DIFFICILE INTERVENTO NELLA NOTTE

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Comenlico Superiore (BL), 08-07-08
Quella che doveva essere una piacevole escursione in montagna si è trasformata in un incubo per una coppia inglese, marito e moglie di Thaxted, partiti domenica in direzione della ferrata Roghel che dal rifugio Carducci porta al rifugio Berti, e salvati nella notte dalle squadre del Soccorso alpino della Val Comelico e dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Un errore nella scelta del percorso, domenica, ha fatto deviare i due verso l'itinerario della vecchia ferrata, smantellata a causa delle continue scariche di sassi anni fa e riallestita un centinaio di metri più a sinistra. Sul vecchio e già difficile tragitto sono rimasti solo i fittoni cementati. I due escursionisti in serata riescono in qualche modo a raggiungere la cima e a scendere verso valle per un centinaio di metri. Poi non possono più muoversi bloccati dal 25 metri di parete verticale sotto di loro, un tempo attrezzata con una scala di metallo della quale rimangono solo pioli ricurvi e scivolosi. Lì non c'è copertura telefonica e decidono di bivaccare. Ieri mattina, la vista in basso del rifugio Lunelli, di Selva Piana, ha spinto l'uomo, C.W., 39 anni, a tentare di scendere servendosi di ogni oggetto. Con le lenzuola da bivacco e il materiale da ferrata è riuscito a realizzare una sorta di corda di fortuna e ha cominciato a calarsi fino dove ha potuto, aggrappandosi poi ai pioli per arrivare sotto la verticale. Quindi ha percorso, cadendo più volte, 250 metri di ripidi canaloni di neve dura da deposito.
Ferito, è arrivato a poco distanza dal rifugio Berti ed è riuscito con il cellulare a dare l'allarme al rifugio Carducci il cui numero aveva in memoria, attorno alle 17.30. Notizie frammentarie, la linea cadeva e lui parlava della ferrata Roghel. L'elicottero del Suem ha effettuato un primo sopralluogo approfittando di un varco nella nebbia e nella pioggia, mentre le squadre del Soccorso alpino, 10 tecnici della Stazione Val Comelico e 5 della Guardia di finanza, attendevano al rifugio Lunelli, guardando la cascata di acqua che scendeva dall'attacco della ferrata, pronti a partire. Fin quando il gestore del Berti ha visto col binocolo l'uomo e la sua reale posizione rispetto all'itinerario ipotizzato. L'eliambulanza lo ha recuperato con un verricello e trasportato al Berti, con ferite sul corpo, un trauma cranico e in ipotermia. Solo allora l'uomo ha fatto capire che con lui c''era anche la moglie, S.W., 37 anni, ed era bloccata in quota. Lui è stato portato in jeep a valle e poi affidato all'ambulanza diretta a Pieve, mentre cominciava la ricerca della donna. Dopo averla individuata, l'eliambulanza ha fatto solo in tempo a sbarcare il tecnico del Soccorso alpino a bordo con un verricello, poi la nebbia si è richiusa e, effemeridi in scadenza alle 21, è dovuta rientrare alla base a Pieve di Cadore. Uno dei soccorritori nel frattempo si era già portato al rifugio Berti, mentre le altre squadre sono subito partite. Arrivati alla base della vecchia ferrata, in 5 hanno raggiunto la donna, che accusava solo ipotermia, attorno alle 22, l'hanno assicurata e l'hanno calata attrezzando la parete con i chiodi con 4 tiri di corda da 60 metri fino alla base, dove attendeva un'altra squadra, i rinforzi, che ha preparato gli ancoraggi per scendere i ghiaioni. L'escursionista è poi stata accompagnata sul sentiero e all'ambulanza. L'intervento si è concluso alle 3.30.

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