Sedico (BL), 02-03-09
Lo hanno individuato i cani delle unità cinofile del Soccorso alpino bellunese coperto da mezzo metro di blocchi neve. Il corpo di G.M, 37 anni di Seren del Grappa (BL) era al margine di una grande valanga staccatasi centinaia di metri più a monte sulla Pala Alta, nel gruppo della Schiara, al confine tra i comuni di Belluno e Sedico. Ancora nessuna traccia del compagno di escursione, M.D., 37 anni, di Sedico (BL). I due amici erano partiti ieri mattina all'alba con l'intenzione di raggiungere la vetta della montagna. Attrezzati con ciaspole, ramponi, piccozze e corde avevano raggiunto Pian dei Castaldi, dove la loro macchina è tuttora parcheggiata, per poi proseguire a piedi lungo la mulattiera e dopo attaccare la parete innevata. D'estate un sentiero per escursionisti esperti traccia una ripida serpentina, d'inverno si risale lungo uno dei numerosi canali. Ieri i due uomini avevano detto a un gruppo di amici che sarebbero rientrati alle 14, ma poi non hanno mai risposto alle ripetute chiamate e uno dei cellulari risultava libero. Attorno alle 16 è scattato l'allarme e l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha effettuato una prima ricognizione e sbarcato il tecnico del Soccorso alpino di turno, per poi trasportare in vetta altri soccorritori della Stazione di Belluno. Le ricerche sono proseguite fino alle 21.30 ed è stata rinvenuta una ciaspola. Questa mattina alle 7 sono riprese con una cinquantina di soccorritori di Belluno, Longarone, Alpago, Feltre, Agordo. I due escursionisti non avevano con sé l'Arva, quindi è stato fondamentale l'intervento delle 6 unità cinofile da valanga. Passate da poco le 9, uno dei cani ha marcato una zona a lato della valanga, dove è stato rinvenuto il corpo senza vita, a circa 1300 metri di quota. Il corpo recuperato e trasportato in barella fino a valle è stato affidato al carro funebre. I soccorritori, cui nel pomeriggio si aggiungeranno nuove forze, stanno continuando le ricerche dell'altro uomo, sondando la superficie della valanga che in alcuni punti è alta anche 6 metri. Sulle dinamiche dell'incidente al momento non c'è chiarezza. E' possibile che la massa di neve sia caduta da un punto sopra di loro o che siano stati gli escursionisti stessi a innescarla. Sicuramente dai diversi canali si sono concentrate più slavine di blocchi gelati in un singolo cono che è arrivato fino nel bosco. Una di queste li ha trascinati a valle per centinaia di metri.
