2019

Solagna (VI), 26 - 05 - 19
Attorno alle 13 il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa è stato allertato dalla Centrale operativa di Treviso, per il recupero del pilota di un parapendio rimasto bloccato tra i rami di una pianta a 8 metri dal suolo, dopo aver perso il controllo della vela, a circa 800 metri di quota in località Carlesso. L'uomo, B.R., 56 anni, di Mogliano Veneto (TV), che era illeso, è stato raggiunto dai soccorritori risaliti sulla pianta con tecniche di tree-climbing e, dopo essere stato assicurato, è stato calato a terra.
Caprino Veronese (VR), 25 - 05 - 19
Attorno a mezzanotte e mezza il Soccorso alpino di Verona è stato allertato per il mancato rientro di un uomo di 64 anni di Caprino Veronese (VR). Uscito nel pomeriggio per un giro con la moto da trial nei dintorni, era stato sentito al telefono dalla figlia verso le 18.30 e le aveva detto che sarebbe arrivato subito. Invece non aveva più fatto ritorno. I soccorritori si sono portate nella zona del Monte Croceta per procedere alla perlustrazione degli itinerari abitualmente frequentati dall'uomo, assieme a Vigili del fuoco, Protezione civile e Carabinieri. Alle 2 circa una squadra della Protezione civile lo ha fortunatamente rintracciato lungo un sentiero in mezzo al bosco: era seduto, in buone condizioni, sebbene disorientato. Raggiunto dai soccorritori, tra i quali un medico del Soccorso alpino, ne sono state valutate le condizioni positive. Caricato in barella, con il supporto sanitario del personale dell'ambulanza della Croce Rossa sopraggiunto nel frattempo, l'uomo è stato trasportato a spalle fino alla strada, da dove ha preferito tornare a casa senza ricovero ospedaliero.
Brentino Belluno (VR), 24 - 05  -19
Alle 14.15 circa il Soccorso alpino di Verona è stato allertato per una coppia di alpinisti in difficoltà nella falesia di Castel Presina. I due, un ragazzo di 24 anni e una ragazza di 22, entrambi veronesi, avevano risalito la via di più tiri 'Mestieri all'aria aperta', lunga 150 metri, ma quasi alla fine erano usciti dal tracciato corretto, finendo bloccati su una sosta fissata a un albero, impossibilitati a calarsi dalla parete strapiombante o a salire a causa di un dietro di roccia marcia instabile sopra di loro. In nove soccorritori sono arrivati dall'alto sulla verticale dei ragazzi, guidati dalle indicazioni di un decimo volontario date osservando la posizione col binocolo. Un tecnico si è quindi calato e ha messi in sicurezza gli alpinisti, mentre il resto della squadra preparava le soste per il recupero, avvenuto sollevandoli per contrappeso uno alla volta con corde statiche per circa 30 metri e recuperando alla fine anche il soccorrirore sceso da loro. Una volta in cima, la squadra e i ragazzi sono rientrati assieme alla macchina, dopo un quarto d'ora di cammino.
Tonezza del Cimone (VI), 23 - 05 - 19
Attorno alle 19, la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino di Arsiero per un alpinista che si era infortunato mentre stava scalando una via sul Sojo dei Corvi. L'uomo, un sessantasettenne vicentino che si era procurato un probabile trauma alla caviglia, era riuscito a calarsi alla base con l'aiuto del compagno di cordata. Raggiunto da una squadra, l'infortunato è stato caricato in barella e trasportato dai soccorritori con un'oretta di cammino lungo il sentiero fino alla strada, da dove si è poi allontanato autonomamente.

Domegge di Cadore (BL), 23 - 05 - 19

L'allerta del 118 per una persona scomparsa, la ricerca, il ritrovamento con successiva assistenza sanitaria e recupero sono le diverse fasi operative messe in atto ieri dal Soccorso alpino del Centro Cadore, durante l'esercitazione svoltasi non distante dal Rifugio Cercenà a partire dalle 18.30. Per rendere l'intervento il più verosimile possibile, l'addestramento è cominciato  con una chiamata al soccorritore reperibile di turno, a cui sono state fornite le prime indicazioni sull'incidente. Di seguito è stata attivata l'intera Stazione che si è portata al Rifugio  Cercenà con le jeep. In base alle informazioni ricevute è partita a piedi la prima squadra di due componenti, che dopo alcuni minuti ha individuavato il ferito nel bosco soprastante il rifugio e ha fornito alle altre squadre le coordinate Gps, indicando l'attrezzatura più opportuna per portare a termine l'intervento. Una volta arrivati dall'infortunato (che si presumeva politraumatizzato) i soccorritori lo hanno stabilizzato e caricato sulla barella Kong, mentre un'altra squadra provvedeva ad allestire il sistema di recupero per contrappeso e relativi ancoraggi. La barella è stata quindi fatta salire a monte una cinquantina di metri per superare la zona più impervia ed è poi stata calata per 250 metri lungo un ripido canale libero dalla vegetazione. Il ferito veniva infine trasferito sul fuoristrada, per essere trasportato dalla strada di accesso al rifugio fino al lago, luogo dell'ipotetico rendez vous con l'ambulanza. Hanno preso parte alla simulazione 20 volontari tra cui 4 Tecnici di soccorso alpino, che hanno cooordinato e pianificato la manovra, e un sanitario. Durante l'esercitazione si è posta particolare attenzione alla sicurezza in ambiente ostile (bosco ripido e scivoloso), alla scelta delle manovre e del percorso più opportuni per portare il ferito fino alla strada, alle comunicazioni radio e al coordinamento degli operatori nell'intervento. È seguito un breve incontro al Rifugio Cercenà, per discutere tutti insieme sull'intervento fatto e sui punti di debolezza e di forza emersi.

Longarone (BL), 22 - 05 - 19
Ieri attorno alle 19 la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino di Longarone per due persone in difficoltà sul Col delle Agnelle. Partiti da Casso, due escursionisti quarantenni tedeschi avevano risalito il sentiero 372 che porta a Forcella Piave, a quota 2.050. Da lì, una volta scollinato, erano ridiscesi lungo il 395 incontrando grosse difficoltà per gli smottamenti e gli alberi caduti. Ben attrezzati con corde e imbraghi, i due uomini erano riusciti a superare anche un paio di ripidi canali assicurandosi tra gli alberi. Una volta giunti a Casera Col delle Agnelle, complice la nebbia non erano riusciti a individuare i segnali posti più in basso, come già accaduto in passato ad altri escursionisti. Infreddoliti e sprovvisti di pile, i due hanno preferito contattare i soccorsi, non avendo più orientamento certo. Uno di loro, inoltre, lamentava dolori a un ginocchio. Con le coordinate Gps del punto in cui si erano fermati, una squadra è quindi risalita di buon passo e, passate da poco le 22, li ha rintracciati sul prato della casera a 1.740 metri di altitudine. I cinque soccorritori li hanno aiutati entrambi a ritornare a valle camminando piano, senza che ci fosse bisogno di utilizzare la barella dato che anche l'escursionista che aveva manifestato male alla gamba riusciva a procedere autonomamente. A mezzanotte e un quarto il gruppo è rientrato a Casso, dove era atteso da un altro soccorritore con bevande calde e qualcosa da mangiare. I due escursionisti sono quindi ritornati con la propria auto al loro alloggio a Castellavazzo.
Pescantina (VR), 17 - 05 - 19
Attorno alle 17 il 118 è stato allertato per un aereo turistico precipitato nel fiume Adige, all'altezza dell'aeroporto di Boscomantico. L'elicottero di Verona emergenza, subito decollato, durante il sorvolo ha individuato i due occupanti 200 metri più a valle, trascinati dalla corrente. Il tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio sbarcato con un verricello ha prima recuperato l'infortunato più grave, un quarantottenne di Opera (MI) - che era sdraiato nell'acqua e manifestava un possibile politrauma - a cui sono state prestate le prime cure urgenti, per poi provvedere al recupero del secondo uomo, che aveva riportato contusioni ed era in piedi nell'acqua. L'eliambulanza ha poi accompagnato a Borgo Trento il ferito, mentre il compagno è stato trasportato al pronto soccorso in ambulanza.

Vallarsa (TN), 14 - 05 - 19

Si sono concluse verso le 16.45 le operazioni di soccorso e di bonifica della valanga che si è staccata questa mattina sulle Piccole Dolomiti, nella zona di Pra degli Angeli, Boale dei Fondi, nei pressi del rifugio Campogrosso, sul confine tra Trentino e Veneto.
Il distacco nevoso, con un fronte di circa 100 metri e una lunghezza di circa 400 metri, ha travolto parzialmente uno scialpinista, un sessantunnne di Valdagno (VI), che stava salendo da solo, recuperato e trasportato d’urgenza all’ospedale Santa Chiara di Trento. L’allarme al Numero Unico per le Emergenze 112 è stato dato verso le 11.30 di questa mattina da una persona che ha assistito al distacco, senza venirne coinvolta. Fin da subito si è temuto che sotto la valanga potesse esserci qualcun altro, poiché sul posto sono stati trovati diversi oggetti prima di riuscire a fare chiarezza sul numero esatto degli scialpinisti presenti al momento del distacco, sette in tutto.
Il coordinatore dell’Area operativa Trentino meridionale del Soccorso Alpino ha chiesto l’immediato intervento dell’elicottero che ha fatto sbarcare sul posto il Tecnico di Elisoccorso, l’unità cinofila e l’equipe medica. Per prima cosa è stato prestato soccorso alla persona ferita, la quale è stata stabilizzata, imbarellata e trasportata all’ospedale di Trento. Vista la dimensione importante della valanga, 3 elicotteri hanno effettuato numerose rotazioni per portare in quota il personale del Soccorso Alpino proveniente da diverse Aree operative del Trentino e 6 Unità cinofile, per un totale di più di 70 operatori coinvolti. In supporto ai soccorritori trentini è intervenuto anche il Soccorso Alpino del Veneto, Stazioni di Recoaro - Valdagno, Arsiero, Schio, Asiago, Padova e Verona e i Vigili del Fuoco. Le operazioni di ricerca con i cani e le operazioni di sondaggio sono proseguite per diverse ore, fino alla completa bonifica della valanga che ha dato esito negativo. 
Nessun mancato rientro è stato segnalato, nè sono presenti macchine nei punti di partenza dei sentieri, ma in via precauzionale tutte le segnalazioni delle aree di sondaggio sono state lasciate sul posto.

Ala (TN), 14 - 05 - 19
Tutte le Stazioni del Soccorso alpino della XI Delegazione Prealpi Venete sono state allertate e stanno intervenendo in supporto ai soccorritori trentini sulla valanga staccatasi non distante dal Rifugio Fraccaroli, al confine tra le due regioni, dove pare mancare all'appello ancora una persona, per aiutare nella ricerca e nella complessiva bonifica di tutta la superficie per escludere in assoluto eventuali presenze. L'eliambulanza di Verona emergenza, chiamata nel tentativo di trovare un corridoio di accesso, è purtroppo dovuta rientrare poiché le nubi si sono chiuse e non permettono l'avvicinamento.
San Nazario (VI), 02 - 05 - 19
Passato da poco mezzogiorno, il 118 ha allertato il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa per una persona che si era sentita male durante una gita studentesca.
Lungo il sentiero numero 936 che porta a Col Moschin sul massiccio del Grappa, uno dei professori che stava accompagnando una comitiva di studenti aveva infatti accusato un malore. L'elicottero di Treviso emergenza, dopo aver imbarcato a Solagna un soccorritore in supporto alle operazioni, ha individuato il punto in cui si trovava l'uomo, a circa 300 metri di quota, accudito da una collega, mentre un altro professore si era incamminato a valle con i ragazzi. L'eliambulanza ha quindi verricellato il soccorritore assieme al tecnico di elisoccorso e successivamente il medico, che hanno prestato le prime cure a F.B., 63 anni, di Este (PD). L'uomo è quindi stato imbarcato e trasportato al campo sportivo di San Nazario dove attendeva l'ambulanza diretta all'ospedale di Bassano del Grappa per gli accertamenti del caso e dove si trovava la corriera del gruppo, raggiunta poi anche dalla professoressa ridiscesa a piedi con il soccorritore. 
Borso del Grappa (TV), 01 - 05 - 19
Passate le 14 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato in direzione del Monte Grappa, poiché l'eliambulanza di Treviso emergenza era impegnata in un'altra missione, a seguito della segnalazione di un deltaplanista che aveva visto un parapendio al suolo in località Legnarola. Seguendo le coordinate indicate, l'equipaggio ha individuato il punto su un ripido pendio tra gli alberi e ha sbarcato nelle vicinanze con un verricello tecnico del Soccorso alpino e medico. Una volta raggiunto il pilota, un uomo polacco, che da una prima ricostruzione era ruzzolato per una cinquantina di metri, è stato possibile solo constatarne il decesso, dovuto ai traumi riportati. Sul posto una squadra del Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa, una volta ottenuto il nulla osta per la rimozione, ha aiutato a ricomporre la salma, poi recuperata con un verricello di 20 metri e trasportata a Borso del Grappa, dove è stata affidata al carro funebre e ai carabinieri.
Precisazioni: Il pilota di deltaplano che ha allertato i soccorsi ha assistito all'incidente. Ha infatti visto il parapendio impattare sulla parete del Monte Legnarola e l'uomo, un settantunenne polacco, ruzzolare per un centinaio di metri tra gli alberi sottostanti. Rispetto alle coordinate ricevute, i soccorritori partiti in supporto alle operazioni dell'eliambulanza hanno dovuto superare un centinaio di metri di dislivello in più a piedi e arrivare a quota 1.350 metri.
Vodo di Cadore (BL), 29 - 04 - 19
Questa mattina attorno alle 10 il Soccorso alpino di San Vito di Cadore è stato allertato per portare alcuni medicinali a un uomo, rimasto isolato con la moglie nella propria casera a seguito della nevicata. Una squadra è partita dall'abitato di Vodo di Cadore con sci e pelli di foca, poiché le piante abbattute e il consistente strato di neve non consentivano di proseguire con altri mezzi sulla strada, e ha raggiunto la casa sul Col Botei, poco sotto il Rifugio Talamini, dove ha consegnato i farmaci. 
Limana (BL), 28 - 04 - 19
Attorno alle 17 il 118 è stato allertato da  un gruppo di persone rimaste bloccate dalla neve con le proprie automobili nella zona di Malga Canal dei Gatt. Sette automobili per ventisette persone in totale, che chiedevano l'intervento dei soccorsi, in quando non erano in grado di proseguire e una macchina era già uscita di strada. In loro aiuto sono stati inviati il Soccorso alpino di Belluno e i Vigili del fuoco, mentre veniva allertato anche il Comune di Limana che provvedeva a mandare un mezzo spazzaneve. Quando i soccorritori sono arrivati sul posto, le macchine erano riuscite a scendere a valle. È stato quindi controllato non ci fossero altre auto in difficoltà, poi le squadre sono rientrate.
Valdobbiadene (TV), 27 - 04 - 19
Attorno alle 14 la Centrale del 118 è stata allertata per un parapendio precipitato su un prato in località Balcon. Subito è decollato l'elicottero di Treviso emergenza, mentre sul posto si portavano una squadra del Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane e l'ambulanza del Suem di Valdobbiadene. Il pilota, S.L., 40 anni, di Cona (VE) - che perso il controllo della vela era caduto, dalle prime informazioni, da una quindicina di metri di altezza e si trovava con amici - lamentava dolori alla schiena. Stabilizzato dal personale medico dell'eliambulanza e dal tecnico di elisoccorso sbarcati nelle vicinanze e caricato in barella, l'uomo è stato trasportato dai soccorrirori per una settantina di metri, per essere caricato a bordo e accompagnato all'ospedale di Treviso per gli accertamenti del caso.
Cortina d'Ampezzo (BL), 24 - 04 - 19
Attorno alle 14 il Soccorso alpino di Cortina è intervenuto in aiuto di una coppia di ragazzi sardi, lui di 26 lei di 19 anni, sotto le Cinque Torri. I due avevano lasciato la strada d'estate carrozzabile al bivio per salire al Rifugio, ma dopo un chilometro e mezzo circa, pioggia, neve e calzature non adeguate li avevano bloccati. Una squadra di soccorritori li ha raggiunti con la motoslitta e riportati a valle.
Domegge di Cadore (BL), 23 - 04 - 19
Ieri sera attorno alle 21 il Soccorso alpino del Centro Cadore è stato allertato per tre giovani escursionisti in difficoltà. I tre, due ragazzi e una ragazza diciassettenni di Schio (VI), erano partiti dal campeggio ad Auronzo di Cadore, dove stanno passando le vacanze con i genitori, per percorrere la Val da Rin e recarsi al Rifugio Chiggiato dove avrebbero pernottato. Lungo la strada, che stavano affrontando con le ciaspe, dopo il Rifugio Baion avevano sbagliato sentiero. Dopo aver chiamato il gestore del Chiaggiato, che aveva dato loro le indicazioni corrette, i ragazzi erano tornati sui loro passi per riprendere la giusta direzione e superare anche un piccolo tratto attrezzato. A causa del ritardo acquisito però, i giovani alle 19.30 erano ancora lontani dal Rifugio e avevano nuovamente contattato il gestore per avvertirlo che avevano avuto dei problemi e non sarebbero più arrivati. A questo punto, ormai prossimo il buio e perché non rischiassero di perdersi o farsi male, il gestore aveva consigliato loro di allertare i soccorsi. Una decina di soccorrirori ha quindi raggiunto il Rifugio Baion e, in parte a piedi e in parte con gli sci d'alpinismo, è arrivata fino dai ragazzi, alle 22.30 circa, riaccompagnandoli indietro. Una volta a Pian dei Buoi i soccorrirori li hanno ristorati con bevande calde, per poi riaccompagnarli ad Auronzo in campeggio. L'intervento si è concluso alle 2.
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