2019
RECUPERATO PILOTA DI PARAPENDIO
Scritto da Michela CanovaDomegge di Cadore (BL), 23 - 05 - 19
L'allerta del 118 per una persona scomparsa, la ricerca, il ritrovamento con successiva assistenza sanitaria e recupero sono le diverse fasi operative messe in atto ieri dal Soccorso alpino del Centro Cadore, durante l'esercitazione svoltasi non distante dal Rifugio Cercenà a partire dalle 18.30. Per rendere l'intervento il più verosimile possibile, l'addestramento è cominciato con una chiamata al soccorritore reperibile di turno, a cui sono state fornite le prime indicazioni sull'incidente. Di seguito è stata attivata l'intera Stazione che si è portata al Rifugio Cercenà con le jeep. In base alle informazioni ricevute è partita a piedi la prima squadra di due componenti, che dopo alcuni minuti ha individuavato il ferito nel bosco soprastante il rifugio e ha fornito alle altre squadre le coordinate Gps, indicando l'attrezzatura più opportuna per portare a termine l'intervento. Una volta arrivati dall'infortunato (che si presumeva politraumatizzato) i soccorritori lo hanno stabilizzato e caricato sulla barella Kong, mentre un'altra squadra provvedeva ad allestire il sistema di recupero per contrappeso e relativi ancoraggi. La barella è stata quindi fatta salire a monte una cinquantina di metri per superare la zona più impervia ed è poi stata calata per 250 metri lungo un ripido canale libero dalla vegetazione. Il ferito veniva infine trasferito sul fuoristrada, per essere trasportato dalla strada di accesso al rifugio fino al lago, luogo dell'ipotetico rendez vous con l'ambulanza. Hanno preso parte alla simulazione 20 volontari tra cui 4 Tecnici di soccorso alpino, che hanno cooordinato e pianificato la manovra, e un sanitario. Durante l'esercitazione si è posta particolare attenzione alla sicurezza in ambiente ostile (bosco ripido e scivoloso), alla scelta delle manovre e del percorso più opportuni per portare il ferito fino alla strada, alle comunicazioni radio e al coordinamento degli operatori nell'intervento. È seguito un breve incontro al Rifugio Cercenà, per discutere tutti insieme sull'intervento fatto e sui punti di debolezza e di forza emersi.
INTERVENTO NELLA NOTTE
Scritto da Michela CanovaVallarsa (TN), 14 - 05 - 19
Si sono concluse verso le 16.45 le operazioni di soccorso e di bonifica della valanga che si è staccata questa mattina sulle Piccole Dolomiti, nella zona di Pra degli Angeli, Boale dei Fondi, nei pressi del rifugio Campogrosso, sul confine tra Trentino e Veneto.
Il distacco nevoso, con un fronte di circa 100 metri e una lunghezza di circa 400 metri, ha travolto parzialmente uno scialpinista, un sessantunnne di Valdagno (VI), che stava salendo da solo, recuperato e trasportato d’urgenza all’ospedale Santa Chiara di Trento. L’allarme al Numero Unico per le Emergenze 112 è stato dato verso le 11.30 di questa mattina da una persona che ha assistito al distacco, senza venirne coinvolta. Fin da subito si è temuto che sotto la valanga potesse esserci qualcun altro, poiché sul posto sono stati trovati diversi oggetti prima di riuscire a fare chiarezza sul numero esatto degli scialpinisti presenti al momento del distacco, sette in tutto.
Il coordinatore dell’Area operativa Trentino meridionale del Soccorso Alpino ha chiesto l’immediato intervento dell’elicottero che ha fatto sbarcare sul posto il Tecnico di Elisoccorso, l’unità cinofila e l’equipe medica. Per prima cosa è stato prestato soccorso alla persona ferita, la quale è stata stabilizzata, imbarellata e trasportata all’ospedale di Trento. Vista la dimensione importante della valanga, 3 elicotteri hanno effettuato numerose rotazioni per portare in quota il personale del Soccorso Alpino proveniente da diverse Aree operative del Trentino e 6 Unità cinofile, per un totale di più di 70 operatori coinvolti. In supporto ai soccorritori trentini è intervenuto anche il Soccorso Alpino del Veneto, Stazioni di Recoaro - Valdagno, Arsiero, Schio, Asiago, Padova e Verona e i Vigili del Fuoco. Le operazioni di ricerca con i cani e le operazioni di sondaggio sono proseguite per diverse ore, fino alla completa bonifica della valanga che ha dato esito negativo.
Nessun mancato rientro è stato segnalato, nè sono presenti macchine nei punti di partenza dei sentieri, ma in via precauzionale tutte le segnalazioni delle aree di sondaggio sono state lasciate sul posto.
