2014

Limana (BL), 08-12-14
Durante una passeggiata non distante da Malga Montegal, un sessantunenne di Padova si è accasciato all'improvviso sulla strada colto da malore. Un'infermiera, che si trovava nel gruppo di escursionisti, ha subito iniziato le manovre di rianimazione, poi proseguite dal personale sanitario dell'eliambulanza del Suem di Pieve di Cadore sopraggiunta nel frattempo. Purtroppo non c'è stato alcunché da fare. Una volta constatato il decesso, la salma è stata affidata al carro funebre. Sul posto anche una squadra del Soccorso alpino di Belluno in supporto alle operazioni.
Agordo (BL), 07-12-14
Ieri sera in una sala gremita di amici, alla presenza dei sindaci dei Comuni dell'Agordino e delle autorità, la Stazione del Soccorso alpino di Agordo ha festeggiato la propria istituzione ufficiale, avvenuta quasi esattamente 60 anni prima, il 12 dicembre 1954, quando in una riunione del Cai a Clusone venne approvato il 9° punto all'ordine del giorno nelle 'varie ed eventuali', che decretò la nascita delle prime 26 Stazioni del Cnsas, delle quali 10 in Veneto. Pur nascendo con l'alpinismo stesso, ma presente da sempre con il mutuo aiuto tra le genti che vivono in montagna, come ha ricordato Gianpaolo Soratroi, moderatore della serata, il Soccorso alpino fu ufficializzato in quella data, anche se, fin dai primi del '900 stazioni di salvataggio erano già diffuse sulle Dolomiti.
Attraverso immagini, documenti, riprese d'epoca e attuali, missioni di soccorso (compreso il primo recupero di elisoccorso con un gancio baricentrico nel gruppo della Moiazza), un filmato ha ripercorso l'intensa storia del sodalizio e dei suoi uomini e donne. Per ognuno dei capistazione Eugenio Bien ha tracciato un ritratto e a ciascuno di loro è stato assegnato un riconoscimento, consegnato ai famigliari o agli stessi protagonisti: Toni Guadagnin (primo capostazione nel 1954), Mario Facciotto (capostazione dal 1955 al 1963), Oddone Zasso 'Topo' (capostazione dal 1964-1989), Roberto Lagunaz (capostazione dal 1980 al 1989), Egidio Sorarù (capostazione dal 1990 al 2001). Un tributo speciale ed emozionante è stato lasciato dall'intera Stazione alla fine per l'attuale capostazione, Giorgio Farenzena, in carica dal 2002, che si appresta a passare il testimone al suo successore. La platea, dove si potevano riconoscere numerosi volti dell'alpinismo storico agordino, ha potuto inoltre 'partecipare' alla giornata tipo di un soccorritore, grazie alla proiezione di un video realizzato quest'estate e ascoltare le canzoni del Coro Agordo. Un momento conviviale ha poi concluso l'appuntamento.
 
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Tambre (BL), 05-12-14
Allo scopo di condividere le tecniche di recupero e la valutazione ambientale a fondamento della collaborazione in emergenza, oltre che rinsaldare la reciproca conoscenza, si è recentemente svolta un'esercitazione congiunta nella cavità denominata Abisso, a sud est di Casera Palantina, cui hanno preso parte 14 tecnici della Stazione del Soccorso alpino dell'Alpago e della Stazione del Soccorso speleologico Veneto Orientale (entrambe appartenenti al Sasv, Soccorso alpino e speleologico Veneto).
L' Alpago è un territorio carsico nel quale si sviluppa una grandissima quantità di  cavità ipogee, tuttora in esplorazione da parte di gruppi speleologici veneti e friulani (Pordenone e Sacile).
Ritenendo di fondamentale importanza la collaborazione tra squadre di Soccorso alpino e speleologico in caso di intervento reale nel territorio, è stata così organizzata la manovra consistente nel trasporto del materiale, allestimento dei sistemi di recupero sul pozzo di ingresso  di 70 metri, imbarellamento di un ipotetico ferito e recupero vero e proprio della barella fino all'esterno, per un totale di circa 11 ore.  L'Abisso  teatro delle operazioni si apre ad una quota di 1.615 metri, è caratterizzato da un pozzo di ingresso di circa 70 metri e attualmente raggiunge una profondità totale di 180 metri.
 
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Agordo (BL), 03-12-14
Sabato prossimo, 6 dicembre, la Stazione di Agordo festeggerà i 60 anni dall'istituzione del Soccorso alpino con una serata a tema ospitata nella sala 'Don F. Tamis' dell'Unione montana agordina. Questo il programma dell'evento presentato da Gianpaolo Soratroi: proiezione dei video 'Una giornata con il Soccorso alpino' e 'Storia dei 60 anni del Soccorso alpino'; interventi delle autorità; premiazione degli ex capistazione; esposizione fotografica; rinfresco.
Parteciperà il Coro Agordo. L'appuntamento è alle 20.30.
Feltre (BL), 01-12-14
La Stazione di Feltre festeggerà i 60 anni dall'istituzione del Soccorso alpino mercoledì prossimo, 3 dicembre, proponendo nell'ambito del progetto 'I mercoledì della salute' dell'Ulss n.2 di Feltre, l'iniziativa aperta a tutti 'In montagna sicuri d'Inverno', in programma alle 18 nella Sala Piccolotto dell'ospedale di Feltre.
Di seguito viene ripercorsa l'attività di soccorso dalla sua nascita, concludendo con una statistica degli interventi degli ultimi 5 anni e con l'attuale composizione dell'organico.
La storia dell’alpinismo feltrino ha origini relativamente recenti venendo a coincidere con la costituzione della locale Sezione CAI (1922) e per questa ragione non si trovano tracce di attività di soccorso alpino risalenti all’epoca dell’alpinismo dei pionieri della seconda metà dell’800 e dei primi del ‘900.
E’ tuttavia probabile che, nei secoli trascorsi, per la numerosa e stabile presenza di pastori, boscaioli e cacciatori, sui pascoli di alta quota, sugli aspri versanti delle valli e sulle ardite cenge delle montagne, anche le Alpi Feltrine, abbiano conosciuto il moto spontaneo e solidale delle genti delle vallate in soccorso delle donne e degli uomini infortunati nel duro lavoro dei monti o sorpresi dalla bufera e dalla neve.
Ma, per tornare alle origini del soccorso alpino feltrino, occorre andare a quel tragico 7 agosto 1930  allorché Annetta Guadagnin, giovane ed abile alpinista feltrina, durante la salita della parete nord ovest del Sass de Mura cadeva perdendo la vita. Furono i suoi compagni di cordata, giovani alpinisti appartenenti alla sezione CAI, che la recuperarono e portarono a valle.
Nel corso del 1952 e 1953 alcuni eventi significativi, che videro protagonisti e soccorritori occasionali i giovani alpinisti feltrini, posero all’ordine del giorno della Sezione CAI l’esigenza della creazione di una organizzazione stabile destinata all’attività di soccorso alpino.
Si pose quindi il problema, all’interno della Sezione CAI, della creazione di una struttura organizzata e stabile destinata al soccorso alpino e, su iniziativa del segretario Lanciato e dei dirigenti Menegazzo e Bertelle, prontamente recepita dal Presidente ing. Dante Vardanega, vennero avviati contatti con il Soccorso Alpino della SAT, già organizzato dall’intraprendente lungimiranza di Scipio Stenico.
Nel gennaio 1954 questi contatti si concretizzarono con la formalizzazione, da parte della Sezione CAI, del progetto di costituzione della stazione feltrina di soccorso alpino “composta di 10-15 uomini disponibili partire subito ogni giornata per zona Pizzocco-Arera-Brendol-Gruppo Cimonega-Vette Feltrine”.
Fu così che, dopo un nutrito scambio di lettere tra la Sezione, il CAI Centrale e la SAT, il Presidente della Sezione Cai di Feltre, nel corso dei festeggiamenti per il rientro della spedizione italiana al K2, si incontrò con il dott. Mario Brovelli, referente organizzativo per la Provincia di Belluno indicato dalla Commissione Centrale Soccorsi Alpini del CAI, affidata alla direzione dello stesso Scipio Scenico.
La stazione venne formalmente costituita nell’agosto-settembre 1954, con l’invio delle domande di iscrizione dei volontari Orazio Bertelle, Enrico Bertoldin, Walter Bodo, Giovanni Bongiana, Gino Conz, Dino De Toffoli, Gianfranco Garbin, Ennio Lanciato, Giocondo Piazza, Angelo Turro, Remo Turro, Giovanni Zadra; capo Stazione fu designato lo stesso presidente della Sezione CAI Dante Vardanega.
La Stazione di Feltre del Soccorso Alpino può dunque legittimamente andare orgogliosa di essere stata una delle stazioni costituenti (con Agordo, Auronzo, Belluno, Cortina, Pieve di Cadore, S. Vito, Sappada e Val Complico) della Delegazione  II^ Bellunese, nata nel 1954, che insieme alle  delegazioni di Udine-Tarvisio, Alto Adige, Trento, Edolo, Bergamo, Sondrio, Biella, Aosta, Borgosesia e Domodossola diedero vita il 12.12.1954 al “Corpo di Soccorso Alpino del CAI”.
Era tuttavia evidente che l’ing. Vardanega, completata la fase costituente, non potesse continuare a svolgere contemporaneamente le funzioni di Presidente della Sezione CAI e di responsabile della neonata Stazione di Soccorso; si rendeva inoltre necessario reperire una sede presso la quale fosse resa possibile una reperibilità telefonica continua ed organizzare con materiali e mezzi adeguati la neonata struttura.
Si rese generosamente disponibile a ciò il rag. Franco De Biasi, allora direttore dell’azienda di soggiorno e turismo di Feltre, amministratore impegnato, grande appassionato di montagna, instancabile organizzatore turistico e tessitore di relazioni, abile organizzatore e generoso, indimenticabile amico.
Assunto il comando della Stazione fin dai primi mesi del 1955, al suo impegno si deve la dotazione dei primi mezzi e materiali, la istituzione sul territorio dei posti di chiamata, la organizzazione sul territorio della rete di comunicazioni, il rafforzamento degli organici dei volontari, che nel 1955 raggiunsero il numero di 18 con l’ingresso di Guido Cerni, Dionigi D’Alberto, Vettor Delaito, Emiliano Meneghel e Dario Palminteri.
Nello stesso periodo (1958) entrava a far parte della neocostituita Stazione di Soccorso anche don Giulio Perotto, che per lungo tempo è stato volontario della Stazione offrendo il suo aiuto, non solo spirituale.
 E’ del 1964 (27.09.1964) il primo intervento con elicottero, utilizzando il velivolo di una troupe cinematografica presente in zona, che consentì il salvataggio ed il recupero sul versante nord del Sass de Mura di Tito Pierobon, giovane alpinista di S. Giustina, che diventerà a sua volta volontario della Stazione e si renderà protagonista, qualche anno dopo, della storica salita della parete nord del Sass de Mura.
Si deve sempre all’iniziativa di Franco De Biasi e all’impegno di Paolo De Paoli, comandante dei Vigili del Fuoco Volontari e membro del CNSAS dal 1967, la organizzazione della base radio e del magazzino della Stazione presso il Distaccamento dei Vigili del Fuoco di Feltre, offrendo così un servizio di reperibilità continua, tramite l’impiego del personale di guardia attiva dei Vigili del Fuoco, assicurando così la più efficace tempestività di intervento.
Nel 1977 Franco De Biasi lasciava la direzione della Stazione dopo ventidue anni di costante impegno, sostituito da Franco Di Palma, anch’egli funzionario dell’Ufficio Turistico di Feltre, volontario della Stazione dal 1955, infaticabile e paziente organizzatore, dirigente della Sezione CAI, della quale sarà più volte anche Presidente, uomo schivo e riservato quanto generoso e caro amico.
Franco Di Palma, detto affettuosamente “Cia”, dirigerà la Stazione con grande dedizione e disponibilità fino al 1987, per ben dieci anni, nei quali ha saputo consolidare l’organizzazione, dando piena fiducia alle nuove leve e portando l’organico della Stazione, con i necessari avvicendamenti, a 20 volontari.
A lui succede Giulio De Bortoli, volontario dal 1971, istruttore nazionale di alpinismo, fondatore del Gruppo Rocciatori e della Scuola di Alpinismo, uomo simbolo dell’alpinismo feltrino. A Giulio De Bortoli si deve l’azione di rinnovamento e di adeguamento della Stazione alle nuove linee guida sulla formazione e sull’organizzazione del soccorso, introdotte in questi ultimi anni, senza mai perdere di vista la natura ed i caratteri originari del nostro sodalizio.
Dal 2005 Sigfrido Dalla Rosa subentra al comando della Stazione, coadiuvato dal valido “vice” Marcello Broccon.
Nel corso degli anni l’attività è divenuta sempre più rilevante ed intensa e si è svolta prevalentemente con riguardo ad incidenti avvenuti nell’esercizio di attività escursionistiche ed alpinistiche, ma anche al soccorso di persone impegnate nella ricerca di funghi o addette ai lavori agricoli e boschivi, alla ricerca di persone anziane e malate, all’intervento nelle calamità (slavine, inondazioni, incidenti aerei e stradali).
Ciò costituisce ulteriore conferma dell’essenziale ruolo svolto dalla Stazione di Soccorso Alpino non solo nei riguardi degli alpinisti ed escursionisti che frequentano le nostre montagne, ma anche come presidio alla sicurezza delle persone che vivono in montagna.
Non è mancata nemmeno l’attiva partecipazione dei volontari della Stazione all’azione di soccorso in occasione della grandi calamità naturali che hanno colpito il nostro Paese negli ultimi anni, come in occasione dell’alluvione del Piemonte, nel terremoto in Abruzzo e nell’emergenza neve delle Marche.
Negli ultimi cinque anni il numero degli interventi e delle persone soccorse ha conosciuto un ulteriore incremento: ben 163 sono stati gli interventi (una media di quasi 33 interventi l’anno) durante i quali sono state soccorse 143 persone (mediamente 29 persone all’anno).
Attualmente l’organico è composto da 18 Operatori di Soccorso Alpino, 5 Tecnici di Soccorso Alpino, 3 Istruttori Regionali e Tecnici di Elisoccorso, 1 Operatore in Forra, 2 Tecnici di Ricerca e di Centrale Operativa, 1 Medico e 1 Infermiere.
 
Enego (VI), 30-11-14
Verso le 17 il Soccorso alpino di Asiago è stato allertato per un gruppo di scout di Cittadella (PD), che si era trovato in difficoltà al rientro dai Castelloni San Marco. Messi in contatto con i ragazzi, (i due capi, C.S., 26 anni, una ragazza, S.P., 26 anni, un ragazzo e 5 giovani sotto i 18 anni), dalla descrizione del percorso i soccorritori hanno intuito che durante la discesa, giunti ad un bivio del sentiero n.842, i sette avevano sbagliato direzione, ritrovandosi al buio e sotto la pioggia su un crinale sconosciuto. Ottenute le coordinate tramite il cellulare, e avuta quindi la conferma di quanto ipotizzato, i soccorritori si sono avvicinati con le auto, ritrovando i ragazzi, che stavano bene, pur infreddoliti e preoccupati, e avevano raggiunto una strada sterrata, per riportarli a valle. L'intervento si è concluso attorno alle 20.
San Vito di Cadore (BL), 24-11-14
Poiché ancora non vi erano notizie relative all'imponente frana caduta il 12 novembre scorso dall'Antelao, questa mattina cinque persone (di cui 4 del Soccorso alpino di San Vito di Cadore) su iniziativa privata, da cittadini, appassionati di montagna, senza alcuna carica, hanno effettuato un sopralluogo in elicottero a proprie spese per verificare il punto di distacco e le conseguenze. Hanno così appurato che a 50 metri circa dall'uscita del canale Lindemann, le Laste si sono completamente staccate per tutta la loro lunghezza, e per 5 metri di spessore, fino al Bivacco Cosi, che è stato travolto. L'80 per cento del materiale ha colmato la Val Antrimoia, mentre il restante è sceso fermandosi 200 metri sopra la strada che porta al Rifugio Scotter.
Sulle Laste rimangono detriti ancora in movimento, anche sul Canalone Oppel sono possibili scariche di assestamento e qualcosa si è staccato anche da sotto la cima sul versante est. Si fa quindi presente a chiunque volesse risalire l'invernale che il bivacco non esiste più e probabilmente anche l'attacco della Lindemann (ora la presenza di neve non permette di appurarlo nel dettaglio) potrebbe avere problemi. Si suggerisce infine di valutare bene l'eventuale passaggio nel Canalone Oppel.
 
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Mel (BL), 22-11-14
Allarme cessato a Carve per la ricerca della donna che non si era presentata alle 19 a casa, dove era attesa e dove fortunatamente è ritornata poco fa. Le squadre del Soccorso alpino di Belluno, che avevano avviato le sue ricerche, sono state fatte rientrare.
Seren del Grappa (BL), 22-11-14
Il Soccorso alpino di Feltre ha raggiunto e riaccompagnato a valle, due ciclisti di Paese (TV), di 27 e 30 anni, che si erano persi sul massiccio del Grappa. I due, partiti in mountain bike dal Monte Tomba, avevano smarrito la traccia del sentiero arrivati tra forcella Avien e Forcella Bassa, finendo bloccati sul crinale che dà verso Seren del Grappa. Grazie alle coordinate inviate dai due, quattro soccorritori hanno potuto individuare il luogo in cui si trovavano e, avvicinatisi in jeep e poi a piedi, dopo averli trovati e riportati sul sentiero, sono scesi con loro a valle.
Mel (BL), 22-11-14
Il Soccorso alpino di Belluno è stato attivato per il mancato rientro di una donna, attesa dal marito a casa alle 19. Le squadre si trovano nella zona di Carve. Sul posto i carabinieri.
San Vito di Cadore (BL), 12-11-14
Il Soccorso alpino di San Vito di Cadore ha da poco completato un sopralluogo sull'Antelao, dove un'imponente frana si è staccata dalla Val di Forcella Piccola, correndo lungo l'Antrimoia e fermandosi nella zona pianeggiante della Zopa, 200 metri circa sopra la strada che porta al Rifugio Scotter. Una grande quantità di ghiaia e massi è infatti partita a circa 2.600 metri di quota e arrivata a circa 1.300 con un fronte approssimativo di 150 metri. Quando la squadra di soccorritori si è allontanata, si sentivano ancora scariche di materiale, ma in quel momento la frana era ferma.
 
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Belluno, 12-11-14
Domenica prossima, 16 novembre, la Stazione di Belluno festeggerà i 60 anni dall'istituzione del Soccorso alpino, con una dimostrazione di intervento in riva al Piave aperta a tutti. L'appuntamento è a partire dalle 10 nell'area attrezzata del Parco di Lambioi. I soccorritori simuleranno il recupero di due parapendio 'precipitati' tra gli alberi, mostrando ai presenti le tecniche di tree-climbing utilizzate per salire sulle piante. Sarà inoltre ripercorsa la storia bellunese del Soccorso alpino, con una bicchierata conclusiva.
Longarone (BL), 12-11-14
Il Gruppo amici di Longarone My strac, impegnato nella valorizzazione delle realtà locali, anche attraverso aiuti concreti alle persone anziane della Casa di riposo, come alle scuole, ogni hanno effettua donazioni alle associazioni di volontariato del Longaronese, attingendo ai proventi delle varie manifestazioni organizzate, prima fra tutte la Sagra di Pirago. Quest'anno il Gruppo ha generosamente destinato 650 euro al Soccorso alpino di Longarone. Da tutti i soccorritori un grande ringraziamento per l'importante gesto di solidarietà.
 
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Teolo (PD), 09-11-14
Scendendo con la mountain bike lungo la sterrata che da Monte Grande conduce a Passo Fiorine, un ciclista è scivolato sopra un traverso in legno reso scivoloso dalla pioggia ed è caduto a terra. Scattato l'allarme, il 118 ha inviato una squadra del Soccorso alpino di Padova che ha raggiunto in jeep e poi a piedi l'infortunato, G.V., 62 anni, di Bovolenta (PD), che si trovava con un'altra persona. Dopo averlo stabilizzato con un sospetto trauma al bacino, sette soccorritori lo hanno trasportato con la barella portantina fino all'ambulanza diretta all'ospedale di Abano Terme.
Schio (VI), 08-11-14
Attorno alle 7.15 il Soccorso alpino di Schio è stato allertato per un cacciatore colto da malore nei boschi di Contra' Gorlini, in località Piane di Schio. Purtroppo, una volta sul posto, il personale medico dell'ambulanza che aveva raggiunto l'uomo, R.S., 73 anni, di Schio (VI), ha potuto solamente constatarne il decesso. I soccorritori, ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione, hanno ricomposto e imbarellato la salma per trasportarla in jeep fino alla strada e affidarla al carro funebre. Presenti anche i carabinieri di Schio.
Feltre (BL), 06-11-14
Su richiesta del sindaco, il Soccorso alpino di Feltre ha effettuato un sopralluogo lungo la Val di Modolo per verificare la situazione della frana che minaccia le case ai piedi del Monte Tomatico e dell'impluvio sopra l'abitato di Villaga, dove alcune famiglie sono state fatte evacuare. Già ieri sera i soccorritori sono risaliti per osservare la portata dell'acqua nella parte alta e la presenza di eventuali 'tappi'. Questa mattina una seconda squadra ha monitorato l'intera lunghezza del canale, calandosi in sicurezza lungo il bosco molto ripido, e sono stati evidenziati una frana recente sul versante, con materiale ancora asportabile in superficie, e grossi massi e piante cadute nella parte più bassa dell'impluvio. Il resoconto fotografico è stato consegnato ai responsabili.
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