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Lunedì, 25 Settembre 2017 18:08
ALPINISTI IN DIFFICOLTÀ SULLA CRODA BIANCA
Calalzo di Cadore (BL), 24 - 09 - 17
Verso le 10.30 il Soccorso alpino, Stazioni di Centro Cadore e Pieve di Cadore, è intervenuto per andare incontro a due alpinisti in difficoltà sulla Croda Bianca e assicurarsi il loro rientro senza problemi. Partiti ieri mattina dal Rifugio Baion, i due rocciatori, V.C., 38 anni, e O.B., 37 anni, entrambi di Maser (TV), hanno scalato la Via Cadorin - Scandolin sulla parete est della Croda Bianca, ma incontrate difficoltà sulla fase finale, non sono scesi dalla normale, hanno bensì iniziato a calarsi con le doppie dalla via di risalita. Arrivati a 2.400 metri di quota, ormai prossimo il buio, hanno deciso di fermarsi su una cengia protetta da un tetto di roccia e di passare la notte lì, dopo aver avvertito il gestore del Rifugio. Questa mattina, quando ha cominciato a nevischiare, hanno ricontattato il gestore e sono stati messi in contatto diretto con i soccorritori. È stato così deciso che, mentre i due alpinisti riprendevano le calate, i soccorritori, una quindicina, sarebbero andati loro incontro. Verso le 13 le squadre sono arrivate alla base della parete, li hanno ritrovati e con loro sono rientrati in Rifugio.
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Lunedì, 25 Settembre 2017 17:56
INTERVENTO NELLA NOTTE SUL BALDO
Ferrara di Monte Baldo (VR), 20 - 09 - 17
Ieri sera poco prima delle 21 il Soccorso alpino di Verona è stato allertato dalla Centrale operativa del 118 per due escursionisti in difficoltà sul Monte Baldo. La coppia, W.J.H., 33 anni, lui, e H.P., 23 anni, lei, entrambi tedeschi, erano partiti con la mountain bike da Brentonico diretti al Rifugio Telegrafo, ma durante il tragitto sulle creste del Baldo avevano perso il sentiero nel tratto innevato, non sapevano dove si trovavano e iniziava a essere molto freddo. Una prima squadra di due persone è partita da Caprino, una di 6 da Verona e veniva anche allertata la Stazione trentina di Ala. Le informazioni erano frammentarie, la linea cadeva in continuazione e la comunicazione avveniva solo attraverso Sms. Oltretutto trattandosi di vecchi cellulari senza traffico dati non si era ingrado di geolocalizzarli. In accordo con la Centrale operativa, è stato chiesto l'intervento dell'elicottero di Brescia abilitato per il volo notturno che dava disponibilità. Decollo bloccato poi dall'avvistamento di due luci a metà versante, tra le creste del Baldo e la strada asfaltata. Quando si è potuto verificare che si trattava di altri due escursionisti - sul posto anche i Vigili del fuoco di Avio - l'elicottero, richiamato, era impegnato in un'altra missione. I soccorritori si sono suddivisi in 4 squadre: una rimasta sulla strada per il coordinamento, tre risalite per altrettanti sentieri dal versante Adige. I volontari di Ala sono invece partiti da nord, da Prato Spino, all'arrivo della funivia. Fortunatamente, perlustrando l'area col binocolo, sono state avvistate due luci, 150 metri circa sotto Cima Valdritta, fuori sentiero. La squadra alla base si è avvicinata con la macchina e, azionate le sirene, ha avuto conferma tramite Sms che erano state sentite e si trattava proprio di loro. Tutte le squadre si sono quindi dirette in quella zona. Una volta raggiunti - erano in buone condizioni anche se infreddoliti - i soccorritori li hanno dotati di imbrago e assicurati per farli risalire sul sentiero in cresta e poi scendere a valle. Una volta rientrati a Cavallo di Novezza, i due ragazzi sono stati affidati in via precauzionale all'ambulanza. L'intervento si è concluso alle 2.30 circa.
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Domenica, 17 Settembre 2017 10:24
SOCCORSO RUNNER IN DIFFICOLTÀ
Solagna (VI), 15 - 09 - 17
Verso le 14.20 il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa è stato allertato dalla Centrale del Suem 118 per un runner in difficoltà lungo il sentiero numero 944 del Monte Grappa, un itinerario per escursionisti esperti, che presenta un tratto attrezzato molto ripido. Arrivato durante un allenamento in quel punto, con salti di roccia resi viscidi dall'acqua, C.C., 43 anni, di Galliera Veneta (PD), si era infatti bloccato temendo di rischiare di scivolare e farsi male proseguendo oltre. Arrivati da sopra, a circa 900 metri di quota, sette soccorritori hanno allestuto gli ancoraggi per raggiungerlo con una corda da 60 metri. Una volta assicurato con un imbrago, lo hanno sollevato per superare la parte più impegnativa e riportarsi sul tracciato meno difficile del sentiero. Assieme a lui sono quindi tornati ai mezzi e lo hanno riaccompagnato a valle alla sua auto.
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Domenica, 17 Settembre 2017 10:17
DUE INTERVENTI A CORTINA
Cortina d'Ampezzo (BL), 12 - 09 - 17
Oggi attorno a mezzogiorno il Soccorso alpino di Cortina è stato allertato per due emergenze in contemporanea con venti centimetri di neve fresca e la nevicata in corso. Nel primo caso a chiedere aiuto è stata un'escursionista statunitense scivolata a circa 2.300 metri di quota lungo il sentiero che dal Passo Falzarego porta al Rifugio Averau. Non sapendo il punto preciso, una squadra, messe le catene alla jeep, è partita dall'alto, una dal basso, finché la turista, che era da sola e aveva sbattuto la testa, è stata ritrovata lungo il percorso. Trasportata fino all'Averau, le sono state prestate le prime cure ed è poi stata accompagnata al Rifugio Cinque Torri per essere affidata all'ambulanza diretta all'ospedale. Quasi nello stesso momento una signora che parlava in inglese ha contattato il 118 dicendo che si trovava in difficoltà con altre persone nella zona del Lagazuoi. Si sono quindi mossi altri soccorritori assieme ai militari del Sagf. Dalle prime informazioni pareva stessero percorrendo il sentiero 401-402 che scende dal Lagazuoi verso Forcella Col dei Bos. Dalle coordinate fornite, poi rivelatesi completamente errate, sembrava il punto fosse all'Ospedaletto, sotto Torre Falzarego, ma la prima squadra arrivata sul posto non ha trovato nessuno. Una seconda squadra si è diretta verso le piste prossime alla Torre Piccola di Falzarego e anche lì non c'è stato alcun riscontro. Poiché al cellulare la chiamante non era più raggiungibile, una squadra ha iniziato a percorrere in discesa dal Lagazuoi il Sentiero attrezzato dei Kaiserjäger, mentre altri soccorritori salivano fino alle Gallerie, trovando una comitiva di escursionisti in salita sotto la neve che però non c'entrava. Finalmente la squadra che scendeva dal sentiero dei Kaisejäger e quella che stava rientrando dalle gallerie, riunendosi, hanno trovato un bastoncino nella neve vicino alla postazione Vonbank e subito dopo il gruppo di persone in difficoltà, che aveva trovato riparo in una delle trincee, dove però non prendeva il telefono, né si sentivano i richiami. Si trattava di sei turiste del Colorado, di età compresa tra i 46 e i 71 anni. Salite al Lagazuoi con la funivia, erano poi scese dal Sentiero dei Kajser e avevano perso la traccia nascosta dalla neve. Le turiste sono state accompagnate fino al Passo Falzarego.
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Lunedì, 11 Settembre 2017 10:41
ESCURSIONISTI IN RITARDO SULLA FERRATA IERI SERA
Cortina d'Ampezzo (BL), 10 - 09 - 17
Ieri poco prima delle 20 una coppia di escursionisti italiani ha contattato il 118 in difficoltà chiedendo l'intervento dell'elicottero, poiché non erano riusciti a completare la Ferrata Lipella, era tardi e si stava alzando la nebbia. Ormai buio e data l'impossibilità di decollo per l'eliambulanza del Suem di Pieve di Cadore, i due sono stati messi in contatto telefonico con il gestore del Rifugio Giussani, capo della Stazione del Soccorso alpino di Cortina. Dal loro racconto, erano partiti alle 10 dal Rifugio Dibona e, con varie soste, avevano attaccato la ferrata al Castelletto alle 15, convinti erroneamente fosse un percorso di un'oretta, mentre in realtà sono richieste diverse ore per completarlo, a seconda anche della capacità e preparazione di ognuno. Capito che si trovavano sotto le Tre Dita e che potevano farsi luce, è stato consigliato agli escursionisti di avanzare, mentre il soccorritore partiva per andare loro incontro. Una volta incrociati è rientrato assieme alla coppia al Rifugio, dove sono arrivati verso le 22.
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Giovedì, 07 Settembre 2017 11:49
GRAVE INFORTUNIO PER UN'ALPINISTA
Agordo (BL), 06 - 09 - 17
Verso le 12.30 il 118 ha allertato il Soccorso alpino di Agordo per un incidente alpinistico sulla Parete di ferro di Lastia di Framont. Dopo aver fatto un tiro su una via ed essersi calati, una coppia di rocciatori stava scendendo la ripida cengia dello zoccolo che riportava alla base della parete, quando G.S., 38 anni, di nazionalità tedesca, è ruzzolata per una decina di metri tra le rocce sbattendo la schiena. Il compagno è quindi corso fino alla Forcella del Camp per riuscire a trovare copertura e dare l'allarme. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha imbarcato un soccorritore di Agordo per guidare velocemente l'equipaggio sul luogo dell'incidente dove, con un verricello di una quindicina di metri, ha sbarcato tecnico di elisoccorso, medico e infermiere, che hanno prestato le prime cure alla donna, mentre veniva caricato a bordo e portato a valle il compagno. Una volta imbarellata, l'infortunata è stata recuperata e trasportata all'ospedale di Belluno e successivamente a Treviso per il possibile grave trauma riportato.
Verso le 12.15 il Soccorso alpino di Agordo era già intervenuto nel comune di Gosaldo (BL), dove durante una passeggiata diretta alla località Sant'Andrea, una turista di Padova, A.B., 76 anni, aveva sbagliato itinerario dirigendosi verso Forcella Aurine e, fuori dal sentiero, si era persa. Un soccorritore, intuito dove poteva trovarsi, prima grazie ai contatti telefonici e poi alle risposte vocali, la ha rintracciata e riaccompagnata fino al paese.
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Lunedì, 04 Settembre 2017 15:37
INTERVENTO NELLA NOTTE SULLA TOFANA DI ROZES
Cortina d'Ampezzo (BL), 03 - 09 - 17
Intervento impegnativo nella notte per il Soccorso alpino di Cortina, uscito in aiuto di due escursionisti ungheresi bloccati dalla neve in cima alla Tofana di Rozes. Ieri, scattato l'allarme verso le 19.20, mentre le squadre si preparavano a partire, si è cercato di ricontattare i due, T.K, 34 anni, e F.C.G., di 39 anni, che non rispondevano più. Al Rifugio Giussani è arrivata la conferma - da parte di un gruppo che li aveva incrociati verso le 14 alle Tre Dita all'uscita della ferrata Lipella - che, malgrado il maltempo imperversasse già, i due eano partiti per salire in cima. Con venti centimetri di neve fresca e una bufera in corso, i soccorritori sono saliti con il fuoristrada fino all'inizio della serpentina, a circa 2.500 metri di quota, per poi proseguire a piedi. Ai due, nell'unico contatto, era stato detto di fermarsi dove si trovavano, vicini alla croce di vetta a 3.200 metri. Una squadra veloce ha quindi intrapreso la salita della normale, mentre si verificava anche la possibilità che fossero ridiscesi dalla Ferrata Lipella, da dove erano saliti al mattino e dal Rifugio Lagazuoi si osservava l'eventuale presenza di luci lungo l'itinerario attrezzato. Quando la squadra è arrivata alla croce, i due erano lì, in preda al freddo. Raggiunti dagli altri, piano piano i soccorritori sono riusciti a farli muovere e li hanno accompagnati nella discesa fino al Giussani. Poiché le loro condizioni non erano buone, è stato valutato di continuare la discesa. A mezzanotte e mezza la jeep li ha caricati sul tratto sterrato e li ha portati all'ambulanza che attendeva sulla strada per le verifiche del caso.
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Lunedì, 28 Agosto 2017 08:38
RECUPERATA COPPIA IN DIFFICOLTÀ
Livinallongo del Col di Lana (BL), 26 - 08 - 17
Alle 17.20 il 118 ha richiesto l'intervento del Soccorso alpino di Livinallongo per una coppia di escursionisti in difficoltà. In contatto telefonico i due avevano detto ai soccorritori di essere partiti dal Rifugio Padon, di aver seguito il sentiero 636 e di dover proseguire per Col d'Ornella, ma di aver perso la traccia e di non sapere dove si trovavano. Inizialmente è stato molto complicato riuscire a capire dove erano. Da alcune foto inviate i soccorritori sono riusciti a individuare la zona, poi confermata una volta che la centrale del Suem è risalita alle coordinate. La coppia era sui prati del Mont de Foppa a 2.000 metri di quota. Una squadra è partita con un quad e con una moto trial per poi proseguire a piedi un quarto d'ora. Raggiunta la coppia, due cinquantenni di Mestre (VE), si è appurato che stavano bene pur bagnati dal temporale. I soccorritori li hanno quindi riaccompagnati a valle. L'intervento si è concluso alle 21. Nel pomeriggio è stato allertato anche il Soccorso alpino di Cortina per un escursionista bellunese, E.G., 74 anni, che, dopo le cascate di Fanes, alla fine della ferrata non riusciva più a proseguire per la stanchezza. Raggiunto da una squadra del Sagf è stato aiutato a risalire l'ultimo tratto e a tornare sulla strada.
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Domenica, 20 Agosto 2017 09:58
FAMIGLIA IN DIFFICOLTÀ, INTERVENTO IERI SERA
San Vito di Cadore (BL), 19 - 08 - 17
Ieri sera attorno alle 20.30 il Soccorso alpino della Val Fiorentina è stato allertato dal 118 per una famiglia in difficoltà nella zona di Mondeval. Padre, madre e bimbo di 8 anni di San Fior (TV), scendendo dal sentiero 466 sopra Santa Fosca, erano arrivati a una diramazione dove una traccia non Cai si innesta poi con il sentiero numero 466 che da L'Andria sale a Forcella Ambrizzola. Perso l'orientamento, non sapendo come procedere avevano preferito chiedere aiuto. Una volta geolocalizzati, le coordinate Gps sono state girate a una squadra di 3 soccorritori (altri due erani pronti a partire), che li ha raggiunti e riaccompagnati alla macchina.
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Mercoledì, 09 Agosto 2017 09:32
INTERVENTO NELLA NOTTE A SAPPADA
Sappada (BL), 09 - 09 - 17
Ieri sera attorno alle 20 il Soccorso alpino di Sappada è stato allertato dal 118 per un escursionista in difficoltà al rientro dal Bivacco Damiana sul Cadin di Dentro. Al momento di scendere, A. Z.., 63 anni, di Udine, si era portato troppo a valle rispetto al sentiero finendo in un rio in secca, sul lato ovest del Col di Laner, a circa 1.700 metri di quota. Seguendo tracce di animali, era poi rimasto bloccato tra i mughi. Messo in contatto telefonico con i soccorritori, diceva di vedere un ponte e una stalla in prossimità dell'abitato di Sappada. Una squadra di 3 soccorritori è quindi partita in direzione del bivacco, seguita poco dopo da due militari del Sagf, mentre una seconda squadra composta da 3 unità si è diretta con la jeep per cercare i riferimenti indicati dall'uomo. Procedendo in avanti, i soccorritori hanno appurato che il ponte e la stalla erano in realtà un ponticello e un rifugio in costruzione dentro un bosco nella Val di Enghe, ben distanti dal paese. Non appena hanno acceso i lampeggianti, 600 metri più in alto in linea d'aria ha risposto il flash di un telefonino. I soccorritori si sono portati alla base del rio in secca e da sotto hanno atteso lo scollinamento della squadra salita al bivacco, per dare indicazioni rispetto alla posizione dell'uomo. Benché si trovasse 200 metri più a est, infatti, il labirinto di mughi e balze di roccia ha ostacolato non poco l'avanzare della squadra. Una volta raggiunto, l'escursionista è stato assicurato e aiutato nella progressione attrezzando alcuni salti e traversi con le corde fino a riprendere il sentiero corretto, dove è stato rifocillato e reidratato. Sceso su una strada forestale, il gruppo è stato recuperato dal fuoristrada e accompagnato alla sede del Soccorso alpino, dove una terza squadra era pronta a partire in supporto alle operazioni. L'intervento si è concluso all'una e venti.
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