Auronzo di Cadore (BL), 07-08-14
Ieri sera attorno alle 21 la Stazione del Soccorso alpino di Auronzo è stata allertata dal 118 per un'emergenza sulle Tre Cime di Lavaredo. Due alpinisti polacchi erano infatti rimasti bloccati alla fine dello Spigolo Dibona, Cima Grande, incapaci di trovare l'uscita. Poco dopo, in una seconda telefonata si chiedeva aiuto, sempre in tedesco e sempre sulle Tre Cime. Parlando con l'interlocutore i soccorritori hanno però capito che si trattava di due situazioni diverse: nel secondo caso, padre, madre e due figlie di 15 e 12 anni della Germania erano in difficoltà non sulle Tre Cime, bensì sulla ferrata del Paterno, dicevano all'altezza circa della Forcella del Camoscio. Contattati direttamente, i due alpinisti hanno detto ai soccorritori di essere attrezzati a bivaccare in parete e poter aspettare l'intervento all'alba, visto che le squadre a piedi avrebbero in ogni caso impiegato diverse ore per risalire sulla normale e calarsi. Undici soccorritori, compresa la Forestale, sono invece subito partiti per il Sentiero delle forcelle, o ferrata Innerkofler, che dal Paterno porta al Rifugio Pian di Cengia, per raggiungere la famiglia tedesca. I quattro escursionisti, probabilmente sbagliando a leggere la relazione, erano partiti alle 16 dal Rifugio Auronzo, convinti di completare l'anello in 3 ore e rientrare, mentre in realtà per il giro completo ce ne vogliono almeno il doppio. Arrivate in jeep a Forcella Lavaredo, le squadre hanno poi proseguito a piedi, illuminando il percorso con le frontali. Giunte a Forcella del Camoscetto, hanno ritrovato la famiglia, provata dal vento freddo e dalla stanchezza, senza abbigliamento adatto alle temperature e con le bambine impaurite. I soccorritori hanno prima dato loro indumenti per coprirsi e bevande calde. L'animo si è subito risollevato e, una volta assicurati alle corde, i 4 escursionisti sono stati aiutati a ripercorrere la strada già fatta, più breve rispetto alla scelta di proseguire, fino a forcella Lavaredo e poi in jeep al Rifugio Auronzo. L'intervento si è concluso verso le 2.30. Questa mattina, invece, appena la nebbia lo ha permesso, alle 7 circa è decollato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore in direzione della Cima Grande di Lavaredo. I due alpinisti polacchi, R.P., 37 anni, e J.R., 42 anni, residente a Londra, si trovavano una cinquantina di metri sotto la Cengia anulare, che ieri sera non erano riusciti a individuare. Recuperati con un verricello di 20 metri, sono stati trasportati al rifugio Auronzo.
Ieri sera attorno alle 21 la Stazione del Soccorso alpino di Auronzo è stata allertata dal 118 per un'emergenza sulle Tre Cime di Lavaredo. Due alpinisti polacchi erano infatti rimasti bloccati alla fine dello Spigolo Dibona, Cima Grande, incapaci di trovare l'uscita. Poco dopo, in una seconda telefonata si chiedeva aiuto, sempre in tedesco e sempre sulle Tre Cime. Parlando con l'interlocutore i soccorritori hanno però capito che si trattava di due situazioni diverse: nel secondo caso, padre, madre e due figlie di 15 e 12 anni della Germania erano in difficoltà non sulle Tre Cime, bensì sulla ferrata del Paterno, dicevano all'altezza circa della Forcella del Camoscio. Contattati direttamente, i due alpinisti hanno detto ai soccorritori di essere attrezzati a bivaccare in parete e poter aspettare l'intervento all'alba, visto che le squadre a piedi avrebbero in ogni caso impiegato diverse ore per risalire sulla normale e calarsi. Undici soccorritori, compresa la Forestale, sono invece subito partiti per il Sentiero delle forcelle, o ferrata Innerkofler, che dal Paterno porta al Rifugio Pian di Cengia, per raggiungere la famiglia tedesca. I quattro escursionisti, probabilmente sbagliando a leggere la relazione, erano partiti alle 16 dal Rifugio Auronzo, convinti di completare l'anello in 3 ore e rientrare, mentre in realtà per il giro completo ce ne vogliono almeno il doppio. Arrivate in jeep a Forcella Lavaredo, le squadre hanno poi proseguito a piedi, illuminando il percorso con le frontali. Giunte a Forcella del Camoscetto, hanno ritrovato la famiglia, provata dal vento freddo e dalla stanchezza, senza abbigliamento adatto alle temperature e con le bambine impaurite. I soccorritori hanno prima dato loro indumenti per coprirsi e bevande calde. L'animo si è subito risollevato e, una volta assicurati alle corde, i 4 escursionisti sono stati aiutati a ripercorrere la strada già fatta, più breve rispetto alla scelta di proseguire, fino a forcella Lavaredo e poi in jeep al Rifugio Auronzo. L'intervento si è concluso verso le 2.30. Questa mattina, invece, appena la nebbia lo ha permesso, alle 7 circa è decollato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore in direzione della Cima Grande di Lavaredo. I due alpinisti polacchi, R.P., 37 anni, e J.R., 42 anni, residente a Londra, si trovavano una cinquantina di metri sotto la Cengia anulare, che ieri sera non erano riusciti a individuare. Recuperati con un verricello di 20 metri, sono stati trasportati al rifugio Auronzo.