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RECUPERO SUL CIVETTA

Scritto da
Alleghe (BL), 30-07-07
Le condizioni del tempo proibitive, grandine, nebbia e vento gelido, non hanno impedito ai volontari del Soccorso alpino delle Stazioni agordine di portare a termine uno degli interventi più impegnativi dell'anno e mettere in salvo i due alpinisti bloccati da ieri sulla parete della Civetta. Alle prime luci del giorno, constatata l'impossibilità dell'elicottero del Suem di avvicinarsi alla parete, i due rocciatori sono stati recuperati dai volontari. Partiti con l'intenzione di finire in giornata la via, il diedro Philipp-Flamm alla Civetta (considerata la più difficile e impegnativa del Gruppo, con 740 metri di dislivello, 1.130 di sviluppo e dalle 10 alle 16 ore di percorenza) i due rocciatori avevano già bivaccato una prima notte e ieri si preparavano a completare l'itinerario quando, in prossimità di alcuni camini, a circa 150 metri dall'uscita sulla cresta, il primo di cordata, S.K., 40 anni, di Trieste, ha perso un appiglio ed è volato per alcuni metri procurandosi un trauma al torace.
Le squadre delle Stazioni di Alleghe, competente per territorio, Agordo, Val Biois, Val Pettorina e Selva di Cadore, sono state allertate verso le 18.45, mentre l'eliambulanza tentava il recupero. Con un gancio baricentrico di oltre 120 metri, il tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio, ha provato ad avvicinare la parete, ma le fortissime raffiche di vento lo hanno impedito. Una quarantina di volontari si è portata sui Piani di Pezzè per vedere se l'elicottero riusciva almeno ad accompagnarli in quota. Sulla cresta però il maltempo non ha permesso la discesa in sicurezza in hovering e si è dovuto decidere di percorrere a piedi la via normale. Grazie alla disponibilità del gestore del rifugio Torrani, materiale e attrezzatura sono stati portati sulla cima con 4 viaggi della teleferica e ventiquattro tecnici hanno cominciato la salita, pur perdurando il maltempo. La Stazione della Valle di Zoldo ha curato la parte logistica, procurando bevande calde e cibo. Sopraggiunte in vetta attorno alle 3, una squadra ha attrezzato una cengia e un'altra ha portato il materiale per allestire le calate. Non appena è rischiarato, verso le 5 l'eliambulanza ha nuovamente tentato le manovre, purtroppo invano. Le squadre (erano presenti anche un medico e un infermiere) allora hanno cominciato il recupero. Dal rifugio Tissi venivano date le indicazioni rispetto alla verticale dove si trovavano i due scalatori, visibili per le frontali accese, per orientare il tecnico che si apprestava a scendere da sopra.
Alle 6.30 sono stati avvicinati, assicurati alla corda e issati sulla cima utilizzando un apposito argano in dotazione al Soccorso alpino. Sono quindi stati accompagnati, ancora scossi per l'esperienza, al rifugio Torrani, dove l'elicottero è poi riuscito ad atterrare, per imbarcarli e trasportare il ferito all'ospedale di Belluno. Per permettere le comunicazioni durante l'operazione (rese difficili dall'assenza di campo), alcuni volontari si sono dovuti disporre sul percorso tra la cresta e il Torrani per garantire il ponte radio.

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