Cesiomaggiore (BL), 13-07-14
Attorno alle 14, il 118 ha ricevuto la richiesta di intervento per un escursionista che si era infortunato a circa 1.300 metri di quota, in fondo alla Val Canzoi. A.Z., 31 anni, di Montegalda (VI), che con un gruppo di persone stava percorrendo il sentiero 806, era infatti scivolato in un punto dissestato, procurandosi contusioni e la sospetta frattura di un braccio. Uno dei compagni, sceso a valle, aveva lanciato l'allarme. Il Soccorso alpino di Feltre è quindi partito per andare in suo aiuto, mentre decollava l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Contemporaneamente è arrivata la chiamata per un uomo originario di Padova, ma residente in Germania, che, trovatosi nei problemi per una frana sul sentiero, aveva telefonato alla madre perché avvisasse i soccorsi, poiché non poteva proseguire, né tornare sui suoi passi. Poi il cellulare si era scaricato. L'uomo, D.F., 46 anni, era stato accompagnato ieri alla partenza di un itinerario che riguardava la fine dell'Alta via numero 1, assieme a un amico francese. I due, dopo la notte al rifugio Boz, sarebbero dovuti rientrare oggi, attesi alle 14, orario in cui non si sono presentati. L'elicottero ha quindi trasportato in quota altri soccorritori di Feltre, che hanno iniziato a percorrere i sentieri della zona indicata. Il turista padovano in difficoltà, che lungo il percorso si era separato dall'amico, sceso autonomamente, è stato rintracciato sotto il Piz di Sagron, sopra il bivacco Feltre, vicino al Passo del Comedon, ed è stato aiutato a spostarsi in un punto dove l'eliambulanza è riuscita a recuperare lui e i soccorritori. Nel frattempo, la squadra che aveva raggiunto l'infortunato del sentiero 806, lo ha accompagnato fino all'ambulanza diretta all'ospedale di Feltre.
Attorno alle 14, il 118 ha ricevuto la richiesta di intervento per un escursionista che si era infortunato a circa 1.300 metri di quota, in fondo alla Val Canzoi. A.Z., 31 anni, di Montegalda (VI), che con un gruppo di persone stava percorrendo il sentiero 806, era infatti scivolato in un punto dissestato, procurandosi contusioni e la sospetta frattura di un braccio. Uno dei compagni, sceso a valle, aveva lanciato l'allarme. Il Soccorso alpino di Feltre è quindi partito per andare in suo aiuto, mentre decollava l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Contemporaneamente è arrivata la chiamata per un uomo originario di Padova, ma residente in Germania, che, trovatosi nei problemi per una frana sul sentiero, aveva telefonato alla madre perché avvisasse i soccorsi, poiché non poteva proseguire, né tornare sui suoi passi. Poi il cellulare si era scaricato. L'uomo, D.F., 46 anni, era stato accompagnato ieri alla partenza di un itinerario che riguardava la fine dell'Alta via numero 1, assieme a un amico francese. I due, dopo la notte al rifugio Boz, sarebbero dovuti rientrare oggi, attesi alle 14, orario in cui non si sono presentati. L'elicottero ha quindi trasportato in quota altri soccorritori di Feltre, che hanno iniziato a percorrere i sentieri della zona indicata. Il turista padovano in difficoltà, che lungo il percorso si era separato dall'amico, sceso autonomamente, è stato rintracciato sotto il Piz di Sagron, sopra il bivacco Feltre, vicino al Passo del Comedon, ed è stato aiutato a spostarsi in un punto dove l'eliambulanza è riuscita a recuperare lui e i soccorritori. Nel frattempo, la squadra che aveva raggiunto l'infortunato del sentiero 806, lo ha accompagnato fino all'ambulanza diretta all'ospedale di Feltre.