SIMULAZIONE DI UN RECUPERO IN GROTTA A 430 DI PROFONDITA'

Scritto da

Paderno del Grappa (TV), 24-06-06

E' partita venerdì pomeriggio alle 15.30, e si concluderà nella notte, un'imponenete esercitazione che ha coinvolto tre Delegazioni speleologiche del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico: VI del veneto, III della Toscana e XII dell'Emilia Romagna. Un'ottantina di tecnici si sono alternati nelle diverse fasi di recupero di una persona che, nella simulazione, si è infortunata a una profondità di 430 metri nell'abisso Spaurasso di Cima Grappa. La grotta, poco distante dal sacrario militare, è conosciuta da una quindicina di anni. Esplorata dal Gruppo Geo di Bassano, ha uno sviluppo di 2 mila metri e un dislivello verticale di 600. E' caratterizzata da una serie di pozzi profondi e da meandri stretti e articolati. L'intervento è stato un momento di verifica del moduilo operativo delle tre realtà che nei casi di operazioni di soccorso di questo tipo si trovano spesso a cooperare. Interventi a tali profondità richiedono l'impegno di decine e decine di volontari anche per diverse giornate consecutive. Nell'addestramento si sono succedute in continua rotazione le squadre che, tra avvicinamento e progressioni, hanno svolto turni di 15-16 ore. Durante tutta l'operazione, che si concluderà attorno alla mezzanotte di oggi, non c'è mai stato un momento di sosta. La maggior parte del personale tecnico opera direttamente in grotta, una squadra si occupa degli aspetti logistici e un'altra del coordinamento. Dalla sala base vengono aggiornati gli spostamenti di minuto in minuto, registrate le ore di entrata, uscita e permanenza, gli incarichi e il tipo di lavoro. Le comunicazioni tra coordinamento e tecnici in grotta avvengono via cavo, con particolari cornette telefoniche. La linea deve essere allestita fino al punto in cui si trova l'infortunato e per tutta la parte interessata dalle operazioni. In questi giorni ha richiesto quasi 2 mila metri di filo. E' inoltre stato testato un nuovo sistema di comunicazione via radio che ha permesso di stabilire contatti fino a una profondità di 380 metri. Il recupero è partito poco sotto il pozzo del Gran Babau dove, a gruppi di tre, hanno trasportato la barella, un nuovo prototipo più confortevole e caratterizzata da migliore gestione tecnica. Una squadra è composta da una ventina di tecnici, suddivisi in attrezzisti, che precedono la barella, barellieri e il caposquadra che coordina le operazioni in grotta e si interfaccia all'esterno con il campo base. Nell'abisso Spaurasso, una delle grotte più frequentate della zona, fino ad oggi non sono mai stati registrati incidenti. Direzione e coordinamento degli interventi speleologici devono essere il più omogenei possibile, anche per questo esercitazioni interregionali si ripetono più volte durante l'anno. Risale ai primi di giugno l'ultimo soccorso al quale hanno collaborato diverse Delegazioni speleo (Veneto, Toscana, Emilia Romagna, Lazio e Lombardia) impegnate nel recupero del corpo di un giovane speleosub, morto nella risorgiva della Pollaccia in Garfagnana.

Informativa sulla privacy e Termini di utilizzo

Leggere con attenzione prima di utilizzare questo sito.

Il sito è di proprietà di CNSAS VENETO  ,
 L'utilizzo del sito comporta l'accettazione dei Termini e delle Condizioni dell'Informativa sulla Privacy.