2014

Forno di Zoldo (BL), 25-06-14
Percorrendo l'Anello zoldano, una coppia belga, di 33 e 31 anni, in viaggio di nozze nel tardo pomeriggio è stata investita da una tempesta di grandine e fulmini. Marito e moglie hanno chiesto aiuto al 112 e i carabinieri hanno quindi passato l'allarme al 118, che ha allertato una squadra del Soccorso alpino della Valle di Zoldo e inviato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Intuito il luogo dove potevano trovarsi, non appena il maltempo ha concesso una tregua, l'eliambulanza ha sorvolato lo Spiz Belvedere, individuando i due escursionisti lungo il sentiero 532. Imbarcati in hovering dal tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio, marito e moglie sono trasportati a valle e affidati alla squadra dei soccorritori e a un'ambulanza in via precauzionale.
Longarone (BL), 23-06-14
Lanciatosi nel vuoto appeso a una corda dall'inizio della passerella di Igne, dopo averla assicurata nel mezzo della struttura per fare il pendolo, N.C., 28 anni di Belluno, ha però sbattuto contro un albero infortunandosi. Poco prima delle 18 è scattato l'allarme ed è stata inviata una squadra del Soccorso alpino di Longarone. Arrivati sul posto, i soccorritori hanno prestato le prime cure al ragazzo, che era stato nel frattempo sollevato dagli amici sulla passerella, per poi accompagnarlo, per una sospetta frattura alla gamba, fino sulla strada all'ambulanza diretta all'ospedale di Belluno.
Enego (VI), 22-06-14
Alla fine del sentiero che porta in località Castelloni San Marco, terminato il labirinto, un escursionista di Cesiomaggiore (BL), C.A., 51 anni, è scivolato sulle formazioni rocciose presenti in luogo procurandosi un trauma alla caviglia. Scattato l'allarme al 118 attorno alle 13.30, è stata inviata una squadra del Soccorso alpino di Asiago. I soccorritori hanno raggiunto in fuoristrada la partenza del sentiero, per poi proseguire a piedi. Una volta raggiunto l'uomo, che si trovava con la moglie, gli hanno prestato le prime cure per poi caricarlo in barella e iniziare la discesa verso valle. Scambiandosi nei turni per il trasporto a spalla, in un'ora e mezza circa di cammino la squadra ha raggiunto la jeep e da lì ha accompagnato l'infortunato direttamente al pronto soccorso di Asiago.
Calalzo di Cadore (BL), 22-06-14
Mentre camminava assieme alla figlia lungo il greto del torrente in Val d'Oten, A.G., 68 anni, di Pieve di Cadore (BL), è stata colpita a una gamba da un sasso che le è rotolato addosso. Il 118 ha inviato in suo aiuto una squadra del Soccorso alpino di Pieve di Cadore. Dopo averla raggiunta, i soccorritori hanno quindi accompagnato l'infortunata fino alla strada, per poi affidarla all'ambulanza diretta all'ospedale.
Brenzone (VR), 21-06-14
Si è concluso attorno alle 20.30 l'intervento del Soccorso alpino di Verona in aiuto di un'escursionista tedesca, infortunatasi a un centinaio di metri di distanza dal rifugio Telegrafo sul monte Baldo. La donna, D.W., 45 anni, che si trovava con marito e figlio, messo male in piede, non era più in grado di proseguire per una probabile distorsione alla caviglia. Scattato l'allarme attorno alle 16, il 118 ha inviato una squadra del Soccorso alpino. Inutile il tentativo di avvicinamento da parte dell'elicottero di Verona emergenza, ostacolato dalla nebbia. Mentre due soccorritori, gestori del rifugio, dopo aver imbarellato l'escursionista, hanno iniziato la discesa lungo il sentiero, la squadra partita a valle, una volta parcheggiato il fuoristrada al rifugio Chierego, è risalita verso il Telegrafo. Quando si sono incontrati è avvenuto il cambio e la barella è stata trasportata a spalla ancora per un'oretta fino alla strada, per poi essere affidata all'ambulanza diretta all'ospedale di Bussolengo.
Taibon Agordino (BL), 21-06-14
Mentre scendeva in corda doppia con due amici dalla Torre Venezia, un alpinista è precipitato, cadendo nel vuoto a circa metà della discesa. Fortunatamente l'uomo, un trentenne residente a Trento, si è fermato cinque metri più sotto su una cengia. I compagni lo hanno raggiunto e hanno lanciato l'allarme al 118, che ha inviato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Dopo aver imbarcato un soccorritore di Agordo in supporto alle operazioni, l'eliambulanza è riuscita a sbarcare in hovering lui e il tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio, una ventina di metri più in basso, prima che la nebbia impedisse del tutto la visibilità. I due soccorritori hanno risalito la via normale e, raggiunto l'infortunato con sospetti traumi al bacino e a un polso, lo hanno imbarellato. Poiché le nubi ostacolavano l'avvicinamento del velivolo, la barella è stata spostata dai soccorritori in un punto dove l'elicottero ha potuto recuperarla con un verricello, per poi trasportarla fino al rifugio Vazzoler e da lì all'ospedale di Belluno.
San Zeno di Montagna (VR), 21-06-14
Ancora non si è fatta luce sulla scomparsa della turista tedesca, della quale non si hanno più notizie dalla mattina di giovedì, quando, attorno alle 9.15, ha lasciato la compagna di camera per una passeggiata nella zona di San Zeno di Montagna, dove si trovava con una comitiva di connazionali. Ieri il Soccorso alpino di Verona, i vigili del fuoco e i volontari di Protezione civile di San Zeno hanno perlustrato l'area attorno all'abitato. I soccorritori hanno percorso, assieme alle unità cinofile dei vigili del fuoco, i sentieri che da 800 metri di quota scendono verso il lago di Garda. Al momento, poiché non vi è alcuna indicazione, né segnalazione, che indichi la presenza della donna in territorio impervio, il Soccorso alpino di Verona rimane in attesa per mettersi nuovamente a disposizione in caso di eventuali sviluppi, mentre vigili del fuoco e associazioni di Protezione civile proseguono nella ricerca. 
Al momento della scomparsa la turista, di nome Ingrid, che ha capelli castani corti ed è di corporatura robusta, indossava pantaloni scuri, scarpe basse e, forse, una giacca rossa. Chiunque avesse sue notizie è pregato di contattare i carabinieri.
San Zeno di Montagna (VR), 20-06-14
Ingrid, una turista tedesca di 72 anni in vacanza con una comitiva di connazionali a San Zeno di Montagna, è uscita ieri mattina attorno alle 9.15 e di lei si sono perse le tracce. Il cellulare, che aveva con sé nella borsetta, è spento e nulla ha detto alla sua compagna di stanza riguardo alla destinazione della sua passeggiata mattutina. Oggi nel primo pomeriggio è stato chiesto l'intervento del Soccorso alpino di Verona che, dopo aver cercato possibili informazioni, ha inviato le proprie squadre a perlustrare i sentieri attorno all'abitato situato a 800 metri di altitudine sopra il lago di Garda. Per ora nulla è emerso che possa far luce sulla scomparsa della donna. Al momento della scomparsa Ingrid, che ha capelli castani corti ed è di corporatura robusta, indossava pantaloni scuri, scarpe basse e, forse, una giacca rossa. Chiunque avesse sue notizie è pregato di contattare i carabinieri.
Belluno, 20-06-14
Salendo da Caupo, nel comune di Seren del Grappa, sulla strada del monte Grappa, un uomo è finito nella scarpata laterale ferendosi. In suo aiuto è decollato l'elicottero del suem di Pieve di Cadore che, dopo averlo individuato, lo ha recuperato per accompagnarlo all'ospedale di Belluno per probabili contusioni ed escoriazioni sul corpo. Pronto a intervenire in supporto alle operazioni un tecnico della Stazione di Feltre, che è poi stata dirottata nella frazione di Facen di Pedavena. Lì, durante i lavori in una casera, B.S., 76 anni, di Pedavena (BL), era caduto sbattendo la testa. Poiché, infatti, l'ambulanza non poteva avanzare lungo un centinaio di metri di sterrato fino all'abitazione, i soccorritori la hanno raggiunta con la jeep. Imbarellato l'infortunato, lo hanno poi trasportato sulla strada per affidarlo all'ambulanza diretta al pronto soccorso di Feltre per i controlli del caso.
L'eliambulanza del Suem è infine intervenuta in aiuto di un turista austriaco, rimasto ferito con il kayak, mentre con amici ridiscendeva il torrente Boite, tra Cortina e San Vito di Cadore. L'uomo, H.G., 36 anni, che si trovava con i compagni sulla riva all'altezza di Dogana Vecchia, è stato imbarcato e accompagnato all'ospedale di Cortina con una probabile frattura alla tibia.
Belluno, 19-06-14
Scendendo nella zona dell'orto botanico in Nevegal con la mountain bike, un ciclista è caduto a terra. Una persona cha ha assistito all'incidente è corsa a lanciare l'allarme alle Casere, poiché non c'è copertura telefonica. Contattato il 118 poco prima delle 21, una squadra del Soccorso alpino di Belluno è stata inviata in supporto all'ambulanza. I soccorritori hanno accompagnato il personale medico fino al luogo dell'incidente, per poi trasportare l'infortunato, con sospetto trauma al torace e contusioni fino all'ambulanza, diretta all'ospedale di Belluno.
Cortina d'Ampezzo (BL), 19-06-14
Uscite dalla ferrata Lipella in Tofana, due coppie di escursionisti polacchi si sono trovate in difficoltà a circa 2.700 metri di quota. Nella zona delle Tre Dita, infatti, la neve copre ancora i cavi del percorso attrezzato, ma non è ghiacciata, e i quattro, pur perfettamente attrezzati e distanti 20 minuti circa dal rifugio Giussani, non se la sono sentiti di proseguire con 400 metri di vuoto sotto di loro. Scattato l'allarme, attorno alle 19.30 è decollato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Dopo averli individuati, il tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio li ha recuperati imbarcandoli con il velivolo in hovering per poi trasportarli al rifugio Dibona.
Brechtesgaden (Germania), 17-06-14
Sono usciti questa notte all'una dopo aver accompagnato per 70 ore verso l'uscita Johann Westhauser, lo speleologo di Stoccarda rimasto gravemente ferito per una scarica di sassi lo scorso 8 giugno, ad oltre 900 metri di profondità nella grotta Riesending-Schachthöhle, nell'Alta Baviera, i 12 tecnici speleo della VI Delegazione speleologica Veneto - Trentino Alto Adige, del Cnsas, Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico. "Non è ancora fuori, la strada è lunga, ma abbiamo fatto un bel pezzo - sottolinea il vicedelegato della VI Zona Giovanni Ferrarese, sceso con la prima squadra italiana venerdì sera - Johann è un grandissimo esploratore e speleologo, così la sua tempra. La chiave di volta è stato lui: quando ha visto tante persone pronte a mettersi in gioco, che pensavano 'questo lo tiriamo fuori a qualsiasi costo', la situazione clinica è cambiata. Mano a mano che andavamo avanti recuperava".
Il soccorso organizzato messo in atto dalle squadre italiane ha permesso di far risalire di quota velocemente la barella. Velocemente inteso in tempi speleo, ovvio. Questa mattina alle 6.30, dopo aver affidato nella notte la barella a una nuova squadra, a forze fresche, i soccorritori avevano raggiunto il campo 2 a - 490 metri, per poi proseguire in un intervento che ha richiamato un centinaio di soccorritori provenienti da tutta Europa. Italiani, svizzeri, tedeschi, austriaci, croati. "Si è lavorato bene. A quelle profondità è determinante un soccorso organizzato, come quello italiano - continua Ferrarese - gioca avere dalla nostra una struttura ben oliata, tecnici abituati a quelle quote (non ce sono tantissimi), a rimanere dentro 70 ore, intervallandosi nei campi base, certo, con squadre di 15-17 persone. Il tempo di progressione è determinato dal medico: se dice che la barella va fermata, si ferma. Si monta una tendina in cui i sanitari procedono alle cure richieste, mentre fuori gli altri provvedono ad attrezzare nuovi tratti, si riposano. Se il medico dice che la barella va trasportata orizzontale, bisogna trovare il modo di farlo. Ovunque. Tempistica e modalità del trasporto sono dettate dai medici".
La 'chiamata' è arrivata venerdì. Alle 16, con gli altri soccorritori italiani, erano già pronti a entrare, ma una serie di temporali ha impedito il decollo dell'elicottero che li avrebbe trasportati fino al campo avanzato, poco distante dall'apertura della grotta. L'ingresso è così avvenuto attorno alle 21. "Nella prima squadra eravamo in 17, tra attrezzisti e barellieri, 20 con medici e infermiere - ricorda  Omar Canei, feltrino, della Stazione speleo Veneto Orientale - abbiamo avuto la consegna dai soccorritori svizzeri e abbiamo iniziato il trasporto, da subito impegnativo, attraverso gallerie lunghe centinaia di metri, con strettoie, massi, ostacoli". Dopo le prime 15 ore è arrivata la seconda squadra. Quindici ore di progressione più la decina di ore richieste per scendere fino dal ferito fanno 25 ore ininterrotte di attività: "La seconda squadra ci ha dato il cambio - prosegue Canei - poi le due squadre italiane si sono alternate sfruttando i campi base per riposarsi, mangiare. Ognuno di noi ha avuto due turni di recupero, nel frattempo il ferito era sottoposto al trattamento sanitario". Omar Canei, come gli altri soccorritori, ha già alle spalle esperienze personali a quelle profondità: "L'esperienza sviluppata è estremamente utile, anche se durante un soccorso si fa più fatica, tanta più fatica".
Durante le rare pause si cerca di riposare e mangiare. Carboidrati, proteine, grassi, tutto serve per recuperare le forze. Così una minestra di spaghettini, pane e pezzetti di speck diventa un pasto nutriente, accettabile, caldo. Paolo Grotto, infermiere feltrino della Stazione Veneto Orientale, sceso anche lui venerdì, ha affiancato il medico e l'infermiere che avevano accompagnato la barella nei primi 100 metri: "Nella mia squadra c'erano anche un medico austriaco e uno tedesco - racconta Grotto - un'equipe sanitaria completa, ognuno con la sua specializzazione, una presa in carico totale. Con l'avanzare della barella, le condizioni del ferito sono migliorate. Non si è risolto il trauma, ovviamente, dal punto di vista clinico, ma trovarsi con tante persone pronte ad aiutarlo lo ha tirato su di morale. Così come quando ha visto superare alcuni punti che lui, profondo conoscitore della grotta, reputava difficili. Ha sorriso quando siamo arrivati al Campo 3. È un uomo combattivo, determinato ad uscire. Riconosceva i tratti in cui si passava. Conosce ogni sasso della grotta. Scendere a quelle quote è molto impegnativo dal punto di vista sia fisico che psicologico. È necessario avere esperienza, più che preparazione, perché devi sapere cosa vuol dire avere un percorso lungo tante ore per l'uscita. Devi essere tranquillo, aver già vissuto l'esperienza. Così sei in grado di affrontarla".
Soccorritori italiani sono arrivati da tutte le Delegazioni del Cnsas, da Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Liguria, Toscana: "Nel '91 in Slovenia morì un soccorritore a - 1000 metri. Da allora l'Italia si sta preparando - conclude Paolo Grotto - uniformando tecniche e strumenti, esercitandoci assieme Delegazioni e regioni diverse, con un backgound formativo identico. Questo è il risultato di anni di lavoro. Dà sicurezza, fiducia".
Molti altri soccorritori di Delegazione erano pronti a partire, se fosse stato necessario. I dodici che hanno preso parte all'intervento sono: della Stazione di Vicenza, il padovano Giovanni Ferrarese e i vicentini Fernando Sampò e Stefano Panizzon, della Stazione di Verona, Samuele Busatto e Glauco Lasagni, della Stazione Veneto Orientale i bellunesi Omar Canei e Paolo Grotto, il padovano Andrea Pirovano e i trentini Paolo Trainotti, Mauro Bombardelli, Paolo Stenico e Carlo Mattedi.
 
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Brechtesgaden Baviera, 16-06-14
Incidente nella grotta Riesending-Schachthöhle: alle 6 di questa mattina la barella ha raggiunto il campo 3 a quota - 720 metri.
Ci sono volute 8 ore per trasferire dal campo 4 al campo 3 la barella 
con lo speleologo tedesco feritosi l'8 giugno scorso nella grotta Riesending-Schachthöhle, nell'Alta Baviera a seguito di una scarica di sassi a meno 980 metri dall'ingresso. La sosta imposta nella giornata di ieri dal medico del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Spelologico (CNSAS) al campo 4 - a quota -900 metri - ha permesso al ferito di riposare e ai sanitari di effettuare i monitoraggi di routine all'interno di una speciale tendina.
La barella ha ripreso nella notte la sua lunga marcia verso l'uscita e dopo aver superato una serie di pozzi, strettoie e meandri è giunta alle 6 di questa mattina al campo 3 a quota - 720 metri. Le squadre di tecnici tedeschi, italiani austriaci e svizzeri, divise in tre team, sono ora al lavoro per attrezzare il tratto di grotta che dal campo 3 porta al campo 2; nel frattempo è prevista una sosta di almeno 6 ore per far riposare il ferito e consentire ai medici di prestargli le cure necessarie.
Delle squadre italiane del Cnsas, Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, operanti in Baviera fanno parte, oltre a soccorritori di Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Liguria e Toscana, tredici tecnici della VI Delegazione speleologica Veneto-Trentino Alto Adige. Tre vicentini, due veronesi, due padovani, due bellunesi (uno dei quali infermiere che ha seguito la barella dal proprio ingresso in grotta venerdì scorso) e quattro trentini.
 
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Sospirolo (BL), 16-06-14
Si è conclusa attorno alle 23.30, con il suo ritrovamento, la ricerca di F.D., 62 anni, di Belluno, che si era perso durante un'escursione in Valle del Mis. L'uomo, infatti, nel rientrare da Casera Marseca, sopra i Cadini del Brenton, aveva smarrito il sentiero e si era perso, riuscendo ad avvisare il figlio con il cellulare. Scattato l'allarme poco prima delle 20, il 118 ha inviato il Soccorso alpino di Belluno, invitando l'escursionista a non muoversi dal luogo in cui si trovava, soprattutto perchè nella zona la copertura telefonica è praticamente assente. Tre squadre hanno iniziato a cercarlo, due partendo dall'alto, una da valle, finché l'uomo non ha risposto ai richiami ed è stato individuato, raggiunto e riaccompagnato alla sua auto.
Sospirolo (BL), 15-06-14
Le squadre del Soccorso alpino di Belluno stanno intervenendo in aiuto di un escursionista bellunese, che si è perso in una zona sopra i Cadini del Brenton, nella Valle del Mis. I soccorritori sono in contatto telefonico con l'uomo, che sta bene.
Cortina d'Ampezzo (BL), 15-06-14
Un giovane alpinista austriaco ha perso la vita oggi precipitando per circa 150 metri dalla Punta Fiames, nel gruppo del Pomagagnon. Il giovane, F.E., 24 anni, stava percorrendo con il nonno, che in quel momento si trovava dietro di lui, il traverso che porta all'attacco originario della via Jori, spigolo sud, quando è scivolato nel vuoto. Poichè corde e cellulare erano nello zaino portato dal ragazzo, il nonno ha iniziato a chiedere aiuto urlando, per poi scendere verso il basso. Le sue grida sono state sentite da diverse persone che hanno lanciato l'allarme al 118. L'elicottero ha sorvolato la zona fino a individuare il corpo senza vita dell'alpinista, finito in un canale verticale, e ha quindi sbarcato in quota, il più vicino possibile, il tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio e cinque soccorritori di Cortina. L'intervento si è subito dimostrato impegnativo. La salma, ricomposta e imbarellata, è stata calata dai soccorritori in un punto dove l'elicottero potesse avvicinarsi alla parete ed è stato necessario utilizzare un gancio baricentrico di 100 metri. Durante il difficile recupero della barella, il soccorritore dell'equipaggio e un volontario che la stavano accompagnando con il gancio sono rimasti infortunati entrambi alle caviglie. La salma è stata quindi trasportata a valle e affidata al carro funebre e i due soccorritori sono stati accompagnati all'ospedale.
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