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ANCHE GLI SPELEOSUB VENETI NEL DIFFICILE RECUPERO DI QUESTA NOTTE IN TOSCANA

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Stazzema (LU), 05-06-06

Si è svolto nella notte l'intervento di recupero del corpo di un giovane speleosub lecchese, Massimiliano Valsecchi, rimasto bloccato in una strettoia della risorgenza carsica chiamata La Pollaccia, nel comune di Stazzema (LU), a 45 metri di profondità. Oltre al Soccorso alpino e speleologico della Toscana, la Commissione speleosubacquea del Cnsas (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) ha attivato, non appena è scattato l'allarme, anche le squadre delle altre regioni, tra le quali il Veneto. "Poichè i tecnici speleosub sono pochi, quando le emergenze sono di questo tipo, gli specialisti provengono da diverse zone", spiega Antonino Bileddo, responsabile della VI Delegazione speleologica del Veneto, che con altri 3 tecnici di Verona ha collaborato al recupero, cui hanno preso parte 15 speleosub di Toscana, veneto, Lazio e Lombardia. "A seconda della complessità si cerca di coinvolgere più persone possibili - continua Bileddo - innanzi tutto è indispensabile puntare alla massima sicurezza, creando una linea di emergenza con bombole lungo il percorso che assicurino gas sufficiente. Per rendere il recupero più agevole, la risalita viene suddivisa a tratti, ognuno affidato a una squadra. Questo per consentire, al cambio, la decompressione della squadra appena salita e la continuità con la squadra successiva. All'esterno dell'ingresso poi sono sempre presenti sub pronti a intervenire ad ogni evenienza". Nel corso degli anni il numero di incidenti nelle grotte sommerse è costante, ma aumenta la difficoltà degli interventi: "E' aumentata la frequentazione e gli speleosub sono sempre più preparati. Sono diminuiti gli incidenti legati a persone sprovvedute, anche grazie a campagne informative abbastanza pesanti. Purtroppo quando avvengono sono sempre più complicati. Vengono continuamente cercati limiti estremi: incidenti a determinate profondità e condizioni ambientali potrebbero essere paragonati in difficoltà a quelli che accadono sulla vetta dell'Everest. Per questo l'attrezzatura e le tecniche devono essere costantemente aggiornate", conclude Bileddo. Risale allo scorso febbraio la simulazione di un recupero a 80 metri di profondità, prima volta in Italia, nella risorgenza dell'Elefante Bianco a Valstagna, dove negli anni passati hanno perso la vita 7 persone impegnate in escursioni subacque. Oggi la VI Delegazione, con le Stazioni speleo di Verona, Vicenza e Veneto orientale, conta 9 tecnici speleosub (8 veneti, 1 trentino), 7 dei quali con brevetto internazionale per l'uso di miscela Trimix, miscela di ossigeno, azoto ed elio.

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