2019
Cortina d'Ampezzo (BL), 01 - 04 - 19
Sabato scorso il Col Gallina sul Passo Falzarego è stato lo scenario dell'addestramento congiunto Sagf - Cnsas, mirato all'affinamento delle operazioni condivise tra i due enti, chiamati a intervenire fianco a fianco in caso di valanga, l'emergenza in assoluto più impegnativa per la rapidità richiesta, la difficoltà nelle comunicazioni e per il numero elevato di soccorritori in campo con diverse mansioni da regolare. Dopo un primo ripasso frontale delle procedure, le manovre si sono spostate all'aperto, con la simulazione di 4 probabili scialpinisti travolti - 2 con dispositivi Artva, 1 con Recco, 1 senza - e un testimone superstite a fornire le uniche informazioni. Allertati come realmente avviene, soccorritori e unità cinofile si sono messi a disposizione dei due direttori di valanga, di Soccorso alpino e Sagf, procedendo nelle varie fasi dell'intervento: disposizione delle sentinelle per valutare il rischio di ulteriori distacchi, ricerca con i cani, vista - udito, con l'Artva e con il Recco, diverse tipologie di sondaggio, disseppellimento.
"È stata un'esercitazione importante, frutto dell'ormai consolidato lavoro di squadra - ha sottolineato il comandante provinciale della Guardia di finanza Gaetano Giacchi, alla sua seconda esercitazione invernale a Cortina dopo quella del 17 marzo 2018 - non ho potuto che notare la grande cordialità esistente tra i due enti e l'affiatamento, requisiti fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi stilati nel protocollo siglato il 23 settembre 2016, nell'interesse reciproco e soprattutto della collettività. Un'attività rilevante per rinsaldare la sinergia in entrambe le Stazioni del Sagf, Cortina e Auronzo, e tra Sagf e Cnsas, per rafforzare e affinare le già elevatissime capacità dei nostri uomini, per consolidare coordinamento e rapidità dei soccorritori entro una cornice di sicurezza innanzitutto per loro stessi". Nel concludere elogiando il continuo duro addestramento che richiede in tutti i soccorritori sacrificio, vocazione e passione, il comandante Giachi ha ricordato il prossimo addestramento congiunto, previsto a giugno con il coinvolgimento della Sezione aerea di Bolzano della Guardia di finanza.
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MUORE COLTO DA MALORE
Scritto da Michela CanovaCaprino Veronese (VR), 01 - 04 - 19
Ieri sera attorno alle 21.15 il Soccorso alpino di Verona è stato allertato per un uomo colto da malore sulle pendici del Monte Baldo. G.M., 73 anni, di Caprino Veronese (VR), era uscito con il figlio per fare delle foto nella zona di Malga Colonei, quando, arrivati non distante da Malga Tolpei, si era sentito male all'improvviso. Contattata dal figlio, la Centrale del 118 aveva subito attivato l'elicottero di Brescia, abilitato per il volo notturno, e inviato un'ambulanza assieme a due squadre di soccorritori, partite una da Verona e una da Rivoli. Purtroppo il personale medico dell'eliambulanza, una volta sul posto, non ha potuto che constatare il decesso dell'uomo. La salma, ricomposta e imbarellata, è stata poi trasportata dai soccorritori fino alla strada, dove, alle 23.30 circa, è stata affidata al carro funebre.
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Perarolo di Cadore (BL), 24 - 03 - 19
Attorno alle 16 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato in direzione di Caralte, a seguito della segnalazione di alcune persone che avevano visto precipitare un aliante su un grande prato prima del ponte. Una volta atterrato sul posto l'equipaggio ha verificato che il pilota, un cinquantaquattrenne di Udine, che era stato subito aiutato ad uscire dall'abitacolo del mezzo dai presenti, era fortunatamente illeso. L'eliambulanza è quindi rientrata quando l'uomo ha rifiutato il ricovero.
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SCIVOLA SULLA NEVE E SI FA MALE
Scritto da Michela CanovaTambre (BL), 24 - 03 - 19
Attorno alle 11 la Centrale del 118 è stata allertata dal compagno di un'escursionista infortunatasi in Val Salatis. Partita da Malga Cate, la coppia aveva seguito il sentiero 924 che porta al Bivacco Lastè, non distante dal Rifugio Semenza, ma arrivati nel tratto innevato a un certo punto la donna, N.M., 52 anni, di Mira (VE), era scivolata ruzzolando lungo il pendio, fino a fermarsi battendo la spalla. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha individuato il luogo dove si trovavano i due ed è atterrato nelle vicinanze. Prestate le prime cure, l'infortunata è stata imbarcata e trasportata all'ospedale. Pronta a intervenire una squadra del Soccorso alpino dell'Alpago.
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SOCCORSI ALPINISTI IN DIFFICOLTÀ
Scritto da Michela CanovaLa Valle Agordina (BL), 23 - 03 - 19
Nel pomeriggio l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto nel Gruppo della Moiazza, poiché due alpinisti ventinovenni, uno di Castelfranco Veneto (TV) e uno di Vedelago (TV), completata la Via Spigolo Sorarù sulla Pala del Belia, avevano trovato neve in cima e non erano attrezzati adeguatamente per poter rientrare. Una volta individuati, il tecnico di elisoccorso è sbarcato e li ha fatti salire in hovering sull'eliambulanza, che li ha poi trasportati al Rifugio Carestiato.
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PARAPENDIO SOSPESO TRA GLI ALBERI
Scritto da Michela CanovaBelluno, 23 - 03 - 19
Attorno alle 14.30 il 118 ha allertato il Soccorso alpino di Belluno per un prapendio precipitato nella zona di Tisoi, sopra Casera Zoppa. A dare l'allarme lo stesso pilota, M.D.A, 59 anni, di Belluno, che era decollato dall'Alpago e aveva perso il controllo della vela finendo tra gli alberi e rimanendo sospeso a 10 metri dal suolo, senza per fortuna riportare conseguenze. Grazie alle coordinate Gps, una squadra lo ha individuato e raggiunto, camminando una ventina di minuti. Mediante tecniche di tree-climbing i soccorritori lo hanno quindi calato a terra e con lui sono rientrati a valle.
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MALORE SULLA FERRATA GUZZELLA
Scritto da Michela CanovaPieve del Grappa (TV), 23 - 03 - 19
Questa mattina alle 11.20 circa il 118 è stato allertato per un escursionista colto da malore mentre con altre persone percorreva la Ferrata Guzzella sul Monte Grappa. Poiché l'elicottero di Treviso emergenza era impegnato in un'altra missione, è intervenuta l'eliambulanza del Suem di Pieve di Cadore che, individuato a circa 1.100 metri di quota il punto in cui si trovava l'uomo, S.D., 45 anni, di Cassola (VI), ha sbarcato con un verricello il personale medico e il tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio. Prestate le prime cure urgenti, l'escursionista è stato poi recuperato e spostato in un luogo adeguato dove proseguire con le manovre di rianimazione mediante l'apposita strumentazione. L'uomo è stato quindi trasportato in gravi condizioni all'ospedale di Treviso.
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Pove del Grappa (VI), 22 - 03 - 19
Nel pomeriggio il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa e stato allertato dalla Centrale del 118 per un parapendio precipitato all'altezza del Sentiero naturalistico degli scalpellini sul Monte Grappa. Una squadra si è portata sul posto, seguendo poi le indicazioni dell'elicottero di Treviso emergenza - al rientro da una missione di recuperato di un secondo pilota illeso sul Monte Caina ad Asiago - che aveva visto la vela sospesa a circa 10 metri da terra e il pilota già al suolo. I soccorritori, ormai per strada, hanno comunque raggiunto l'uomo, un rumeno di 45 anni a circa 590 metri di quota e verificato che non si fosse fatto niente.
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Ospitale di Cadore (BL), 22 - 03 - 19
A distanza di nove mesi dalla sua sparizione, potrebbe chiudersi la triste vicenda di Giocondo Ghirardo, l'ottantenne di Vittorio Veneto (TV), scomparso l'8 giugno del 2018, dopo aver lasciato la sua auto parcheggiata all'imbocco della Val Tovanella, a Davestra, dove, aveva detto alla famiglia, era diretto a cercare lumache. In centianaia nei giorni successivi erano stati impegnati nelle sue ricerche, senza purtroppo riuscire a far loce sulla sua fine. A rinvenire il corpo questa mattina la figlia e il genero di Ghirardo, che con determinazione non hanno mai smesso di cercare il congiunto in tutti questi mesi, percorrendo e ripercorrendo senza rassegnazione i versanti selvaggi della vallata. Il corpo si trovava in mezzo a un bosco, fuori sentiero, in località Pescoltre, una valle laterale della Val Tovanella, verso Ospitale di Cadore, a più di due ore di cammino da dove era stata ritrovata la macchina dell'anziano. La salma, ricomposta e imbarellata, è stata recuperata dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore con il supporto del Soccorso alpino di Longarone e trasportata al campo sportivo di Davestra, per essere affidata al carro funebre. Sul posto i carabinieri.
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PRECIPITA COL PARAPENDIO
Scritto da Michela CanovaRomano d'Ezzelino (VI), 20 - 03 - 19
Passate le 12 l'elicottero di Treviso emergenza è intervenuto in località Costalunga, dove era precipitato un parapaendio decollato da Campeggia. Il pilota, E.W., 53 anni, tedesco, perso il controllo della vela, era caduto al suolo una quindicina di metri più in basso, finendo a bordo strada e procurandosi un probabile trauma al collo e alla schiena. Un medico casualmente sul posto ha prestato le prime cure all'uomo, poi affidato al personale medico e al tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio, atterrati nelle vicinanze, e a medico e infermiere del Suem di Crespano, arrivati contemporaneamente. Una volta imbarellato, l'infortunato è stato recuperato con un verricello di 20 metri, per essere trasportato all'ospedale di Treviso.
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Falcade (BL), 20 - 03 - 19
Questa mattina uno scialpinista che stava scendendo dal Rifugio Mulaz con il proprio cane ha contattato il 118, poiché l'animale aveva riportato un taglio su una zampa al contatto con la lamina degli sci. L'uomo aveva tentato di portarlo giù da solo, ma la bestiola perdeva snague e lui non sapeva cosa fare. In accordo con la centrale del Suem, dopo aver geolocalizzato il punto in cui si trovava lo sciatore, attorno alle 11 è decollato l'elicottero dell'Air Service Center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, che ha prima imbarcato un soccorritore della Val Biois, in supporto alle operazioni. Una volta individuati nei pressi di Casera Focobon, l'uomo e il suo cagnolino sono stati imbarcati e trasportati a Falcade, dove attendeva un amico per accompagnarli dal veterinario.
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Lusiana (VI), 18 - 03 - 19
Ieri sera attorno alle 20 il Soccorso alpino di Asiago è stato allertato per il mancato rientro di uno speleologo dall'abisso Obelix, in Val Ceccona sull'Altopiano di Asiago. La grotta, che arriva a circa -800 metri di profondità, è in fase di esplorazione e costantemente armata con corde fisse, che vengono recuperate in testa ai pozzi per evitare che si deteriorino nei tratti soggetti a piene. Ieri lo speleologo, S.B., 49 anni, di Monteviale (VI), era sceso con un'amica e durante la risalita, a circa -450 metri si erano accordati in modo che lui la precedesse e lei di seguito raccogliesse le corde nei punti in cui serviva. Poi non si erano più visti. Quando la donna però è arrivata all'uscita non lo ha più trovato e ha dato l'allarme. I soccorritori di Asiago hanno subito avvertito il Soccorso speleologico per poi raggiungere l'ingresso dell'abisso, trasportando il materiale speleo sanitario tenuto apposta in magazzino per accelerare i tempi di intervento. Arrivati sul posto, una ventina di tecnici speleologici, provenienti dalle Stazioni speleo di Vicenza, Verona e Veneto Orientale, ha fatto il punto ascoltando il resoconto della ragazza e ha ipotizzato che in un tratto della grotta potesse avere superato il compagno senza accorgersene e che lui, tolte le corde fisse, fosse rimasto bloccato. La squadra di primo intervento ha iniziato a scendere - portando in ogni caso i sacchi sanitari con sé - mentre una seconda squadra stendeva la linea telefonica per le comunicazioni. Poco prima dell'una il ritrovamento dell'uomo a -250 metri di profondità. Era effettivamente successo quanto supposto: a una ramificazione a - 400 metri, lui aveva seguito un cordino con nodi, per poi accorgersi che portava a uno stretto cunicolo. Tornato sui propri passi, l'amica lo aveva già sorpassato e disarmato il percorso. Lo speleologo era riuscito a progredire ugualmente di quota, fino a doversi poi arrendere alla base di un pozzo, in attesa degli aiuti. Stava bene e i soccorritori hanno provveduto a riscaldarlo, per poi risalire con lui la grotta e uscirvi passate le due.
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DUE INTERVENTI IN MONTAGNA
Scritto da Michela CanovaBelluno, 17 - 02 - 19
Attorno alle 15.30 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato in direzione della Val Cristallino, ad Auronzo di Cadore, per uno scialpinista che era caduto e non riusciva più a proseguire la discesa per il forte dolore a una spalla. Sbarcati in hovering nelle vicinanze, medico, infermiere e tecnico del Soccorso alpino dell'equipaggio hanno prestato le prime cure a A.R., 60 anni, di Treviso, che si trovava con un gruppo di 8 persone. Caricato a bordo con un verricello di 15 metri, l'uomo è stato accompagnato all'ospedale di Belluno. Successivamente l'eliambulanza è volata in Val di Zoldo, dove uno sciatore era finito una quindicina di metri fuori pista a Palafavera, sbattendo sulle piante. L'infortunato, che aveva riportato un possibile trauma alla colonna e diverse contusioni, è stato medicato e recuperato con il verricello per essere trasportato al San Martino.
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Teolo (PD), 17 - 03 - 19
Attorno alle 11.30 la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino di Padova, fornendo le coordinate del luogo dove un'escursionista era scivolata, procurandosi la sospetta frattura di una gamba. Otto soccorritori, tra i quali un'infermiera, hanno raggiunto il tratto ripido del sentiero del Monte Grande, sull'Alta via dei Colli Euganei, e hanno prestato le prime cure a L.M., 63 anni, di Teolo (PD), che si trovava con un gruppo di amici, per poi imbarellarla e trasportarla 200 metri fino alla strada. Lì l'infortunata è stata presa in carico dall'ambulanza, partita in direzione dell'ospedale di Abano Terme.
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Sant'Anna d'Alfaedo (VR), 14 - 03 - 19
Sono stati ritrovati nella notte e riaccompagnati a valle i due escursionisti veronesi, che si erano persi durante una camminata. La coppia era partita dall'abitato di Breonio diretta alle cascate. Un percorso in discesa, da ripercorrere al contrario nel rientro. Verso le 20 però i due avevano chiesto aiuto, perché avevano perso l'orientamento, erano al buio e non sapevano più in che direzione muoversi. Il Soccorso alpino di Verona si è messo in contatto telefonico con loro, non potendo però geolocalizzarli con i cellulari ormai quasi scarichi. Dopo aver capito che si trovavano in ogni caso lungo un sentiero Cai, le squadre hanno avviato la ricerca, ritrovandoli abbastanza distanti dalla partenza dei sentieri: la coppia aveva infatti proseguito lungo la discesa, anziché risalire. Una volta raggiunti, i soccorritori hanno inoltre appurato che la donna, E.C., 50 anni, di Sant'Anna d'Alfaedo (VR), aveva riportato la probabile distorsione di una caviglia. È stato quindi deciso di far intervenire un'altra squadra con la barella, che si è avvicinata da sotto. Medicata e imbarellata, l'infortunata è stata trasportata per 400 metri di dislivello verso la Val d'Adige, sul percorso più breve verso una strada, dove attendeva l'ambulanza. L'intervento si è concluso verso l'una e mezza.
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Sant'Anna d'Alfaedo (VR), 13 - 03 - 19
Alle 20 circa il Soccorso alpino di Verona è stato allertato per una coppia di escursionisti in difficoltà. I due hanno smarrito il sentiero dopo una camminata alle cascate di Breonio e al momento non sono geolocalizzabili. Stanno bene, sono sprovvisti di torce e, pur in contatto telefonico con i soccorritori, non riescono però a dare informazioni chiare sul posto in cui si trovano. Le squadre sono partite in loro aiuto.
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