2014
MUORE COLTO DA MALORE
Scritto da Michela Canova
Lorenzago di Cadore (BL), 22-07-14
Mentre si trovava con la moglie in un tabià in località Valdepalù, D.G.D., 72 anni, originario di Vigo di Cadore (BL), ma residente a Cologno Monzese (MI), all'improvviso è stato colto da malore. La donna, che stava correndo a chiedere aiuto, è stata incrociata da alcuni ragazzi, che hanno allertato il 118 verso le 13.30 circa. Dall'elicottero, atterrato nelle vicinanze, il personale sanitario ha raggiunto la baita, dove purtroppo ha potuto solamente constatare il decesso dell'uomo. Sul posto una squadra del Soccorso alpino del Centro Cadore, una volta ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione, ha ricomposto e imbarellato la salma, per poi trasportarla fino alla strada e affidarla al carro funebre.
Mentre si trovava con la moglie in un tabià in località Valdepalù, D.G.D., 72 anni, originario di Vigo di Cadore (BL), ma residente a Cologno Monzese (MI), all'improvviso è stato colto da malore. La donna, che stava correndo a chiedere aiuto, è stata incrociata da alcuni ragazzi, che hanno allertato il 118 verso le 13.30 circa. Dall'elicottero, atterrato nelle vicinanze, il personale sanitario ha raggiunto la baita, dove purtroppo ha potuto solamente constatare il decesso dell'uomo. Sul posto una squadra del Soccorso alpino del Centro Cadore, una volta ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione, ha ricomposto e imbarellato la salma, per poi trasportarla fino alla strada e affidarla al carro funebre.
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2014
SCIVOLA SUL SENTIERO
Scritto da Michela Canova
Cortina d'Ampezzo (BL), 22-07-14
Una turista belga di 56 anni, che con altre persone stava percorrendo il sentiero numero 208, è inciampata su un gradino roccioso nell'attraversare un ghiaione non distante da forcella Lagazuoi e, caduta, si è infortunata alla spalla. Il responsabile degli impianti al lavoro nei paraggi ha subito dato l'allarme al 118 attorno alle 11.20, indirizzando di seguito l'equipaggio del Suem di Pieve di Cadore verso il luogo dell'incidente. Il personale medico e il tecnico del Soccorso alpino presenti a bordo hanno prestato il primo aiuto alla donna, per poi portarla fino all'eliambulanza atterrata nelle vicinanze e accompagnarla all'ospedale di Cortina.
Una turista belga di 56 anni, che con altre persone stava percorrendo il sentiero numero 208, è inciampata su un gradino roccioso nell'attraversare un ghiaione non distante da forcella Lagazuoi e, caduta, si è infortunata alla spalla. Il responsabile degli impianti al lavoro nei paraggi ha subito dato l'allarme al 118 attorno alle 11.20, indirizzando di seguito l'equipaggio del Suem di Pieve di Cadore verso il luogo dell'incidente. Il personale medico e il tecnico del Soccorso alpino presenti a bordo hanno prestato il primo aiuto alla donna, per poi portarla fino all'eliambulanza atterrata nelle vicinanze e accompagnarla all'ospedale di Cortina.
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2014
Longarone (BL), 21-07-14
Attorno alle 19.30 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto sul Van dei Erbandoi, sotto l'omonima forcella, in seguito all'allertamento dei carabinieri che avevano ricevuto una chiamata da un escursionista in difficoltà. Lungo il sentiero che dal rifugio Pramperet porta a Pian de Fontana, infatti, F.F., 28 anni, residente in Austria, aveva smarrito l'itinerario. Imbarcato un soccorritore della Stazione di Longarone per guidare l'equipaggio velocemente sul luogo, l'elicottero ha sorvolato la zona e, dopo aver individuato il giovane, lo ha recuperato in hovering per trasportarlo a valle.
Attorno alle 19.30 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto sul Van dei Erbandoi, sotto l'omonima forcella, in seguito all'allertamento dei carabinieri che avevano ricevuto una chiamata da un escursionista in difficoltà. Lungo il sentiero che dal rifugio Pramperet porta a Pian de Fontana, infatti, F.F., 28 anni, residente in Austria, aveva smarrito l'itinerario. Imbarcato un soccorritore della Stazione di Longarone per guidare l'equipaggio velocemente sul luogo, l'elicottero ha sorvolato la zona e, dopo aver individuato il giovane, lo ha recuperato in hovering per trasportarlo a valle.
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2014
MALORE IN QUOTA
Scritto da Michela Canova
Canale d'Agordo (BL), 20-07-14
Mentre camminava con i famigliari nei pressi della Baita dei Cacciatori, un escursionista padovano, M.C., 61 anni, di Santa Giustina in Colle, è stato colto da malore e ha perso i sensi. Allertato il 118 poco prima delle 19, sul luogo è stata inviata una squadra del Soccorso alpino della Val Biois e l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. L'uomo, che nel frattempo si era ripreso, è stato imbarcato utilizzando un verricello, per essere trasportato all'ospedale di Agordo per gli accertamenti del caso. I suoi parenti sono rientrati a valle con i soccorritori.
Mentre camminava con i famigliari nei pressi della Baita dei Cacciatori, un escursionista padovano, M.C., 61 anni, di Santa Giustina in Colle, è stato colto da malore e ha perso i sensi. Allertato il 118 poco prima delle 19, sul luogo è stata inviata una squadra del Soccorso alpino della Val Biois e l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. L'uomo, che nel frattempo si era ripreso, è stato imbarcato utilizzando un verricello, per essere trasportato all'ospedale di Agordo per gli accertamenti del caso. I suoi parenti sono rientrati a valle con i soccorritori.
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2014
Belluno, 20-07-14
Domenica impegnativa per Suem e Soccorso alpino in seguito alle numerose chiamate susseguitesi al 118. Su richiesta della centrale di Udine, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è stato inviato sul sentiero che porta a Casera Tragonia, nel comune di Forni di Sopra, dove un escursionista di Vicenza si era procurato una sospetta frattura della caviglia. Sbarcato in hovering nelle vicinanze, il tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio ha portato l'infortunato, G.E., 65 anni, in un punto dove l'eliambulanza lo ha potuto imbarcare per poi accompagnarlo fino all'ambulanza dell'ospedale di Tolmezzo. Di seguito l'eliambulanza si è spostata sotto la cima del Monte Casale, sopra la Val Travenanzes. Tre turisti belgi, due uomini e una donna, infatti, erano rimasti bloccati in un ripido canale, chi scivolato, chi incapace di muoversi per la paura. Imbarcati in hovering, due sono stati accompagnati al rifugio Dibona e uno al rifugio Giussani. La centrale del Suem è stata poi allertata per un uomo colto da malore poco sotto la cima del col Quaternà, sopra il passo Monte Croce Comelico. Purtroppo quando il personale medico dell'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano è arrivato sul posto, non ha potuto che constatare il decesso di G.B., 72 anni, di Noceto (PR) che si trovava con la moglie. Ricomposta, la salma è stata trasportata a Padola per essere affidata al carro funebre. Sul posto la Guardia di finanza. Anche al Rifugio Tita Barba, nel comune di Pieve di Cadore, un uomo si è sentito poco bene. Un medico che si trovava nelle vicinanze gli ha prestato le prime cure, poi R.B., 73 anni, di Calalzo di Cadore (BL), è stato recuperato dall'elicottero del Suem e trasportato all'ospedale di Pieve di Cadore per gli accertamenti del caso. Una squadra del Soccorso alpino di Cortina è intervenuta all'uscita delle gallerie del Lagazuoi, per una donna infortunatasi dopo essere scivolata. A.S., 49 anni, di Ivrea, portata a valle, è stata accompagnata all'ospedale dall'ambulanza che attendeva al passo Falzarego. Un malore ha fatto perdere conoscenza a una turista veneziana, che stava percorrendo il sentiero tra il rifugio Lavaredo e i Laghi di Cengia. Raggiunta dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, R.P., 57 anni, di Noventa di Piave, nel frattempo ripresasi, è stata trasportata per le opportune analisi in ospedale. I soccorritori di Alleghe hanno invece prestato assistenza a diversi partecipanti alla competizione Transcivetta, mentre la Stazione di Auronzo è riuscita a indirizzare verso la strada due escursionisti che avevano smarrito il sentiero nella zona di Palus San Marco. Immediati gli interventi delle diverse Stazioni del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, grazie alla quotidiana disponibilità dei propri tecnici reperibili e alla diffusione capillare sul territorio.
Domenica impegnativa per Suem e Soccorso alpino in seguito alle numerose chiamate susseguitesi al 118. Su richiesta della centrale di Udine, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è stato inviato sul sentiero che porta a Casera Tragonia, nel comune di Forni di Sopra, dove un escursionista di Vicenza si era procurato una sospetta frattura della caviglia. Sbarcato in hovering nelle vicinanze, il tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio ha portato l'infortunato, G.E., 65 anni, in un punto dove l'eliambulanza lo ha potuto imbarcare per poi accompagnarlo fino all'ambulanza dell'ospedale di Tolmezzo. Di seguito l'eliambulanza si è spostata sotto la cima del Monte Casale, sopra la Val Travenanzes. Tre turisti belgi, due uomini e una donna, infatti, erano rimasti bloccati in un ripido canale, chi scivolato, chi incapace di muoversi per la paura. Imbarcati in hovering, due sono stati accompagnati al rifugio Dibona e uno al rifugio Giussani. La centrale del Suem è stata poi allertata per un uomo colto da malore poco sotto la cima del col Quaternà, sopra il passo Monte Croce Comelico. Purtroppo quando il personale medico dell'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano è arrivato sul posto, non ha potuto che constatare il decesso di G.B., 72 anni, di Noceto (PR) che si trovava con la moglie. Ricomposta, la salma è stata trasportata a Padola per essere affidata al carro funebre. Sul posto la Guardia di finanza. Anche al Rifugio Tita Barba, nel comune di Pieve di Cadore, un uomo si è sentito poco bene. Un medico che si trovava nelle vicinanze gli ha prestato le prime cure, poi R.B., 73 anni, di Calalzo di Cadore (BL), è stato recuperato dall'elicottero del Suem e trasportato all'ospedale di Pieve di Cadore per gli accertamenti del caso. Una squadra del Soccorso alpino di Cortina è intervenuta all'uscita delle gallerie del Lagazuoi, per una donna infortunatasi dopo essere scivolata. A.S., 49 anni, di Ivrea, portata a valle, è stata accompagnata all'ospedale dall'ambulanza che attendeva al passo Falzarego. Un malore ha fatto perdere conoscenza a una turista veneziana, che stava percorrendo il sentiero tra il rifugio Lavaredo e i Laghi di Cengia. Raggiunta dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, R.P., 57 anni, di Noventa di Piave, nel frattempo ripresasi, è stata trasportata per le opportune analisi in ospedale. I soccorritori di Alleghe hanno invece prestato assistenza a diversi partecipanti alla competizione Transcivetta, mentre la Stazione di Auronzo è riuscita a indirizzare verso la strada due escursionisti che avevano smarrito il sentiero nella zona di Palus San Marco. Immediati gli interventi delle diverse Stazioni del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, grazie alla quotidiana disponibilità dei propri tecnici reperibili e alla diffusione capillare sul territorio.
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2014
NUMEROSI INTERVENTI IN MONTAGNA
Scritto da Michela Canova
Belluno, 20-07-14
Questa mattina attorno alle 7.40 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato in direzione del rifugio Mulaz, Falcade, per recuperare un'escursionista austriaca di 46 anni che ieri si era infortunata a una gamba dopo essere caduta. Dopo essere stata imbarcata, la donna è stata accompagnata all'ospedale di Agordo. Una squadra del Soccorso alpino di Cortina ha invece raggiunto in jeep l'uscita delle gallerie del Lagazuoi, dove una turista di Desio (MI), P.V., 50 anni, inciampatasi sul cavo della ferrata, era caduta per una decina di metri, procurandosi contusioni e una ferita alla testa. Caricata in jeep, la donna è stata trasportata fino al passo Falzarego e affidata all'ambulanza diretta all'ospedale. L'eliambulanza è poi stata inviata sul sentiero tra Baita Pianezza e Casera di Pezza, sotto le Cime di Pezza, nel comune di Vallada Agordina, in aiuto di O.D., 32 anni, di Vallada Agordina (BL), con una sospetta frattura alla tibia. Recuperata con un verricello, l'infortunata è stata portata all'ospedale di Agordo. L'elicottero del Suem è successivamente intervenuto lungo il percorso della Transcivetta, poiché un partecipante alla competizione, A.T., 54 anni, di Noale (VE), si era fatto male a una caviglia nei pressi di forcella Col di Rean, sotto il rifugio Tissi.
Questa mattina attorno alle 7.40 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato in direzione del rifugio Mulaz, Falcade, per recuperare un'escursionista austriaca di 46 anni che ieri si era infortunata a una gamba dopo essere caduta. Dopo essere stata imbarcata, la donna è stata accompagnata all'ospedale di Agordo. Una squadra del Soccorso alpino di Cortina ha invece raggiunto in jeep l'uscita delle gallerie del Lagazuoi, dove una turista di Desio (MI), P.V., 50 anni, inciampatasi sul cavo della ferrata, era caduta per una decina di metri, procurandosi contusioni e una ferita alla testa. Caricata in jeep, la donna è stata trasportata fino al passo Falzarego e affidata all'ambulanza diretta all'ospedale. L'eliambulanza è poi stata inviata sul sentiero tra Baita Pianezza e Casera di Pezza, sotto le Cime di Pezza, nel comune di Vallada Agordina, in aiuto di O.D., 32 anni, di Vallada Agordina (BL), con una sospetta frattura alla tibia. Recuperata con un verricello, l'infortunata è stata portata all'ospedale di Agordo. L'elicottero del Suem è successivamente intervenuto lungo il percorso della Transcivetta, poiché un partecipante alla competizione, A.T., 54 anni, di Noale (VE), si era fatto male a una caviglia nei pressi di forcella Col di Rean, sotto il rifugio Tissi.
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2014
Erto-Casso (PN), 19-07-14
Un quarantenne di Perugia ha perso oggi la vita nella forra della Val Zemola, il cui torrente stava ridiscendendo assieme ad altre persone. Da una prima ricostruzione, il gruppo si trovava nella parte iniziale, dove, dopo una serie di scivoli c'è da superare un salto di alcuni metri. In quel punto l'uomo, M.M., 39 anni, di Spello (PG), è scivolato finendo nella pozza sottostante resa molto acquatica dalle recenti piogge. Per motivi in fase di accertamento, il torrentista, forse per un malore è stato spinto sott'acqua dalla corrente, incapace di sollevarsi all'esterno e un suo compagno si è tuffato per cercare di aiutarlo. Mentre scattava l'allarme al 118 pochi minuti dopo le 14, non appena l'uomo è stato estratto dall'acqua, i presenti gli hanno subito praticato le manovre di rianimazione, portate successivamente avanti dal medico e dal tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio del Suem di Pieve di Cadore, sbarcati nelle vicinanze con un verricello di 60 metri. Purtroppo nulla si è potuto. Sul posto anche le squadre del Soccorso alpino di Val Cellina e Longarone. Ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione, la salma è stata ricomposta, imbarellata e recuperata con un verricello di 50 metri, per essere trasportata al campo sportivo di Erto, dove si trovavano i carabinieri, e affidata al carro funebre. I compagni dell'uomo sono quindi rientrati con i soccorritori.
Un quarantenne di Perugia ha perso oggi la vita nella forra della Val Zemola, il cui torrente stava ridiscendendo assieme ad altre persone. Da una prima ricostruzione, il gruppo si trovava nella parte iniziale, dove, dopo una serie di scivoli c'è da superare un salto di alcuni metri. In quel punto l'uomo, M.M., 39 anni, di Spello (PG), è scivolato finendo nella pozza sottostante resa molto acquatica dalle recenti piogge. Per motivi in fase di accertamento, il torrentista, forse per un malore è stato spinto sott'acqua dalla corrente, incapace di sollevarsi all'esterno e un suo compagno si è tuffato per cercare di aiutarlo. Mentre scattava l'allarme al 118 pochi minuti dopo le 14, non appena l'uomo è stato estratto dall'acqua, i presenti gli hanno subito praticato le manovre di rianimazione, portate successivamente avanti dal medico e dal tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio del Suem di Pieve di Cadore, sbarcati nelle vicinanze con un verricello di 60 metri. Purtroppo nulla si è potuto. Sul posto anche le squadre del Soccorso alpino di Val Cellina e Longarone. Ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione, la salma è stata ricomposta, imbarellata e recuperata con un verricello di 50 metri, per essere trasportata al campo sportivo di Erto, dove si trovavano i carabinieri, e affidata al carro funebre. I compagni dell'uomo sono quindi rientrati con i soccorritori.
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2014
SOCCORSO ALPINISTA SUL COL DEI BOS
Scritto da Michela Canova
Cortina d'Ampezzo (BL), 18-07-14
L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto sulla Via degli alpini, Col dei Bos, in aiuto di un alpinista volato per la rottura di un appiglio. L'uomo, che si trovava, primo di cordata, sul terzo tiro della via, è stato recuperato con un verricello di 20 metri, per essere trasportato all'ospedale di Belluno con un sospetto trauma al volto e alle braccia.
L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto sulla Via degli alpini, Col dei Bos, in aiuto di un alpinista volato per la rottura di un appiglio. L'uomo, che si trovava, primo di cordata, sul terzo tiro della via, è stato recuperato con un verricello di 20 metri, per essere trasportato all'ospedale di Belluno con un sospetto trauma al volto e alle braccia.
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2014
Cortina d'Ampezzo (BL), 17-07-14
Salendo lungo il sentiero 402, all'ingresso delle gallerie del Lagazuoi, un'escursionista di Cesena (CF), A.G., 55 anni, è scivolata per 6-7 metri. Poiché lamentava dolori al collo, è stato allertato il 118, che ha inviato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Caricata in barella e recuperata con un verricello di 15 metri, l'infortunata è stata trasportata all'ospedale di Belluno con un possibile trauma cervicale.
Salendo lungo il sentiero 402, all'ingresso delle gallerie del Lagazuoi, un'escursionista di Cesena (CF), A.G., 55 anni, è scivolata per 6-7 metri. Poiché lamentava dolori al collo, è stato allertato il 118, che ha inviato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Caricata in barella e recuperata con un verricello di 15 metri, l'infortunata è stata trasportata all'ospedale di Belluno con un possibile trauma cervicale.
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2014
INTERVENTO A CORTINA
Scritto da Michela Canova
Cortina d'Ampezzo (BL), 15-07-14
I soccorritori di Cortina stanno andando incontro a un giovane escursionista che, dopo essersi incamminato dal Lago D'Ajal verso il rifugio Palmieri, attorno alle 20.30, ha chiamato preoccupato poichè si era attardato nel rientrare dal proprio giro e si approssimava il buio. Il Soccorso alpino di Agordo ha invece verificato una segnalazione arrivata al 118 verso le 20. Un testimone aveva, infatti, visto scendere a velocità elevata un parapendio in Valle di San Lucano e temeva stesse precipitando. I soccorritori hanno rintracciato il pilota e appurato che stava bene. L'allarme è quindi rientrato.
I soccorritori di Cortina stanno andando incontro a un giovane escursionista che, dopo essersi incamminato dal Lago D'Ajal verso il rifugio Palmieri, attorno alle 20.30, ha chiamato preoccupato poichè si era attardato nel rientrare dal proprio giro e si approssimava il buio. Il Soccorso alpino di Agordo ha invece verificato una segnalazione arrivata al 118 verso le 20. Un testimone aveva, infatti, visto scendere a velocità elevata un parapendio in Valle di San Lucano e temeva stesse precipitando. I soccorritori hanno rintracciato il pilota e appurato che stava bene. L'allarme è quindi rientrato.
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2014
Canale d'Agordo (BL), 14-07-14
Partito ieri in cerca di funghi, quando arrivata la sera non è rientrato, ha fatto preoccupare dei conoscenti che ne attendevano il ritorno e hanno lanciato l'allarme alle 22.30 circa. Le squadre del Soccorso alpino della Val Biois con i vigili del fuoco volontari di Caviola hanno iniziato le ricerche di G.R., 66 anni, di Falcade (BL), perlustrando fino a notte fonda l'area attorno al Rifugio Lagazzon, vicino a Forcella Lagazzon, dove era stato visto l'ultima volta e da dove era partito in direzione di Vallada. Alle 6 questa mattina nuove forze si sono aggiunte alla ricerca e alle 9, l'uomo, che aveva passato la notte all'addiaccio, ma stava bene, è stato ritrovato in un bosco non lontano dal rifugio e riaccompagnato a valle. Erano presenti i soccorritori delle Stazioni di Val Biois, Agordo, Alleghe, Livinallongo, i finanzieri di Passo Rolle, Cortina e Auronzo, i vigili del fuoco.
Partito ieri in cerca di funghi, quando arrivata la sera non è rientrato, ha fatto preoccupare dei conoscenti che ne attendevano il ritorno e hanno lanciato l'allarme alle 22.30 circa. Le squadre del Soccorso alpino della Val Biois con i vigili del fuoco volontari di Caviola hanno iniziato le ricerche di G.R., 66 anni, di Falcade (BL), perlustrando fino a notte fonda l'area attorno al Rifugio Lagazzon, vicino a Forcella Lagazzon, dove era stato visto l'ultima volta e da dove era partito in direzione di Vallada. Alle 6 questa mattina nuove forze si sono aggiunte alla ricerca e alle 9, l'uomo, che aveva passato la notte all'addiaccio, ma stava bene, è stato ritrovato in un bosco non lontano dal rifugio e riaccompagnato a valle. Erano presenti i soccorritori delle Stazioni di Val Biois, Agordo, Alleghe, Livinallongo, i finanzieri di Passo Rolle, Cortina e Auronzo, i vigili del fuoco.
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2014
Chies d'Alpago (BL), 13-07-14
Attorno alle 20, un giovane di Chies d'Alpago (BL), per motivi in fase di accertamento, ha perso il controllo della propria auto, mentre scendeva da Lamosano verso Molini, ed è uscito di strada a metà del ponte all'ingresso dell'abitato, finendo sul torrente sottostante dopo un volo di oltre 20 metri. Purtroppo inutile l'intervento dei soccorsi, al personale medico arrivato sul luogo dell'incidente non è rimasto che constatarne il decesso. Messa in sicurezza la zona, il Soccorso alpino dell'Alpago e i vigili del fuoco, trasporteranno la salma fino alla strada lungo un pendio laterale, per affidarla al carro funebre. Presente anche la polizia.
Attorno alle 20, un giovane di Chies d'Alpago (BL), per motivi in fase di accertamento, ha perso il controllo della propria auto, mentre scendeva da Lamosano verso Molini, ed è uscito di strada a metà del ponte all'ingresso dell'abitato, finendo sul torrente sottostante dopo un volo di oltre 20 metri. Purtroppo inutile l'intervento dei soccorsi, al personale medico arrivato sul luogo dell'incidente non è rimasto che constatarne il decesso. Messa in sicurezza la zona, il Soccorso alpino dell'Alpago e i vigili del fuoco, trasporteranno la salma fino alla strada lungo un pendio laterale, per affidarla al carro funebre. Presente anche la polizia.
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2014
Cesiomaggiore (BL), 13-07-14
Attorno alle 14, il 118 ha ricevuto la richiesta di intervento per un escursionista che si era infortunato a circa 1.300 metri di quota, in fondo alla Val Canzoi. A.Z., 31 anni, di Montegalda (VI), che con un gruppo di persone stava percorrendo il sentiero 806, era infatti scivolato in un punto dissestato, procurandosi contusioni e la sospetta frattura di un braccio. Uno dei compagni, sceso a valle, aveva lanciato l'allarme. Il Soccorso alpino di Feltre è quindi partito per andare in suo aiuto, mentre decollava l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Contemporaneamente è arrivata la chiamata per un uomo originario di Padova, ma residente in Germania, che, trovatosi nei problemi per una frana sul sentiero, aveva telefonato alla madre perché avvisasse i soccorsi, poiché non poteva proseguire, né tornare sui suoi passi. Poi il cellulare si era scaricato. L'uomo, D.F., 46 anni, era stato accompagnato ieri alla partenza di un itinerario che riguardava la fine dell'Alta via numero 1, assieme a un amico francese. I due, dopo la notte al rifugio Boz, sarebbero dovuti rientrare oggi, attesi alle 14, orario in cui non si sono presentati. L'elicottero ha quindi trasportato in quota altri soccorritori di Feltre, che hanno iniziato a percorrere i sentieri della zona indicata. Il turista padovano in difficoltà, che lungo il percorso si era separato dall'amico, sceso autonomamente, è stato rintracciato sotto il Piz di Sagron, sopra il bivacco Feltre, vicino al Passo del Comedon, ed è stato aiutato a spostarsi in un punto dove l'eliambulanza è riuscita a recuperare lui e i soccorritori. Nel frattempo, la squadra che aveva raggiunto l'infortunato del sentiero 806, lo ha accompagnato fino all'ambulanza diretta all'ospedale di Feltre.
Attorno alle 14, il 118 ha ricevuto la richiesta di intervento per un escursionista che si era infortunato a circa 1.300 metri di quota, in fondo alla Val Canzoi. A.Z., 31 anni, di Montegalda (VI), che con un gruppo di persone stava percorrendo il sentiero 806, era infatti scivolato in un punto dissestato, procurandosi contusioni e la sospetta frattura di un braccio. Uno dei compagni, sceso a valle, aveva lanciato l'allarme. Il Soccorso alpino di Feltre è quindi partito per andare in suo aiuto, mentre decollava l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Contemporaneamente è arrivata la chiamata per un uomo originario di Padova, ma residente in Germania, che, trovatosi nei problemi per una frana sul sentiero, aveva telefonato alla madre perché avvisasse i soccorsi, poiché non poteva proseguire, né tornare sui suoi passi. Poi il cellulare si era scaricato. L'uomo, D.F., 46 anni, era stato accompagnato ieri alla partenza di un itinerario che riguardava la fine dell'Alta via numero 1, assieme a un amico francese. I due, dopo la notte al rifugio Boz, sarebbero dovuti rientrare oggi, attesi alle 14, orario in cui non si sono presentati. L'elicottero ha quindi trasportato in quota altri soccorritori di Feltre, che hanno iniziato a percorrere i sentieri della zona indicata. Il turista padovano in difficoltà, che lungo il percorso si era separato dall'amico, sceso autonomamente, è stato rintracciato sotto il Piz di Sagron, sopra il bivacco Feltre, vicino al Passo del Comedon, ed è stato aiutato a spostarsi in un punto dove l'eliambulanza è riuscita a recuperare lui e i soccorritori. Nel frattempo, la squadra che aveva raggiunto l'infortunato del sentiero 806, lo ha accompagnato fino all'ambulanza diretta all'ospedale di Feltre.
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2014
Comelico Superiore (BL), 13-07-14
Ieri sera verso le 22.30 il Soccorso alpino della Val Comelico è stato allertato per una coppia di escursionisti in difficoltà. I due, D.S. il ragazzo, e L.K., la ragazza, entrambi ventisettenni della Repubblica Ceca, usciti dal sentiero Zandonella sul Circo est della Croda Rossa di Sesto, erano convinti di avere ancora un tratto attrezzato e, non vedendo né bolli rossi, né ulteriore cavo, si sono preoccupati. Dopo essere risaliti e poi ridiscesi, senza sapere come proseguire hanno chiesto aiuto. Nove soccorritori, della Stazione del Soccorso alpino della Val Comelico e della Guardia di finanza, messi in contatto telefonico con la coppia, si sono fatti dare indicazioni sufficienti a intuire dove potessero trovarsi gli escursionisti. In un paio d'ore, raggiunta la fine del canalone, le squadre hanno individuato le luci e, arrivati dai ragazzi, li hanno riaccompagnati fino al rifugio Berti.
Ieri sera verso le 22.30 il Soccorso alpino della Val Comelico è stato allertato per una coppia di escursionisti in difficoltà. I due, D.S. il ragazzo, e L.K., la ragazza, entrambi ventisettenni della Repubblica Ceca, usciti dal sentiero Zandonella sul Circo est della Croda Rossa di Sesto, erano convinti di avere ancora un tratto attrezzato e, non vedendo né bolli rossi, né ulteriore cavo, si sono preoccupati. Dopo essere risaliti e poi ridiscesi, senza sapere come proseguire hanno chiesto aiuto. Nove soccorritori, della Stazione del Soccorso alpino della Val Comelico e della Guardia di finanza, messi in contatto telefonico con la coppia, si sono fatti dare indicazioni sufficienti a intuire dove potessero trovarsi gli escursionisti. In un paio d'ore, raggiunta la fine del canalone, le squadre hanno individuato le luci e, arrivati dai ragazzi, li hanno riaccompagnati fino al rifugio Berti.
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2014
Alleghe (BL), 12-07-14
Alle 20.40 circa il 118 ha ricevuto la chiamata di aiuto di alcuni escursionisti in difficoltà sotto il Col Negro, sul sentiero tra il rifugio Coldai e il Tissi, nel gruppo del Civetta. Partiti in 6, infatti, in tre si erano attardati e in particolare, una ragazza, C.O., 25 anni, di Trapani, scivolata su una lingua di neve, si era procurata delle escoriazioni e, in preda alla paura, non riusciva più a proseguire. A scadenza effemeridi, mentre una squadra del Soccorso alpino di Alleghe si preparava a partire, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è riuscito a recuperare la giovane, trasportata all'ospedale di Pieve di Cadore per gli accertamenti del caso, e i suoi due compagni, portati invece al rifugio Tissi, il cui gestore, membro del Soccorso alpino, stava supportando le operazioni.
Alle 20.40 circa il 118 ha ricevuto la chiamata di aiuto di alcuni escursionisti in difficoltà sotto il Col Negro, sul sentiero tra il rifugio Coldai e il Tissi, nel gruppo del Civetta. Partiti in 6, infatti, in tre si erano attardati e in particolare, una ragazza, C.O., 25 anni, di Trapani, scivolata su una lingua di neve, si era procurata delle escoriazioni e, in preda alla paura, non riusciva più a proseguire. A scadenza effemeridi, mentre una squadra del Soccorso alpino di Alleghe si preparava a partire, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è riuscito a recuperare la giovane, trasportata all'ospedale di Pieve di Cadore per gli accertamenti del caso, e i suoi due compagni, portati invece al rifugio Tissi, il cui gestore, membro del Soccorso alpino, stava supportando le operazioni.
Pubblicato in
2014
Cortina d'Ampezzo (BL), 12-07-14
Questa mattina durante l'escursione con un gruppo di persone, sul sentiero tra i rifugi Cinque Torri e Averau, all'improvviso una turista si è accasciata al suolo colta da malore. Due medici che si trovavano sul posto hanno subito prestato le prime cure, in attesa dell'arrivo dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore subito allertato. Il personale sanitario sbarcato nelle vicinanze ha proseguito a lungo le manovre di rianimazione, purtroppo invano, e al medico non è restato altro che constatare il decesso della donna, A.M.F., 66 anni, di Modena. Ricomposta, la salma è stata trasportata a valle, fino alla cella mortuaria. Sul posto la Guardia di finanza ha proceduto ai formali rilievi. Pronto a intervenire anche il Soccorso alpino di Cortina.
Questa mattina durante l'escursione con un gruppo di persone, sul sentiero tra i rifugi Cinque Torri e Averau, all'improvviso una turista si è accasciata al suolo colta da malore. Due medici che si trovavano sul posto hanno subito prestato le prime cure, in attesa dell'arrivo dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore subito allertato. Il personale sanitario sbarcato nelle vicinanze ha proseguito a lungo le manovre di rianimazione, purtroppo invano, e al medico non è restato altro che constatare il decesso della donna, A.M.F., 66 anni, di Modena. Ricomposta, la salma è stata trasportata a valle, fino alla cella mortuaria. Sul posto la Guardia di finanza ha proceduto ai formali rilievi. Pronto a intervenire anche il Soccorso alpino di Cortina.
Pubblicato in
2014
