2014
Cortina d'Ampezzo (BL), 13-06-14
Completata la ferrata di Punta Anna verso la Tofana, sulla via del rientro con un connazionale, un escursionista francese di 63 anni è scivolato, a metà del percorso prima del sentiero, mentre attraversava un canalino innevato. Ruzzolato per una ventina di metri fino a una cengia, l'uomo è stato raggiunto dal compagno che ha lanciato l'allarme attorno alle 18. Individuato dall'eliambulanza durante il sopralluogo, l'infortunato con sospetto trauma alla spalla e contusioni è stato recuperato con un verricello di 30 metri, per essere poi trasportato all'ospedale di Cortina. Anche l'amico è stato recuperato dall'eliambulanza in una seconda rotazione.
Completata la ferrata di Punta Anna verso la Tofana, sulla via del rientro con un connazionale, un escursionista francese di 63 anni è scivolato, a metà del percorso prima del sentiero, mentre attraversava un canalino innevato. Ruzzolato per una ventina di metri fino a una cengia, l'uomo è stato raggiunto dal compagno che ha lanciato l'allarme attorno alle 18. Individuato dall'eliambulanza durante il sopralluogo, l'infortunato con sospetto trauma alla spalla e contusioni è stato recuperato con un verricello di 30 metri, per essere poi trasportato all'ospedale di Cortina. Anche l'amico è stato recuperato dall'eliambulanza in una seconda rotazione.
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2014
RICERCA PERSONA: ALLARME RIENTRATO
Scritto da Michela Canova
San Zeno di Montagna (VR), 13-06-14
Scendendo con il figlio di dieci anni da località Prada, monte Baldo, verso il lago di Garda, un'escursionista di Vigasio (VR), M.N., 56 anni, ha smarrito il sentiero, finendo in un costone boscoso senza punti di riferimento. Dopo aver chiamato preoccupata diverse persone, allertato il 118 attorno alle 13, è stata messa in contatto telefonico con la Stazione del Soccorso alpino di Verona che, dopo averle detto di non muoversi, ha inviato otto soccorritori, cercando di risalire nel contempo alle coordinate gps per localizzarla, visto che la donna non era stata in grado di aiutarli evidenziando punti di riferimento. L'escursionista si è invece poi spostata di pochi metri, raggiungendo una radura vicina dove si trovava una chiesetta e lì ha telefonato a un conoscente che, riconosciuto dalla descrizione il luogo, è andato a prenderla. I soccorritori che, raggiunta la zona, si stavano suddividendo in squadre per iniziare la ricerca sono quindi stati fatti rientrare, non appena è arrivata la notizia del ritrovamento.
Scendendo con il figlio di dieci anni da località Prada, monte Baldo, verso il lago di Garda, un'escursionista di Vigasio (VR), M.N., 56 anni, ha smarrito il sentiero, finendo in un costone boscoso senza punti di riferimento. Dopo aver chiamato preoccupata diverse persone, allertato il 118 attorno alle 13, è stata messa in contatto telefonico con la Stazione del Soccorso alpino di Verona che, dopo averle detto di non muoversi, ha inviato otto soccorritori, cercando di risalire nel contempo alle coordinate gps per localizzarla, visto che la donna non era stata in grado di aiutarli evidenziando punti di riferimento. L'escursionista si è invece poi spostata di pochi metri, raggiungendo una radura vicina dove si trovava una chiesetta e lì ha telefonato a un conoscente che, riconosciuto dalla descrizione il luogo, è andato a prenderla. I soccorritori che, raggiunta la zona, si stavano suddividendo in squadre per iniziare la ricerca sono quindi stati fatti rientrare, non appena è arrivata la notizia del ritrovamento.
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2014
Belluno, 10-06-14
Anche se la muta consente di affrontare le acque gelide di un torrente in tutte le stagioni, è dai primi caldi di maggio e giugno che la pratica del torrentismo o canyoning, ovvero ridiscendere le forre disegnate dai torrenti di montagna armati di muta, caschetto, imbrago e corde, richiama il maggior numero di appassionati. In previsione dell'estate e di possibili interventi in questo tipo di ambiente, lo scorso fine settimana una quindicina di soccorritori provenienti dalle diverse province del Veneto ha preso parte a un addestramento di due giorni, in Val Noana, comune di Mezzano (TN), e in Val Masarei (o Rui de Vara) nel comune di Longarone (BL). Sabato, in realtà, è stato una giornata formativa destinata a quei soccorritori che stanno seguendo le varie fasi del corso che li porterà dal livello base, che prevede la progressione in forra individuale e in squadra, a quelli superiori, acquisendo le tecniche di calata e trasporto della barella. Domenica invece il gruppo si è spostato in una forra sconosciuta alla maggior parte dei soccorritori, in modo da testare gli spostamenti assieme alla barella con l'infortunato in un luogo mai visto prima, nonché la capacità di attrezzarlo per le calate. Le squadre hanno così affrontato la Val Masarei: un primo tratto di brevi calate, a parte una da 30 metri, trasporto discontinuo tra salti e massi, una sequenza finale con 3 calate di 30-35 metri. In caso di emergenza il Soccorso alpino e speleologico Veneto può contare su 34 tecnici forristi - 16 della VI Delegazione speleologica, 13 della II Dolomiti Bellunesi, 5 della XI Prealpi Venete - più 8 istruttori.
Anche se la muta consente di affrontare le acque gelide di un torrente in tutte le stagioni, è dai primi caldi di maggio e giugno che la pratica del torrentismo o canyoning, ovvero ridiscendere le forre disegnate dai torrenti di montagna armati di muta, caschetto, imbrago e corde, richiama il maggior numero di appassionati. In previsione dell'estate e di possibili interventi in questo tipo di ambiente, lo scorso fine settimana una quindicina di soccorritori provenienti dalle diverse province del Veneto ha preso parte a un addestramento di due giorni, in Val Noana, comune di Mezzano (TN), e in Val Masarei (o Rui de Vara) nel comune di Longarone (BL). Sabato, in realtà, è stato una giornata formativa destinata a quei soccorritori che stanno seguendo le varie fasi del corso che li porterà dal livello base, che prevede la progressione in forra individuale e in squadra, a quelli superiori, acquisendo le tecniche di calata e trasporto della barella. Domenica invece il gruppo si è spostato in una forra sconosciuta alla maggior parte dei soccorritori, in modo da testare gli spostamenti assieme alla barella con l'infortunato in un luogo mai visto prima, nonché la capacità di attrezzarlo per le calate. Le squadre hanno così affrontato la Val Masarei: un primo tratto di brevi calate, a parte una da 30 metri, trasporto discontinuo tra salti e massi, una sequenza finale con 3 calate di 30-35 metri. In caso di emergenza il Soccorso alpino e speleologico Veneto può contare su 34 tecnici forristi - 16 della VI Delegazione speleologica, 13 della II Dolomiti Bellunesi, 5 della XI Prealpi Venete - più 8 istruttori.
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2014
Cortina d'Ampezzo (BL), 08-06-14
Sono stati portati a valle i due giovani alpinisti italiani rimasti bloccati sulla Punta Fiames, nel gruppo del Pomagagnon. Intenzionati questa mattina a scalare la via Paolo Rodela, i due sono finiti fuori dal tracciato e hanno iniziato a calarsi in corda doppia, ma, 150 metri circa sotto la cima, le loro corde sono rimaste incastrate nella roccia e hanno quindi lanciato l'allarme al 118. Poiché i due si trovavano sotto alcuni tetti, i tentativi dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore di avvicinare il tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio, con il gancio baricentrico, sono risultati vani. L'eliambulanza ha quindi trasportato in vetta due soccorritori del Soccorso alpino di Cortina che si sono calati fino a raggiungere i rocciatori. Da lì, allestite le soste, con loro sono scesi di un altro paio di tiri, per raggiungere una cengia, dove l'elicottero ha potuto recuperare con un baricentrico di 25 metri prima i due alpinisti e poi i due soccorritori.
Sono stati portati a valle i due giovani alpinisti italiani rimasti bloccati sulla Punta Fiames, nel gruppo del Pomagagnon. Intenzionati questa mattina a scalare la via Paolo Rodela, i due sono finiti fuori dal tracciato e hanno iniziato a calarsi in corda doppia, ma, 150 metri circa sotto la cima, le loro corde sono rimaste incastrate nella roccia e hanno quindi lanciato l'allarme al 118. Poiché i due si trovavano sotto alcuni tetti, i tentativi dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore di avvicinare il tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio, con il gancio baricentrico, sono risultati vani. L'eliambulanza ha quindi trasportato in vetta due soccorritori del Soccorso alpino di Cortina che si sono calati fino a raggiungere i rocciatori. Da lì, allestite le soste, con loro sono scesi di un altro paio di tiri, per raggiungere una cengia, dove l'elicottero ha potuto recuperare con un baricentrico di 25 metri prima i due alpinisti e poi i due soccorritori.
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2014
INTERVENTO IN CORSO A PUNTA FIAMES
Scritto da Michela Canova
Cortina d'Ampezzo (BL), 08-06-14
Il Soccorso alpino di Cortina sta intervenendo in questo momento sulla Punta Fiames, nel gruppo del Pomagagnon, in aiuto di due alpinisti. I due, accortisi di aver sbagliato via, nel pomeriggio hanno iniziato a calarsi con le doppie sulla stessa parete scalata fino a quel momento, ma le loro corde sono rimaste impigliate nella roccia. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha tentato di avvicinare il tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio con il gancio baricentrico, ma è risultato impossibile portarlo nel punto in cui si trovano i rocciatori. Non è rimasto che trasportate in quota i soccorritori di Cortina che, allestiti gli ancoraggi, si sono calati. Raggiunti i due, in questo momento stanno preparando le soste per spostarli più in basso, dove l'elicottero, se non scadranno le effemeridi, possa recuperarli.
Il Soccorso alpino di Cortina sta intervenendo in questo momento sulla Punta Fiames, nel gruppo del Pomagagnon, in aiuto di due alpinisti. I due, accortisi di aver sbagliato via, nel pomeriggio hanno iniziato a calarsi con le doppie sulla stessa parete scalata fino a quel momento, ma le loro corde sono rimaste impigliate nella roccia. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha tentato di avvicinare il tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio con il gancio baricentrico, ma è risultato impossibile portarlo nel punto in cui si trovano i rocciatori. Non è rimasto che trasportate in quota i soccorritori di Cortina che, allestiti gli ancoraggi, si sono calati. Raggiunti i due, in questo momento stanno preparando le soste per spostarli più in basso, dove l'elicottero, se non scadranno le effemeridi, possa recuperarli.
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2014
RECUPERATI ESCURSIONISTI INCRODATI
Scritto da Michela Canova
Canale d'Agordo (BL), 08-06-14
Ingannati dalla neve, al rientro da un'escursione in Val di Gares, un uomo e una donna padovani, D.P., 59 anni di Camposampiero, e L.P., 40 anni, di Cittadella, hanno perso il sentiero e sono finiti sopra un salto di roccia, incapaci di tornare sui propri passi. Contattato dai due, il 118 ha allertato il personale del Soccorso alpino della Val Biois, che avvicinatosi a piedi, ha individuato con il binocolo il punto in cui gli escursionisti, incolumi, erano incrodati, a circa 1.600 metri di quota. È quindi intervenuta l'eliambulanza del Suem di Pieve di Cadore che, sbarcato il tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio, li ha recuperati utilizzando il verricello, per poi trasportarli a valle.
Ingannati dalla neve, al rientro da un'escursione in Val di Gares, un uomo e una donna padovani, D.P., 59 anni di Camposampiero, e L.P., 40 anni, di Cittadella, hanno perso il sentiero e sono finiti sopra un salto di roccia, incapaci di tornare sui propri passi. Contattato dai due, il 118 ha allertato il personale del Soccorso alpino della Val Biois, che avvicinatosi a piedi, ha individuato con il binocolo il punto in cui gli escursionisti, incolumi, erano incrodati, a circa 1.600 metri di quota. È quindi intervenuta l'eliambulanza del Suem di Pieve di Cadore che, sbarcato il tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio, li ha recuperati utilizzando il verricello, per poi trasportarli a valle.
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2014
SOCCORSO CICLISTA IN ALPAGO
Scritto da Michela Canova
Tambre (BL), 08-06-14
Mentre con un'amica scendeva la Val Menera in mountain bike lungo una strada silvo-pastorale, P.D.R., 47 anni, di Cappella Maggiore (TV), è caduto in avanti e, senza caschetto, ha sbattuto con la testa a terra. Scattato l'allarme attorno alle 13.15, il 118 ha inviato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore e una squadra del Soccorso alpino dell'Alpago. Raggiunto, l'infortunato è stato medicato e recuperato con un verricello, per essere trasportato all'ospedale di Belluno con un probabile lieve trauma cranico. La donna è stata riaccompagnata in jeep dai soccorritori alla propria macchina.
Mentre con un'amica scendeva la Val Menera in mountain bike lungo una strada silvo-pastorale, P.D.R., 47 anni, di Cappella Maggiore (TV), è caduto in avanti e, senza caschetto, ha sbattuto con la testa a terra. Scattato l'allarme attorno alle 13.15, il 118 ha inviato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore e una squadra del Soccorso alpino dell'Alpago. Raggiunto, l'infortunato è stato medicato e recuperato con un verricello, per essere trasportato all'ospedale di Belluno con un probabile lieve trauma cranico. La donna è stata riaccompagnata in jeep dai soccorritori alla propria macchina.
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2014
CADE CON LA MOUNTAIN BIKE
Scritto da Michela Canova
Cinto Euganeo (PD), 08-06-14
Scendendo in mountain bike con altre persone dal monte Fasolo, I.C., una ciclista di Este (PD), è caduta sbattendo sul suolo. Scattato l'allarme attorno alle 11, la donna è stata velocemente raggiunta da una squadra del Soccorso alpino di Padova, che casualmente si trovava in zona. Cinque soccorritori, dopo averle prestato le prime cure, hanno caricato in barella l'infortunata, con probabili contusioni al bacino e una ferita sul braccio, per poi trasportarla per circa 100 metri di dislivello fino alla strada e lì affidarla all'ambulanza diretta all'ospedale di Monselice.
Scendendo in mountain bike con altre persone dal monte Fasolo, I.C., una ciclista di Este (PD), è caduta sbattendo sul suolo. Scattato l'allarme attorno alle 11, la donna è stata velocemente raggiunta da una squadra del Soccorso alpino di Padova, che casualmente si trovava in zona. Cinque soccorritori, dopo averle prestato le prime cure, hanno caricato in barella l'infortunata, con probabili contusioni al bacino e una ferita sul braccio, per poi trasportarla per circa 100 metri di dislivello fino alla strada e lì affidarla all'ambulanza diretta all'ospedale di Monselice.
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2014
Belluno, 07-06-14
Oggi, attorno alle 18.30, il 118 è stato allertato per la presenza di un corpo in una vasca del torrente Ardo. A dare l'allarme un quindicenne che lo aveva scorto passando durante una passeggiata, ma, non potendosi avvicinare per la presenza di un cane che abbaiava, aveva avvisato il padre. Una squadra del Soccorso alpino di Belluno in pochi minuti si è quindi portata sul luogo indicato in località Corontola, tra Sopracroda e Bolzano Bellunese, pensando di trovarsi di fronte una persona in difficoltà. Ma mentre stavano portando fuori dall'acqua il corpo ormai senza vita del giovane, i soccorritori si sono purtroppo accorti che, 30 metri più in basso, nell'acqua si trovava il corpo di una seconda persona, una ragazza. Estratte dalla corrente, le salme sono state portate a riva e ricomposte. I due giovani non avevano documenti con loro e si è dovuti risalire alla loro identità attraverso il microchip del cane. A tarda serata sono stati infine rintracciati i famigliari dei due ragazzi entrambi di Belluno, L.L., 27 anni, e A.O., coetaneo. Imbarellati, i corpi sono stati trasportati dai soccorritori fino a un prato e poi affidati al carro funebre. Si pensa che, cercando di attraversare il torrente, uno dei due sia scivolato e l'altro abbia cercato di aiutarlo. In quel punto la corrente impetuosa non ha dato loro scampo. Erano presenti l'intera Stazione del Soccorso alpino di Belluno, i carabinieri e la polizia.
Oggi, attorno alle 18.30, il 118 è stato allertato per la presenza di un corpo in una vasca del torrente Ardo. A dare l'allarme un quindicenne che lo aveva scorto passando durante una passeggiata, ma, non potendosi avvicinare per la presenza di un cane che abbaiava, aveva avvisato il padre. Una squadra del Soccorso alpino di Belluno in pochi minuti si è quindi portata sul luogo indicato in località Corontola, tra Sopracroda e Bolzano Bellunese, pensando di trovarsi di fronte una persona in difficoltà. Ma mentre stavano portando fuori dall'acqua il corpo ormai senza vita del giovane, i soccorritori si sono purtroppo accorti che, 30 metri più in basso, nell'acqua si trovava il corpo di una seconda persona, una ragazza. Estratte dalla corrente, le salme sono state portate a riva e ricomposte. I due giovani non avevano documenti con loro e si è dovuti risalire alla loro identità attraverso il microchip del cane. A tarda serata sono stati infine rintracciati i famigliari dei due ragazzi entrambi di Belluno, L.L., 27 anni, e A.O., coetaneo. Imbarellati, i corpi sono stati trasportati dai soccorritori fino a un prato e poi affidati al carro funebre. Si pensa che, cercando di attraversare il torrente, uno dei due sia scivolato e l'altro abbia cercato di aiutarlo. In quel punto la corrente impetuosa non ha dato loro scampo. Erano presenti l'intera Stazione del Soccorso alpino di Belluno, i carabinieri e la polizia.
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2014
Taibon Agordino (BL), 07-06-14
Al termine di una doppia in discesa dalla Torre Venezia, un'alpinista di Pianezze (VI), S.B., 46 anni, è scivolata sulla neve per un centinaio di metri ed è finita in un'intercapedine tra la roccia e il ghiaccio. Scattato l'allarme, il 118 ha inviato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, pronta a intervenire una squadra del Soccorso alpino di Agordo. L'infortunata, raggiunta nel frattempo dal compagno di cordata, è stata recuperata con un verricello dal tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio, che ha scavato nella neve un piccolo spiazzo. Trasportata all'ospedale di Belluno, è poi stata trasferita a Treviso con un probabile trauma alla caviglia e cranico-facciale.
Al termine di una doppia in discesa dalla Torre Venezia, un'alpinista di Pianezze (VI), S.B., 46 anni, è scivolata sulla neve per un centinaio di metri ed è finita in un'intercapedine tra la roccia e il ghiaccio. Scattato l'allarme, il 118 ha inviato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, pronta a intervenire una squadra del Soccorso alpino di Agordo. L'infortunata, raggiunta nel frattempo dal compagno di cordata, è stata recuperata con un verricello dal tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio, che ha scavato nella neve un piccolo spiazzo. Trasportata all'ospedale di Belluno, è poi stata trasferita a Treviso con un probabile trauma alla caviglia e cranico-facciale.
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2014
Taibon Agordino (BL), 06-06-14
Alcuni escursionisti che si trovavano in località Case Favretti hanno sentito un boato e visto alzarsi una nube di polvere a fianco della Torre Trieste. In due, attorno alle 14.20, hanno lanciato l'allarme al 118, che ha inviato una squadra del Soccorso alpino di Agordo. Dalla ricognizione è emerso che la frana si è staccata dalle creste che vanno sul Castello della Busazza, scendendo per circa 500 metri (una cinquantina il punto più largo del fronte poi incanalatosi) fino alla base della Torre Trieste e interessando il sentiero che la costeggia. Alcuni grandi sassi sono arrivati fino all'ultimo tornante della strada silvo-pastorale che porta al Rifugio Vazzoler. I due turisti sono stati riaccompagnati dal Soccorso alpino fino al Rifugio Capanna Trieste. L'elicottero dei vigili del fuoco ha sorvolato la zona.
Alcuni escursionisti che si trovavano in località Case Favretti hanno sentito un boato e visto alzarsi una nube di polvere a fianco della Torre Trieste. In due, attorno alle 14.20, hanno lanciato l'allarme al 118, che ha inviato una squadra del Soccorso alpino di Agordo. Dalla ricognizione è emerso che la frana si è staccata dalle creste che vanno sul Castello della Busazza, scendendo per circa 500 metri (una cinquantina il punto più largo del fronte poi incanalatosi) fino alla base della Torre Trieste e interessando il sentiero che la costeggia. Alcuni grandi sassi sono arrivati fino all'ultimo tornante della strada silvo-pastorale che porta al Rifugio Vazzoler. I due turisti sono stati riaccompagnati dal Soccorso alpino fino al Rifugio Capanna Trieste. L'elicottero dei vigili del fuoco ha sorvolato la zona.
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2014
Paderno del Grappa (TV), 03-06-14
I soccorritori della Pedemontana del Grappa hanno festeggiato domenica scorsa in Val Vecia, sul Monte Grappa, i 60 anni compiuti dal Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, nella cui compagine la Stazione trevigiana rientra dal 1977, anno della sua istituzione ufficiale. L'appuntamento, cui hanno preso parte gli attuali componenti, nonché gli ex appartenenti e capistazione, è stato incentrato sull'inaugurazione della piazzola di atterraggio per l'eliambulanza appena realizzata al Rifugio Val Vecia, 1542 metri sul livello del mare, e sulla successiva benedizione di frate Gianni Perizzolo rivolta ai presenti, a partire dai soccorritori e dall'equipaggio dell'elicottero di Treviso emergenza, atterrato per il battesimo della nuova struttura. L'eliambulanza ha poi partecipato a una simulazione di intervento dimostrativa, con il recupero della barella con un 'infortunato' da un punto in quota utilizzando il verricello e con l'imbarco in hovering di una squadra. Alla festa, iniziata subito dopo, hanno preso parte circa 180 persone, tra le quali il sindaco di Paderno del Grappa, Giovanni Bertone, e il vicesindaco di Romano d'Ezzelino, Remo Seraglio. Del Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa fanno parte 23 soccorritori, con 3 aspiranti che stanno completando l'iter di formazione per l'ingresso. Lo scorso anno la Stazione ha effettuato 26 interventi, mentre sono già 14 le emergenze che hanno visto impegnati i soccorritori dall'inizio del 2014.
I soccorritori della Pedemontana del Grappa hanno festeggiato domenica scorsa in Val Vecia, sul Monte Grappa, i 60 anni compiuti dal Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, nella cui compagine la Stazione trevigiana rientra dal 1977, anno della sua istituzione ufficiale. L'appuntamento, cui hanno preso parte gli attuali componenti, nonché gli ex appartenenti e capistazione, è stato incentrato sull'inaugurazione della piazzola di atterraggio per l'eliambulanza appena realizzata al Rifugio Val Vecia, 1542 metri sul livello del mare, e sulla successiva benedizione di frate Gianni Perizzolo rivolta ai presenti, a partire dai soccorritori e dall'equipaggio dell'elicottero di Treviso emergenza, atterrato per il battesimo della nuova struttura. L'eliambulanza ha poi partecipato a una simulazione di intervento dimostrativa, con il recupero della barella con un 'infortunato' da un punto in quota utilizzando il verricello e con l'imbarco in hovering di una squadra. Alla festa, iniziata subito dopo, hanno preso parte circa 180 persone, tra le quali il sindaco di Paderno del Grappa, Giovanni Bertone, e il vicesindaco di Romano d'Ezzelino, Remo Seraglio. Del Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa fanno parte 23 soccorritori, con 3 aspiranti che stanno completando l'iter di formazione per l'ingresso. Lo scorso anno la Stazione ha effettuato 26 interventi, mentre sono già 14 le emergenze che hanno visto impegnati i soccorritori dall'inizio del 2014.
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2014
Selva di Progno (VR), 01-06-14
È stato ritrovato attorno all'una il corpo senza vita di Dino Nardi, 51 anni, di Chiampo (VI), scomparso giovedì mattina dalla propria abitazione, la cui auto parcheggiata nella zona di Campofontana aveva fatto scattare le ricerche venerdì. Questa mattina l'elicottero di Verona emergenza ha trasportato in quota le squadre del Soccorso alpino per ispezionare il versante nord-est di Cima Lobbia, mentre a valle altre squadre percorrevano a pettine l'area alla base. Poi, verso l'una, una persona si è imbattuta nel corpo dell'uomo, volato per una trentina di metri, alla base di una parete sotto forcella Telegrafo. Ricomposta, la salma è stata imbarellata e portata dai soccorritori fino al luogo in cui è stata recuperata dall'elicottero e trasportata al campo base, per essere affidata al carro funebre. Alla ricerca hanno preso parte con grande collaborazione le Stazioni del Soccorso alpino di Verona, Recoaro-Valdagno, Schio, Arsiero, con un'unità cinofila molecolare, i vigili del fuoco con due unità cinofile, le associazioni di Protezione civile di Verona e Vicenza, i carabinieri.
È stato ritrovato attorno all'una il corpo senza vita di Dino Nardi, 51 anni, di Chiampo (VI), scomparso giovedì mattina dalla propria abitazione, la cui auto parcheggiata nella zona di Campofontana aveva fatto scattare le ricerche venerdì. Questa mattina l'elicottero di Verona emergenza ha trasportato in quota le squadre del Soccorso alpino per ispezionare il versante nord-est di Cima Lobbia, mentre a valle altre squadre percorrevano a pettine l'area alla base. Poi, verso l'una, una persona si è imbattuta nel corpo dell'uomo, volato per una trentina di metri, alla base di una parete sotto forcella Telegrafo. Ricomposta, la salma è stata imbarellata e portata dai soccorritori fino al luogo in cui è stata recuperata dall'elicottero e trasportata al campo base, per essere affidata al carro funebre. Alla ricerca hanno preso parte con grande collaborazione le Stazioni del Soccorso alpino di Verona, Recoaro-Valdagno, Schio, Arsiero, con un'unità cinofila molecolare, i vigili del fuoco con due unità cinofile, le associazioni di Protezione civile di Verona e Vicenza, i carabinieri.
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2014
Pieve di Cadore (BL), 01-06-14
Caduta non distante dal rifugio Antelao, un'escursionista di Padova, M.C., 54 anni, ha contattato il 118 perchè dolori al bacino non le permettevano di proseguire. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è quindi atterrato nelle vicinanze della struttura. Medico e tecnico del Soccorso alpino hanno quindi raggiunto la donna a piedi e, dopo averla accompagnata fino all'eliambulanza, la hanno trasportata all'ospedale di Pieve di Cadore per i controlli del caso.
Caduta non distante dal rifugio Antelao, un'escursionista di Padova, M.C., 54 anni, ha contattato il 118 perchè dolori al bacino non le permettevano di proseguire. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è quindi atterrato nelle vicinanze della struttura. Medico e tecnico del Soccorso alpino hanno quindi raggiunto la donna a piedi e, dopo averla accompagnata fino all'eliambulanza, la hanno trasportata all'ospedale di Pieve di Cadore per i controlli del caso.
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2014
PRECIPITA CON IL PARAPENDIO
Scritto da Michela Canova
Pedavena (BL), 01-06-14
Precipita appena decollato con il parapendio e finisce tra gli alberi sul monte Avena. Per problemi con la vela, un pilota di Thiene (VI), A.C., 55 anni, perso il controllo del mezzo, ha sbattuto contro una pianta ed è caduto a terra. All'allarme, lanciato dagli amici attorno alle 9.30, ha risposto il 118, inviando sul luogo dell'incidente, in località Campon, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Medicato e imbarellato, l'uomo è stato recuperato con un verricello di 20 metri, per essere trasportato all'ospedale di Treviso con un sospetto trauma alla colonna.
Precipita appena decollato con il parapendio e finisce tra gli alberi sul monte Avena. Per problemi con la vela, un pilota di Thiene (VI), A.C., 55 anni, perso il controllo del mezzo, ha sbattuto contro una pianta ed è caduto a terra. All'allarme, lanciato dagli amici attorno alle 9.30, ha risposto il 118, inviando sul luogo dell'incidente, in località Campon, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Medicato e imbarellato, l'uomo è stato recuperato con un verricello di 20 metri, per essere trasportato all'ospedale di Treviso con un sospetto trauma alla colonna.
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2014
Selva di Progno (VR), 31-05-14
Stanno proseguendo le ricerche di Dino Nardi, 51 anni, di Chiampo (VI), uscito dalla propria abitazione giovedì mattina dicendo che era diretto a Montorso Vicentino e poi scomparso. Ieri la sua macchina rinvenuta parcheggiata nella zona di Campofontana, a cavallo tra Verona e Vicenza, ha fatto scattare le ricerche, con la richiesta di intervento del Soccorso alpino di Verona nel pomeriggio. Poiché sulla sparizione dell'uomo non si è riusciti a fare luce, questa mattina una quarantina di persone si sono ritrovate di nuovo per perlustrare sentieri, canali, pareti di Cima Lobbia e dintorni. L'elicottero dei vigili del fuoco ha inoltre sorvolato l'area e portato in quota le squadre. Se nulla di nuovo dovesse emergere entro sera, la ricerca sarà portata avanti anche domani. Oggi erano presenti le Stazioni del Soccorso alpino di Verona, Recoaro-Valdagno, Arsiero, la Stazione speleo di Verona e un'unità cinofila molecolare arrivata da Belluno, i vigili del fuoco, le associazioni di Protezione civile con altre unità cinofile, i carabinieri. Al momento della scomparsa Dino, che ha capelli corti scuri ed è alto un metro e ottantotto, indossava una maglia a maniche corte verde, pantaloni nocciola e scarpe da ginnastica. Chiunque avesse sue notizie è pregato di contattare i carabinieri.
Stanno proseguendo le ricerche di Dino Nardi, 51 anni, di Chiampo (VI), uscito dalla propria abitazione giovedì mattina dicendo che era diretto a Montorso Vicentino e poi scomparso. Ieri la sua macchina rinvenuta parcheggiata nella zona di Campofontana, a cavallo tra Verona e Vicenza, ha fatto scattare le ricerche, con la richiesta di intervento del Soccorso alpino di Verona nel pomeriggio. Poiché sulla sparizione dell'uomo non si è riusciti a fare luce, questa mattina una quarantina di persone si sono ritrovate di nuovo per perlustrare sentieri, canali, pareti di Cima Lobbia e dintorni. L'elicottero dei vigili del fuoco ha inoltre sorvolato l'area e portato in quota le squadre. Se nulla di nuovo dovesse emergere entro sera, la ricerca sarà portata avanti anche domani. Oggi erano presenti le Stazioni del Soccorso alpino di Verona, Recoaro-Valdagno, Arsiero, la Stazione speleo di Verona e un'unità cinofila molecolare arrivata da Belluno, i vigili del fuoco, le associazioni di Protezione civile con altre unità cinofile, i carabinieri. Al momento della scomparsa Dino, che ha capelli corti scuri ed è alto un metro e ottantotto, indossava una maglia a maniche corte verde, pantaloni nocciola e scarpe da ginnastica. Chiunque avesse sue notizie è pregato di contattare i carabinieri.
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