Ospitale di Cadore (BL), 02-11-13
Una coppia bellunese, M.O., 54 anni, lui, V.O., 47 anni, lei, si è persa ieri mentre scendeva dalla cima del Zita, sopra Davestra. Finiti con la nebbia tra i cespugli di mughi, sopra verticali salti di roccia, marito e moglie si sono fermati per non rischiare di peggiorare la situazione e hanno contattato il 118. Passate da poco le 16, è stato allertato il Soccorso alpino di Longarone. Divisi in due squadre, i soccorritori hanno cercato di avvicinarsi dalla parte alta e bassa del versante, fino a riuscire a raggiungerli a voce. La coppia stava bene e i due erano tranquilli. Le condizioni di elevato rischio, causato dall'assenza di visibilità per il buio e le nubi negli spostamenti tra i dirupi, hanno però obbligato le squadre a fermarsi a notte fonda, per risalire questa mattina non appena fatta luce. Nuovamente due squadre, con i soccorritori di Longarone ai quali si sono uniti quelli di Belluno e della Val Cellina, hanno risalito la montagna. Alle 8.50 i soccorritori che partivano dall'alto hanno infine incrociato la coppia che, nel frattempo si era spostata risalendo di un centinaio di metri, in linea d'aria con forcella Pagnac de Sora, a circa 1.900 metri di quota. Marito e moglie, che stavano bene, dopo essere stati rifocillati, sono quindi stati riaccompagnati in sicurezza fino a valle, dove sono arrivati alle 11.
Una coppia bellunese, M.O., 54 anni, lui, V.O., 47 anni, lei, si è persa ieri mentre scendeva dalla cima del Zita, sopra Davestra. Finiti con la nebbia tra i cespugli di mughi, sopra verticali salti di roccia, marito e moglie si sono fermati per non rischiare di peggiorare la situazione e hanno contattato il 118. Passate da poco le 16, è stato allertato il Soccorso alpino di Longarone. Divisi in due squadre, i soccorritori hanno cercato di avvicinarsi dalla parte alta e bassa del versante, fino a riuscire a raggiungerli a voce. La coppia stava bene e i due erano tranquilli. Le condizioni di elevato rischio, causato dall'assenza di visibilità per il buio e le nubi negli spostamenti tra i dirupi, hanno però obbligato le squadre a fermarsi a notte fonda, per risalire questa mattina non appena fatta luce. Nuovamente due squadre, con i soccorritori di Longarone ai quali si sono uniti quelli di Belluno e della Val Cellina, hanno risalito la montagna. Alle 8.50 i soccorritori che partivano dall'alto hanno infine incrociato la coppia che, nel frattempo si era spostata risalendo di un centinaio di metri, in linea d'aria con forcella Pagnac de Sora, a circa 1.900 metri di quota. Marito e moglie, che stavano bene, dopo essere stati rifocillati, sono quindi stati riaccompagnati in sicurezza fino a valle, dove sono arrivati alle 11.