2013
BOSCAIOLO TRAVOLTO DA UN ALBERO
Scritto da Michela Canova
Livinallongo del Col di Lana (BL), 17-09-13
Durante il taglio della legna in un bosco vicino al Rio Greola, in località Andraz, un tronco è rotolato investendo S.P., 23 anni, di Nebbiuno (NO). I compagni del giovane boscaiolo hanno chiesto aiuto al 118, che ha inviato sul luogo dell'incidente l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Imbarcato un tecnico del Soccorso alpino della Stazione di Livinallongo in supporto alle operazioni, mentre una squadra si metteva a disposizione a Cernadoi, l'eliambulanza ha individuato il punto dove sbarcare i soccorritori anche grazie a un fumogeno acceso non distante dall'infortunato. Medicato e imbarellato, il ragazzo è stato recuperato dal ripido pendio con un verricello, per essere trasportato all'ospedale di Belluno con un sospetto politrauma.
Durante il taglio della legna in un bosco vicino al Rio Greola, in località Andraz, un tronco è rotolato investendo S.P., 23 anni, di Nebbiuno (NO). I compagni del giovane boscaiolo hanno chiesto aiuto al 118, che ha inviato sul luogo dell'incidente l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Imbarcato un tecnico del Soccorso alpino della Stazione di Livinallongo in supporto alle operazioni, mentre una squadra si metteva a disposizione a Cernadoi, l'eliambulanza ha individuato il punto dove sbarcare i soccorritori anche grazie a un fumogeno acceso non distante dall'infortunato. Medicato e imbarellato, il ragazzo è stato recuperato dal ripido pendio con un verricello, per essere trasportato all'ospedale di Belluno con un sospetto politrauma.

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2013
Livinallongo del Col di Lana (BL), 17-09-13
Partito ieri alle 16 dal rifugio Capanna Fassa al Piz Boè con l'intenzione di effettuare un giro turistico, un escursionista russo è finito inconsapevolmente a percorrere la ferrata Piazzetta al contrario. L'uomo ha continuato a scendere, malgrado il buio e la pioggia trasformata in tempesta, finchè, a circa 50 metri dall'attacco, si è trovato il pauroso muro iniziale della ferrata e alle 4 ha chiamato il 112. Allertato il 118, una squadra del Soccorso alpino della Stazione di Livinallongo si è preparata ad uscire, cercando innanzitutto di capire dove potesse trovarsi l'escursionista, dal momento che le uniche informazioni lo davano bloccato sul versante est (mentre era a sud) lungo un tratto con cavo metallico. Attorno al Piz Boè girano una ferrata e tre sentieri attrezzati. I soccorritori verso le 6.30 sono riusciti a parlare al cellulare con l'uomo e a farsi dare maggiori dettagli che hanno permesso loro di capire dove fosse finito. Contestualmente il gestore del rifugio Kostner, guida alpina e soccorritore, aveva percorso, escludendoli, due dei sentieri attrezzati. Sette soccorritori si sono quindi diretti camminando su 20 centimetri di neve fresca all'attacco della ferrata Piazzetta, rinvenuta con il cavo metallico avvolto da un manicotto di ghiaccio. Fortunatamente la nebbia si è diradata sul versante della Val Badia e Val Gardena e ha permesso l'intervento dell'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano. Recuperato con un verricello di 25 metri, il turista russo è stato subito visitato dal medico: la forte tempra e l'abbigliamento adeguato hanno permesso che uscisse indenne dalla disavventura.
Partito ieri alle 16 dal rifugio Capanna Fassa al Piz Boè con l'intenzione di effettuare un giro turistico, un escursionista russo è finito inconsapevolmente a percorrere la ferrata Piazzetta al contrario. L'uomo ha continuato a scendere, malgrado il buio e la pioggia trasformata in tempesta, finchè, a circa 50 metri dall'attacco, si è trovato il pauroso muro iniziale della ferrata e alle 4 ha chiamato il 112. Allertato il 118, una squadra del Soccorso alpino della Stazione di Livinallongo si è preparata ad uscire, cercando innanzitutto di capire dove potesse trovarsi l'escursionista, dal momento che le uniche informazioni lo davano bloccato sul versante est (mentre era a sud) lungo un tratto con cavo metallico. Attorno al Piz Boè girano una ferrata e tre sentieri attrezzati. I soccorritori verso le 6.30 sono riusciti a parlare al cellulare con l'uomo e a farsi dare maggiori dettagli che hanno permesso loro di capire dove fosse finito. Contestualmente il gestore del rifugio Kostner, guida alpina e soccorritore, aveva percorso, escludendoli, due dei sentieri attrezzati. Sette soccorritori si sono quindi diretti camminando su 20 centimetri di neve fresca all'attacco della ferrata Piazzetta, rinvenuta con il cavo metallico avvolto da un manicotto di ghiaccio. Fortunatamente la nebbia si è diradata sul versante della Val Badia e Val Gardena e ha permesso l'intervento dell'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano. Recuperato con un verricello di 25 metri, il turista russo è stato subito visitato dal medico: la forte tempra e l'abbigliamento adeguato hanno permesso che uscisse indenne dalla disavventura.
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2013
PRECIPITA CON IL PARAPENDIO
Scritto da Michela Canova
Borso del Grappa (TV), 16-09-13
Perso il controllo del proprio parapendio, una pilota della Repubblica Ceca è precipitata poco dopo il decollo finendo al suolo tra gli alberi, in località Prati di Semonzo del Grappa. Un amico, dopo averla ritrovata nel bosco, ha lanciato l'allarme attorno a mezzogiorno e mezza e l'ha liberata dalla vela. Il personale medico del Suem di Crespano, raggiunto da una squadra del Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa, si è presto recato sul luogo dell'incidente, ha prestato le prime cure all'infortunata che è poi stata caricata in barella. Sollevata a braccia fino alla strada dai soccorritori, è stata quindi affidata all'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, atterrato nelle vicinanze, che l'ha trasportata all'ospedale di Castelfranco con una possibile frattura alla caviglia e contusioni sul volto.
Perso il controllo del proprio parapendio, una pilota della Repubblica Ceca è precipitata poco dopo il decollo finendo al suolo tra gli alberi, in località Prati di Semonzo del Grappa. Un amico, dopo averla ritrovata nel bosco, ha lanciato l'allarme attorno a mezzogiorno e mezza e l'ha liberata dalla vela. Il personale medico del Suem di Crespano, raggiunto da una squadra del Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa, si è presto recato sul luogo dell'incidente, ha prestato le prime cure all'infortunata che è poi stata caricata in barella. Sollevata a braccia fino alla strada dai soccorritori, è stata quindi affidata all'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, atterrato nelle vicinanze, che l'ha trasportata all'ospedale di Castelfranco con una possibile frattura alla caviglia e contusioni sul volto.

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2013
Verona, 16-09-13
Gli infortuni in grotta, oltre a richiedere interventi impegnativi per le peculiarità dell'ambiente impongono una preparazione sanitaria specifica per gli operatori che per primi raggiungono i feriti, in attesa, se non rientra già nella squadra, di un medico o di un infermiere, anche in considerazione dei limitati presidi trasportabili sotto terra. A Verona si è svolto questo fine settimana, 14 e 15 settembre, il modulo sanitario, Speleo trauma care, destinato ai tecnici di Soccorso speleologico, del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico, cui hanno preso parte 20 soccorritori delle Stazioni speleologiche di Verona, Vicenza, Veneto Orientale, Trento, Bolzano, e 10 provenienti inoltre dal Piemonte e dall'Emilia Romagna. Curato dalla Scuola nazionale medici per l'emergenza ad alto rischio in ambiente ipogeo, il modulo sanitario è obbligatorio per tutti i tecnici speleo, studiato e adattato all'ambiente specifico per garantire appunto l'approccio a un traumatizzato da parte della prima squadra di intervento, in attesa dell'arrivo dei sanitari.
È una sintesi degli standard internazionali volti all'utilizzo dei pochi presidi che è possibile trasportare in luoghi assai difficili come quelli ipogei. Tra i docenti, il direttore nazionale della Scuola Luca Pilo, appartenente alla VIII Delegazione speleologica della Sardegna, nonchè infermieri provenienti dalle Delegazioni di Marche, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Puglia e formatori del Lazio, Calabria e Veneto. Hanno partecipato in qualità di uditori il coordinatore medici della II Delegazione Dolomiti Bellunesi e rappresentante del Suem 118 di Treviso, Gian Mauro Sasso, e personale del Suem 118 di Verona e Vicenza. Un doveroso ringraziamento va al gruppo Ana e all'unità operativa di Protezione civile di Verona per il supporto logistico e la messa a disposizione della struttura, sede e magazzino della Stazione di Verona.
Gli infortuni in grotta, oltre a richiedere interventi impegnativi per le peculiarità dell'ambiente impongono una preparazione sanitaria specifica per gli operatori che per primi raggiungono i feriti, in attesa, se non rientra già nella squadra, di un medico o di un infermiere, anche in considerazione dei limitati presidi trasportabili sotto terra. A Verona si è svolto questo fine settimana, 14 e 15 settembre, il modulo sanitario, Speleo trauma care, destinato ai tecnici di Soccorso speleologico, del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico, cui hanno preso parte 20 soccorritori delle Stazioni speleologiche di Verona, Vicenza, Veneto Orientale, Trento, Bolzano, e 10 provenienti inoltre dal Piemonte e dall'Emilia Romagna. Curato dalla Scuola nazionale medici per l'emergenza ad alto rischio in ambiente ipogeo, il modulo sanitario è obbligatorio per tutti i tecnici speleo, studiato e adattato all'ambiente specifico per garantire appunto l'approccio a un traumatizzato da parte della prima squadra di intervento, in attesa dell'arrivo dei sanitari.
È una sintesi degli standard internazionali volti all'utilizzo dei pochi presidi che è possibile trasportare in luoghi assai difficili come quelli ipogei. Tra i docenti, il direttore nazionale della Scuola Luca Pilo, appartenente alla VIII Delegazione speleologica della Sardegna, nonchè infermieri provenienti dalle Delegazioni di Marche, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Puglia e formatori del Lazio, Calabria e Veneto. Hanno partecipato in qualità di uditori il coordinatore medici della II Delegazione Dolomiti Bellunesi e rappresentante del Suem 118 di Treviso, Gian Mauro Sasso, e personale del Suem 118 di Verona e Vicenza. Un doveroso ringraziamento va al gruppo Ana e all'unità operativa di Protezione civile di Verona per il supporto logistico e la messa a disposizione della struttura, sede e magazzino della Stazione di Verona.
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2013
SCIVOLA NEL BOSCO
Scritto da Michela Canova
Lozzo di Cadore (BL), 15-09-13
Passeggiando in un bosco in località Molenies, D.B., 46 anni, di Auronzo di Cadore (BL), è scivolata tra gli alberi procurandosi la sospetta frattura a una gamba. L'allarme è scattato poco dopo mezzogiorno e il 118 ha inviato un'ambulanza e una squadra del Soccorso alpino del Centro Cadore. Sette soccorritori, con il personale sanitario, hanno raggiunto l'infortunata, l'hanno stabilizzata e imbarellata, per trasportarla fino alla strada, da dove è stata accompagnata all'ospedale di Pieve di Cadore.
Passeggiando in un bosco in località Molenies, D.B., 46 anni, di Auronzo di Cadore (BL), è scivolata tra gli alberi procurandosi la sospetta frattura a una gamba. L'allarme è scattato poco dopo mezzogiorno e il 118 ha inviato un'ambulanza e una squadra del Soccorso alpino del Centro Cadore. Sette soccorritori, con il personale sanitario, hanno raggiunto l'infortunata, l'hanno stabilizzata e imbarellata, per trasportarla fino alla strada, da dove è stata accompagnata all'ospedale di Pieve di Cadore.
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2013
SOCCORSI RAGAZZI IN DIFFICOLTÀ
Scritto da Michela Canova
San Gregorio nelle Alpi (BL), 14-09-13
Un escursionista che scendeva verso il rifugio Casera Ere ha notato due ragazzi in difficoltà sulle pendici meridionali del monte Piz. Avvicinatosi, ha verificato a voce che i due, F.F., 22 anni, e l'amico minorenne, assieme al loro cane, un pastore tedesco, avevano effettivamente bisogno di aiuto e ha contattato il 118 per poi cercare di avvicinarsi. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, decollato attorno alle 17.30, ha individuato i ragazzi, che avevano sbagliato traccia finendo bloccati su un ripido versante, e l'escursionista che li aveva nel frattempo raggiunti. Sbarcato nelle vicinanze, il tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio li ha quindi assicurati e guidati lungo il percorso più sicuro in discesa, fino a rimettere piede in salvo sulla strada.
Un escursionista che scendeva verso il rifugio Casera Ere ha notato due ragazzi in difficoltà sulle pendici meridionali del monte Piz. Avvicinatosi, ha verificato a voce che i due, F.F., 22 anni, e l'amico minorenne, assieme al loro cane, un pastore tedesco, avevano effettivamente bisogno di aiuto e ha contattato il 118 per poi cercare di avvicinarsi. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, decollato attorno alle 17.30, ha individuato i ragazzi, che avevano sbagliato traccia finendo bloccati su un ripido versante, e l'escursionista che li aveva nel frattempo raggiunti. Sbarcato nelle vicinanze, il tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio li ha quindi assicurati e guidati lungo il percorso più sicuro in discesa, fino a rimettere piede in salvo sulla strada.
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2013
CADE CON LA MOUNTAIN BIKE
Scritto da Michela Canova
Livinallongo del Col di Lana (BL), 14-09-13
Un turista olandese, T.E., 51 anni, è caduto con la propria mountain bike mentre scendeva da Porta Vescovo e ha sbattuto la testa. Raggiunto dall'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano e da una squadra del Soccorso alpino di Livinallongo è stato accompagnato all'ospedale di Bolzano con un probabile trauma cranico.
L'escursionista che ha perso la vita sulla Tofana di Mezzo è L.F., 68 anni, di Perugia.
Un turista olandese, T.E., 51 anni, è caduto con la propria mountain bike mentre scendeva da Porta Vescovo e ha sbattuto la testa. Raggiunto dall'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano e da una squadra del Soccorso alpino di Livinallongo è stato accompagnato all'ospedale di Bolzano con un probabile trauma cranico.
L'escursionista che ha perso la vita sulla Tofana di Mezzo è L.F., 68 anni, di Perugia.
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2013
MUORE COLTO DA MALORE
Scritto da Michela Canova
Belluno, 14-09-13
Un escursionista di 69 anni è morto colto da malore mentre si trovava con altre persone sula Tofana di Mezzo, a 50 metri di distanza circa dall'uscita della funivia della Freccia del cielo. I suoi compagni hanno cercato di rianimarlo, mentre veniva sbarcato il personale medico dell'equipaggio dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano che ha poi proseguito con le manovre di soccorso, purtroppo invano. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è invece intervenuto al rifugio Torrani, in cima alla Civetta, in aiuto di un escursionista colpito da un sasso durante la risalita della ferrata Alleghesi. Imbarcato sull'eliambulanza, D.R., 44 anni, di Mira (VE), è stato trasportato all'ospedale di Agordo con una sospetta frattura al braccio.
Un escursionista di 69 anni è morto colto da malore mentre si trovava con altre persone sula Tofana di Mezzo, a 50 metri di distanza circa dall'uscita della funivia della Freccia del cielo. I suoi compagni hanno cercato di rianimarlo, mentre veniva sbarcato il personale medico dell'equipaggio dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano che ha poi proseguito con le manovre di soccorso, purtroppo invano. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è invece intervenuto al rifugio Torrani, in cima alla Civetta, in aiuto di un escursionista colpito da un sasso durante la risalita della ferrata Alleghesi. Imbarcato sull'eliambulanza, D.R., 44 anni, di Mira (VE), è stato trasportato all'ospedale di Agordo con una sospetta frattura al braccio.
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2013
FALSO ALLARME PER VELA SU ALBERO
Scritto da Michela Canova
San Pietro di Cadore (BL), 13-09-13
La centrale del Suem ha ricevuto nel pomeriggio la segnalazione di una signora, preoccupata per aver visto quella che riteneva una vela impigliata tra gli alberi con una persona appesa sotto, in località Col Pradetti. L'elicottero di Pieve di Cadore è quindi decollato per una ricognizione ed ha appurato che si trattava in realtà del carrello di una teleferica con il carico di legna. L'allarme è quindi rientrato.
La centrale del Suem ha ricevuto nel pomeriggio la segnalazione di una signora, preoccupata per aver visto quella che riteneva una vela impigliata tra gli alberi con una persona appesa sotto, in località Col Pradetti. L'elicottero di Pieve di Cadore è quindi decollato per una ricognizione ed ha appurato che si trattava in realtà del carrello di una teleferica con il carico di legna. L'allarme è quindi rientrato.
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2013
Longarone (BL), 12-09-13
Un'escursionista statunitense che stava scendendo da Forcella Zita con altre due persone è scivolata, rotolando tra le rocce per una settantina di metri, e ha perso la vita per i traumi riportati. Uno dei compagni è sceso al rifugio Pian de Fontana, 500 metri più basso, e ha lanciato l'allarme attorno alle 17.30. Mentre il 118 inviava l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, uno dei gestori risaliva con un medico fino al luogo dell'incidente. Sbarcato anche il medico e il tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio, non è rimasto purtroppo che constatare il decesso della donna, J.R., 60 anni. Ricomposta e imbarellata, la salma è stata recuperata con un verricello di 5 metri e trasportata a Longarone. Anche le altre due persone sono state accompagnate a valle dall'elicottero.
Un'escursionista statunitense che stava scendendo da Forcella Zita con altre due persone è scivolata, rotolando tra le rocce per una settantina di metri, e ha perso la vita per i traumi riportati. Uno dei compagni è sceso al rifugio Pian de Fontana, 500 metri più basso, e ha lanciato l'allarme attorno alle 17.30. Mentre il 118 inviava l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, uno dei gestori risaliva con un medico fino al luogo dell'incidente. Sbarcato anche il medico e il tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio, non è rimasto purtroppo che constatare il decesso della donna, J.R., 60 anni. Ricomposta e imbarellata, la salma è stata recuperata con un verricello di 5 metri e trasportata a Longarone. Anche le altre due persone sono state accompagnate a valle dall'elicottero.
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2013
INTERVENTO SULLA TOFANA DI ROZES
Scritto da Michela Canova
Cortina d'Ampezzo (BL), 09-09-13
Ieri, poco prima delle 16, il Soccorso alpino di Cortina è stato allertato per due alpinisti in difficoltà sulla Tofana di Rozes. I due, un uomo e una donna, F.N., 32 anni, di Bologna, e B.M., 39 anni, di Rovereto (TN), avevano scalato la via 'aspettando la vetta', quando 50 metri prima dell'uscita nebbia e pioggia li hanno investiti. Disorientata la coppia si è spostata sulla sinistra, finendo fuori dal percorso verso la via del primo spigolo e, incapaci di proseguire, hanno chiamato il 118. Undici soccorritori, assieme a due finanzieri, sono risaliti al rifugio Giussani per poi proseguire a piedi sulla cima. Lì hanno iniziato a cercare i due rocciatori, chiamandoli, finchè i due non hanno risposto e sono stati individuati. Due soccorritori si sono quindi calati, li hanno assicurati e portati verso lo spigolo da dove sono poi risaliti. Stavano bene, erano solo infreddoliti. Gli alpinisti sono quindi scesi con le squadre fino al rifugio e poi alle serperntine. Con la jeep sono stati infine riaccompagnati alla loro macchina al rifugio Dibona. L'intervento si è concluso alle 23.
Ieri, poco prima delle 16, il Soccorso alpino di Cortina è stato allertato per due alpinisti in difficoltà sulla Tofana di Rozes. I due, un uomo e una donna, F.N., 32 anni, di Bologna, e B.M., 39 anni, di Rovereto (TN), avevano scalato la via 'aspettando la vetta', quando 50 metri prima dell'uscita nebbia e pioggia li hanno investiti. Disorientata la coppia si è spostata sulla sinistra, finendo fuori dal percorso verso la via del primo spigolo e, incapaci di proseguire, hanno chiamato il 118. Undici soccorritori, assieme a due finanzieri, sono risaliti al rifugio Giussani per poi proseguire a piedi sulla cima. Lì hanno iniziato a cercare i due rocciatori, chiamandoli, finchè i due non hanno risposto e sono stati individuati. Due soccorritori si sono quindi calati, li hanno assicurati e portati verso lo spigolo da dove sono poi risaliti. Stavano bene, erano solo infreddoliti. Gli alpinisti sono quindi scesi con le squadre fino al rifugio e poi alle serperntine. Con la jeep sono stati infine riaccompagnati alla loro macchina al rifugio Dibona. L'intervento si è concluso alle 23.
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2013
INTERVENTO SULLA TORRE COLDAI
Scritto da Michela Canova
Zoldo Alto (BL), 09-09-13
Si è concluso verso le 22.30 l'intervento che ieri ha visto impegnati tutto il giorno i tecnici del Soccorso alpino delle Stazioni di Valle di Zoldo e Alleghe. Attorno alle 11 era infatti scattato l'allarme per un alpinista volato per alcuni metri all'uscita della Via delle Placche, sulla Torre Coldai in Civetta, ma l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore non era potuto intervenire per la presenza di nebbia, dopo un paio di tentativi, e il recupero era stato affidato alle squadre a piedi. Tredici soccorritori erano quindi saliti da Malga Pioda al rifugio Coldai, circa 500 metri di dislivello, dove si erano attrezzati con il materiale caricato sulla teleferica del rifugio. Dal sentiero Tivan alla base della parete del Civetta, avevano quindi percorso la normale alla Torre Coldai, altri 200 metri di dislivello, e in cima avevano ritrovato l'infortunato, con una distorsione alla caviglia, che i due compagni di cordata avevano spostato in un luogo più comodo. Medicato dall'infermiera della Stazione della Valle di Zoldo, D.B., 55 anni, di Venezia, era stato quindi imbarellato e, appena allestiti gli ancoraggi, la barella era stata calata per 160 metri lungo la verticale. I soccorritori l'avevano poi trasportata sul sentiero Tivan. Una schiarita aveva fatto sperare nell'avvicinamento dell'eliambulanza ferma a Pecol, purtroppo però la nebbia si era presto richiusa rendendo vano il tentativo. Superata anche la ferratina dello Spiz de Galina e tornati tornati su Tivan, le squadre avevano proceduto con altre due calate da 50 metri fino al rifugio Coldai. Lì soccorritori e alpinisti avevano ripreso forze e mangiato qualcosa, poi, viste le previsioni per oggi che davano maltempo, si erano rimessi in cammino con la barella per Malga Pioda. In fuoristrada avevano infine accompagnato a Palafavera l'infortunato e gli amici, che poi si sono allontanati con i mezzi propri.
Si è concluso verso le 22.30 l'intervento che ieri ha visto impegnati tutto il giorno i tecnici del Soccorso alpino delle Stazioni di Valle di Zoldo e Alleghe. Attorno alle 11 era infatti scattato l'allarme per un alpinista volato per alcuni metri all'uscita della Via delle Placche, sulla Torre Coldai in Civetta, ma l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore non era potuto intervenire per la presenza di nebbia, dopo un paio di tentativi, e il recupero era stato affidato alle squadre a piedi. Tredici soccorritori erano quindi saliti da Malga Pioda al rifugio Coldai, circa 500 metri di dislivello, dove si erano attrezzati con il materiale caricato sulla teleferica del rifugio. Dal sentiero Tivan alla base della parete del Civetta, avevano quindi percorso la normale alla Torre Coldai, altri 200 metri di dislivello, e in cima avevano ritrovato l'infortunato, con una distorsione alla caviglia, che i due compagni di cordata avevano spostato in un luogo più comodo. Medicato dall'infermiera della Stazione della Valle di Zoldo, D.B., 55 anni, di Venezia, era stato quindi imbarellato e, appena allestiti gli ancoraggi, la barella era stata calata per 160 metri lungo la verticale. I soccorritori l'avevano poi trasportata sul sentiero Tivan. Una schiarita aveva fatto sperare nell'avvicinamento dell'eliambulanza ferma a Pecol, purtroppo però la nebbia si era presto richiusa rendendo vano il tentativo. Superata anche la ferratina dello Spiz de Galina e tornati tornati su Tivan, le squadre avevano proceduto con altre due calate da 50 metri fino al rifugio Coldai. Lì soccorritori e alpinisti avevano ripreso forze e mangiato qualcosa, poi, viste le previsioni per oggi che davano maltempo, si erano rimessi in cammino con la barella per Malga Pioda. In fuoristrada avevano infine accompagnato a Palafavera l'infortunato e gli amici, che poi si sono allontanati con i mezzi propri.
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2013
DUE SOCCORSI IMPEGNATIVI IN CORSO
Scritto da Michela Canova
Belluno, 08-09-13
Questa mattina attorno alle 11 è scattato l'allarme per un alpinista veneziano, volato per qualche metro sulla Torre Coldai sul Civetta, tra Alleghe e Zoldo Alto, rompendosi una caviglia. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato per andare a imbarcare in supporto alle operazioni il gestore del rifugio Coldai, soccorritore della Stazione di Alleghe. Purtroppo la nebbia non ha concesso tregua impedendo l'avvicinamento e le squadre di Alleghe e Valle di Zoldo sono dovute risalire a piedi, dopo aver raggiunto Malga Pioda e aver caricato l'attrezzatura sulla teleferica del rifugio. I soccorritori, giunti in cima che era da poco passato mezzogiorno, hanno quindi recuperato il materiale e sono saliti in vetta alla Torre Coldai per la normale. Lì hanno raggiunto l'infortunato e il compagno di cordata e, dopo averlo imbarellato, lo hanno calato dalla stessa via che i due avevano scalato, la Via delle Placche, per i circa 180 metri di dislivello. Una volta che le squadre e la barella sono scese sul sentiero Tivan alla base della parete del Civetta, l'eliambulanza, ferma a Pecol, ha tentato nuovamente di intervenire, venendo però sempre bloccata dalla coltre di nubi. Inevitabile il rientro dell'elicottero alla base di Pieve e il trasporto a spalla del ferito fino al rifugio Coldai e da lì a valle, che impegnerà ancora i soccorritori per un paio di ore almeno.
A Cortina d'Ampezzo invece il 118 è stato allertato poco prima delle 16: due rocciatori che stavano scalando la Via del primo spigolo sulla Tofana di Rozes, quasi all'uscita hanno sbagliato direzione, ritrovandosi incrodati su una cengia, impossibilitati a proseguire. Una squadra del Soccorso alpino di Cortina assieme ai finanzieri è quindi risalita per la normale sotto la pioggia. Due soccorritori sono poi stati calati e, dopo aver assicurato gli alpinisti, che erano illesi, li hanno riportati in cima. Adesso le squadre, attrezzata la cengia di rientro, scenderanno dalla Tofana accompagnando i due.
Questa mattina attorno alle 11 è scattato l'allarme per un alpinista veneziano, volato per qualche metro sulla Torre Coldai sul Civetta, tra Alleghe e Zoldo Alto, rompendosi una caviglia. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato per andare a imbarcare in supporto alle operazioni il gestore del rifugio Coldai, soccorritore della Stazione di Alleghe. Purtroppo la nebbia non ha concesso tregua impedendo l'avvicinamento e le squadre di Alleghe e Valle di Zoldo sono dovute risalire a piedi, dopo aver raggiunto Malga Pioda e aver caricato l'attrezzatura sulla teleferica del rifugio. I soccorritori, giunti in cima che era da poco passato mezzogiorno, hanno quindi recuperato il materiale e sono saliti in vetta alla Torre Coldai per la normale. Lì hanno raggiunto l'infortunato e il compagno di cordata e, dopo averlo imbarellato, lo hanno calato dalla stessa via che i due avevano scalato, la Via delle Placche, per i circa 180 metri di dislivello. Una volta che le squadre e la barella sono scese sul sentiero Tivan alla base della parete del Civetta, l'eliambulanza, ferma a Pecol, ha tentato nuovamente di intervenire, venendo però sempre bloccata dalla coltre di nubi. Inevitabile il rientro dell'elicottero alla base di Pieve e il trasporto a spalla del ferito fino al rifugio Coldai e da lì a valle, che impegnerà ancora i soccorritori per un paio di ore almeno.
A Cortina d'Ampezzo invece il 118 è stato allertato poco prima delle 16: due rocciatori che stavano scalando la Via del primo spigolo sulla Tofana di Rozes, quasi all'uscita hanno sbagliato direzione, ritrovandosi incrodati su una cengia, impossibilitati a proseguire. Una squadra del Soccorso alpino di Cortina assieme ai finanzieri è quindi risalita per la normale sotto la pioggia. Due soccorritori sono poi stati calati e, dopo aver assicurato gli alpinisti, che erano illesi, li hanno riportati in cima. Adesso le squadre, attrezzata la cengia di rientro, scenderanno dalla Tofana accompagnando i due.
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2013
NUMEROSI INTERVENTI IN MONTAGNA
Scritto da Michela Canova
Belluno, 08-09-13
Questa mattina l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è stato inviato in Val di Piero, nel comune di Sedico, in aiuto di un turista punto da un insetto. C.M., 45 anni, di Cassola (VI), recuperato con un verricello di 10 metri, è stato quindi trasportato all'ospedale di Agordo per gli accertamenti del caso. Allertate dal 118, avvisato dai vigili del fuoco, le squadre del Soccorso alpino dell'Alpago sono invece intervenute assieme a loro per rintracciare un cercatore di funghi. L'uomo, M.D.G., 40 anni, di San Donà di Piave (VE), era rimasto bloccato, anche a causa di calzature inappropriate, su un pendio scivoloso in località Malolt, Tambre d'Alpago. Individuato, il fungaiolo è stato tratto in salvo. Sempre nel territorio di Tambre è scattato l'allarme in seguito alla telefonata di un passante che aveva sentito grida di aiuto. Una squadra del Soccorso alpino dell'Alpago si è quindi diretta nel luogo indicato, in supporto al richiedente che nel frattempo aveva raggiunto la persona in difficoltà, un ragazzo di Venezia, G.M., di 19 anni.
Questa mattina l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è stato inviato in Val di Piero, nel comune di Sedico, in aiuto di un turista punto da un insetto. C.M., 45 anni, di Cassola (VI), recuperato con un verricello di 10 metri, è stato quindi trasportato all'ospedale di Agordo per gli accertamenti del caso. Allertate dal 118, avvisato dai vigili del fuoco, le squadre del Soccorso alpino dell'Alpago sono invece intervenute assieme a loro per rintracciare un cercatore di funghi. L'uomo, M.D.G., 40 anni, di San Donà di Piave (VE), era rimasto bloccato, anche a causa di calzature inappropriate, su un pendio scivoloso in località Malolt, Tambre d'Alpago. Individuato, il fungaiolo è stato tratto in salvo. Sempre nel territorio di Tambre è scattato l'allarme in seguito alla telefonata di un passante che aveva sentito grida di aiuto. Una squadra del Soccorso alpino dell'Alpago si è quindi diretta nel luogo indicato, in supporto al richiedente che nel frattempo aveva raggiunto la persona in difficoltà, un ragazzo di Venezia, G.M., di 19 anni.
Pubblicato in
2013
DUE INTERVENTI IN MONTAGNA
Scritto da Michela Canova
Belluno, 07-09-13
Poco prima delle 15, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto sul Lagazuoi, nel comune di Cortina d'Ampezzo, nei pressi dell'entrata delle gallerie, dove un'escursionista ravennate, R.C., 43 anni, di Lugo, scivolata dal sentiero, era rotolata per qualche metro, procurandosi diverse contusioni. Recuperata in hovering dal tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio, l'infortunata è stata accompagnata all'ospedale di Pieve di Cadore. Contemporaneamente l'eliambulanza Pelikan di Bolzano è stata inviata dal 118 sulla vetta della Ovest delle Tre Cime di Lavaredo, nel terriotorio di Auronzo di Cadore, in aiuto di C.M., 60 anni, di Padova, con un sospetto trauma alla caviglia. L'uomo è stato imbarcato e trasportato all'ospedale di Bressanone.
Poco prima delle 15, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto sul Lagazuoi, nel comune di Cortina d'Ampezzo, nei pressi dell'entrata delle gallerie, dove un'escursionista ravennate, R.C., 43 anni, di Lugo, scivolata dal sentiero, era rotolata per qualche metro, procurandosi diverse contusioni. Recuperata in hovering dal tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio, l'infortunata è stata accompagnata all'ospedale di Pieve di Cadore. Contemporaneamente l'eliambulanza Pelikan di Bolzano è stata inviata dal 118 sulla vetta della Ovest delle Tre Cime di Lavaredo, nel terriotorio di Auronzo di Cadore, in aiuto di C.M., 60 anni, di Padova, con un sospetto trauma alla caviglia. L'uomo è stato imbarcato e trasportato all'ospedale di Bressanone.
Pubblicato in
2013
SCIVOLA SUL TORRENTE
Scritto da Michela Canova
Belluno, 07-09-13
Scesa sul torrente Turriga in località Rivamaor, C.B., 73 anni, di Belluno, è scivolata sui sassi del greto e si è infortunata alla mano e alla caviglia. Raggiunta da una squadra del Soccorso alpino di Belluno, la donna è stata medicata e trasportata per circa 200 metri fino alla strada dove è stata affidata all'ambulanza diretta all'ospedale.
Scesa sul torrente Turriga in località Rivamaor, C.B., 73 anni, di Belluno, è scivolata sui sassi del greto e si è infortunata alla mano e alla caviglia. Raggiunta da una squadra del Soccorso alpino di Belluno, la donna è stata medicata e trasportata per circa 200 metri fino alla strada dove è stata affidata all'ambulanza diretta all'ospedale.
Pubblicato in
2013
