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INTERVENTO IN GROTTA SUI PIANI ETERNI NELLA NOTTE

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Cesiomaggiore (BL), 06-08-06

Si è temuto il peggio - l'allarme parlava di una persona rimasta con la gamba ferita sotto un grosso masso in seguito a una frana a circa 200 metri di profondità e le notizie erano solo queste all'inizio - e i soccorsi sono stati allertati per far fronte alle emergenze proprie degli interventi in grotta, molto complicati per le modalità operative e con tempi lunghi. Fortunatamente poi la situazione è risultata più semplice e si è risolta poco prima di mezzanotte. Ieri attorno alle 19, la Delegazione speleologica del Soccorso alpino Veneto è stata attivata per andare in aiuto di uno speleo che, durante l'esplorazione di un ramo di un abisso dei Piani Eterni, PE 10, è rimasto incastrato con la gamba per la caduta di una frana all'interno di uno degli ambienti della diramazione laterale. L'elicottero di Treviso Emergenza ha portato in quota la squadra di primo intervento, due tecnici speleo con i sacchi medici. Sui Piani Eterni si sta svolgendo il campo annuale di esplorazione delle grotte presenti, che coinvolge speleologi da tutto il Veneto. Lì i soccorritori hanno potuto contare sulla collaborazione di altri 3 tecnici già presenti, tra i quali un infermiere. "La prima preoccupazione è stata quella di far muovere la squadra di specialisti con attrezzatura particolare per la rimozione del materiale caduto, cuscini ad aria compressa per il sollevamento di grossi carichi - spiega il delegato della VI zona Antonino Bileddo - e una seconda squadra abilitata alla disostruzione, coordinata da Catania dal gruppo di lavoro disostruzione nazionale, perchè la grotta presenta passaggi molto stretti a -50, -60 e -200 metri". Contemporaneamente sono stati rintracciati due medici del Soccorso speleo di Padova pronti a partire.

La squadra di primo intervento ha trovato il ferito, L.D.A., 41 anni, di Feltre, a circa 150 metri di profondità. Con il compagno era riuscito a sbloccare la gamba frantumando i sassi a colpi di mazza e scalpello. I soccorritori hanno quindi aiutato i due ad uscire dalla grotta, superando i tratti più complicati. Se fosse stato necessario imbarellarlo, l'intervento sarebbe stato molto complesso e si sarebbe protratto per tutta la notte e anche la giornata successiva, con l'impegno di decine di tecnici. Trasportato da un fuoristrada del Corpo forestale dello Stato - per raggiungere l'entrata ci vogliono 4 ore a piedi - il medico della Stazione del Soccorso alpino di Feltre, presente con altri volontari, ha visitato l'uomo ed è stato concordato di fargli trascorrere la notte a malga Brendol, dove è stato quindi trasportato. Questa mattina il gestore lo ha accompagnato con il suo mezzo fino a valle. per lui il sospetto di lesioni ai legamenti. Sui Piani Eterni si stavano dirigendo in supporto alle operazioni 12 tecnici della Stazione speleo del Veneto orientale (Belluno, Padova, Venezia, Treviso), 8 da Verona, 6 da Vicenza, 11 da Trento, 2 da Bergamo. Pronti anche i volontari di Toscana ed Emilia Romagna, oltre alle Stazioni del Soccorso alpino bellunesi.

Il complesso dei Piani Eterni raggruppa più grotte collegate tra loro, che confluiscono in quella più profonda, proprio PE 10, che raggiunge i 966 metri di profondità. L'ingresso è a circa 1.900 metri di quota. Le cavità sono in esplorazione e fino ad ora sono stati rilevati rami per uno sviluppo di 12 chilometri. Uno degli altri ingressi è V 35 che si ricongiunge alla grotta principale a -450 metri. La grotta inizia come un tipico abisso alpino, con pozzi verticali e meandri orizzontali fino a 300 metri di profondità. Dopo incrocia una faglia che scende con una pendenza costante di 70 gradi fino a 800 metri, per cambiare nuovamente conformazione con nuovi pozzi e meandri fino alla massima profondità. E' abbastanza impegnativa, fredda e ghiacciata (temperature attorno ai 2 gradi centigradi) e con presenza di scorrimento d'acqua a partire dai 250 metri di profondità. I pozzi possono essere resi impraticabili da cascate e piene, tanto che a -450 metri è presente un bivacco fisso d'emergenza, con tenda, viveri e sacchi a pelo per le esplorazioni più lunghi. Prima della frana, gli speleologi stavano visitando un nuovo ramo che probabilmente si avvicina alla superficie, con ambiente a gradoni. Il complesso dei Piani Eterni è uno dei più importanti d'Italia. Compreso nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, l'accesso è consentito solo con le dovute autorizzazioni. Tra i gruppi speleo e l'ente parco c'è da tempo una collaborazione per l'esplorazioone e le ricerche scientifiche nell'abisso.

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