2014

Crespano del Grappa (TV), 21-03-14
Si è concluso attorno a mezzanotte il recupero del corpo di un uomo, che ha perso la vita dopo un volo di 7-8 metri dal sentiero 106, sopra Madonna del Covolo, nel medesimo punto in cui, il 9 marzo di quest'anno, erano caduti ferendosi marito e moglie. L'allarme è stato lanciato ieri verso le 20.20 da alcuni runner che si stavano allenando nella corsa in montagna. Arrivati a 1000 metri di quota lungo il ripido sentiero, definito 'direttissima' e che si percorre in genere in discesa, si sono imbattuti in un bastoncino da escursione, si sono affacciati sullo sperone esposto e hanno visto sotto il corpo senza vita di A.B., 68 anni,  frate francescano presso il Santo di Padova. Una squadra del Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa, con un medico del Suem, ha raggiunto il luogo dell'incidente, dove è stata constatata la morte dell'uomo, scivolato, o caduto per un malore, dal salto di roccia probabilmente nella fase di discesa, e rotolato per altri 10 metri fino al ghiaione. La salma, ricomposta, è stata imbarellata e trasportata a spalla, assicurata con una corda, dai soccorritori e dai vigili del fuoco, che hanno illuminato il percorso con potenti fari, per 400 metri di dislivello fino alla strada, dove è stata affidata al carro funebre. Non si sa se l'incidente possa essere accaduto già mercoledì, giorno in cui il frate, ben attrezzato per l'escursione, era partito da Padova. Presenti sul posto anche i carabinieri di Crespano.
Verona, 19-03-14
Le 'acque bianche', o acque mosse, sono caratteristiche dei torrenti e fiumi di grande portata, 15-20 metri cubi al secondo e anche più, e vengono chiamate così per distinguerle dalle acque limpide dei corsi meno impetuosi. In genere si riscontrano nei fiumi, ma con aumento delle portate idriche, a seguito, ad esempio, di  numerose giornate di pioggia intensa, possono caratterizzare anche le forre delle montagne venete. Così,  per la morfologia tipica del canyon, bastano pochi metri cubi in più di acqua per creare movimenti pericolosi come rulli e buchi, trasformati spesso in trappole mortali per i torrentisti, nonché grossi rischi per i soccorritori impegnati nel recupero, che devono quindi essere in grado di individuarli, affrontarli o meglio ancora evitarli. Per imparare le migliori tecniche di spostamento e nuoto in queste particolari condizioni, lo scorso fine settimana,  la Scuola regionale forre ha organizzato un corso di 'acque bianche', cui hanno preso parte 18 tecnici forristi provenienti da Verona, Vicenza, Padova, Belluno e Treviso ed appartenenti alle tre Delegazioni del Soccorso alpino e speleologico del Veneto: II Delegazione Dolomiti Bellunesi, VI Delegazione speleologica Veneto-Trentino Alto Adige, XI Delegazione Prealpi Venete. La due giorni di apprendimento si è tenuta nel Centro rafting Marmore in Val Nerina, nel comune di Terni, lungo il fiume Nera a valle delle Cascate delle Marmore. Il corso è durato due intensi giorni, con lezioni teoriche e pratiche tenute dall'istruttore Umberto Galli. Tutti i partecipanti si sono cimentati nell'attraversamento a nuoto del fiume a pieno regime e nell'affrontare buchi, rapide, treni d'onda e spostamenti nelle insidiose acque ribollenti. A breve il corso sarà ufficialmente inserito nel piano formativo dei tecnici forristi del  Veneto.
 
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Follina (TV), 17-03-14
Mentre con il fratello ed altre persone stava segnando i confini in un bosco in località Lavado, un uomo si è all'improvviso sentito male, accasciandosi al suolo. Subito è scattato l'allarme al 118, che ha inviato l'elicottero di Treviso emergenza e un'automedica. Purtroppo a nulla sono valsi i tentativi di rianimazione da parte del personale sanitario e purtroppo il medico ha solamente potuto constatare il decesso di C.A., 56 anni, di Follina (TV). Ricomposta e imbarellata, la salma è stata trasportata in jeep da una squadra del Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane, dal luogo in cui si trovava fino alla strada carrozzabile, per poi essere accompagnata alla cella mortuaria.
Valli del Pasubio (VI), 16-03-14
Tre escursionisti, due uomini e una donna, hanno smarrito nel pomeriggio la traccia del sentiero che stavano percorrendo sul Monte Novegno. Cercando di scendere lungo un canale, a un certo punto si sono fermati un po' impauriti, incapaci di ritornare sui loro passi. Chiamato il 118 attorno alle 17, sono stati messi in contatto con il Soccorso alpino di Schio. Mentre andavano loro incontro, i soccorritori li hanno tranquillizzati al telefono, invitandoli a scendere in quanto avrebbero incrociato una strada silvo-pastorale. Così è stato e in quel punto sono stati raggiunti in jeep dalla squadra che li ha riaccompagnati alla macchina.
Livinallongo del Col di Lana (BL), 15-03-14
Questa mattina, a partire dalle 8, gli uomini del Soccorso alpino di Livinallongo e Corvara, assieme ai vigili del fuoco volontari di Corvara, hanno liberato il traliccio dell'Enel di passo Campolongo su cui da giorni gravava un'enorme massa di neve e che rischiava di piegarsi ulteriormente. Su richiesta di Terna, di cui era presente questa mattina uno dei tecnici, i soccorritori, i vigili volontari e due gatti delle nevi – uno messo a disposizione da un impianto di passo Campolongo, uno salito da Corvara – hanno lavorato alcune ore questa mattina, per sgomberare prima a monte la porzione maggiore di neve e poi procedere a ripulire la zona più a valle, prossima alla struttura del traliccio della linea da 130 mila volt, che da Caprile arriva a Corvara, già leggermente piegato dalla spinta della neve. Si risolve così l'emergenza che era stata segnalata all'Enel proprio da un soccorritore di Livinallongo, resosi conto della grande valanga, due metri e quaranta di spessore di neve durissima, appoggiata al traliccio.
Auronzo di Cadore (BL), 15-03-14
L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato attorno a mezzogiorno diretto a Misurina, sotto Forcella della Neve, dove uno scialpinista, F.G., 28 anni, di Domegge di Cadore (BL), si era procurato un probabile trauma al ginocchio. L'infortunato, che si trovava con un amico, è stato imbarcato in hovering e trasportato all'ospedale di Cortina.
Falcade (BL), 13-03-14
Mentre stava sgomberando il tetto, lo strato di neve sotto di lui si è mosso trascinandolo nel vuoto. La caduta da 3-4 metri dell'uomo, G.B., 51 anni, di Falcade (BL), è stata attutita dalla neve, ma lui è rimasto sepolto sotto circa un metro. Scattato l'allarme attorno alle 15, il 118 ha inviato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, che ha sbarcato in hovering medico e tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio. L'uomo, che era strato estratto dalle persone presenti, è stato medicato per un principio di ipotermia. Trasportato in ambulanza alla piazzola di Falcade e poi stato accompagnato dall'eliambulanza all'ospedale di Belluno.
 
Rocca Pietore (BL), 11-03-14
Una valanga ha invaso la pista che dal Padon scende a Malga Ciapela, ufficialmente chiusa per il danneggiamento dei pilastri della seggiovia causato da un precedente distacco. Poiché, in ogni caso, il luogo è meta di scialpinisti, è stato inviato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, con a bordo tecnico del Soccorso alpino e unità cinofila da valanga. La valanga, scesa per oltre 200 metri con un fronte di una settantina, è stata quindi bonificata, escludendo la presenza di persone coinvolte. Pronte a partire le squadre del Soccorso alpino della Val Pettorina con altre due unità cinofile.
Lorenzago di Cadore (BL), 10-03-14
Mentre faceva legna in un bosco sopra il Castello Mirabello, C.P., 31 anni, di Vigo di Cadore (BL), è stato investito da una pianta appena tagliata. Il 118 ha inviato sul luogo dell'incidente l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, allertando alle 11 il Soccorso alpino del Centro Cadore. Il boscaiolo, medicato e imbarellato con l'aiuto di un soccorritore, è stato recuperato tra gli alberi dal tecnico del Soccorso alpino di bordo con un verricello di 40 metri, per essere poi trasportato all'ospedale di Belluno con una probabile frattura alla gamba.
Tambre (BL), 10-03-14
Quattro Stazioni del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, Alpago, Belluno, Longarone e Prealpi Trevigiane, chiamate a intervenire assieme in caso di valanga, hanno preso parte ieri alla simulazione di un'emergenza sulle nevi del Cimon di Palantina.  Una quarantina di soccorritori si sono ritrovati a Col Indes, dove alle 8.30 è iniziata la simulazione di un vero intervento, a cominciare dalle rotazioni dell'elicottero sostitutivo di Inaer, messo a disposizione da Suem 118 e Soccorso alpino per le ore di addestramento annuale delle Stazioni, per trasportare le squadre a Casera Palantina, dove una valanga 'aveva sepolto' alcuni scialpinisti. In realtà, sul versante del Cimon di Palantina, il giorno prima, sono stati allestiti due diversi campi su altrettante vecchie valanghe e nascosti manichini, oggetti e Arva. I soccorritori hanno quindi dovuto mettere in pratica tutte le manovre eseguite in un vero intervento in valanga, uno dei più complessi per la rapidità d'intervento richiesta e per l'elevato numero di persone da coordinare. Un direttore di valanga ha gestito l'intera mattinata, mentre sui campi si sono alternate le diverse squadre, per dar modo a tutti i soccorritori presenti di mettere in pratica ogni fase di intervento: dalle domande ai testimoni per avere tutte le informazioni possibili, al coordinamento delle unità cinofile e dei tecnici - che utilizzeranno apparecchi elettronici come Arva e Recco e procederanno con i sondaggi, alla delimitazione dell'area con predisposizione di una sentinella - per segnalare eventuali altri distacchi - e di un "cancelletto" per censire i volontari presenti, alla chiamata, se necessaria, di altro personale sanitario, fino alla bonifica finale. Presente anche un'unità cinofila da valanga: guidata dal suo conduttore, Argyll in poco più di un minuto ha fiutato, in due occasioni differenti, un figurante sepolto nella neve.  Il personale medico ha infine illustrato tutta la parte attinente all'estrazione dalla neve e alle prime manovre sanitarie destinate ai travolti. In emergenza, è l'equipaggio dell'elicottero - medico, tecnico di elisoccorso e unità cinofila - il primo a raggiungere la valanga. L'utilizzo del mezzo aereo è di fondamentale importanza perchè, statistiche alla mano, il grafico della sopravvivenza dei sepolti in valanga mostra la percentuale maggiore, il 90%, nei primi 18 minuti. Successivamente le probabilità diminuiscono: dai 18 ai 35 minuti si ha il 34 % di sopravvivenza, dai 35 ai 90 il 28 %. Sopra i 90 minuti, il 7 %. Ovviamente nei primi 18 minuti è importantissimo l'autosoccorso e la capacità dei compagni rimasti fuori valanga di individuare e aiutare chi è rimasto sepolto. Per ogni persona travolta dalla neve dovrebbe intervenire un elicottero con un medico rianimatore, proveniente anche dalle basi limitrofe a Pieve di Cadore: Treviso, Bolzano, Trento. Dopo aver seppellito oggetti di diversa consistenza, è stato quindi allestito anche un punto di prova per testare la sensibilità con le sonde. Infine alcuni soccorritori sono stati imbarcati e sbarcati con il verricello, per affinare il trasporto in luoghi impervi. L'esercitazione si è conclusa con la valutazione finale, sono così emersi eventuali errori da eliminare o migliorie da apportare in caso di reale emergenza.
 
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Livinallongo del Col di Lana (BL), 10-03-14
Questa mattina alle 8.40 è caduta un'imponente valanga nei pressi della frazione di Livinè. Considerata una valanga storica per la sua consuetudine, si era già distaccata nei giorni delle grandi nevicate, ma oggi la cima del Col di Lana ha scaricato dai versanti una seconda volta. Scesa per 800 metri con un fronte di 50-60, ha investito la strada frazionale e, 30 metri più sotto, la Regionale 48, proseguendo per altri 300 metri fino al fondovalle, dove si è accumulata bloccando inizialmente il Cordevole, che poi ha ripreso il suo afflusso. Un testimone ha assicurato che al momento del passaggio sulla Regionale - i sensori avevano anche fatto scattare il semaforo rosso - non stavano transitando macchine. Il dubbio al Soccorso alpino di Livinallongo rimaneva sulla strada frazionale, percorsa magari da qualche residente a piedi. Un'unità cinofila da valanga ha però eliminato la preoccupazione. Le squadre si sono quindi spostate nel fondo valle, sull'accumulo principale, per verificare la neve non avesse trascinato fino lì mezzi. Conclusa la bonifica, è stato escluso il coinvolgimento di auto e persone. La strada regionale, dove i mezzi hanno aperto una corsia, rimane chiusa per il timore di nuove scariche.
 
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Livinallongo del Col di Lana (BL), 09-03-14
Poco prima delle 20 un nuovo distacco ha interessato l'abitato di Pieve di Livinallongo, nello stesso punto in cui i primi di febbraio una valanga aveva investito la farmacia. I soccorritori, al rientro dalla bonifica precedente, sono tornati a sondare la superficie appena caduta della valanga, che si è appoggiata sulle abitazioni, coprendo la sede stradale della Regionale 48 con 3 metri circa di spessore. Esclusa anche in questo caso la presenza di auto coinvolte.
Belluno, 09-03-14
In serata una valanga è caduta sulla strada per passo Fedaia, sopra Capanna Bill, in Marmolada investendo un intero tornante con uno spessore di 5-6 metri. Una squadra del Soccorso alpino della Val Pettorina ha effettuato la bonifica della superficie escludendo la presenza di auto coinvolte. La ditta deputata allo sgombero sta già ripulendo la strada che continuerà a rimanere chiusa. A Livinallongo del Col di Lana le temperature elevate hanno contribuito ad appesantire la neve e, sulla strada che da Arabba porta a Passo Campolongo, ha ceduto un'altra porzione di paravalanghe, una trentina di metri, sovrastata da una valanga di 50 metri di fronte. A lanciare l'allarme al Soccorso alpino di Livinallongo, poco prima delle 18, un soccorritore della Pedemontana del Grappa che passando per caso si è trovato la strada sbarrata e ha iniziato subito a sondare, supportato poi dall'arrivo degli altri soccorritori. Anche in questo caso nessuna vettura è rimasta investita e i mezzi stanno provvedendo allo sgombero. Purtroppo anche i sensori posizionati per monitorare eventuai spostamenti sono stati divelti.
Trichiana (BL), 09-03-14
Mentre stava facendo legna in compagnia di altre persone, una pianta tagliata lo ha investito causandogli la probabile frattura di una gamba. L'uomo, B.G., 66 anni, di Trichiana (BL), che si trovava in località Sant'Isidoro, non distante da Pranolz, è stato raggiunto dal personale medico e dal tecnico del Soccorso alpino dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, atterrato nelle vicinanze. Imbarellato, è stato imbarcato e trasportato all'ospedale di Belluno.
Caltrano (VI), 09-03-14
Precipita con il parapendio e muore, probabilmente a causa di un malore durante la fase di discesa. G.C., 73 anni, di Cesena (FC) è stato visto scendere inerme con la propria vela da alcuni testimoni, che hanno lanciato l'allarme al 118. L'uomo, decollato dal Monte Corno, è atterrato a circa 800 metri di quota sopra un alberello, distante 5 metri da una strada tagliafuoco, ed era già privo di vita all'arrivo dell'ambulanza e dei carabinieri. È stato necessario l'intervento di una squadra del Soccorso alpino di Arsiero, allertata alle 14.50, per il recupero della salma che, ottenuto il nulla osta per la rimozione dalla magistratura, è stata imbarellata, trasportata al fuoristrada e da lì, lungo la strada bianca, fino al carro funebre, per essere accompagnata nella cella mortuaria. Sulle cause del decesso faranno chiarezza gli accertamenti.
 
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Crespano del Grappa (TV), 09-03-14
Passato mezzogiorno, il Suem di Treviso è stato allertato per una donna infortunatasi sul monte Grappa. Il 118 ha quindi inviato l'eliambulanza di Treviso emergenza e una squadra del Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa con due infermieri di Stazione e un medico del Suem di Crespano. Mentre l'elicottero sorvolava il bosco e la jeep del Soccorso si avvicinava da terra, l'equipaggio ha notato una vela appesa a un albero, sotto il decollo del Col del Puppolo con una donna sospesa nel vuoto a oltre 10 metri dal suolo. Il tecnico del Soccorso alpino di bordo è quindi stato calato con un verricello a terra. All'origine dell'incidente, lo scontro in aria tra due parapendii, uno pilotato dalla donna italiana, l'altro da un uomo polacco, che si sono avvitati tra loro precipitando. Il pilota ha quindi attivato il paracadute di emergenza ed entrambi sono finiti, incolumi, sulla pianta, lei sospesa più in alto. L'uomo finito a 2 metri da terra è riuscito a scendere da solo. A quel punto il soccorritore si è arrampicato sull'albero e, arrivato sopra la pilota, ha predisposto un ancoraggio, l'ha sollevata con un paranco e, dopo averla assicurata alla sua corda, l'ha poi calata fino al suolo. Recuperato dall'elicottero dopo aver concluso l'intervento con il parapendio, il soccorritore dell'equipaggio è stato poi nuovamente sbarcato dove la squadra aveva, nel frattempo, raggiunto l'infortunata. In realtà, però, erano in due a essersi fatti male: marito e moglie di Cassola (VI). Percorrendo infatti il sentiero n. 106, in località Madonna del Covolo, la donna, A.R., 47 anni, era scivolata. Il marito, A.Z., 51 anni, nel tentativo di trattenerla era caduto con lei. Volati da un salto di roccia di 8 metri, lei aveva avuto la peggio, riportando probabili traumi alla spalla e al torace, nonché la frattura di una gamba. Individuata dai soccorritori, risaliti a piedi per 500 metri, alla coppia sono state subito prestate le prime cure. La donna, medicata, è stata imbarellata, per essere poi trasferita sulla barella dell'eliambulanza. Recuperata con un verricello, l'infortunata è stata trasportata all'ospedale di Treviso. Il marito con possibili contusioni alla spalla e al costato è invece tornato a valle assieme ai soccorritori.
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