ESERCITAZIONE IN VALANGA A SELVA DI CADORE

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Selva di Cadore (BL), 22-02-07
Una comitiva di scialpinisti travolti da una valanga, la corsa contro il tempo, la necessità di organizzare decine di uomini perchè ogni metro quadro sia controllato. Lo scenario era fortunatamente una finzione, ma è quanto è stato ipotizzato domenica scorsa nell'addestramento del Soccorso alpino che ha coinvolto le Stazioni di Selva di Cadore e Longarone, organizzatrici dell'esercitazione, Valle di Zoldo, Belluno, Prealpi Trevigiane. Stabilito come base il rifugio Aquileia sotto il monte Pelmo, con il Centro mobile di coordinamento, le operazioni vere e proprie affidate al direttore di valanga si sono svolte sul campo allestito nella zona di Mont dal Fen, in cui il giorno precedente, con l'aiuto del gestore, alcuni tecnici hanno predisposto le buche in cui nascondere figuranti e manichini. L'allarme è scattato verso le 8, lanciato da un testimone casuale, che ha visto staccarsi la coltre nevosa nel punto in cui prima scendeva un gruppo di persone. L'elicottero ha portato in quota le prime squadre, con le unità cinofile da valanga, mentre si attendeva l'arrivo di altri soccorritori in supporto. Alla prima indagine a vista e a voce, per individuare persone, oggetti emersi, punti prioritari di accumulo, segue l'immediata ricerca con Arva e sonda. Al fiuto dei cani è affidato lo scandaglio del manto alla ricerca di coni di odore, nelle zone non ancora 'inquinate' dal passaggio delle squadre. Mano a mano che arrivano nuovi tecnici, vengono predisposte tutte le operazioni utili nella ricerca in assoluto più complessa, sia per l'elevato numero di volontari, che per l'obbligo di essere il più veloci possibile. Si formano così le linee di sondaggio, nei diversi metodi di avanzamento, il personale medico è pronto ad intervenire, vengono circoscritte zone già verificate o da ripetere e segnalati eventuali rinvenimenti, come sci, guanti, racchette, si procede ad oltranza con l'utilizzo dell'Arva, spesso affiancato al Recco, altro sistema di rilevamento. Una volta certi di aver individuato tutte le persone coinvolte, si conclude con la bonifica della valanga, ripassandola lungo l'intera superficie, per sincerarsi una volta di più che nessuno sia rimasto ancora sotto. Quest'anno le scarse nevicate hanno impedito gradi di rischio elevati in montagna - attualmente di primo, debole - però una valanga ha ugualmente investito, il 27 gennaio scorso, un giovane free rider sul passo Fedaia, per fortuna senza alcuna conseguenza. Nella nostra provincia in questi ultimi due anni non si sono svolte ricerche complesse del tipo descritto, in quanto gli interventi si sono sempre risolti in breve tempo. Ma non lontano, a Sella Nevea, Friuli Venezia Giulia, in due occasioni le operazioni sono andate avanti per più giorni, anche con l'aiuto di componenti del Soccorso alpino bellunese, in particolare unità cinofile. Il Soccorso alpino ricorda agli appassionati di fuori pista di dotarsi sempre dell'attrezzatura di autosicurezza, Arva, sonda, pala, e di verificare le condizioni di rischio prima di affrontare ogni tipo di escursione. In allegato un'immagine delle linee di sondaggio predisposte durante l'esercitazione

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