Belluno, 27-07-12
A un anno di distanza dallo smantellamento della vecchia struttura, quest'oggi il nuovo bivacco del Marmol è stato finalmente posizionato nella sede originaria, a 2.266 metri di altitudine sulla Schiara. Il vecchio bivacco, ormai rovinato e inutilizzabile, era stato smontato l'anno scorso dai tecnici del Soccorso alpino della Stazione di Belluno, sia da attuali componenti che ex volontari, impegnati poi nella successiva messa in opera di quello nuovo, per un totale di 40 giorni uomo. Completata la realizzazione della nuova struttura, finanziata da fondi propri del Club alpino italiano di Dolo e dalla Regione Veneto tramite la Comunità montana, il maltempo e difficoltà nell'elitrasporto ne avevano ritardato fino ad oggi l'insediamento. Il trasporto è avvenuto con l'intervento di un elicottero Kamov dell'Heliswiss, che ha spostato il bivacco utilizzando un cavo di 80 metri di lunghezza. Di proprietà del Cai di Dolo e intestato all'alpinista Bocco, sarà cointestato a Marco Zago, tecnico del Soccorso alpino di Belluno, precipitato con Falco a Rio Gere.
A un anno di distanza dallo smantellamento della vecchia struttura, quest'oggi il nuovo bivacco del Marmol è stato finalmente posizionato nella sede originaria, a 2.266 metri di altitudine sulla Schiara. Il vecchio bivacco, ormai rovinato e inutilizzabile, era stato smontato l'anno scorso dai tecnici del Soccorso alpino della Stazione di Belluno, sia da attuali componenti che ex volontari, impegnati poi nella successiva messa in opera di quello nuovo, per un totale di 40 giorni uomo. Completata la realizzazione della nuova struttura, finanziata da fondi propri del Club alpino italiano di Dolo e dalla Regione Veneto tramite la Comunità montana, il maltempo e difficoltà nell'elitrasporto ne avevano ritardato fino ad oggi l'insediamento. Il trasporto è avvenuto con l'intervento di un elicottero Kamov dell'Heliswiss, che ha spostato il bivacco utilizzando un cavo di 80 metri di lunghezza. Di proprietà del Cai di Dolo e intestato all'alpinista Bocco, sarà cointestato a Marco Zago, tecnico del Soccorso alpino di Belluno, precipitato con Falco a Rio Gere.