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LINEE GUIDA NELLE PROCEDURE SANITARIE DEGLI INTERVENTI DI SOCCORSO

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Cortina d'Ampezzo (BL), 15-10-05

Creare linee guida comuni anche dal punto di vista sanitario. E' questa una delle finalità della commissione medica internazionale della Cisa-Ikar. "Ad ogni incontro vengono affrontati diversi argomenti, aspetti della medicazione a terra, l'impiego degli elicotteri - spiega Giovanni Cipolotti, responsabile nazionale della commissione tecnica del Cnsas - la commissione cerca di delineare una metodologia operativa comune per le varie realtà, anche se a maglia larga per le evidenti differenze tra i numerosi paesi. In Italia il sistema saniotario impiega mezzi aerei militari, con le conseguenze del caso. In questi incontri vengono messe a fuoco diverse problematiche. Abbiamo parlato anche degli equipaggiamenti più sicuri per prevenire gli incidenti in valanga, della formazione dei volontari, dell'attrezzatura utilizzata negli incidenti di massa. Cerchiamo di darci delle tematiche da affrontare in maniera specifica". Ogni organizzazione ha una propria parte medica: "La commissione è composta da una ventina di delegati provenineti dia soccorsi alpini. Quest'anno c'erano tra gli altri anche Alaska, Croazia, Stati Uniti, Grecia - continua Cipolotti - una delle differenze è che in alcune nazioni intrevengono in emergenza gli anestesisti. In altre il medico di emergenza. Nei paesi anglosassoni, ad esempio, hanno paramedici, perchè solo pochi medici sono in grado di intervenire nei soccorsi terrestri o in elicottero. Differenze analoghe a quello che succede nel mondo dell'emergenza sanitaria in genere. Tre anni fa è stato stampato un volume in inglese che raccoglie le linee guida tracciate allora dalla commissione medica della Cisa-Ikar. Il lavoro che stiamo facendo è quello di prendere in considerazione nuovi argomenti da inserire nel prossimo volume, in programma per il 2007, ad esempio l'omogeinità per lo sviluppo dell'uso dell'elicottero in montagna". Il mezzo aereo è ormai utilizzato ovunque. Una delle differenze è la rapidità degli interventi: "Gli elicotteri in alcuni paesi sono dedicati al soccorso sanitario e destinati solo a quello. Il decollo è immediato non appena scatta l'allarme. In altri operano mezzi militari: si deve verificarne la disponibilità, aspettare l'arrivo, imbarcare l'equipaggio". Operazioni che rallentano notevolmente la tempestività dei soccorso: "E' necessario un lavoro a monte, di collaborazione anche con i diversi enti, puntando sulla rapidità degli interventi e l'adozione di protocolli comuni", conclude Cipolotti.

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