Valstagna (VI), 20-02-06
Per la prima volta in Italia sabato scorso è stato simulato un intervento di soccorso in una grotta subacquea alla profondità di 80 metri. L'operazione è stata condotta con successo dai tecnici speleosub della VI Delegazione speleologica (Veneto e Trentino Alto Adige) del Cnsas, Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico. Teatro dell'esercitazione la risorgenza dell'Elefante Bianco, sulla destra orografica del fiume Brenta, dove negli anni passati in diversi incidenti hanno perso la vita sette persone impegnate in escursioni subacquee. Un figurante è stato posizionato a 80 metri di profondità e la squadra di 9 tecnici ha provveduto al suo recupero, portandolo verso la superficie così suddivisa: due speleosub nel tratto da 80 a 60 metri, due da 60 a 50, due da 50 a 40, tre da 40 fino all'uscita dall'acqua. "Nella grotta è stata approntata una linea di decompressione, secondo i massimi standard di sicurezza - spiega Giuseppe Minciotti, responsabile speleosub di veneto e Trentino Alto Adige e direttore del Centro tecnico di formazione del Soccorso speleosub - sotto i 50 metri di profondità è stata utilizzata Trimix, una miscela di elio, azoto e ossigeno. Aa altre quote Nitrox, aria arricchita di ossigeno. Per entrambe, poi, adeguate miscele decompressive".
L'esercitazione cominciata alle 8.30 si è conclusa dopo 3 ore e mezza di intervento. In genere i Corpi dello Stato con sommozzatori hanno limiti di discesa in profondità fissati a 50 metri e utilizzano aria nelle bombole. Per profondità maggiori ci si rivolge a specialisti quali quelli del Cnsas. "Fortunatamente emergenze di questo tipo sono limitate, anche perchè facciamo tantissima prevenzione con le Federazioni e i corsi sub, ma a certe quote risultano sempre estremamente complesse - continua Minciotti - nel gennaio del 1984, come Soccorso speleosub di Verona e Trieste (unici due nuclei esistenti all'epoca impegnati in tali emergenze) abbiamo eseguito il primo intervento in questa grotta, quando fu trovato un disperso dopo una settimana di intervento. Il corpo si trovava a -60 metri. Si scendeva con aria e non c'erano i materiali e le tecnologie di oggi. Da allora sono state 7 le persone che hanno perso la vita. E' un luogo ad alto rischio. In buona parte gli incidenti sono dovuti al cattivo utilizzo della sagola guida, un 'filo d'Arianna' che permette di ritrovare la via del ritorno: i sub si sono persi e hanno esaurito la riserva d'aria. Nell'autunno dell'84 è stata costituita la Commissione speleosub del Cnsas". Oggi tra Veneto e Trentino si contano 9 tecnici speleosub, dei quali 7 con brevetto internazionale per l'uso di miscele Trimix.
"Il Soccorso alpino e speleologico Veneto negli ultimi anni ha investito molto nell'addestramento e formazione di questi specialisti, ponendoli sicuramente all'avanguardia in questo settore - aggiunge Antonino Bileddo, a capo della VI Delegazione speleologica -presto porteremo la nostra operatività a 100 metri di profondità con l'impiego anche dei rebreathers, modernissime apparecchiature che consentono di 'riciclare' il gas respirato aumentando in questo modo considerevolmente l'autonomia dei subacquei". "Tendenzialmente, all'aumentare delle capacità tecniche aumentano le profondità alle quali le persone si spingono - conclude Minciotti - se prima gli incidenti si risolvevano attorno ai 40-50 metri, l'addestramento e i mezzi portano a maggiori distanze. Gli interventi si sviluppano spesso in ambienti molto grandi, dove non c'è assoluta visibilità. Si rischia di passare a pochi metri da una persona e non vederla. I Vigili del fuoco sono dotati di robot teleguidati che, in una prima fase, servono per l'individuazione. Al recupero provvedono le squadre del Soccorso. Oggi le profondità da raggiungere aumentano e si è ampliato il range della soglia dove fino ad oggi si sono verificati gli incidenti". All'esercitazione hanno partecipato 4 tecnici di Verona, 3 di Valstagna, 1 di Venezia e 1 di Trento, aiutati da una squadra di tecnici forristi per l'estrazione del figurante dall'acqua e da una squadra speleo di supporto.
