SITUAZIONE DI RISCHIO SULLA PALA ALTA

Scritto da
Belluno, 11-03-09
Di seguito riportiamo la relazione del dirigente dell'Arpav Anselmo Cagnati che sabato scorso ha effettuato un sopralluogo sulla Pala Alta con il capostazione del Soccorso alpino di Belluno. Nei giorni successivi i soccorritori sono tornati più volte sulla montagna per monitorare la valanga che il primo marzo ha investito due escursionisti, uno trovato morto, l'altro ancora disperso. Successivi distacchi hanno ricoperto di materiale la superficie dove si sono svolte le ricerche e sulla vetta si sono formati ampi cornicioni di neve portata dal vento di questi giorni. Le squadre del Soccorso alpino continuano tuttora a perlustrare la valanga, conformemente alle norme di sicurezza.
In allegato alcune immagini scattate domenica.

A seguito del sopralluogo effettuato sabato 7 marzo congiuntamente al Tecnico del Cnsas sulla valanga che ha causanto l'incidente della Pala Alta, si trasmettono le risultanze dell'indagine:

1.La zona di distacco della valanga, molto vasta e complessa, è costituita da una serie di pendii erbosi/rocciosi disposti a franappoggio. Questi pendii, in caso di distacchi parziali, fanno confluire le masse nevose in una serie di canali secondari che confluiscono poi a loro volta in quello principale.

2.La zona di accumulo della valanga non è ben definita e circoscritta ma si estende anche lungo gran parte del percorso (anche nei canali
secondari) determinando una potenziale zona delle ricerche molto vasta e complessa.

3.Trattandosi di un percorso in gran parte incanalato, le operazioni di
ricerca effettuate sui depositi parziali o sul deposito principale
costituiscono,in linea generale, un serio pericolo, in quanto tutte le
masse nevose che si staccano vengono incanalate lungo le probabili zone di ricerca subendo un'accelerazione a causa della ridotta sezione del canale stesso; un'azione di monitoraggio dal basso e la predisposizione di vie di fuga appare alquanto problematica causa la complessità morfologica della zona.

4.Nella zona di distacco sono ancora presenti ingenti quantità di neve (in alcuni settori gli spessori possono essere stimati da 1,5 a 2 m); alcuni pendii che costituiscono la zona di distacco non hanno ancora scaricato, sono inoltre evidenti segni di instabilità quali slittamenti parziali sui pendii erbosi e fratture nel manto nevoso; lo spartiacque che delimita a monte la vasta zona di distacco presenta inoltre cornici (anche se poco pronunciate) e accumuli da vento.

5.Sono da attendersi sul sito ulteriori distacchi parziali che saranno più probabili e di dimensioni maggiori in caso di ulteriorI precipitazioni nevose e/o piovose e importanti rialzi termici accompagnati dal soleggiamento diretto del sito; tuttavia, anche in assenza di dette condizioni meteorologiche critiche, si potranno avere distacchi parziali generalmente di piccola entità con qualsiasi altra condizione a causa degli accumuli da vento presenti nella zona di distacco; in considerazione della stagione,i distacchi saranno più probabili nelle ore diurne.

IL DIRIGENTE DELL'U.O.NEVE E VALANGHE
Dr Anselmo Cagnati

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