PRESENTAZIONE ESERCITAZIONE NAZIONALE IN FORRA

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Feltre (BL), 13-07-05
Comincerà venerdì, per concludersi domenica, l'esercitazione nazionale in Val Clusa, comune di La Valle Agordina, organizzata dalla VI Delegazione speleologica del Cnsas, con la collaborazione di: II Delegazione Bellunese, IX Delegazione speleologica Lombardia, Commissione forre nazionale del Soccorso alpino, Parco nazionale Dolomiti Bellunesi e Suem 118. Il torrentismo, disciplina notevolmente sviluppatasi negli ultimi anni, rientra negli ambiti di intervento del Soccorso alpino: "Il canyoning è nato attorno agli anni '70, soprattutto come esplorazione e addestramento degli speleo, per diventare poi disciplina a sé stante - ha spiegato oggi Antonino Bileddo, delegato VI zona, alla presentazione della manifestazione, tenutasi nella sede del Parco - negli anni '90 viene istituita l'Associazione italiana canyoning e cominciano a essere pubblicate numerose guide e articoli in merito". All'inizio è inteso come sport estremo, tecnico, per diffondersi in seguito tra gli appassionati, divevendo una risorsa per molte aree di Francia, Liguria, Trentino e Valle d'Aosta. "Non si tratta di kajak, discesa in gommone o arrampicata, ma di percorrere a piedi o con le corde lunghe gole con forte pendenza - continua Bileddo - gli interventi di soccorso risultano abbastanza complessi. Nel Bellunese ci sono circa una quarantina di forre. Quando il luogo è difficile, con punti particolarmente stretti, intervengono apposite squadre". I soccorsi in forra sono spesso molto complicati, perchè in acqua e in zone non accessibili dall'alto. Venerdì saranno portati in quota i materiali con l'elicottero del Suem. Sabato all'alba comincerà la simulazione del recupero di un ferito lungo la gola. Interverranno 40 tecnici  operativi e una decina di logistici. La presentazione dell'esercitazione è stata inoltre l'occasione per approfondire il rapporto tra Soccorso alpino ed ente Parco: "Due strutture rappresentative della realtà montana, con conoscenze specifiche, competenza e cultura della tutela, prevenzione e salute. Dell'area protetta e delle persone che la frequentano - è intervenuto Roberto De Rocco, delegato II Zona Bellunese - il Parco fruibile dai turisti presenta anche zone in ambiente ostile  epericoloso. Sono 5 le Stazioni alpine (Belluno, Longarone, Val di Zoldo, Agordo, Feltre) più quella speleo che guardano al parco in termini di sicurezza. La manifestazione in val Clusa mostrerà cosa succede in un intervento in forra, come vengono allertate e operano le squadre, con l'auspicio di una fruttuosa collaborazione reciproca, Cnsas-Parco, per ragioni culturali e attaccamento al territorio. Ognuno con le proprie competenze". "Il Parco protegge gli animali e le erbe. Il Soccorso alpino la vita umana - ha sottolienato Guido De Zordo, presidente dell'area protetta dove il torrentismo è vietato - a volte purtroppo ci sono casi in cui la natura non è benigna neanche con escursionisti bravi e preparati. C'è la necessità di qualcuno che conosca bene i luoghi e pratichi le necessarie tecniche di salvataggio. Credo che la sinergia sia nell'ordine naturale delle cose". L'ultimo intervento in forra nel Bellunese, che ha impegnato una trentina di tecnici del Soccorso alpino e speleologico, risale allo scorso giugno, quando due torrentisti sono rimasti bloccati in val Cancino.

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