulss locali per la gestione del servizio di elisoccorso del Suem.
"Alla fine, complessivamente,  il nostro bilancio che per volumi può sembrare quello di una piccola industria, si aggira su un totale annuo di circa 1 milione e mezzo di euro – spiega Selenati - una cifra considerevole che consente il mantenimento di un livello funzionale e una efficacia a livelli di eccellenza, come dimostra il fatto che la sanità della Regione Veneto si rivolga al Soccorso alpino, che rimane una associazione di volontariato, per garantire un servizio basato sulla alta professionalità tecnica e logistica in luoghi impervi e ostili. A tale riguardo ringrazio anche il personale sanitario, medici ed infermieri del Suem e non, che coopera con noi in maniera encomiabile. Tale riferimento esclusivo è stabilito per legge ma trova fondamento nella indiscussa fiducia che il Soccorso Alpino riscuote quotidianamente.Giova sottolineare alcune valutazione che forse danno la misura complessiva dell’azione del Soccorso alpino e, soprattutto la dimensione e i volumi raggiunti in questi anni che fanno del Sasv una complessa organizzazione con una gestione altrettanto articolata che difficilmente può sostenersi contando solo sul puro volontariato, sicuramente non più rispetto alla gestione amministrativo/giuridica".
Tornando al bilancio nelle parte corrente, il 20 per cento circa viene annualmente speso in formazione e addestramento, compresi i vari corsi organizzati per operatori e tecnici di Soccorso alpino, la continua formazione nelle Stazioni e le verifiche triennali.
"Si ritiene questa voce di spesa assolutamente indispensabile e non riducibile, pena il progressivo scadere del livello tecnico raggiunto che peraltro ci viene richiesto dalle convenzioni in essere con la Regione Veneto – aggiunge Rodolfo Selenati - l’attività organizzativa-amministrativa assorbe il 50 per cento della spesa complessiva: una cifra che dimostra come il Soccorso alpino abbia raggiunto un tale livello di complessità da non poter più essere sostenuto senza che un numero base di persone se ne occupino a tempo pieno".
Questa spesa  include il personale, le collaborazioni, tutte le spese correnti di direzione, amministrazione tecnica e organizzativa per la gestione della struttura e della sede (telefoni, energia, assicurazioni, affitti, carburanti, tasse)
Seguono le spese per l’acquisto di materiali tecnici, delle manutenzioni ai mezzi, l’adeguamento e ammodernamento delle dotazioni anche di attrezzature informatiche per un ulteriore 25 per cento.
"Infine da segnalare che un 5 per cento viene destinato alle attività di prevenzione e alla propaganda didattica delle nostre attività negli istituti scolastici o durante manifestazioni, per diffondere la conoscenza del Soccorso alpino e della sue attività – conclude il presidente del Sasv - voce di bilancio, questa, di grande importanza e sicuramente da rivalutare in quanto, come è noto, la prevenzione a tutti  i livelli rimane la miglior soluzione per diffondere una cultura della montagna e della sicurezza che vede il Soccorso alpino protagonista di primo piano sia culturalmente che storicamente, essendo profondamente radicato nel tessuto sociale alpino ma anche per rispetto a un ruolo che ci viene assegnato dalle stessi leggi vigenti".

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