2005
Farra d'Alpago (BL), 22-10-05
Era a caccia con altre quattro persone nei boschi sopra malga Mezzomiglio quando, armeggiando con il proprio fucile, è partito accidentalmente un colpo. La rosa di pallini lo ha colpito di striscio al volto e a un braccio, ferendolo. Attorno alle 9 è arrivata la chiamata al Suem 118.
L'elicottero di Pieve di Cadore, che si trovava a Belluno per l'esercitazione di protezione civile, è partito immediatamente con a bordo il personale sanitario ed il tecnico di elisoccorso, mentre veniva allertata anche la Stazione del Soccorso alpino dell'Alpago, nel caso ne fosse stato necessario l'intervento. L'uomo, F.S, 39 anni, di Farra d'Alpago, è stato accompagnato dagli altri cacciatori fuori dalla zona alberata, dove è potuto atterrare l'elicottero. Il cacciatore è stato, quindi, medicato, imbarcato e trasportato all'ospedale di Belluno.
Mel (BL), 21-10-05
E' partito in mattinata con un amico in cerca di funghi nei boschi di val Maor. Verso le 9.30 i due si sono separati sulla strada che va da Mel a Praderadego. Dopo un po' L.B., 71 anni, di Treviso, ha smarrito il sentiero, cominciando a risalire verso la cresta, al confine tra la provincia di Belluno e Treviso. Il compagno dopo qualche ora ha dato l'allarme. Le squadre del Soccorso alpino delle Stazioni di Belluno, Feltre e Prealpi Trevigiane, una ventina di tecnici, si sono radunate nei pressi della macchina dell'uomo, verso le 14, pronte a cominciare a setacciare la zona. Fortunatamente una pattuglia di carabinieri che rientrava da Vittorio Veneto lo ha rintracciato, incolume, mentre stava raggiungendo la strada e le squadre sono state fatte rientrare.
San polo di Piave (TV), 20-10-05
Sabato prossimo, 22 ottobre, la sezione del Cai di San Polo di Piave presenterà la Stazione del Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane. Nata recentemente dall'esigenza di un presidio sui monti delle Prealpi, la Stazione ha già numerosi interventi alel spalle nel territorio della Provincia di Treviso, ma anche nelle zone di confine con il Bellunese, dove si trova spesso a operare assieme ad altre Stazioni. Saranno i rappresentanti del consiglio centrale del Cai, sabato sera alle 20.30 all'Auditorium comunale, a presentare alla cittadinanza la nuova realtà. Il delegato della II Zona Bellunese del Cnsas, Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, Roberto De Rocco traccerà una breve storia del Soccorso alpino, mentre toccherà al capostazione Michele Titton illustrare gli ambiti di intervento e spiegare chi sono e come operano i tecnici. Michele Barbiero, tecnico di elisoccorso al Suem di Treviso e Pieve di Cadore, parlerà dell'utilizzo dell'elicottero nelle operazioni in montagna e in ambiente ostile. Durante la serata verranno poi proiettate immagini di passati interventi e si parlerà inoltre di Dolomiti Emergency. Domenica 23 ottobre, a partire dalle 14, le squadre della Stazioni delle Prealpi Trevigiane saranno impegnate in una dimostrazione delle tecniche di intervento, allestendo una teleferica dal campanile e procedendo al recupero di alcuni infortunati. La cittadinanza e gli organi di informazione sono invitati a partecipare.
Sarà la freccia dell'olimpionico Oscar De Pellegrin a portare, sopra la piena del Piave, la corda per realizzare la teleferica di uno degli interventi del Soccorso alpino, negli scenari di emergenza disegnati in occasione dell'esercitazione di protezione civile "Val Belluna 2005".
Sabato mattina, infatti, le squadre del Soccorso alpino delle Stazioni di Belluno, Feltre, Alpago, Longarone e Prealpi Trevigiane saranno impegnate con il Centro di coordinamento mobile e i propri mezzi fuoristrada nella simulazione di 4 operazioni di soccorso. Nell'area del parco che costeggia il Piave, i tecnici di Belluno, Longarone e Alpago, allertati dal 118, recupereranno due pescatori in difficoltà per il rilascio improvviso di acqua dai bacini artificiali a monte del fiume.
Uno di loro, bloccato in un isolotto del greto, verrà trasportato sulla teleferica, approntata grazie anche all'aiuto di Oscar De Pellegrin. Nei pressi della piscina comunale, invece, a seguito del terremoto che ha investito la zona, alcuni cittadini verranno trasportati in un luogo sicuro, dopo l'intervento del personale sanitario, utilizzando il sistema della barella Lecchese, del palo pescante e del contrappeso.
A Busche, le squadre delle Stazioni di Feltre e Prealpi Trevigiane procederanno ad un intervento di soccorso rivolto a due tecnici Enel, impossibilitati a raggiungere la passerella per la piena del fiume. Al Santuario dei Santi Vittore e Corona, infine, per il simulato crollo della strada di accesso, alcune persone ferite saranno tratte in salvo, grazie alla realizzazione di una teleferica e dell'utilizzo della barella Lecchese.
BIKER SCIVOLA IN UNA SCARPATA
Scritto da Michela CanovaClaut (PN), 16-10-05
Stava percorrendo in mountain bike la strada degli alpini, una mulattiera della valle Clautiana, con un amico, quando è uscito di strada. N.P., 33 anni, di Pordenone, è caduto lungo la scarpata, rotolando per una trentina di metri e fermandosi due tornanti più sotto. L'allarme al 118 è stato lanciato dal compagno poco dopo le 15. La chiamata è stata girata all'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, disponibile in quel momento.
Il mezzo ha imbarcato a Claut un tecnico del Soccorso alpino della Val Cellina, perchè guidasse più velocemente l'equipaggio sul luogo dell'incidente. Arrivato in prossimità del ferito, ha sbarcato con un verricello di 15 metri medico, tecnico di elisoccorso ed il tecnico della Val Cellina. L'uomo è stato visitato, imbarellato e recuperato sempre utilizzando un verricello di 15 metri, per essere condotto all'ospedale di Belluno, con possibili politraumi.
IN SOCCORSO DI PIRATA
Scritto da Michela CanovaNervesa della Battaglia (TV), 16-10-05
Pirata è una femmina di setter ed è anche un cane da caccia che oggi si trovava con il proprietario, cacciatore di Caerano San Marco, nei boschi del Montello. Durante una corsa l'animale è scivolato, precipitando per una ventina di metri in una forra. In aiuto di Pirata sono intervenuti i tecnici del Soccorso alpino della Stazione delle Prealpi Trevigiane e della Pedemontana del Grappa. Gli 8 volontari sono partiti prima delle 10 per raggiungere il punto dove si trovava bloccato il setter. Uno di loro, aiutato dagli altri che allestivano le soste, si è calato fino alla base del salto. Pirata fortunatamente stava bene. Tranquillizzato con qualche carezza, l'animale è stato imbragato e fatto risalire con il suo soccorritore, utilizzando un contrappeso.
Enego (VI), 16-10-05
E' partito ieri nel tardo pomeriggio diretto ai Castelloni di San Marco, un'escursione classica che P.L., 71 anni, originario di Ferrara, ma residente a Enego, ha deciso di effettuare da solo. Il percorso si snoda in un labirinto naturale, saliscendi, blocchi di calcare, canyon che, sebbene tracciato, complice il buio ha fatto perdere l'orientamento all'uomo. L'escursionista, infatti, raggiunta malga Fossetta era tornato sui suoi passi diretto alla propria macchina per l'avvicinarsi della sera. Non riuscendo più a distinguere l'itinerario corretto però, aveva nuovamente raggiunto la malga e chiamato il 118 attorno alle 20.40, per evitare di peggiorare la situazione. Immediatamente è stata allertata una squadra di 5 tecnici della Stazione del Soccorso alpino di Asiago che dopo meno di un'ora lo ha individuato. L'uomo, infreddolito, ma illeso, è stato accompagnato in jeep alla macchina e poi nei pressi dell'abitazione.
ALPINISTA VOLA IN PARETE
Scritto da Michela CanovaValli del Pasubio (VI), 16-10-05
Stava risalendo primo di cordata la via Berti, sul monte Baffelan quando, a circa un tiro dall'uscita, l'appiglio che lo stava tenendo ha ceduto ed E.S., 46 anni, di Marano Vicentino, è volato per 5 metri. La chiamata al Suem 118 è stata fatta dai compagni verso le 13.30. Sul posto si è diretto l'elicottero di Verona, mentre una squadra del Soccorso alpino di Schio raggiungeva la base della parete per intervenire in caso di necessità. Giunta l'eliambulanza, il tecnico di elisoccorso ha imbarcato l'alpinista utilizzando un verricello di 15 metri. L'uomo è quindi stato trasportato all'ospedale di Schio con un sospetto trauma alla gamba.
Cortina d'Ampezzo (BL), 15-10-05
Creare linee guida comuni anche dal punto di vista sanitario. E' questa una delle finalità della commissione medica internazionale della Cisa-Ikar. "Ad ogni incontro vengono affrontati diversi argomenti, aspetti della medicazione a terra, l'impiego degli elicotteri - spiega Giovanni Cipolotti, responsabile nazionale della commissione tecnica del Cnsas - la commissione cerca di delineare una metodologia operativa comune per le varie realtà, anche se a maglia larga per le evidenti differenze tra i numerosi paesi. In Italia il sistema saniotario impiega mezzi aerei militari, con le conseguenze del caso. In questi incontri vengono messe a fuoco diverse problematiche. Abbiamo parlato anche degli equipaggiamenti più sicuri per prevenire gli incidenti in valanga, della formazione dei volontari, dell'attrezzatura utilizzata negli incidenti di massa. Cerchiamo di darci delle tematiche da affrontare in maniera specifica". Ogni organizzazione ha una propria parte medica: "La commissione è composta da una ventina di delegati provenineti dia soccorsi alpini. Quest'anno c'erano tra gli altri anche Alaska, Croazia, Stati Uniti, Grecia - continua Cipolotti - una delle differenze è che in alcune nazioni intrevengono in emergenza gli anestesisti. In altre il medico di emergenza. Nei paesi anglosassoni, ad esempio, hanno paramedici, perchè solo pochi medici sono in grado di intervenire nei soccorsi terrestri o in elicottero. Differenze analoghe a quello che succede nel mondo dell'emergenza sanitaria in genere. Tre anni fa è stato stampato un volume in inglese che raccoglie le linee guida tracciate allora dalla commissione medica della Cisa-Ikar. Il lavoro che stiamo facendo è quello di prendere in considerazione nuovi argomenti da inserire nel prossimo volume, in programma per il 2007, ad esempio l'omogeinità per lo sviluppo dell'uso dell'elicottero in montagna". Il mezzo aereo è ormai utilizzato ovunque. Una delle differenze è la rapidità degli interventi: "Gli elicotteri in alcuni paesi sono dedicati al soccorso sanitario e destinati solo a quello. Il decollo è immediato non appena scatta l'allarme. In altri operano mezzi militari: si deve verificarne la disponibilità, aspettare l'arrivo, imbarcare l'equipaggio". Operazioni che rallentano notevolmente la tempestività dei soccorso: "E' necessario un lavoro a monte, di collaborazione anche con i diversi enti, puntando sulla rapidità degli interventi e l'adozione di protocolli comuni", conclude Cipolotti.
Cortina d'Ampezzo (BL), 13-10-05
La ricerca delle persone scomparse è il tema centrale di questa edizione del convegno Cisa-Ikar. Questa sera verrà presentato 'Eureka', il nuovo software realizzato come supporto operativo per la ricerca di superficie, che domani mattina sarà utilizzato nella simulazione messa in atto dal Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico sulle Cinque Torri. la ricerca persone è un intervento sempre complesso, poichè si svolge spesso in un'area molto vasta e richiede l'intervento di un gran numero di tecnici. Non da ultimo, le motivazioni della scomparsa di una persona dipendono dalle circostanze più disparate. Sono soprattutto i fattori psicologici a comportare la complessità delle variabili. Se un escursionista smarrisce infatti il sentiero, la zona da indagare è abbastanza ristretta. Se invece l'allarme scatta per un allontanamento volontario dall'abitazione, ad esempio, non è sempre evidente la direzione degli spostamenti. A monte del lavoro per realizzare 'Eureka' c'è lo studio di 10 anni di statistiche di operazioni di ricerca, per elaborare le procedure operative. Voluto dal Soccorso alpino del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, il software è stato realizzato da Topotek Geomatica di Brescia, con un contributo della Provincia di Belluno, grazie al progetto Interreg IIIA Italia-Austria. Una ricerca di superficie comincia con una vera indagine, definita anamnesi, per raccogliere informazioni dettagliate da famigliari e conoscenti, in modo da tracciare un profilo psicologico della persona scomparsa e individuare l'area da perlustrare con le squadre di volontari e le unità cinofile. Indagine che continua per tutta la durata delle ricerche, anche se queste si protraggono per più giorni, perchè informazioni importanti possono arrivare dai conoscenti anche successivamente al primo incontro. A prescindere da ogni tecnologia, alla base dell'intervento ci sono la preparazione e l'organizzazione del personale. Individuata l'area, viene suddivisa in zone da distribuire alle squadre. I metodi di ricerca sono svariati, tra questi le battute che richiedono anche 15 tecnici che procedono allineati, a vista, con cani e conduttori. La conosecnza del territorio è fondamentale, come il supporto cartografico. E' in questo momento che entrano in ballo gli strumenti tecnologici. Ancora oggi si usano manualmente carte escursionistiche 1:25 mila. La necessità di maggiori riferimenti per le squadre (linee di quota, creste, canaloni) rende obbligatorio il ricorso a carte tematiche regionali 1:5 mila, 1.10 mila. Il software, in fase di ultimazione, sarà installato su computer portatili e permetterà di avere a disposizione l'intera cartografia, con in più un database per la gestione del personale. Saranno utilizzati sistemi Gis con la possibilità di associare coordinate direttamente alla cartografia, per localizzare le informazioni sul territorio. Pochissimi comandi garantiscono il suo semplice uso. L'eventuale posizionamento di Gps, inoltre, apre le porte a ulteriori miglioramenti d'indagine. Le coordinate saranno visualizzate sulla cartina - si potranno seguire i tracciati dei soccorritori - e viceversa potranno essere trasferite informazioni alle squadre. Come ultimo apporto 'Eureka' sarà utile per la compilazione modulistica, facilitando la realizzazione dei rapportini conclusivi e per l'archviazione dei dati.
Cortina d'Ampezzo (BL), 13-10-05
Un tavolo di lavoro internazionale in cui portare le proprie problematiche legate agli interventi in montagna e in ambiente ostile, per trovare soluzioni, imparando dalle esperienze degli altri paesi. La Cisa-Ikar da 57 anni mette a confronto realtà molto diverse, che operano però per un fine comune: "I grandi alpinisti dei paesi delle Alpi hanno sempre lavorato assieme per risolvere eventuali problemi legati al soccorso. Forse uno dei primi interventi che ha visto operare squadre miste è stato sull'Eiger - ricorda il presidente Cisa-Ikar Toni Grabb - negli ultimi 10 anni hanno acquistato peso i materiali e le tecniche impiegate. Negli incontri non è importante quale organizzazione sia la più valida, ma le difficoltà che ognuna incontra. Arriviamo al tavolo Cisa-Ikar per presentare gli ostacoli e cercare di proporre le migliori soluzioni". Nel mondo accadono circa 8 mila incidenti all'anno. I 50 più rappresentativi, per le tipologie di intervento ed eventuali difficoltà collegate, vengono discussi dalle 4 commissioni. "Oggi si manifestano nuovi ambiti operativi, anche per le discipline sportive sempre più praticate in quota - continua Grabb - recentemente le aziende del settore hanno presentato corde sottilissime, comode da portare, ma che in alcuni casi non si sono rivelate ottimali. Noi dobbiamo sapere tutto questo e agire per la prevenzione. Le esperienze degli altri devono servire perchè non diventino future esperienze negative per gli altri". Gli articoli dello statuto Cisa-Ikar mettono al primo posto l'esperienza, poi nuove tecniche e materiali e la sicurezza dei soccorritori: "La Cisa-Ikar aiuta le organizzazioni del mondo qualora si trovino in difficoltà e ha un costante rapporto di collaborazione con le ditte che fabbricano le apparecchiature utilizzate negli interventi di soccorso. I tecnici devono sempre essere al massimo, anche dal punto di vista delle conoscenze operative, altrimenti possono nascere gli errori. E' quindi indispensabile l'aggiornamento continuo. Quest'anno la ricerca dei dispersi ha una parte speciale al tavolo di lavoro. Tutte le organizzazioni del mondo devono dedicare il maggior tempo possibile alle ricerche: comportano azioni difficili che coinvolgono decine di persone. Penso anche alla ricerca in valanga, alle condizioni estreme, vento, buio, neve. Gli uomini che agiscono devono riuscire a vedere oltre. Una sorta di super-visione. E' in questi ambiti che si verificano i più grandi errori". Le differenze tra i paesi sono incredibili: "In Italia, Francia, Svizzera, Austria, dall'allarme, al massimo in mezz'ora le squadre sono sul luogo dell'infortunio. In altri paesi può occorrere anche più di un giorno. E' sicuramente anche una questione di possibilità economiche, che permettono infrastrutture e attrezzatura. Però, quando non si sa lavorare tutto questo fa poco. Un esempio viene dalla Croazia, dove hanno effettuato il primo intervento speleologico con poco e vecchio materiale, ma hanno lavorato perfettamente. L'Italia è sicuramente uno dei paesi in testa ai soccorsi come organizzazione. Può insegnare agli altri come esperienza, però è giusto che guardi anche agli altri. Sono sempre gli uomini a fare quelche cosa, in tutti i paesi. Anche i meno ricchi hanno diritto di fare bene". A nazioni con una storia di soccorso già consolidata, altre realtà sono pronte ad affiancarsi nella Cisa-Ikar. "Nuova Zelanda, Cina, Serbia, Grecia sono in una buona direzione - conclude Toni Grabb - bisogna venire a parlare senza remore riguardo agli errori fatti. Parlare di questo, non di quanto siamo bravi. Imparando da uno sbaglio, all'80 per cento non si ripeterà più. Si porta qualcosa alla Cisa-Ikar e si porta qualcosa dalla Ciosa-Ikar".
Belluno, 10-10-05
Sono oltre 200 i rappresentanti delle 32 nazioni che parteciperanno, da mercoledì a domenica, al 57° Congresso Cisa-Ikar, ospitato dopo Zakopane e S.Moritz a Cortina. Si sono fortunatamente risolti anche i problemi per l'ingresso della delegazione serba, grazie all'intervento dell'ambasciata italiana a Belgrado, che potrà unirsi alle altre europee, tra le quali quella francese, tedesca, slovacca, ceca, polacca, slovena, croata.
Parleranno della propria esperienza, esponendo tecniche di intervento e metodologie, anche esperti provenienti da Argentina, Stati Uniti, Canada, Alaska, Sud Africa. Sarà largamente rappresentata anche la Svizzera, dove ha sede la Cisa-Ikar. A differenza dalle scorse edizioni, quest'anno a Cortina saranno allestiti circa 28 stand di ditte legate al settore del soccorso in montagna, a partire dallo sponsor principale, Agusta Westland, cui si affiancheranno, solo per citarne alcune, Aersud, Elidolomiti, Ferrino, Garmont.
Tra i temi discussi nelle giornate di studio e dimostrazioni teorico-pratiche, che impegneranno le commissioni aerea, valanghe, terrestre, medica: la figura del tecnico di elisoccorso e l'utilizzo del gancio baricentrico, la previsione del pericolo valanghe sulla base di modelli di simulazione del metamorfismo del manto nevoso, la pianificazione e organizzazione delle ricerche di persone, la presentazione di "Eureka" software, un programma di gestione dell'attività di ricerca e dei livelli cartografici multipli, le patologie in ambiente ostile.
Venerdì prossimo, 14 ottobre, dalle 9 circa alle 11, si svolgerà una dimostrazion del Soccorso alpino e speleologico italiano. Le Cinque Torri saranno lo scenario di una serie di interventi dall'elevato contenuto tecnico, con prove di elisoccorso, ricerca con le unità cinofile, soccorso in parete e speleologico. Le manovre potranno essere seguite in diretta su un maxi schermo posto al rifugio 5 torri, grazie alla presenza di telecamere fisse e mobili. L'accoglienza sarà affidata alla Grizzly viaggi.
MUORE PER INFARTO SUL LAGAZUOI
Scritto da Michela CanovaCortina d'Ampezzo (BL), 10-10-05
Un'escursionista tedesco, Karl Rupprecht, 79 anni, residente a Sankt Agustin, è stato colto da malore mentre si trovava sulla terrazza del rifugio Lagazuoi. Arrivato in funivia per una passeggiata con la moglie ed alcuni amici, l'uomo, che già in passato aveva sofferto di problemi al cuore, si è accasciato a terra. Sul posto, poco prima delle 15, è arrivato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, con il personale sanitario ed il tecnico del Soccorso alpino. A nulla sono valsi i tentativi di rianimazione, che per un'ora hanno tentato i soccorritori e al medico non è rimasto che constatarne il decesso. Dopo l'autorizzazione alla rimozione della magistratura, la salma è stata trasportata nella camera mortuaria di Cortina.
Sappada (BL), 09-10-05
Un alpinista, primo di cordata, stava risalendo il Quarto Campanile delle Genziane sul monte Peralba, quando, al secondo tiro, ad un centinaio di metri dalla base, il chiodo sul quale stava sostando è uscito dalla roccia e M.D., 34 anni, di San Daniele del Friuli (UD), è volato per una decina di metri sbattendo una gamba. Attorno alle 13, l'allarme al 118. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha imbarcato un volontario della Stazione del Soccorso alpino di Sappada, per guidare velocemente l'equipaggio sul luogo dell'incidente. Lì il tecnico di elisoccorso ha recuperato l'alpinista e la sua compagna di cordata, utilizzando 3 verricelli da 17 metri. L'alpinista infortunato è stato quindi trasportato all'ospedale di Cortina, con un presunto trauma all'arto inferiore destro, mentre la ragazza è stata accompagnata in jeep alla propria macchina da una squadra della Stazione del Soccorso alpino di Sappada, sopraggiunta nel frattempo.
Enego (VI), 07-10-05
Ha richiesto non poca fatica l'intervento che ha mobilitato una squadra di 5 tecnici del Soccorso alpino della Stazione di Asiago. Nero e Bosco, due segugi da caccia di 4 e 8 anni, erano scomparsi 9 giorni fa dall'abitazione del loro proprietario, in contrada Frizon. In queste notti nella zona di Primolano sentivano abbaiare e guaiti provenienti dal bosco. Alcune persone hanno quindi avvertito i guardiacaccia, che avevano saputo dal proprietario della sparizione. Individuati i due cani bloccati su alcune cenge a circa 150 metri da terra, poco prima di mezzogiorno è stato chiesto l'intervento del Soccorso alpino. Nero e Bosco, probabilmente per inseguire dei camosci, sono rimasti bloccati in un punto molto difficile da raggiungere. La parete, 300 metri di cenge e roccia inclinata, è impervia e friabile ed era impensabile salire da sotto, anche perchè la pioggia di questi giorni, che ha comunque permesso la sopravvivenza dei segugi, aveva dato origine a pericolose cascate che riempivano i canali. I tecnici della Stazione di Asiago, valutata la situazione, sono risaliti in jeep fino al forte di Coldarco di Sotto. Hanno quindi attrezzato il sentiero esposto per avvicinarsi alla verticale sopra i due cani - indicata dai contatti radio con i compagni rimasti alla base - e hanno effettutao due calate dall'alto di circa 180 metri. Dopo averli raggiunti, hanno imbragato Nero e Bosco e cominciato la discesa in corda doppia, 3 tiri da 50 metri, per poi legarli al guinzaglio per l'ultimo tratto ripido nel bosco, fino in fondo alla valle del Brenta, alla cava, dove sono arrivati attorno alle 18 e dove li attendeva il loro proprietario.
Belluno, 03-10-05
E' stata presentata oggi nella sede dell'Amministrazione provinciale di Belluno la 57a edizione del Convegno Cisa-Ikar, che si svolgerà dal 12 al 16 ottobre a Cortina d'Ampezzo. La manifestazione accoglierà le delegazioni provenienti da 32 nazioni, europee in prevalenza, ma anche americane ed africane, che si confronteranno sulle tematiche e le tecniche di intervento proprie dei diversi paesi. Sono attesi oltre 200 rappresentanti dei soccorsi internazionali che parteciperanno, suddivisi in Commissioni, alle giornate di studio, pratiche e teoriche. Venerdì 14 ottobre, nello splendido scenario delle Cinque Torri, si svolgerà inoltre una dimostrazione del Soccorso alpino e speleologico italiano, ripresa da telecamere fisse e soggettive che trasmetteranno le operazioni in diretta su un maxi schermo posto nei pressi del rifugio Cinque Torri. Gli organi di informazione sono invitati a partecipare.
