Monte di Malo (VI), 05-06-09
Per domani e domenica la 6^ Delegazione speleologica del Cnsas (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) ha organizzato un’esercitazione interregionale di soccorso nella grotta del Buso della Rana a Monte di Malo (VI).
Durante l’addestramento, cui prenderanno parte una sessantina di tecnici provenienti dalle stazioni di Vicenza, Verona, Veneto Orientale, Trento e Bolzano, verrà simulato il recupero di un infortunato da una delle diramazioni della grotta più distanti dall’ingresso (il ramo verde). Per effettuare il trasporto della barella con l’infortunato si alterneranno all’interno della grotta varie squadre di soccorritori, che dopo avere steso un collegamento telefonico tra il campo base, posto all’esterno della grotta e il luogo della simulazione dell’incidente, provvederanno, sotto la guida dei medici e degli specialisti sanitari al condizionamento dell’infortunato e al suo trasporto fino all’esterno.
Le operazioni, che inizieranno domani mattina, saranno rese più complicate dalla morfologia delle gallerie della grotta, spesso strette, allagate e con passaggi difficili e dalla particolare cura posta nel trasporto del ferito. Per questi motivi il recupero sarà particolarmente lungo e laborioso e si protrarrà per tutta la giornata di sabato e per l’intera notte tra sabato e domenica, nell’intento di riuscire a fare vedere nuovamente la luce all’infortunato nella mattinata di domenica.
Questa esercitazione è particolarmente importante perché permetterà di testare in uno scenario reale le problematiche di un intervento complesso di soccorso e le difficoltà di coordinare le varie squadre di tecnici e la razionalizzazione dei materiali utilizzati nel recupero.
La scelta del Buso della Rana è dettata dal fatto che questa è indubbiamente la grotta più frequentata del Veneto e che è una delle poche “speleo-escursionistiche”. A questo si aggiunge che gli attuali limiti esplorativi della grotta sono posti a parecchie ore di progressione dall’ingresso.
Il Buso della Rana inoltre è una cavità con un regime idrico importante che risente in breve tempo delle precipitazioni esterne, rendendo alcuni tratti non transitabili con condizioni meteorologiche avverse. Parecchi infatti sono stati gli interventi di soccorso che hanno visto i tecnici del Cnsas portare soccorso, con non poche difficoltà, a gruppi di speleologi o speleo-escursionisti bloccati proprio a causa delle piene causate da temporali esterni.
