Zoldo Alto (BL), 09-09-13
Si è concluso verso le 22.30 l'intervento che ieri ha visto impegnati tutto il giorno i tecnici del Soccorso alpino delle Stazioni di Valle di Zoldo e Alleghe. Attorno alle 11 era infatti scattato l'allarme per un alpinista volato per alcuni metri all'uscita della Via delle Placche, sulla Torre Coldai in Civetta, ma l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore non era potuto intervenire per la presenza di nebbia, dopo un paio di tentativi, e il recupero era stato affidato alle squadre a piedi. Tredici soccorritori erano quindi saliti da Malga Pioda al rifugio Coldai, circa 500 metri di dislivello, dove si erano attrezzati con il materiale caricato sulla teleferica del rifugio. Dal sentiero Tivan alla base della parete del Civetta, avevano quindi percorso la normale alla Torre Coldai, altri 200 metri di dislivello, e in cima avevano ritrovato l'infortunato, con una distorsione alla caviglia, che i due compagni di cordata avevano spostato in un luogo più comodo. Medicato dall'infermiera della Stazione della Valle di Zoldo, D.B., 55 anni, di Venezia, era stato quindi imbarellato e, appena allestiti gli ancoraggi, la barella era stata calata per 160 metri lungo la verticale. I soccorritori l'avevano poi trasportata sul sentiero Tivan. Una schiarita aveva fatto sperare nell'avvicinamento dell'eliambulanza ferma a Pecol, purtroppo però la nebbia si era presto richiusa rendendo vano il tentativo. Superata anche la ferratina dello Spiz de Galina e tornati tornati su Tivan, le squadre avevano proceduto con altre due calate da 50 metri fino al rifugio Coldai. Lì soccorritori e alpinisti avevano ripreso forze e mangiato qualcosa, poi, viste le previsioni per oggi che davano maltempo, si erano rimessi in cammino con la barella per Malga Pioda. In fuoristrada avevano infine accompagnato a Palafavera l'infortunato e gli amici, che poi si sono allontanati con i mezzi propri.
Si è concluso verso le 22.30 l'intervento che ieri ha visto impegnati tutto il giorno i tecnici del Soccorso alpino delle Stazioni di Valle di Zoldo e Alleghe. Attorno alle 11 era infatti scattato l'allarme per un alpinista volato per alcuni metri all'uscita della Via delle Placche, sulla Torre Coldai in Civetta, ma l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore non era potuto intervenire per la presenza di nebbia, dopo un paio di tentativi, e il recupero era stato affidato alle squadre a piedi. Tredici soccorritori erano quindi saliti da Malga Pioda al rifugio Coldai, circa 500 metri di dislivello, dove si erano attrezzati con il materiale caricato sulla teleferica del rifugio. Dal sentiero Tivan alla base della parete del Civetta, avevano quindi percorso la normale alla Torre Coldai, altri 200 metri di dislivello, e in cima avevano ritrovato l'infortunato, con una distorsione alla caviglia, che i due compagni di cordata avevano spostato in un luogo più comodo. Medicato dall'infermiera della Stazione della Valle di Zoldo, D.B., 55 anni, di Venezia, era stato quindi imbarellato e, appena allestiti gli ancoraggi, la barella era stata calata per 160 metri lungo la verticale. I soccorritori l'avevano poi trasportata sul sentiero Tivan. Una schiarita aveva fatto sperare nell'avvicinamento dell'eliambulanza ferma a Pecol, purtroppo però la nebbia si era presto richiusa rendendo vano il tentativo. Superata anche la ferratina dello Spiz de Galina e tornati tornati su Tivan, le squadre avevano proceduto con altre due calate da 50 metri fino al rifugio Coldai. Lì soccorritori e alpinisti avevano ripreso forze e mangiato qualcosa, poi, viste le previsioni per oggi che davano maltempo, si erano rimessi in cammino con la barella per Malga Pioda. In fuoristrada avevano infine accompagnato a Palafavera l'infortunato e gli amici, che poi si sono allontanati con i mezzi propri.
