2014

Selva di Progno (VR), 31-05-14
Il Soccorso alpino di Verona ha ripreso questa mattina le ricerche di un uomo, un cinquantunenne residente a Chiampo (VI), scomparso giovedì mattina, la cui auto è stata rinvenuta parcheggiata nella zona di Campofontana, al confine con la provincia di Vicenza. L'uomo è uscito di casa il 29 in mattinata, dicendo che era diretto a Montorso Vicentino, ma lì non è mai arrivato. Un famigliare, pensando ai luoghi dove era solito andare a camminare, ha rintracciato la macchina sotto Cima Lobbia e ieri sono iniziate le ricerche. Alle 17.30 è stato chiesto il supporto del Soccorso alpino di Verona e le squadre hanno proseguito finché è calato il buio, senza però rinvenire traccia dell'uomo. Oggi partecipa alla ricerca anche il Soccorso alpino di Recoaro-Valdagno. Sul posto carabinieri, vigili del fuoco, associazioni di Protezione civile.
Selva di Progno (VR), 30-05-14
Il Soccorso alpino di Verona è stato allertato attorno alle 17.30 in supporto alle ricerche di un uomo nell'area di Campofontana. L'auto dell'uomo, che era atteso in altro luogo, è stata infatti rinvenuta in questa località dai carabinieri, dopo che i famigliari ne hanno segnalato la scomparsa. Al momento sono 8 i soccorritori impegnati nella zona al confine con la provincia di Vicenza.
Schio (VI), 29-05-14
Il Soccorso alpino di Schio è stato allertato oggi per avviare la ricerca di una quarantanovenne di Schio (VI), uscita dalla propria abitazione in mattinata senza più fare rientro. La famiglia, infatti, che non riusciva a rintracciarla (la donna non aveva con sé il cellulare), preoccupata ne aveva segnalato la scomparsa ai carabinieri attorno alle 13. Dopo essere risaliti ai luoghi dove era solita fare passeggiate, i soccorritori hanno iniziato a cercarla, finché la hanno ritrovata in cima al monte Summano. Stava bene, ma era disorientata. Per questo, una volta tornati a valle, è stata accompagnata in via precauzionale all'ospedale.
Feltre (BL), 29-05-14
Un pullman è uscito di strada rovesciandosi sulla Feltrina, tra le località di Sanzan e Carpen. Diverse le persone ferite. Attorno alle 14.15, il 118 ha richiesto l'intervento del Soccorso alpino di Feltre. Sul Posto anche vigili del fuoco, carabinieri, polizia, ambulanze e gli elicotteri del Suem di Pieve di Cadore e quello di Treviso emergenza. I feriti più gravi sono stati trasportati in ospedale dalle eliambulanze.
 
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Fumane (VR), 29-05-14
Mentre scendeva con la moto lungo il sentiero numero 212 del Vajo dei Pangoni, da Cavalo verso Fiumane, A.C., 43 anni, di Grezzana (VR), è caduto sbattendo a terra. Scattato l'allarme poco prima delle 13, il 118 ha inviato l'elicottero di Verona emergenza, che ha sbarcato nelle vicinanze il personale medico e il tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio. Incamminatisi a piedi nel bosco, i soccorritori hanno presto individuato l'infortunato e, prestategli le prime cure, lo hanno imbarellato. Dopo aver aperto un varco tra la vegetazione, la barella è stata recuperata dall'eliambulanza con un verricello e l'uomo, con un sospetto trauma alla colonna, è stato trasportato all'ospedale di Borgo Trento. Pronta a intervenire in supporto alle operazioni una squadra del Soccorso alpino di Verona.
 
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Valdobbiadene (TV), 25-05-14
Scendendo in mountain bike da Pianezze verso Valdobbiadene, un ciclista di Caerano di San Marco (TV), L.T., 50 anni, è caduto, sbattendo a terra con la spalla. Scattato l'allarme, attorno alle 15.20 il 118 ha allertato il Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane. Raggiunto sul luogo dell'incidente, l'infortunato, con una sospetta frattura, è quindi stato accompagnato fino alla strada e affidato all'ambulanza diretta all'ospedale di Montebelluna.
Auronzo di Cadore (BL), 26-05-14
Con i ricordi di chi nel '54 era presente alla nascita del Soccorso alpino e di chi, oggi, porta avanti gli stessi valori di allora, sabato sera la sala consiliare del municipio di Auronzo ha accolto diverse generazioni di soccorritori per festeggiare i 60 anni dalla nascita del sodalizio. Alla presenza numerosa delle famiglie e della cittadinanza, da sempre sensibile alla funzione e all'attività della Stazione, nonché dei rappresentanti di tutte le forze dell'ordine ed enti che garantiscono la sicurezza di quanti vivono e frequentano le montagne, durante la serata si sono ripercorsi i sei intensi decenni: dai primi interventi, quando le montagne erano ancora prerogativa di pochissimi, alle emergenze attuali, dove la tecnologia e l'utilizzo dell'elicottero hanno migliorato l'operatività, ma dove lo spirito di solidarietà, l'impegno, la fatica, i rischi, sono i medesimi di un tempo.
Dopo i saluti del sindaco di Auronzo, Daniela Larese Filon, e del presidente del Soccorso alpino e speleologico Veneto, Rodolfo Selenati, un breve video fotografico ha mostrato le immagini dal bianco e nero al colore di operazioni di recupero ed esercitazioni.
“Le Montagne, da sempre, costituiscono un richiamo per molte persone che, a vario titolo e a diversi livelli, si avvicinano ad esse e stabiliscono con loro un rapporto più o meno intimo. Troviamo perciò varie figure che vivono la montagna in funzione delle loro passioni, ambizioni, hobby: fotografi, escursionisti, alpinisti, bikers, runners ecc.. Molto spesso queste figure si sovrappongono e rendono più eclettiche le persone che frequentano la montagna. Queste, perciò, non sono identificabili, per fortuna, con uno stereotipo, in quanto esprimono preparazione, esperienza, capacità diverse. Ed è con queste diversità e caratteristiche che la montagna viene affrontata. Nemmeno la montagna però rientra in uno stereotipo; infatti basta osservarla anche per pochi minuti per vedere come cambia la luce, il vento, le nuvole, come essa si trasforma nell’arco della giornata e delle stagioni; tanti sono i parametri che la influenzano, pensiamo alla neve in inverno, alla pioggia d’estate. Le situazioni che si vivono in montagna sono le più varie e molteplici e comportano, per chi le affronta, l’adeguamento ad esse”.
Le parole di Giuseppe Zandegiacomo, capo della Stazione di Auronzo, che a breve entreranno nelle pagine di una pubblicazione dedicata alle montagne di Auronzo e ai 60 anni del Soccorso alpino locale, sono poi state l'introduzione a due soccorritori, esempio di ieri e oggi: Tino Pais, ventenne nel '54, i cui aneddoti hanno portato sorrisi e commozione, e Luca Molin, 23 anni da compiere, il più giovane componente della compagine attuale. Il delegato del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, Fabio Rufus Bristot, ha fatto il punto sullo stato attuale e, infine, è stata consegnata una targa ai soccorritori storici, come simbolico ringraziamento per la loro impagabile presenza e per gli indispensabili insegnamenti tramandati a quanti li hanno seguiti.
 
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Belluno, 14-05-14

Alcuni di loro sono stati tra i fondatori delle Stazioni del Soccorso alpino bellunese, altri hanno tramandato alle nuove generazioni il principio di solidarietà, l'esperienza e gli insegnamenti di decenni passati in montagna ad aiutare il prossimo. Ieri sera, come ormai da qualche anno, il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi ha voluto ringraziare alcuni suoi uomini che, per motivi diversi, principalmente legati all'età, hanno lasciato il sodalizio, dopo avergli dedicato gran parte della loro vita. Un momento conviviale e simbolico, con la consegna di un attestato e di una medaglia d'oro, cui hanno preso parte, oltre agli storici soccorritori, gli attuali capi e vicecapi Stazione, o loro rappresentanti, il presidente del Soccorso alpino e speleologico Veneto Rodolfo Selenati, il delegato Fabio Rufus Bristot e i vicedelegati Alex Barattin e Mariano De Mattia. Al termine di una serata ricca di emozionanti ricordi e scambi di aneddoti, gli attestati sono stati consegnati: a Ivano Pais Golin e Antonio Vecellio Del Frate, entrambi della Stazione di Auronzo, per 47 e 41 anni rispettivamente di attività, a Edo Sacchet, della Stazione di Longarone, per 41 anni di attività, e ad Alvio, Rizzieri ed Ettore Bona, della Stazione dell'Alpago, per 35 anni di attività ciascuno. A loro il ringraziamento più sentito da parte del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi.
 
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Arsiè (BL), 22-05-14
Partiti questa mattina a piedi dal monte Grappa per raggiungere il lago di Arsiè e andare a pesca, quattro amici, con zaini pesanti sulle spalle, lasciata la macchina a Casere Faoro si sono incamminati dalla Strada Cadorna lungo il sentiero che scende dal Col del Baio. Arrivati a un certo punto, visto il lago sulla destra, hanno deciso di abbandonare l'itinerario e tagliare per una scorciatoia. La scelta ha però portato il gruppetto fuori strada, finchè i ragazzi sono stati costretti a fermarsi sopra alcuni salti di roccia su un ripido versante boscoso. Inevitabile la chiamata al 118, che attorno alle 15.20 ha allertato la Stazione del Soccorso alpino di Feltre. Due squadre di soccorritori, con due agenti della Forestale, in contatto telefonico con gli escursionisti si sono fatti spiegare il percorso e, avute le coordinate, hanno capito la zona dove potevano trovarsi i 4, tutti di San Donà di Piave (VE), si sono avvicinati da punti diversi, finché non li hanno sentiti rispondere ai richiami. Gli escursionisti si trovavano in località Giare de Mut, 200 metri sopra il livello del lago. Raggiunti poco prima delle 18, in tre hanno detto ai soccorritori di essere in grado di tornare con loro. Per un loro compagno di 22 anni, incapace di muoversi per la stanchezza, è invece intervenuto l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, che lo ha recuperato con un verricello di 45 metri per trasportarlo a valle e affidarlo a una terza squadra, in attesa in piazzola in supporto all'eliambulanza. Gli altri tre ragazzi, di 23, 27 e 30 anni, sono rientrati con i soccorritori.
Arsiero (VI), 18-05-14
Da sabato il Soccorso alpino di Arsiero ha una nuova sede dove riunirsi e un nuovo mezzo per raggiungere i luoghi delle emergenze. L'amministrazione comunale di Arsiero, infatti, ha dato in comodato d'uso gratuito al Soccorso alpino e alla Protezione civile il magazzino della vecchia ferrovia appena restaurato. I soccorritori avranno così a disposizione un magazzino per l'attrezzatura e i diversi materiali, mentre condivideranno con i volontari della Protezione civile la sala conferenze e la sala crisi. Nella struttura è inoltre presente un garage per il ricovero dei mezzi, nonché un ampio parcheggio esterno. Inoltre, sempre sabato, ai soccorritori è stato consegnato un nuovo fuoristrada, acquistato con i fondi messi a disposizione dalla Regione Veneto per la Protezione civile.
 
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Mel (BL), 18-05-14
Uscito nel primo pomeriggio per la consueta passeggiata nei dintorni, un anziano non è più rientrato nella propria abitazione a Nave. La moglie lo ha atteso fino all'orario consueto, poi preoccupata ha iniziato a cercarlo inutilmente assieme a conoscenti. Infine ha chiamato i carabinieri, che alle 22.20 circa, hanno allertato il Soccorso alpino di Belluno. Sul luogo della scomparsa si sono così radunate, attorno al Centro mobile di coordinamento, una ventina di persone tra soccorritori e vigili del fuoco, con un'unità cinofila. Le ricerche si sono concentrate nelle zone frequentate da B.D., ottantenne di Mel (BL), specialmente attorno al poligono, finché, passata mezzanotte, l'anziano ha risposto ai richiami di una squadra ed è stato raggiunto. Stava bene, si era perso e con l'arrivo del buio non era più in grado di ritrovare la strada verso casa. L'uomo è quindi stato riaccompagnato dai famigliari.
Rocca Pietore (BL), 17-05-14
Mentre percorreva da solo il sentiero 682, che dal rifugio Sasso Bianco, nell'omonimo gruppo montuoso, porta in località Caracoi, a circa 1.900 metri di quota, un escursionista è scivolato sulla neve ruzzolando per una cinquantina di metri, fermato da una pianta, prima di una serie di salti di roccia. Per fortuna non ci sono state conseguenze, ma nella caduta l'uomo ha perso gli occhiali e non era più in grado di muoversi senza orientamento visivo sul ripido versante. Inevitabile la chiamata di aiuto al 118 che ha inviato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, mentre una squadra del Soccorso alpino della Val Pettorina cercava di raggiungerlo dalla strada innevata in quad. Recuperato dall'eliambulanza con un verricello, S.Z., 50 anni, di Belluno, è stato quindi riaccompagnato a valle.
Rocca Pietore (BL), 17-05-14
Scendendo nella zona di Malga Ombretta, sotto la Marmolada, una scialpinista di Castelfranco Veneto (TV), F.C., 52 anni, è caduta procurandosi la sospetta frattura di una caviglia. Scattato l'allarme poco prima delle 14, in aiuto dell'infortunata, che era in compagnia, è decollato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Dopo essere stata imbarcata, la donna è stata accompagnata all'ospedale di Agordo.
Valli del Pasubio (VI), 17-05-14
Arrivata nel pressi del Rifugio Papa sul Monte Pasubio, al momento ancora chiuso, un'escursionista si è accorta di un uomo riverso sulla neve vicino al palo della bandiera e, avvicinatasi, si è resa conto che era privo di vita. Ha subito telefonato al gestore della struttura, membro del Soccorso alpino di Schio, che ha lanciato l'allarme al 118. Una squadra di soccorritori, allertata verso le 11.15, si è subito portata al Rifugio Balasso pronta a intervenire in supporto alle operazioni, mentre l'elicottero di Verona emergenza si dirigeva sul luogo del rinvenimento. Sul posto il medico dell'equipaggio ha purtroppo confermato la morte dell'uomo, M.G., 53 anni, di Malo (VI), dovuta quasi sicuramente a un malore. Ricomposta, la salma è stata imbarellata e trasportata a valle, per essere affidata al carro funebre.
Belluno, 15-05-14
Ospite del Cai di Mestre, proprietario del rifugio Galassi, la Stazione del Soccorso alpino di Pieve di Cadore ha recentemente preso parte alla manifestazione 'Arrampilandia', che si è svolta a Marghera e ha coinvolto oltre 500 bambini al giorno, per cinque giorni consecutivi, facendoli divertire su ponti tibetani, arrampicate sulla chiesa vicina, spittata e con prese, lezioni di montagna e speleologia. I soccorritori, presente anche un'unità cinofila con Bloodhound, hanno proiettato alcuni video e mostrato fotografie per illustrare l'attività del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, dato informazioni sul corretto modo di affrontare le escursioni in montagna e vigiliato sulla sicurezza dei bimbi nello svolgimento delle loro attività. Nell'occasione la Stazione del Soccorso alpino di Pieve di Cadore ha ricevuto una donazione di 2.500 euro.
 
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Longarone (BL), 10-05-14
È stato recuperato alla base della diga del Vajont dalle squadre del Soccorso alpino di Longarone e Val Cellina, allertate attorno alle 13.20, il corpo senza vita di un ragazzo. L'allarme è stato lanciato dai dipendenti dell'impianto, dopo aver trovato sul coronamento della diga alcuni oggetti appartenenti al giovane, un venticinquenne di Danta di Cadore (BL). Impossibile, a causa delle turbolenze, l'intervento  dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, è stato quindi necessario l'impiego delle squadre a piedi, una avvicinatasi lungo la forra, un'altra scesa lateralmente attraverso i cunicoli interni delle gallerie. Una volta raggiunta, la salma ricomposta e imbarellata è stata sollevata per circa 130 metri per contrappeso. Trasportata sulla strada, è stata quindi affidata al carro funebre. Presenti anche i vigili del fuoco.
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