2014
MUORE COLTO DA MALORE
Scritto da Michela Canova
Chies d'Alpago (BL), 17-08-14
Mentre con un gruppo di amici camminava lungo il sentiero che conduce al Messer, poco sopra il 'Fagheron', non distante da Malga Pian Formosa, un escursionista ha iniziato ad accusare un malore. Preoccupato dal peggiorare delle sue condizioni, uno dei compagni ha contattato il 118 attorno alle 13 e ha iniziato a prestargli le prime cure, seguendo le indicazioni del Suem, che ha subito inviato l'elicottero di Pieve di Cadore e una squadra del Soccorso alpino dell'Alpago. Sbarcato, il personale sanitario ha subito a lungo tentato le manovre di rianimazione, con il supporto dei soccorritori. Purtroppo inutilmente e al medico non è restato che constatare il decesso dell'uomo, U.L.L., 61 anni, di Santa Lucia di Piave (TV). Ricomposta, la salma è quindi stata trasportata fino alla strada e poi accompagnata alla camera mortuaria. L'eliambulanza è poi stata inviata a Malga Fiorentina, nel comune di Borca di Cadore, per un anziano affaticato, V.S., 81 anni, di Zoldo Alto (BL), portato poi all'ospedale di Belluno per i controlli del caso.
Mentre con un gruppo di amici camminava lungo il sentiero che conduce al Messer, poco sopra il 'Fagheron', non distante da Malga Pian Formosa, un escursionista ha iniziato ad accusare un malore. Preoccupato dal peggiorare delle sue condizioni, uno dei compagni ha contattato il 118 attorno alle 13 e ha iniziato a prestargli le prime cure, seguendo le indicazioni del Suem, che ha subito inviato l'elicottero di Pieve di Cadore e una squadra del Soccorso alpino dell'Alpago. Sbarcato, il personale sanitario ha subito a lungo tentato le manovre di rianimazione, con il supporto dei soccorritori. Purtroppo inutilmente e al medico non è restato che constatare il decesso dell'uomo, U.L.L., 61 anni, di Santa Lucia di Piave (TV). Ricomposta, la salma è quindi stata trasportata fino alla strada e poi accompagnata alla camera mortuaria. L'eliambulanza è poi stata inviata a Malga Fiorentina, nel comune di Borca di Cadore, per un anziano affaticato, V.S., 81 anni, di Zoldo Alto (BL), portato poi all'ospedale di Belluno per i controlli del caso.
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2014
Enego (VI), 17-08-14
Dopo aver dichiarato un peso minore rispetto al proprio reale prima di affrontare il Bungee jumping, un uomo si è quindi lanciato dal viadotto di Valgadena, l'elastico si è conseguentemente allungato più del dovuto, e lui ha toccato con la testa il suolo. Scattato l'allarme, il 118 ha chiesto anche l'intervento del Soccorso alpino di Asiago, per un eventuale supporto nel recupero. Nel frattempo l'infortunato, con una probabile ferita e dolore al collo, è riuscito invece a risalire ed è stato accompagnato in ambulanza all'ospedale di Bassano per le cure del caso.
Dopo aver dichiarato un peso minore rispetto al proprio reale prima di affrontare il Bungee jumping, un uomo si è quindi lanciato dal viadotto di Valgadena, l'elastico si è conseguentemente allungato più del dovuto, e lui ha toccato con la testa il suolo. Scattato l'allarme, il 118 ha chiesto anche l'intervento del Soccorso alpino di Asiago, per un eventuale supporto nel recupero. Nel frattempo l'infortunato, con una probabile ferita e dolore al collo, è riuscito invece a risalire ed è stato accompagnato in ambulanza all'ospedale di Bassano per le cure del caso.
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2014
IMPEGNATIVO SOCCORSO NELLA NOTTE
Scritto da Michela Canova
Auronzo di Cadore (BL), 17-08-14
Si è concluso verso le 5.30 di questa mattina l'intervento che ha visto impegnate le squadre del Soccorso alpino di Auronzo nel recupero di un'escursionista infortunata, del marito e di un amico, bloccati su una laterale della Val Giralba. Ieri due coppie di Brescia, salite per la Val del Marden al Bivacco De Toni, a 2.578 metri di quota, hanno poi deciso di rientrare percorrendo la 'Lavina de la Ciavala, un sentiero non segnato Cai, che su una guida in loro possesso era indicato come 'percorso selvaggio' verso Forcella Maria. Mentre scendevano, ancora era chiaro, A. N., 55 anni, di Palazzolo sull'Oglio (BS), è però caduta, procurandosi una sospetta slogatura alla caviglia e un trauma al ginocchio. Poichè la discesa diveniva ovviamente rallentata, e nella zona non c'era copertura telefonica, i quattro hanno scelto di dividersi. L'infortunata e il marito si sono fermati dove si trovavano, l'altra coppia è scesa. All'imbocco del sentiero della Val Giralba i due hanno incrociato un escursionista che rientrava dal Rifugio Carducci diretto a Dobbiaco. Dopo avergli affidato la moglie, che l'escursionista ha accompagnato fino a Palus San Marco, l'uomo, con il cellulare scarico, è tornato sui suoi passi diretto dagli amici in difficoltà. Una volta calato il buio, si è dovuto fermare prima, non volendo proseguire oltre sprovvisto di luce. Nel frattempo la moglie, raggiunto San Marco verso le 21, ha atteso un paio di ore confidando nel rientro, per poi lanciare l'allarme al 118 passate le 23. Dodici soccorritori della Stazione di Auronzo e della Forestale, con 4 vigili del fuoco a Pian de le Salere, sono quindi partiti a piedi salendo dal basso. Hanno prima individuato l'amico, che si è aggiunto alle squadre, e poi, a circa 2.000 metri hanno ritrovato la coppia, che si era creata un ricovero nel canale dove era incrodata. Valutato che il freddo intenso non permetteva di attendere l'alba e l'intervento dell'elicottero, i soccorritori hanno imbarellato la donna e l'hanno calata con sistema lecchese per circa 800 metri di dislivello fino al fondovalle. La coppia e l'amico hanno poi manifestato la volontà di recarsi all'ospedale in modo autonomo. Le squadre sono quindi rientrate.
Si è concluso verso le 5.30 di questa mattina l'intervento che ha visto impegnate le squadre del Soccorso alpino di Auronzo nel recupero di un'escursionista infortunata, del marito e di un amico, bloccati su una laterale della Val Giralba. Ieri due coppie di Brescia, salite per la Val del Marden al Bivacco De Toni, a 2.578 metri di quota, hanno poi deciso di rientrare percorrendo la 'Lavina de la Ciavala, un sentiero non segnato Cai, che su una guida in loro possesso era indicato come 'percorso selvaggio' verso Forcella Maria. Mentre scendevano, ancora era chiaro, A. N., 55 anni, di Palazzolo sull'Oglio (BS), è però caduta, procurandosi una sospetta slogatura alla caviglia e un trauma al ginocchio. Poichè la discesa diveniva ovviamente rallentata, e nella zona non c'era copertura telefonica, i quattro hanno scelto di dividersi. L'infortunata e il marito si sono fermati dove si trovavano, l'altra coppia è scesa. All'imbocco del sentiero della Val Giralba i due hanno incrociato un escursionista che rientrava dal Rifugio Carducci diretto a Dobbiaco. Dopo avergli affidato la moglie, che l'escursionista ha accompagnato fino a Palus San Marco, l'uomo, con il cellulare scarico, è tornato sui suoi passi diretto dagli amici in difficoltà. Una volta calato il buio, si è dovuto fermare prima, non volendo proseguire oltre sprovvisto di luce. Nel frattempo la moglie, raggiunto San Marco verso le 21, ha atteso un paio di ore confidando nel rientro, per poi lanciare l'allarme al 118 passate le 23. Dodici soccorritori della Stazione di Auronzo e della Forestale, con 4 vigili del fuoco a Pian de le Salere, sono quindi partiti a piedi salendo dal basso. Hanno prima individuato l'amico, che si è aggiunto alle squadre, e poi, a circa 2.000 metri hanno ritrovato la coppia, che si era creata un ricovero nel canale dove era incrodata. Valutato che il freddo intenso non permetteva di attendere l'alba e l'intervento dell'elicottero, i soccorritori hanno imbarellato la donna e l'hanno calata con sistema lecchese per circa 800 metri di dislivello fino al fondovalle. La coppia e l'amico hanno poi manifestato la volontà di recarsi all'ospedale in modo autonomo. Le squadre sono quindi rientrate.
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2014
Sappada (BL), 16-08-14
Risalita la ferrata che porta alla cima del Peralba, un papà, la figliola di 8 anni e un amico stavano scendendo in cresta da ovest lungo la normale, quando è scoppiata una tempesta di grandine e un fulmine ha colpito gli escursionisti. L'amico è svenuto e, ripresa conoscenza senza essersi reso conto di quanto accaduto, ha visto il compagno esanime, la bimba incolume e, pur ferito, è riuscito a lanciare l'allarme. Alle 14.40 circa, il Suem ha inviato l'elicottero di Pieve di Cadore e allertato il Soccorso alpino di Sappada. L'elicottero, giunto in vetta, ha sbarcato il tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio e, imbarcata la piccola, l'ha subito portata al Rifugio Sorgenti del Piave, dove ha preso con sé un soccorritore in supporto alle operazioni. Tornato sul luogo dell'incidente, ha recuperato l'infortunato, un quarantanovenne di San Donà di Piave (VE) in gravi condizioni, e lo ha trasportato all'ospedale di Belluno. Constatato il decesso e avuto il nulla osta della magistratura per la rimozione, i soccorritori hanno ricomposto il corpo del padre, anche lui di 49 anni e, sollevata la barella con il verricello, l'hanno trasportata fino al Rifugio Sorgenti del Piave.
Da lì la salma è stata accompagnata alla camera mortuaria di Sappada.
Risalita la ferrata che porta alla cima del Peralba, un papà, la figliola di 8 anni e un amico stavano scendendo in cresta da ovest lungo la normale, quando è scoppiata una tempesta di grandine e un fulmine ha colpito gli escursionisti. L'amico è svenuto e, ripresa conoscenza senza essersi reso conto di quanto accaduto, ha visto il compagno esanime, la bimba incolume e, pur ferito, è riuscito a lanciare l'allarme. Alle 14.40 circa, il Suem ha inviato l'elicottero di Pieve di Cadore e allertato il Soccorso alpino di Sappada. L'elicottero, giunto in vetta, ha sbarcato il tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio e, imbarcata la piccola, l'ha subito portata al Rifugio Sorgenti del Piave, dove ha preso con sé un soccorritore in supporto alle operazioni. Tornato sul luogo dell'incidente, ha recuperato l'infortunato, un quarantanovenne di San Donà di Piave (VE) in gravi condizioni, e lo ha trasportato all'ospedale di Belluno. Constatato il decesso e avuto il nulla osta della magistratura per la rimozione, i soccorritori hanno ricomposto il corpo del padre, anche lui di 49 anni e, sollevata la barella con il verricello, l'hanno trasportata fino al Rifugio Sorgenti del Piave.
Da lì la salma è stata accompagnata alla camera mortuaria di Sappada.
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2014
SOCCORSO ESCURSIONISTA INFORTUNATO
Scritto da Michela Canova
Lusiana (Asiago), 15-08-14
Un escursionista veronese di 53 anni si è infortunato questa mattina lungo un sentiero che attraversa la Val Renzola sotto il Portule. L'uomo stava risalendo verso Cima Portule, quando è iniziato a piovere e lui ha deciso di rientrare. Quasi sulla strada sterrata, ha deciso di ripararsi sotto una pianta, ma poiché ha visto che il maltempo era destinato a perdurare, l'escursionista, ripartito in direzione della macchina, è però scivolato procurandosi la sospetta frattura di una gamba. Allertato il 118, attorno alle 10.30 è stata inviata una squadra del Soccorso alpino di Asiago. I soccorritori lo hanno raggiunto in jeep e, dopo avergli immobilizzato l'arto, lo hanno accompagnato fino al pronto soccorso di Asiago.
Un escursionista veronese di 53 anni si è infortunato questa mattina lungo un sentiero che attraversa la Val Renzola sotto il Portule. L'uomo stava risalendo verso Cima Portule, quando è iniziato a piovere e lui ha deciso di rientrare. Quasi sulla strada sterrata, ha deciso di ripararsi sotto una pianta, ma poiché ha visto che il maltempo era destinato a perdurare, l'escursionista, ripartito in direzione della macchina, è però scivolato procurandosi la sospetta frattura di una gamba. Allertato il 118, attorno alle 10.30 è stata inviata una squadra del Soccorso alpino di Asiago. I soccorritori lo hanno raggiunto in jeep e, dopo avergli immobilizzato l'arto, lo hanno accompagnato fino al pronto soccorso di Asiago.
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2014
CRISI DI PANICO IN QUOTA
Scritto da Michela Canova
Cortina d'Ampezzo (BL), 14-08-14
Su un tratto di ghiaione del sentiero che porta al rifugio Vandelli, sotto Forcella Marcoira, un'escursionista di Statte (TA), M.L.C., 27 anni, presa da paura, si è immobilizzata incapace di proseguire, sia in salita che in discesa. L'amico che era con lei ha quindi allertato il 118 e attorno alle 13.30 è intervenuta una squadra del Soccorso alpino di Cortina. Quattro soccorritori sono partiti dal Passo Tre Croci e, risalito il sentiero, hanno raggiunto la ragazza, l'hanno rassicurata e poi accompagnata a valle.
Su un tratto di ghiaione del sentiero che porta al rifugio Vandelli, sotto Forcella Marcoira, un'escursionista di Statte (TA), M.L.C., 27 anni, presa da paura, si è immobilizzata incapace di proseguire, sia in salita che in discesa. L'amico che era con lei ha quindi allertato il 118 e attorno alle 13.30 è intervenuta una squadra del Soccorso alpino di Cortina. Quattro soccorritori sono partiti dal Passo Tre Croci e, risalito il sentiero, hanno raggiunto la ragazza, l'hanno rassicurata e poi accompagnata a valle.
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2014
SOCCORSA BIMBA IN RIFUGIO
Scritto da Michela Canova
Sappada (BL), 14-08-14
Arrivata al Rifugio Sappada 2000 con i famigliari, una bimba di 11 anni si è sentita poco bene, forse per aver preso freddo salendo in seggiovia. Allertato il 118, verso mezzogiono una squadra del Soccorso alpino di Sappada ha raggiunto l'edificio in jeep, per poi accompagnare la bambina a valle e affidarla all'ambulanza dei vigili del fuoco di Santo Stefano di Cadore, diretti all'ospedale per le verifiche del caso.
Arrivata al Rifugio Sappada 2000 con i famigliari, una bimba di 11 anni si è sentita poco bene, forse per aver preso freddo salendo in seggiovia. Allertato il 118, verso mezzogiono una squadra del Soccorso alpino di Sappada ha raggiunto l'edificio in jeep, per poi accompagnare la bambina a valle e affidarla all'ambulanza dei vigili del fuoco di Santo Stefano di Cadore, diretti all'ospedale per le verifiche del caso.
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2014
SCOUT INTOSSICATI DALL'AUTAN
Scritto da Michela Canova
Ospitale di Cadore (BL), 13-08-14
Dopo aver acceso il fuoco aiutandosi con l'Autan nel loro campo in località Ronce all'ingresso della Valbona, poco sopra l'abitato di Ospitale di Cadore (BL), una decina di scout di Vedelago (TV), sono rimasti intossicati. Scattato l'allarme passate le 21, sul posto sono arrivati una squadra del Soccorso alpino di Longarone, con personale sanitario di Stazione, i vigili del fuoco e un'ambulanza. I ragazzi, 11 su 24, che presentavano sintomi quali stanchezza, freddo, mal di testa, sono stati accompagnati per accertamenti all'ospedale di Belluno dall'ambulanza e da due mezzi dei vigili. La squadra del Soccorso alpino, con un'infermiera, è tuttora al campo scout per assicurarsi che nel resto del gruppo non si manifestino ulteriori malori. Presenti anche i carabinieri.
Dopo aver acceso il fuoco aiutandosi con l'Autan nel loro campo in località Ronce all'ingresso della Valbona, poco sopra l'abitato di Ospitale di Cadore (BL), una decina di scout di Vedelago (TV), sono rimasti intossicati. Scattato l'allarme passate le 21, sul posto sono arrivati una squadra del Soccorso alpino di Longarone, con personale sanitario di Stazione, i vigili del fuoco e un'ambulanza. I ragazzi, 11 su 24, che presentavano sintomi quali stanchezza, freddo, mal di testa, sono stati accompagnati per accertamenti all'ospedale di Belluno dall'ambulanza e da due mezzi dei vigili. La squadra del Soccorso alpino, con un'infermiera, è tuttora al campo scout per assicurarsi che nel resto del gruppo non si manifestino ulteriori malori. Presenti anche i carabinieri.
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2014
Calalzo di Cadore (BL), 13-08-14
Oggi pomeriggio, alle 15.30 circa, il gestore della Capanna degli alpini in Val d'Oten ha contattato il Soccorso alpino di Pieve di Cadore. Le piogge abbondanti e la possibile conseguente piena del torrente Diassa lo preoccupavano, infatti, in quanto una comitiva di persone doveva discendere a valle e attraversare il corso d'acqua, che in questo periodo si passa lungo la briglia. Un soccorritore ha raggiunto l'argine nel punto di passaggio per vigilare la portata, mentre una squadra ha iniziato a risalire il sentiero incontro al gruppo di persone, una decina, provenienti da diverse province del Veneto e conosciutesi tramite internet. I soccorritori, incrociata la comitiva in località Costa Federa verso le 17.30, hanno fatto passare gli escursionisti attraverso il bosco, attrezzando con corde fisse i tratti più scivolosi, in modo da far loro evitare il guado del torrente e li hanno poi accompagnati a Pracedelan, dove avevano le macchine e dove sono arrivati attorno alle 18.40.
Oggi pomeriggio, alle 15.30 circa, il gestore della Capanna degli alpini in Val d'Oten ha contattato il Soccorso alpino di Pieve di Cadore. Le piogge abbondanti e la possibile conseguente piena del torrente Diassa lo preoccupavano, infatti, in quanto una comitiva di persone doveva discendere a valle e attraversare il corso d'acqua, che in questo periodo si passa lungo la briglia. Un soccorritore ha raggiunto l'argine nel punto di passaggio per vigilare la portata, mentre una squadra ha iniziato a risalire il sentiero incontro al gruppo di persone, una decina, provenienti da diverse province del Veneto e conosciutesi tramite internet. I soccorritori, incrociata la comitiva in località Costa Federa verso le 17.30, hanno fatto passare gli escursionisti attraverso il bosco, attrezzando con corde fisse i tratti più scivolosi, in modo da far loro evitare il guado del torrente e li hanno poi accompagnati a Pracedelan, dove avevano le macchine e dove sono arrivati attorno alle 18.40.
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2014
Valle di Cadore (BL), 13-08-14
Questa mattina, qualche minuto prima delle 10, il 118 ha ricevuto la chiamata di due cercatori di funghi padovani, scivolati entrambi su un ripido pendio reso viscido dalle piogge, del versante del Monte Rite che dà verso la Valle del Boite, e rotolati per un centinaio di metri. Uno dei due sembrava aver riportato semplici contusioni, le conseguenze per l'amico invece erano più serie. Tramite Georesq, il sistema di individuazione che permette a chi è in possesso di uno smartphone (ed è in un luogo provvisto di copertura) di mandare le proprie coordinate Gps rispondendo a un messaggio della centrale operativa, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato con la destinazione precisa, mentre una squadra della Stazione di Pieve di Cadore si preparava a intervenire in supporto alle operazioni. La presenza di nuvole basse non ha permesso però l'avvicinamento del velivolo che, dopo essere rientrato e aver imbarcato due soccorritori, li ha sbarcati il più vicino possibile al luogo dell'incidente. Contemporaneamente un'altra quindicina di soccorritori delle Stazioni di Pieve e San Vito di Cadore, raggiunta con i fuoristrada Pianezze di Cibiana di Cadore, più vicina al posto dove si trovavano i due fungaioli, sebbene per pochi metri nel territorio di Valle di Cadore, è risalita a piedi nel bosco con l'attrezzatura necessaria a un eventuale trasporto a spalla.
Una volta raggiunti, i soccorritori hanno subito prestato le prime cure a G.A., 44 anni, di Galliera Veneta (PD), lo hanno caricato in barella e lo hanno calato per diverse decine di metri. In una posizione facilmente avvicinabile dall'elicottero hanno quindi aperto uno spiazzo tra la vegetazione, per consentire il recupero della barella con un verricello di 40 metri. L'infortunato, con un sospetto trauma alla colonna e alla caviglia e con la testa dolorante, è stato trasportato all'ospedale di Belluno. L'amico, M.B., 54 anni, sempre di Galliera Veneta (PD), è invece detto in grado di scendere a piedi con i soccorritori per circa 350 metri di dislivello fino a Cibiana, dove è stato affidato in via precauzionale all'ambulanza diretta all'ospedale di Pieve di Cadore per le verifiche del caso.
Questa mattina, qualche minuto prima delle 10, il 118 ha ricevuto la chiamata di due cercatori di funghi padovani, scivolati entrambi su un ripido pendio reso viscido dalle piogge, del versante del Monte Rite che dà verso la Valle del Boite, e rotolati per un centinaio di metri. Uno dei due sembrava aver riportato semplici contusioni, le conseguenze per l'amico invece erano più serie. Tramite Georesq, il sistema di individuazione che permette a chi è in possesso di uno smartphone (ed è in un luogo provvisto di copertura) di mandare le proprie coordinate Gps rispondendo a un messaggio della centrale operativa, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato con la destinazione precisa, mentre una squadra della Stazione di Pieve di Cadore si preparava a intervenire in supporto alle operazioni. La presenza di nuvole basse non ha permesso però l'avvicinamento del velivolo che, dopo essere rientrato e aver imbarcato due soccorritori, li ha sbarcati il più vicino possibile al luogo dell'incidente. Contemporaneamente un'altra quindicina di soccorritori delle Stazioni di Pieve e San Vito di Cadore, raggiunta con i fuoristrada Pianezze di Cibiana di Cadore, più vicina al posto dove si trovavano i due fungaioli, sebbene per pochi metri nel territorio di Valle di Cadore, è risalita a piedi nel bosco con l'attrezzatura necessaria a un eventuale trasporto a spalla.
Una volta raggiunti, i soccorritori hanno subito prestato le prime cure a G.A., 44 anni, di Galliera Veneta (PD), lo hanno caricato in barella e lo hanno calato per diverse decine di metri. In una posizione facilmente avvicinabile dall'elicottero hanno quindi aperto uno spiazzo tra la vegetazione, per consentire il recupero della barella con un verricello di 40 metri. L'infortunato, con un sospetto trauma alla colonna e alla caviglia e con la testa dolorante, è stato trasportato all'ospedale di Belluno. L'amico, M.B., 54 anni, sempre di Galliera Veneta (PD), è invece detto in grado di scendere a piedi con i soccorritori per circa 350 metri di dislivello fino a Cibiana, dove è stato affidato in via precauzionale all'ambulanza diretta all'ospedale di Pieve di Cadore per le verifiche del caso.

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2014
RITROVATA CERCATRICE DI FUNGHI
Scritto da Michela Canova
Brenzone (VR), 13-08-14
Partita in mattinata con il marito in cerca di funghi, R.Q., 67 anni, di Verona, si è quasi subito separata da lui e, dopo aver camminato per un po' nei boschi sopra Prada, ha perso l'orientamento e si è persa, mentre cominciava a piovere. Dopo aver chiamato il marito al cellulare, che non è però riuscito a rintracciarla, la donna ha contattato il 118, che, alle 11.30 circa, ha allertato la Stazione del Soccorso alpino di Verona. Al telefono con i soccorritori, è riuscita a descrivere dettagliatamente il luogo in cui si trovava: lungo una pista forestale, nelle vicinanze di una linea elettrica e ai ruderi di una malga. Dopo averle detto di non muoversi, dieci soccorritori, intuito il posto, hanno iniziato a perlustrare l'area e nel giro di una mezz'ora l'hanno raggiunta e riaccompagnata dal marito.
Il Soccorso alpino sottolinea l'importanza di non spostarsi dal luogo in cui ci si trova, qualora ci si sia persi e si richieda l'intervento dei soccorritori, per facilitare l'individuazione e per non rischiare di peggiorare la situazione.
Partita in mattinata con il marito in cerca di funghi, R.Q., 67 anni, di Verona, si è quasi subito separata da lui e, dopo aver camminato per un po' nei boschi sopra Prada, ha perso l'orientamento e si è persa, mentre cominciava a piovere. Dopo aver chiamato il marito al cellulare, che non è però riuscito a rintracciarla, la donna ha contattato il 118, che, alle 11.30 circa, ha allertato la Stazione del Soccorso alpino di Verona. Al telefono con i soccorritori, è riuscita a descrivere dettagliatamente il luogo in cui si trovava: lungo una pista forestale, nelle vicinanze di una linea elettrica e ai ruderi di una malga. Dopo averle detto di non muoversi, dieci soccorritori, intuito il posto, hanno iniziato a perlustrare l'area e nel giro di una mezz'ora l'hanno raggiunta e riaccompagnata dal marito.
Il Soccorso alpino sottolinea l'importanza di non spostarsi dal luogo in cui ci si trova, qualora ci si sia persi e si richieda l'intervento dei soccorritori, per facilitare l'individuazione e per non rischiare di peggiorare la situazione.
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2014
Belluno, 13-08-14
È stato rintracciato il proprietario dello zaino e dei documenti rinvenuti da alcuni escursionisti lungo un sentiero in località Vaus, sotto il monte Serva. L'allarme per la sua scomparsa è quindi rientrato. Questa mattina, a partire dalle 6.30, una ventina di soccorritori delle Stazioni di Belluno, Alpago, Longarone e il gruppo forre, con il Centro mobile di coordinamento del Soccorso alpino, si erano messi nuovamente a disposizione della questura di Belluno per portare avanti le ricerche nella zona del Col di Roanza.
È stato rintracciato il proprietario dello zaino e dei documenti rinvenuti da alcuni escursionisti lungo un sentiero in località Vaus, sotto il monte Serva. L'allarme per la sua scomparsa è quindi rientrato. Questa mattina, a partire dalle 6.30, una ventina di soccorritori delle Stazioni di Belluno, Alpago, Longarone e il gruppo forre, con il Centro mobile di coordinamento del Soccorso alpino, si erano messi nuovamente a disposizione della questura di Belluno per portare avanti le ricerche nella zona del Col di Roanza.
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2014
RICERCA IN CORSO
Scritto da Michela Canova
Belluno, 12-08-14
In seguito al ritrovamento da parte di alcuni escursionisti di uno zaino nella zona del Col di Roanza, attorno alle 19 è stato richiesto l'intervento il Soccorso alpino. Una ventina di soccorritori ha effettuato calate sotto il luogo del rinvenimento, col timore di un possibile incidente. Al momento si sta cercando di risalire al numero di telefono della persona, D.D.S., 36 anni, di Bologna, i cui documenti erano conservati all'interno dello zaino.
In seguito al ritrovamento da parte di alcuni escursionisti di uno zaino nella zona del Col di Roanza, attorno alle 19 è stato richiesto l'intervento il Soccorso alpino. Una ventina di soccorritori ha effettuato calate sotto il luogo del rinvenimento, col timore di un possibile incidente. Al momento si sta cercando di risalire al numero di telefono della persona, D.D.S., 36 anni, di Bologna, i cui documenti erano conservati all'interno dello zaino.
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2014
BRUTTA CADUTA PER UN'ANZIANA
Scritto da Michela Canova
Tambre (BL), 12-08-14
Poco prima delle 19 è arrivato l'allarme per una persona anziana caduta sulla Strada de le Val, una carrareccia poco sopra l'abitato di Tambre. Una squadra del Soccorso alpino dell'Alpago, accorsa in aiuto della donna, V.F., 86 anni, di Tambre (BL), dopo averle prestato le prime cure, la ha trasportata, con una sospetta frattura alla gamba, per una cinquantina di metri fino a una strada e da lì all'ambulanza diretta all'ospedale di Belluno.
Poco prima delle 19 è arrivato l'allarme per una persona anziana caduta sulla Strada de le Val, una carrareccia poco sopra l'abitato di Tambre. Una squadra del Soccorso alpino dell'Alpago, accorsa in aiuto della donna, V.F., 86 anni, di Tambre (BL), dopo averle prestato le prime cure, la ha trasportata, con una sospetta frattura alla gamba, per una cinquantina di metri fino a una strada e da lì all'ambulanza diretta all'ospedale di Belluno.
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2014
Falcade (BL), 12-08-14
Questa mattina c'erano molti dei 'veci' soccorritori a festeggiare i 60 anni della Stazione della Val Biois, una delle prime a essere istituite nel 1954, anno ufficiale di nascita del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, con lo storico capostazione degli esordi Silvio Adami, l'allora gestore del Rifugio Mulaz. Assieme a un numeroso pubblico di amici hanno ripercorso la storia del sodalizio, seguendo il racconto di Bepi Pellegrinon, anche lui volontario in gioventù, che ha ricordato episodi e interventi, sottolineando l'attuale attività di prevenzione, assistenza agli infortunati, presidio del territorio. Dopo i saluti del delegato del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi Fabio Rufus Bristot, del sindaco di Falcade Michele Costa, di Paola Vedova, in rappresentanza dell'amministrazione di Canale d'Agordo, e della presentazione di Bepi Pellegrinon, i presenti hanno potuto assistere alla dimostrazione di un intervento con l'elicottero. Nella descrizione del capostazione Patrizio Deola, si sono susseguite le diverse operazioni, imbarco in hovering e verricello, sbarco e recupero della barella con un infortunato nel bosco in località Palmina, di fronte alla Piana di Falcade. E poi la calata con il verricello di Nadia e Scari, unità cinofila di Stazione, che ha meritato l'entusiasmo dei tanti bimbi presenti. Il clou della manifestazione è stata la consegna di un dono ricordo agli storici soccorritori: Giorgio Ronchi, Edoardo Serafini, Emilio Marmolada, Arcangelo Serafini, Fulvio Tancon, Adriano Tavernaro, Gianni Savio, Roberto Bramezza, Andrea Valt, Aurelio De Pellegrin, Alvise Tomaselli, Claudio Lucchetta. La Stazione della Val Biois comprende attualmente 25 componenti, con una guida alpina, un medico, due infermieri e un'unità cinofila. Alla festa per i 60 anni della Stazione della Val Biois ha preso parte anche il vicepresidente del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico Maurizio Dellantonio
Questa mattina c'erano molti dei 'veci' soccorritori a festeggiare i 60 anni della Stazione della Val Biois, una delle prime a essere istituite nel 1954, anno ufficiale di nascita del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, con lo storico capostazione degli esordi Silvio Adami, l'allora gestore del Rifugio Mulaz. Assieme a un numeroso pubblico di amici hanno ripercorso la storia del sodalizio, seguendo il racconto di Bepi Pellegrinon, anche lui volontario in gioventù, che ha ricordato episodi e interventi, sottolineando l'attuale attività di prevenzione, assistenza agli infortunati, presidio del territorio. Dopo i saluti del delegato del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi Fabio Rufus Bristot, del sindaco di Falcade Michele Costa, di Paola Vedova, in rappresentanza dell'amministrazione di Canale d'Agordo, e della presentazione di Bepi Pellegrinon, i presenti hanno potuto assistere alla dimostrazione di un intervento con l'elicottero. Nella descrizione del capostazione Patrizio Deola, si sono susseguite le diverse operazioni, imbarco in hovering e verricello, sbarco e recupero della barella con un infortunato nel bosco in località Palmina, di fronte alla Piana di Falcade. E poi la calata con il verricello di Nadia e Scari, unità cinofila di Stazione, che ha meritato l'entusiasmo dei tanti bimbi presenti. Il clou della manifestazione è stata la consegna di un dono ricordo agli storici soccorritori: Giorgio Ronchi, Edoardo Serafini, Emilio Marmolada, Arcangelo Serafini, Fulvio Tancon, Adriano Tavernaro, Gianni Savio, Roberto Bramezza, Andrea Valt, Aurelio De Pellegrin, Alvise Tomaselli, Claudio Lucchetta. La Stazione della Val Biois comprende attualmente 25 componenti, con una guida alpina, un medico, due infermieri e un'unità cinofila. Alla festa per i 60 anni della Stazione della Val Biois ha preso parte anche il vicepresidente del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico Maurizio Dellantonio

Pubblicato in
2014
SCIVOLA NEL BOSCO
Scritto da Michela Canova
Colle Santa Lucia (BL), 12-08-14
Durante una passeggiata con il marito nei boschi sopra l'abitato di Colle, una turista è scivolata, procurandosi la sospetta frattura di una caviglia. Scattato l'allarme attorno alle 11, sul posto il 118 ha inviato una squadra del Soccorso alpino della Val Fiorentina. Dopo averla raggiunta, i soccorritori hanno caricato in barella l'infortunata, G.Z., 67 anni, di Villafranca (FC), l'hanno sollevata fino alla strada, per poi trasportarla in jeep a Colle e affidarla all'ambulanza diretta all'ospedale di Agordo.
Durante una passeggiata con il marito nei boschi sopra l'abitato di Colle, una turista è scivolata, procurandosi la sospetta frattura di una caviglia. Scattato l'allarme attorno alle 11, sul posto il 118 ha inviato una squadra del Soccorso alpino della Val Fiorentina. Dopo averla raggiunta, i soccorritori hanno caricato in barella l'infortunata, G.Z., 67 anni, di Villafranca (FC), l'hanno sollevata fino alla strada, per poi trasportarla in jeep a Colle e affidarla all'ambulanza diretta all'ospedale di Agordo.
Pubblicato in
2014
