2014
Sappada (BL), 04-08-14
Ieri la Stazione di Sappada e i suoi numerosi amici hanno festeggiato assieme l'istituzione del Soccorso alpino avvenuta 60 anni fa, teatro dell'evento il gruppo del Peralba. In molti si sono dati ieri appuntamento per la festa organizzata dai soccorritori al Rifugio Calvi. La prima parte della mattina è stata dedicata a una dimostrazione delle attività operative della Stazione, con una calata di 300 metri, soccorritori e barella, lungo la via 'Adrenalina' del Pich Chiadenis, l'attraversamento con teleferica di una valle in contemporanea al passaggio sulla slackline di un gruppo di giovani cadorini, e un'ulteriore calata 'lecchese'. Dopo i saluti delle autorità, con una breve e sentita cerimonia, è stato consegnato un ricordo agli ex componenti del sodalizio, salutati anche dal coro Sorgenti del Piave. Erano presenti il presidente del Soccorso alpino e speleologico Rodolfo Selenati, il sindaco, nonché presidente del Cai Sappada, Manuel Piller Hoffer, il vicepresidente del Consiglio della Regione Veneto Matteo Toscani, l'ex vicedelegato del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi Gianni Mezzomo e l'attuale vicedelegato Alex Barattin.
Ieri la Stazione di Sappada e i suoi numerosi amici hanno festeggiato assieme l'istituzione del Soccorso alpino avvenuta 60 anni fa, teatro dell'evento il gruppo del Peralba. In molti si sono dati ieri appuntamento per la festa organizzata dai soccorritori al Rifugio Calvi. La prima parte della mattina è stata dedicata a una dimostrazione delle attività operative della Stazione, con una calata di 300 metri, soccorritori e barella, lungo la via 'Adrenalina' del Pich Chiadenis, l'attraversamento con teleferica di una valle in contemporanea al passaggio sulla slackline di un gruppo di giovani cadorini, e un'ulteriore calata 'lecchese'. Dopo i saluti delle autorità, con una breve e sentita cerimonia, è stato consegnato un ricordo agli ex componenti del sodalizio, salutati anche dal coro Sorgenti del Piave. Erano presenti il presidente del Soccorso alpino e speleologico Rodolfo Selenati, il sindaco, nonché presidente del Cai Sappada, Manuel Piller Hoffer, il vicepresidente del Consiglio della Regione Veneto Matteo Toscani, l'ex vicedelegato del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi Gianni Mezzomo e l'attuale vicedelegato Alex Barattin.
Pubblicato in
2014
INTERVENTO IN GROTTA NELLA NOTTE
Scritto da Michela Canova
Borso del Grappa (TV), 04-08-14
Ieri sera attorno alle 21.45, la VI Delegazione speleologica del Soccorso Alpino e Speleologico Veneto è stata allertata per il recupero di due speleologi
bloccati da una piena nell'abisso di Monte Oro sul Grappa. Le piogge di ieri pomeriggio avevano infatti messo in difficoltà a un gruppo di 5 speleo mentre stavano uscendo dalla cavità e si trovavano a una profondità di circa 300 metri, costringendo due di loro a fermarsi alla base di una verticale di 80 metri, divenuta impercorribile per l'aumento improvviso della portata d'acqua che aveva trasformato il pozzo in una cascata. I compagni usciti all'esterno (di cui uno tecnico del Cnsas), dopo una prolungata attesa, non vedendo arrivare i due amici avevano quindi richiesto l'intervento del Soccorso speleo. Una quindicina di tecnici ha raggiunto l'ingresso della grotta, dopo avere caricato nei magazzini di Castelfranco Veneto e Feltre il materiale necessario al recupero, e ha iniziato la discesa per cercare di raggiungere i due speleologi, provvedendo nel contempo a stendere un cavo telefonico per permettere le comunicazioni tra esterno e interno della cavità.
La grotta ha mantenuto a lungo una portata idrica importante e solamente verso le 4 di questa mattina i soccorritori sono riusciti ad avvicinarsi ai due ragazzi, L.R e A.G., entrambi di Seren del Grappa (BL), che erano in buone condizioni fisiche, anche se bagnati e infreddoliti dalla lunga attesa.
Il personale sanitario dei Soccorso spelelo presente in grotta ha valutato le loro condizioni, ha provveduto a riscaldarli, poi sono iniziate le operazioni di risalita verso l'esterno. I tecnici presenti in grotta hanno provveduto a posizionare sistemi di recupero per aiutare i due speleologi nella progressione nei tratti più impegnativi. L'uscita è avvenuta alle 7.45. Erano presenti all'esterno i nuclei Saf dei vigili del fuoco, provenienti da vari comandi della regione, che hanno collaborato alle operazioni.
L'abisso di Monte Oro è una delle molte cavità a sviluppo prevalentemente verticale (la sua profondità è di 501 metri) che si apre sulle pendici del versante sud del Monte Grappa. Questa grotta presenta una sequenza di pozzi verticali che in caso di forti precipitazioni diventano difficilmente percorribili.
Ieri sera attorno alle 21.45, la VI Delegazione speleologica del Soccorso Alpino e Speleologico Veneto è stata allertata per il recupero di due speleologi
bloccati da una piena nell'abisso di Monte Oro sul Grappa. Le piogge di ieri pomeriggio avevano infatti messo in difficoltà a un gruppo di 5 speleo mentre stavano uscendo dalla cavità e si trovavano a una profondità di circa 300 metri, costringendo due di loro a fermarsi alla base di una verticale di 80 metri, divenuta impercorribile per l'aumento improvviso della portata d'acqua che aveva trasformato il pozzo in una cascata. I compagni usciti all'esterno (di cui uno tecnico del Cnsas), dopo una prolungata attesa, non vedendo arrivare i due amici avevano quindi richiesto l'intervento del Soccorso speleo. Una quindicina di tecnici ha raggiunto l'ingresso della grotta, dopo avere caricato nei magazzini di Castelfranco Veneto e Feltre il materiale necessario al recupero, e ha iniziato la discesa per cercare di raggiungere i due speleologi, provvedendo nel contempo a stendere un cavo telefonico per permettere le comunicazioni tra esterno e interno della cavità.
La grotta ha mantenuto a lungo una portata idrica importante e solamente verso le 4 di questa mattina i soccorritori sono riusciti ad avvicinarsi ai due ragazzi, L.R e A.G., entrambi di Seren del Grappa (BL), che erano in buone condizioni fisiche, anche se bagnati e infreddoliti dalla lunga attesa.
Il personale sanitario dei Soccorso spelelo presente in grotta ha valutato le loro condizioni, ha provveduto a riscaldarli, poi sono iniziate le operazioni di risalita verso l'esterno. I tecnici presenti in grotta hanno provveduto a posizionare sistemi di recupero per aiutare i due speleologi nella progressione nei tratti più impegnativi. L'uscita è avvenuta alle 7.45. Erano presenti all'esterno i nuclei Saf dei vigili del fuoco, provenienti da vari comandi della regione, che hanno collaborato alle operazioni.
L'abisso di Monte Oro è una delle molte cavità a sviluppo prevalentemente verticale (la sua profondità è di 501 metri) che si apre sulle pendici del versante sud del Monte Grappa. Questa grotta presenta una sequenza di pozzi verticali che in caso di forti precipitazioni diventano difficilmente percorribili.
Pubblicato in
2014
SOCCORSO DOPO UN VOLO DI 7 METRI
Scritto da Michela Canova
Roana (VI), 04-08-14
Ieri, poco prima delle 19, il Soccorso alpino di Asiago è stato allertato dal 118 per intervenire in supporto all'ambulanza. Dalle prime informazioni, si sapeva di una persona caduta in una scarpata. In realtà, arrivati sul posto i soccorritori si sono trovati a dover affrontare vere e proprie manovre alpinistiche. Partito da Canove con il figlio e altri ragazzi, infatti, P.P., 48 anni, di Roana (VI), aveva raggiunto la Grotta del popolo, un luogo caratteristico dove un grosso masso quadrato è incastrato in una fessura della roccia. L'uomo, probabilmente per fare delle fotografie, ha iniziato ad arrampicarsi, ma un appiglio si è staccato e lui è volato per 7-8 metri finenso tra i sassi sottostanti. Arrivati sul posto in una valle non facilmente accessibile, i soccorritori lo hanno caricato in barella e, aiutati dagli agenti della Forestale e dai vigili del fuoco di Asiago, lo hanno sollevato utilizzando la tecnica del contrappeso, per poi trasportarlo a spalla fino alla strada e affidarlo, con sospetti traumi a una spalla e al costato, all'ambulanza diretta all'ospedale di Asiago. L'intervento si è concluso attorno alle 23.
Ieri, poco prima delle 19, il Soccorso alpino di Asiago è stato allertato dal 118 per intervenire in supporto all'ambulanza. Dalle prime informazioni, si sapeva di una persona caduta in una scarpata. In realtà, arrivati sul posto i soccorritori si sono trovati a dover affrontare vere e proprie manovre alpinistiche. Partito da Canove con il figlio e altri ragazzi, infatti, P.P., 48 anni, di Roana (VI), aveva raggiunto la Grotta del popolo, un luogo caratteristico dove un grosso masso quadrato è incastrato in una fessura della roccia. L'uomo, probabilmente per fare delle fotografie, ha iniziato ad arrampicarsi, ma un appiglio si è staccato e lui è volato per 7-8 metri finenso tra i sassi sottostanti. Arrivati sul posto in una valle non facilmente accessibile, i soccorritori lo hanno caricato in barella e, aiutati dagli agenti della Forestale e dai vigili del fuoco di Asiago, lo hanno sollevato utilizzando la tecnica del contrappeso, per poi trasportarlo a spalla fino alla strada e affidarlo, con sospetti traumi a una spalla e al costato, all'ambulanza diretta all'ospedale di Asiago. L'intervento si è concluso attorno alle 23.
Pubblicato in
2014
Auronzo di Cadore (BL), 03-08-14
Un partecipante alla "Camignada poi siè refuge" è caduto scendendo dalla Val Giralba e si è procurato la sospetta lussazione di una spalla. Raggiunto dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, A.S., 71 anni, di Treviso, è stato imbarcato in hovering e trasportato all'ospedale di Cortina.
Un partecipante alla "Camignada poi siè refuge" è caduto scendendo dalla Val Giralba e si è procurato la sospetta lussazione di una spalla. Raggiunto dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, A.S., 71 anni, di Treviso, è stato imbarcato in hovering e trasportato all'ospedale di Cortina.
Pubblicato in
2014
Refrontolo (TV), 03-08-14
Le squadre del Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane stanno effettuando l'ultimo sopralluogo lungo le sponde del torrente Lierza, per assicurarsi non vi siano altre persone coinvolte dall'esondazione che ieri sera ha provocato la morte di 4 persone. Dalle 21.55 di ieri alle 4.45 di questa mattina, 57 soccorritori delle Stazioni di Prealpi Trevigiane, Pedemontana del Grappa, Belluno, Alpago e Longarone e la Stazione speleo Veneto Orientale, con tre unità cinofile, sono intervenute a seguito dell'allarme. A seguito, infatti della improvvisa tempesta di pioggia che ha investito la zona del Molinetto della Croda, la passerella e il ponte soprastanti hanno fatto da tappo con il materiale accumulato, per rilasciare in un attimo tutta l'acqua, che si è riversata nello spiazzo a lato della strada, sul parcheggio e sul tendone dove si stava svolgendo una festa con oltre 100 persone. La maggior parte dei presenti è riuscita a mettersi in salvo, ma chi si trovava sotto la struttura, crollata, è stato trascinato a valle. Il Soccorso alpino si è messo subito a disposizione delle forze dell'ordine presenti, carabinieri e vigili del fuoco. È stato deciso quindi di suddividere in 4 tronconi l'asse del Lierza e di perlustrarlo con calate su entrambe le scarpate. Un primo corpo senza vita è stato trovato alle 22.40 e recuperato. Successivamente i soccorritori hanno rinvenuto altre tre persone senza vita. Una volta ottenuto il nulla osta dalla magistratura, hanno provveduto alla rimozione dei corpi, trasportandoli al centro di raggruppamento e coordinamento del Suem. Questa mattina non appena il tempo si è rasserenato dopo un'altra pericolosa scarica di acqua caduta alle 6, le squadre del Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane sono scese nuovamente lungo le sponde per scongiurare la presenza di altre persone, sebbene non risultassero ulteriori assenze. Il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi esprime le proprie condoglianze alle famiglie di quanti hanno perso la vita.
Le squadre del Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane stanno effettuando l'ultimo sopralluogo lungo le sponde del torrente Lierza, per assicurarsi non vi siano altre persone coinvolte dall'esondazione che ieri sera ha provocato la morte di 4 persone. Dalle 21.55 di ieri alle 4.45 di questa mattina, 57 soccorritori delle Stazioni di Prealpi Trevigiane, Pedemontana del Grappa, Belluno, Alpago e Longarone e la Stazione speleo Veneto Orientale, con tre unità cinofile, sono intervenute a seguito dell'allarme. A seguito, infatti della improvvisa tempesta di pioggia che ha investito la zona del Molinetto della Croda, la passerella e il ponte soprastanti hanno fatto da tappo con il materiale accumulato, per rilasciare in un attimo tutta l'acqua, che si è riversata nello spiazzo a lato della strada, sul parcheggio e sul tendone dove si stava svolgendo una festa con oltre 100 persone. La maggior parte dei presenti è riuscita a mettersi in salvo, ma chi si trovava sotto la struttura, crollata, è stato trascinato a valle. Il Soccorso alpino si è messo subito a disposizione delle forze dell'ordine presenti, carabinieri e vigili del fuoco. È stato deciso quindi di suddividere in 4 tronconi l'asse del Lierza e di perlustrarlo con calate su entrambe le scarpate. Un primo corpo senza vita è stato trovato alle 22.40 e recuperato. Successivamente i soccorritori hanno rinvenuto altre tre persone senza vita. Una volta ottenuto il nulla osta dalla magistratura, hanno provveduto alla rimozione dei corpi, trasportandoli al centro di raggruppamento e coordinamento del Suem. Questa mattina non appena il tempo si è rasserenato dopo un'altra pericolosa scarica di acqua caduta alle 6, le squadre del Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane sono scese nuovamente lungo le sponde per scongiurare la presenza di altre persone, sebbene non risultassero ulteriori assenze. Il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi esprime le proprie condoglianze alle famiglie di quanti hanno perso la vita.
Pubblicato in
2014
ESCURSIONISTA IN DIFFICOLTÀ
Scritto da Michela Canova
Vodo di Cadore (BL), 02-08-14
Al rientro da un'escursione sulla cima del Col Duro, un escursionista ha smarrito la traccia del sentiero. Con il temporale in arrivo e prossimo il buio, attorno alle 19 l'uomo ha chiesto aiuto al 118, che ha inviato le squadre del Soccorso alpino della Valle di Zoldo e di San Vito di Cadore. Verso le 20.30, i soccorritori di San Vito partiti dal rifugio Talamini lo hanno individuato a circa 1800 metri di quota tra il Col Duro e Pian de le Mede e lo hanno riaccompagnato a valle.
Al rientro da un'escursione sulla cima del Col Duro, un escursionista ha smarrito la traccia del sentiero. Con il temporale in arrivo e prossimo il buio, attorno alle 19 l'uomo ha chiesto aiuto al 118, che ha inviato le squadre del Soccorso alpino della Valle di Zoldo e di San Vito di Cadore. Verso le 20.30, i soccorritori di San Vito partiti dal rifugio Talamini lo hanno individuato a circa 1800 metri di quota tra il Col Duro e Pian de le Mede e lo hanno riaccompagnato a valle.
Pubblicato in
2014
SOCCORSA COPPIA NELLA NOTTE
Scritto da Michela Canova
Sant'Anna d'Alfaedo (VR), 02-08-14
Ieri sera poco prima di mezzanotte il 118 ha richiesto l'intervento del Soccorso alpino di Verona per una ricerca avviata alle 22, in seguito alla chiamata di una ragazza, che segnalava il mancato rientro della madre e del compagno da un'escursione sul Corno d'Aquiglio. Dalle prime informazioni ricevute dalla donna, che aspettava la coppia in località Tommasi, l'ultimo contatto telefonico risaliva alle 19 circa, quando, raggiunta la cima del Corno a 1.500 metri di altitudine, i due avevano chiamato per dire che sarebbero scesi seguendo il giro circolare del Sentiero dei contrabbandieri. Poi il cellulare non aveva più dato segnale. Le squadre del Soccorso alpino hanno iniziato a ridiscendere dalla montagna, da cui si dipartono numerosi sentieri, finché a 1200 metri di quota, due soccorritori hanno seguito una traccia ad un bivio che poteva trarre in inganno e, 600 metri di quota più in basso, hanno rintracciato alle 3.45 la coppia, S.N., 55 anni, lei, e D.B., 38 anni, lui, entrambi di Sona (VR). Dopo essersi persi scendendo, gli escursionisti avevano illuminato il percorso con la luce del cellulare, che si era scaricato, e poi si erano fermati nel bosco impossibilitati a proseguire. La squadra ha quindi accompagnato i due escursionisti a valle, dove sulla statale della Val d'Adige sono stati tutti recuperati da un mezzo del Soccorso alpino sopraggiunto nel frattempo. Erano presenti la Protezione civile di Sant'Anna d'Alfaedo e i vigili del fuoco.
Ieri sera poco prima di mezzanotte il 118 ha richiesto l'intervento del Soccorso alpino di Verona per una ricerca avviata alle 22, in seguito alla chiamata di una ragazza, che segnalava il mancato rientro della madre e del compagno da un'escursione sul Corno d'Aquiglio. Dalle prime informazioni ricevute dalla donna, che aspettava la coppia in località Tommasi, l'ultimo contatto telefonico risaliva alle 19 circa, quando, raggiunta la cima del Corno a 1.500 metri di altitudine, i due avevano chiamato per dire che sarebbero scesi seguendo il giro circolare del Sentiero dei contrabbandieri. Poi il cellulare non aveva più dato segnale. Le squadre del Soccorso alpino hanno iniziato a ridiscendere dalla montagna, da cui si dipartono numerosi sentieri, finché a 1200 metri di quota, due soccorritori hanno seguito una traccia ad un bivio che poteva trarre in inganno e, 600 metri di quota più in basso, hanno rintracciato alle 3.45 la coppia, S.N., 55 anni, lei, e D.B., 38 anni, lui, entrambi di Sona (VR). Dopo essersi persi scendendo, gli escursionisti avevano illuminato il percorso con la luce del cellulare, che si era scaricato, e poi si erano fermati nel bosco impossibilitati a proseguire. La squadra ha quindi accompagnato i due escursionisti a valle, dove sulla statale della Val d'Adige sono stati tutti recuperati da un mezzo del Soccorso alpino sopraggiunto nel frattempo. Erano presenti la Protezione civile di Sant'Anna d'Alfaedo e i vigili del fuoco.
Pubblicato in
2014
Livinallongo del Col di Lana (BL), 01-08-14
Mentre percorreva il sentiero in cresta che da Porta Vescovo conduce al Passo Pordoi, un turista si è imbattuto in una pecora ferma sull'orlo del dirupo e da sotto ha sentito provenire dei belati. Affacciatosi ha visto, 7-8 metri più in basso, un agnellino fermo tra le rocce di un ripido canale, incapace di risalire la parete strapiombante. L'escursionista ha chiamato il 118 e una squadra del Soccorso alpino di Livinallongo si è messa a disposizione per andare a riprendere l'animale. Uno dei soccorritori si è quindi calato lentamente sulla verticale per non impaurire la bestiola, scivolata con molta probabilità già qualche giorno prima al passaggio del gregge e vegliata dalla madre. Dopo aver messo dentro un ampio zaino l'agnellino, il tecnico del Soccorso alpino è stato sollevato fino al sentiero. Da lì i soccorritori hanno quindi spostato l'agnello e la madre in una zona più sicura, dove si sono messi subito a brucare.
Mentre percorreva il sentiero in cresta che da Porta Vescovo conduce al Passo Pordoi, un turista si è imbattuto in una pecora ferma sull'orlo del dirupo e da sotto ha sentito provenire dei belati. Affacciatosi ha visto, 7-8 metri più in basso, un agnellino fermo tra le rocce di un ripido canale, incapace di risalire la parete strapiombante. L'escursionista ha chiamato il 118 e una squadra del Soccorso alpino di Livinallongo si è messa a disposizione per andare a riprendere l'animale. Uno dei soccorritori si è quindi calato lentamente sulla verticale per non impaurire la bestiola, scivolata con molta probabilità già qualche giorno prima al passaggio del gregge e vegliata dalla madre. Dopo aver messo dentro un ampio zaino l'agnellino, il tecnico del Soccorso alpino è stato sollevato fino al sentiero. Da lì i soccorritori hanno quindi spostato l'agnello e la madre in una zona più sicura, dove si sono messi subito a brucare.
Pubblicato in
2014
Vigo di Cadore (BL), 01-08-14
Sceso con la moto enduro lungo una strada silvo-pastorale in località Nantoia, non distante da Casera Razzo, un uomo di San Donà di Piave (VE), con problemi a una gamba, non è più stato in grado di muoversi, né in discesa, né in salita bloccato da una pianta. In suo aiuto è intervenuto il Soccorso alpino del Centro Cadore. I soccorritori, una squadra partendo dall'alto, una dalla parte bassa, hanno prima individuato il luogo dove si trovava e, dopo averlo raggiunto, hanno accompagnato W.G., 52 anni, con il quad e riportato la sua moto sulla strada.
Sceso con la moto enduro lungo una strada silvo-pastorale in località Nantoia, non distante da Casera Razzo, un uomo di San Donà di Piave (VE), con problemi a una gamba, non è più stato in grado di muoversi, né in discesa, né in salita bloccato da una pianta. In suo aiuto è intervenuto il Soccorso alpino del Centro Cadore. I soccorritori, una squadra partendo dall'alto, una dalla parte bassa, hanno prima individuato il luogo dove si trovava e, dopo averlo raggiunto, hanno accompagnato W.G., 52 anni, con il quad e riportato la sua moto sulla strada.
Pubblicato in
2014
MALORE IN QUOTA
Scritto da Michela Canova
Cortina d'Ampezzo (BL), 01-08-14
L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto in aiuto di un'escursionista, colta da lieve malore per stanchezza dopo aver raggiunto il Rifugio Vandelli. La donna, P.I.R., 55 anni, di Fidenza (PR), è stata imbarcata sull'eliambulanza atterrata nei pressi della struttura ed è stata accompagnata per le cure del caso all'ospedale di Cortina.
L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto in aiuto di un'escursionista, colta da lieve malore per stanchezza dopo aver raggiunto il Rifugio Vandelli. La donna, P.I.R., 55 anni, di Fidenza (PR), è stata imbarcata sull'eliambulanza atterrata nei pressi della struttura ed è stata accompagnata per le cure del caso all'ospedale di Cortina.
Pubblicato in
2014
BIMBO SI ALLONTANA, RITROVATO
Scritto da Michela Canova
Longarone (BL), 01-08-14
Attorno alle 11.30, il 118 è stato allertato poichè un bimbo cinese di 10 anni, allontanatosi improvvisamente, era stato visto scavalcare la recinzione della ferrovia in località Roggia e sparire. Subito la Stazione del Soccorso alpino di Longarone ha iniziato a perlustrare la zona che porta verso i campi sportivi, mentre partivano i soccorritori da Belluno, il Centro mobile di coordinamento e le unità cinofile. Fortunatamente poco dopo il bambino è stato ritrovato da un passante sulla strada verso Castellavazzo e l'allarme è rientrato. Sul posto vigili del fuoco e Corpo forestale dello Stato.
Attorno alle 11.30, il 118 è stato allertato poichè un bimbo cinese di 10 anni, allontanatosi improvvisamente, era stato visto scavalcare la recinzione della ferrovia in località Roggia e sparire. Subito la Stazione del Soccorso alpino di Longarone ha iniziato a perlustrare la zona che porta verso i campi sportivi, mentre partivano i soccorritori da Belluno, il Centro mobile di coordinamento e le unità cinofile. Fortunatamente poco dopo il bambino è stato ritrovato da un passante sulla strada verso Castellavazzo e l'allarme è rientrato. Sul posto vigili del fuoco e Corpo forestale dello Stato.
Pubblicato in
2014
CADE E SBATTE LA TESTA
Scritto da Michela Canova
Selva di Cadore (BL), 01-08-14
Questa mattina l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, assieme a personale del Soccorso alpino della Val Fiorentina, è intervenuto non distante dal rifugio Aquileia, poiché un escursionista di Mestre (VE), T.G., 66 anni, era caduto e aveva sbattuto la testa su un tronco. Prestate le prime cure, l'infortunato, che si trovava con altre persone, è stato recuperato utilizzando un verricello di 20 metri, per essere accompagnato all'ospedale di Belluno con un possibile trauma cranico.
Questa mattina l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, assieme a personale del Soccorso alpino della Val Fiorentina, è intervenuto non distante dal rifugio Aquileia, poiché un escursionista di Mestre (VE), T.G., 66 anni, era caduto e aveva sbattuto la testa su un tronco. Prestate le prime cure, l'infortunato, che si trovava con altre persone, è stato recuperato utilizzando un verricello di 20 metri, per essere accompagnato all'ospedale di Belluno con un possibile trauma cranico.
Pubblicato in
2014
Auronzo di Cadore (BL), 31-07-14
Partita con un gruppo di amici in cerca di funghi sopra la diga di Santa Caterina, A.S., 74 anni, di Mirano (VE), è stata bloccata da improvvisi dolori a un ginocchio che le hanno impedito di camminare e rientrare. Scattato l'allarme, una squadra del Soccorso alpino di Auronzo ha raggiunto a piedi la donna in un tratto scosceso e la ha riaccompagnata a valle, fino dai compagni. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è stato inviato invece al Rifugio Fonda Savio, dove un dodicenne di Montelupo Fiorentino (FI) si era infortunato a una caviglia. Imbarcato sull'eliambulanza atterrata nelle vicinanze il ragazzo, che si trovava con una comitiva, è stato accompagnato all'ospedale di Cortina.
Partita con un gruppo di amici in cerca di funghi sopra la diga di Santa Caterina, A.S., 74 anni, di Mirano (VE), è stata bloccata da improvvisi dolori a un ginocchio che le hanno impedito di camminare e rientrare. Scattato l'allarme, una squadra del Soccorso alpino di Auronzo ha raggiunto a piedi la donna in un tratto scosceso e la ha riaccompagnata a valle, fino dai compagni. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è stato inviato invece al Rifugio Fonda Savio, dove un dodicenne di Montelupo Fiorentino (FI) si era infortunato a una caviglia. Imbarcato sull'eliambulanza atterrata nelle vicinanze il ragazzo, che si trovava con una comitiva, è stato accompagnato all'ospedale di Cortina.
Pubblicato in
2014
Taibon Agordino (BL), 31-07-14
È stato trovato questa mattina passate le 7 il corpo senza vita di A.T.D.D., 67 anni, di Taibon Agordino (BL), le cui ricerche erano iniziate ieri sera, dopo l'allarme per il mancato rientro lanciato attorno alle 20.30 dai famigliari, abituati a vederlo tornare verso le 17.30. L'uomo era partito ieri in cerca di funghi in Valle di San Lucano, dove è stato rinvenuto il suo mezzo parcheggiato e dove, seguendo le indicazioni sui luoghi preferibilmente frequentati di località Col di Prà, le squadre del Soccorso alpino di Agordo, Alleghe, Val Biois hanno iniziato a perlustrare il versante dalle zone più basse fino a 1.500 di quota, senza purtroppo rinvenirne traccia. La ricerca è proseguita nella notte e, dopo un paio di ore di riposo, è ripresa alle 5.30 con una trentina di persone impegnate. Il triste epilogo quando una squadra ha individuato il corpo dell'uomo, scivolato nel bosco e precipitato per una quindicina di metri da un salto di roccia. Ricomposta, la salma è stata imbarellata e trasportata a spalla dalla zona di Le Ciaffe, a 950 metri circa di altitudine, fino alla strada e da lì alla cella mortuaria. Erano presenti il Centro mobile di coordinamento del Soccorso alpino, diverse unità cinofile, Guardia di finanza, Corpo forestale dello Stato, vigili del fuoco e i carabinieri.
È stato trovato questa mattina passate le 7 il corpo senza vita di A.T.D.D., 67 anni, di Taibon Agordino (BL), le cui ricerche erano iniziate ieri sera, dopo l'allarme per il mancato rientro lanciato attorno alle 20.30 dai famigliari, abituati a vederlo tornare verso le 17.30. L'uomo era partito ieri in cerca di funghi in Valle di San Lucano, dove è stato rinvenuto il suo mezzo parcheggiato e dove, seguendo le indicazioni sui luoghi preferibilmente frequentati di località Col di Prà, le squadre del Soccorso alpino di Agordo, Alleghe, Val Biois hanno iniziato a perlustrare il versante dalle zone più basse fino a 1.500 di quota, senza purtroppo rinvenirne traccia. La ricerca è proseguita nella notte e, dopo un paio di ore di riposo, è ripresa alle 5.30 con una trentina di persone impegnate. Il triste epilogo quando una squadra ha individuato il corpo dell'uomo, scivolato nel bosco e precipitato per una quindicina di metri da un salto di roccia. Ricomposta, la salma è stata imbarellata e trasportata a spalla dalla zona di Le Ciaffe, a 950 metri circa di altitudine, fino alla strada e da lì alla cella mortuaria. Erano presenti il Centro mobile di coordinamento del Soccorso alpino, diverse unità cinofile, Guardia di finanza, Corpo forestale dello Stato, vigili del fuoco e i carabinieri.
Pubblicato in
2014
Taibon Agordino (BL), 30-07-14
Le squadre del Soccorso alpino di Agordo, Alleghe e Val Biois, sono state allertate attorno alle 20.30 per il mancato rientro di un cercatore di funghi in Valle di San Lucano. Le ricerche sono in corso.
Le squadre del Soccorso alpino di Agordo, Alleghe e Val Biois, sono state allertate attorno alle 20.30 per il mancato rientro di un cercatore di funghi in Valle di San Lucano. Le ricerche sono in corso.
Pubblicato in
2014
MUORE CERCATORE DI FUNGHI
Scritto da Michela Canova
Colle Santa Lucia (BL), 30-07-14
Sceso in cerca di funghi da località Belvedere, un uomo di Padova era d'accordo con la moglie di rivedersi alle 19. Dopo averlo inutilmente aspettato per oltre un'ora, la donna ha lanciato l'allarme e il 118 ha inviato una squadra del Soccorso alpino della Val Fiorentina. Poco dopo il corpo senza vita di A.B., 80 anni, di Padova, è stato rinvenuto 150 metri sopra la strada, in località Col del la Bataia, tra Colle e Caprile, da alcuni conoscenti che avevano iniziato a cercarlo. Raggiunto il luogo dell'incidente, i soccorritori hanno ricomposto la salma e dopo averla imbarellata la hanno trasportata fino alla strada per affidarla al carro funebre. Da una prima analisi, l'uomo ha perso la vita per i traumi riportati cadendo lungo la ripida scarpata.
Sceso in cerca di funghi da località Belvedere, un uomo di Padova era d'accordo con la moglie di rivedersi alle 19. Dopo averlo inutilmente aspettato per oltre un'ora, la donna ha lanciato l'allarme e il 118 ha inviato una squadra del Soccorso alpino della Val Fiorentina. Poco dopo il corpo senza vita di A.B., 80 anni, di Padova, è stato rinvenuto 150 metri sopra la strada, in località Col del la Bataia, tra Colle e Caprile, da alcuni conoscenti che avevano iniziato a cercarlo. Raggiunto il luogo dell'incidente, i soccorritori hanno ricomposto la salma e dopo averla imbarellata la hanno trasportata fino alla strada per affidarla al carro funebre. Da una prima analisi, l'uomo ha perso la vita per i traumi riportati cadendo lungo la ripida scarpata.
Pubblicato in
2014
