Voltago Agordino (BL), 23-08-07
Il corpo senza vita di Andrea Guglielmini è stato individuato dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, decollato non appena il maltempo lo ha permesso. Era incastrato tra le rocce nel difficile canalone di discesa, il percorso alternativo alla via normale, consigliato ad alpinisti esperti, sul versante nord dell'Agner a quota 2.400 circa. Il capostazione del Soccorso alpino di Agordo ha subito guidato l'equipaggio dell'eliambulanza in quella direzione. Durante il pomeriggio, con pioggia, grandine e nebbia, i volontari si erano spinti in basso dal bivacco Biasin fino a quota 2.500 metri, scendendo a proprio rischio da quella parte e fermandosi dove iniziavano i salti di roccia più pericolosi, dopo aver risalito la ferrata Stella alpina fino alla vetta dell'Agner.
Da una prima analisi pare che l'escursionista sia precipitato per oltre 50 metri sul Boral delle Scandole, il ripido canale di cui ci sono solo le indicazioni iniziali, ma poi non è attrezzato, nè segnalato, prerogativa dei più esperti e allenati. Il recupero del corpo richiede un intervento complesso, che il buio non permette di portare a termine oggi. Non appena farà luce domani mattina, una squadra sarà portata in quota per ricomporre la salma, che verrà poi condotta a valle.
Andrea Guglielmi era partito ieri per l'escursione, la sua macchina, un'Audi nera, era rimasta parcheggiata alla partenza della seggiovia che porta al rifugio Scarpa. Durante il tragitto aveva inviato ai colleghi una foto con il cellulare che ritraeva uno scorcio con gli alberi, poi alcuni messaggi, fino all'ultimo contatto delle 16.30, un messaggio in cui diceva di trovarsi su una ferrata molto difficile. Come ultima testimonianza del suo passaggio, i soccorritori hanno trovato solo la sua firma sul libro del bivacco Biasin a 2.650 metri di altitudine, 200 prima della cima. Fino all'epilogo.