2005

Cison di Valmarino (TV), 08-04-05

Le squadre del Soccorso alpino sono ancora impegnate nella ricerca di un uomo. Si tratta di un quarantenne originario del luogo che non dà notizie di sé da due giorni, da quando cioè si sarebbe dovuto recare a Bibione per lavoro. Sono stati gli stessi famigliari, che ieri hanno allertato i carabinieri, a suggerire di provare a cercarlo lungo la dorsale prealpina. "Abbiamo finora battuto tutti i sentieri, strade forestali, piste della zona della Comunità montana delle Prealpi Trevigiane, a eccezione del Cansiglio, per cercare la sua macchina - fa sapere il capostazione del Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane Michele Titton, che coordina le ricerche - per un'ora anche l'elicottero del Suem ha sorvolato l'area, ma le condizioni del tempo non sono ottimali". Il cellulare dell'uomo, che non è abituale frequentatore delle montagne trevigiane, risulta spento da due giorni. Alle ricerche partecipano, oltre alla Stazione Prealpi Trevigiane, quelle di Belluno, Alpago, Longarone, Pedemontana del Grappa, due unità cinofile del Cnsas e una decina di volontari di Protezione civile. L'intervento proseguirà fino alle 18.30. Carabinieri e Soccorso alpino decideranno poi se proseguire anche domani.

Auronzo di Cadore (BL), 05-04-05

Gli aggiornamenti sulla situazione clinica di L.D., il quarantenne di Calalzo di Cadore investito da una valanga sui Cadini di Misurina, indicano una lievissima attività cardiaca, con polso appena percettibile. L'uomo che scendeva a valle con i compagni al rientro da Forcella della Neve è rimasto sotto la neve per 15-20 minuti a una profondità di oltre mezzo metro. Il distacco della massa nevosa è stato quasi certamente causato dal carico degli sciatori.

Nel pomeriggio l'elicottero del Suem, con il personale medico e il tecnico del Soccorso alpino, è stato impegnato in un altro intervento ad Alano di Piave. L'allarme è scattato alle 15.40 per un incidente accaduto a un boscaiolo colpito da un tronco. Medicato e imbarellato, è stato recuperato con il verricello, per poi essere trasportato all'ospedale di Feltre.

Auronzo di Cadore (BL), 05-04-05

E' stato trasportato all'ospedale di Treviso per essere sottoposto a circolazione extracorporea L.D., 40 anni, originario di Calalzo di Cadore, investito da una valanga sui Cadini di Misurina. L'allarme scattato alle 11.04 ha fatto arrivare sul luogo l'elicottero del Suem, con il personale medico, un tecnico del Soccorso alpino e un'unità cinofila del Cnsas, poco dopo l'accaduto. I compagni dello scialpinista lo avevano già individuato con l'Arva. Tecnico e unità cinofila, sbarcati con il verricello, hanno aiutato a disseppellirlo e il medico, dopo averlo intubato, ha iniziato le manovre di rianimazione, malgardo le funzioni vitali sembrassero compromesse. Data l'impossibilità di atterrare dell'elicottero, l'uomo è stato imbarellato e trasportato con un gancio baricentrico di 25 metri. Contemporaneamente sono state fatte rientrare tutte le Stazioni del Cnsas allertate in precedenza.

Colle Umberto (TV), 30-05-05
Non è stato ancora trovato l'uomo di Colle Umberto scomparso nel primo pomeriggio dopo aver abbandonato la sua auto vicino a un ponte del canale di irrigazione. La vettura di U.S., 46 anni, con un biglietto di addio alla famiglia, è stata rintracciata dai carabinieri. Immediato l'intervento delle squadre del Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane e Longarone, affiancate alle unità cinofile della Marca, ai vigili del fuoco e ai volontari di Protezione civile. Dalle 15.30, per alcune ore, i tecnici Cnsas hanno setacciato le zone vicine al canale, fino alla chiusa dove prosegue interrato. Rientrate le squadre del Cnsas, le ricerche proseguono con i vigili del fuoco e i sommozzatori.
Valli del Pasubio (VI), 29-05-05
Ha probabilmente perso l'appiglio, cadendo e rompendosi una gamba, una donna vicentina che stava arrampicando sulla frequentatissima palestra di roccia ai piedi del monte Cornetto. L'allarme, che ha allertato l'elicottero di Verona Emergenza e la Stazione del Soccorso alpino di Schio, è partito da alcuni tecnici del Cnsas che si trovavano sul luogo. Accompagnata vicino a un sentiero avvicinabile dall'elicottero, la donna è stata imbarcata sul mezzo dal medico e dal tecnico di elisoccorso, per essere poi trasportata all'ospedale di Vicenza.
Chies d'Alpago (BL), 28-05-05
Erano 14 i tecnici del Soccorso alpino della Stazione dell'Alpago che ieri a Pian Formosa, dalle 18 alle 21, hanno ripetuto alcune delle manovre svolte abitualmente durante gli interventi. Le prove si sono susseguite con ancoraggi sulle piante e, con i chiodi, in roccia, nodi e calate. Suddivisi in due squadre, hanno poi concluso l'esercitazione con due calate 'Lecchesi'. "Ripetiamo questi addestramenti circa tre volte all'anno. Un paio prima dell'estate, in previsione del periodo più impegnativo, e un'altra in inverno, sulla neve e con l'unità cinofila per il soccorso in valanga - spiega il capostazione Pierangelo Pedol - lo scorso anno ci sono state numerose chiamate. La nostra non è una zona prettamente alpinistica, ma purtroppo interveniamo nella ricerca delle persone disperse, escursionisti soprattutto, e incidenti con deltaplano e parapendio". Proprio domani, sempre a Pian Formosa, si svolgerà a partire dalle 9 fino a sera un'esercitazione che coinvolgerà 15 unità cinofile del Soccorso alpino nella ricerca di superficie.
Belluno, 28-05-05
Forse è stato un vuoto d'aria o la troppa vicinanza al pendio erboso del monte Serva a causare la perdita di controllo del parapendio di M.K., polacco di 40 anni, che stava volando con due connazionali. L'allarme è arrivato al Suem di Pieve di Cadore da Trento, allertato dalla chiamata di una connazionale che vive lì, contattata a sua volta da uno dei due amici dell'infortunato, immediatamente atterrati poco distante dall'incidente. L'elicottero di Treviso ha fatto sbarcare in hovering il medico, il tecnico Cnsas di elisoccorso e il capostazione Cnsas di Belluno, facendo attenzione a non sollevare le vele del parapendio. Imbarellato, l'uomo è stato caricato con il verricello e trasportato all'ospedale di Belluno, dove sembra (le analisi sono ancora in corso) abbia riportato la frattura del bacino. L'elicottero è poi tornato a riprendere il capostazione di Belluno e il parapendio.
 
Belluno, 28-05-05
Ha riportato la frattura del bacino e altri traumi l'uomo polacco di una quarantina di anni, precipitato con il proprio parapendio sul monte Serva attorno alle 15. L'uomo, che ha perso il controllo del mezzo, è caduto a 1.500 metri di altitudine. Immediato l'intervento dell'elicottero del Suem di Treviso e della Stazione Cnsas di Belluno. Il tecnico di elisoccorso e il capostazione hanno imbarellato e caricato l'uomo con il verricello. Due tecnici aspettavano vicino alla piazzola di atterraggio e un terzo si è avvicinato dalla parte del Col di Roanza, nel caso fosse necessario ulteriore aiuto. L'uomo è stato trasportato all'ospedale di Belluno.
Valli del Pasubio (VI), 28-05-05
Intorno a mezzogiorno, sulla via del Pilastro sul monte Baffelan, il capocordata di un gruppo di tre persone è volato per una quarantina di metri. G.T., 54 anni, di Mirano, è stato immediatamente soccorso da alcuni tecnici Cnsas delle Stazioni di Schio e Recoaro-Valdagno che si trovavano casualmente sul posto. Le sue condizioni fortunatamente non sono gravi. L'alpinista, che sembra aver riportato una frattura alla caviglia, è stato accompagnato fino a un sentiero, dove è poi atterrato l'elicottero di Verona Emergenza. I tecnici del Cnsas hanno poi aiutato a calarsi gli altri due componenti della cordata illesi, F.R., di Spinea, e C.S., di Treviso. Quasi contemporaneamente i soccorritori sono andati in aiuto di un alpinista trentenne, M.C., di Monselice. Durante l'uscita dalla via sul torrione del Terzo Apostolo, a poca distanza, l'uomo è stato colpito da un sasso, che gli ha procurato una ferita alla gamba sinistra. Anche lui è stato accompagnato fino al luogo dove, in seconda rotazione, l'elicottero di Verona lo ha caricato. Entrambi gli alpinisti sono stati affidati all'ambulanza salita da Valdagno.
San Pietro di Cadore (BL), 26-05-05
A nulla sono valsi i tentativi di rianimazione, dopo il soccorso a Y.Z., 73, originaria di Presenaio, comune di San Pietro di Cadore, uscita di strada con un'altra persona in Val Visdende e finita cobn la macchina rovesciata in un torrente sottostante. La squadra del Soccorso alpino della Val Comelico, con tre finanzieri, allertata attorno alle 13.30, ha dato una mano a rianimare la donna, quando è giunta sul posto l'autromedica con il medico di turno, ma non c'è stato niente da fare. Presenti sul luogo dell'incidente i vigili del fuoco, i carabinieri e anche l'elicottero di Bressanone che, constatato il decesso, è stato fatto rientrare. L'uomo che viaggiava al fianco di Y.Z. sembra aver riportato solo qualche botta dovuta al violento urto.
Forno di Zoldo (BL), 22-05-05
Sono rimasti bloccati sul Viaz dela tana, nel gruppo del Mezzodì, i 5 escursionisti, 3 uomini e 2 donne, tratti in salvo dal Soccorso alpino in un intervento durato circa un'ora e iniziato alle 17.30. Partiti questa mattina, L.M., 40 anni, e A.M., 53 anni, entrambi di Mestre, M.C.D., 46 anni di Mogliano Veneto, A.G., 40 anni, di Venezia, e G.F., 41 anni, di Bergamo, erano diretti al bivacco Carnielli, ma, perso l'orientamento, si sono trovati fuori via, stanchi e in difficoltà, fermi in un canalone. Allertato il 118, una squadra del Soccorso alpino di Valle di Zoldo è uscita immediatamente. Uno dei tecnici è stato imbarcato sull'elicottero assieme al tecnico Cnsas di elisoccorso e sono scesi in hovering a poca distanza dal gruppo, raggiunto dopo una breve scalata. Una delle donne, più provata, è stata calata per una ventina di metri fino a un nevaio vicino, dove l'elicottero l'ha caricata a bordo. Tornati dagli altri escursionisti, i due tecnici Cnsas hanno posizionato una corda fiossa per aiutarli a scendere dalla cengia. Imbarcati sull'elicottero, sono stati visitati dal medico che li aspettava a Pralongo. Non hanno riportato alcuna ferita.
Agordo (BL), 21-05-05
La Croda Paola sulla Moiazza è stata al centro dell'esercitazione che, dalle 8 alle 14, ha visto oggi impegnati 24 tecnici  delle Stazioni di Agordo, capostazione Giorgio Farenzena, e Belluno, vicecapostazione Rinaldo Dell'Eva. Suddivisi in tre squadre, con alcune rotazioni dell'elicottero del Suem di Treviso sono stati sbarcati in hovering sulla cima, per simulare alcuni sistemi di calata e recupero che il Soccorso alpino effettua regolarmente durante gli interventi. "Il primo ha visto l'utilizzo del Vanin, uno strumento che permette di calare il soccorritore fino all'altezza del ferito, che viene caricato con il sacco Gramminger sulla schiena. Il sistema, invertendo la manovra, consente poi di recuperare entrambi - spiega Farenzena - negli interventi in Agordino viene usato quasi sempre". La seconda squadra si è calata per 200 metri con il sisetma 'a piastrina', con un freno di tipo particolare, ipotizzando anche un eventuale blocco e sblocco della corda, con un paranco d'emergenza: "Nel terzo intervento è stata usata la barella Mariner. Un sistema efficace, comodo e validissimo - continua il capostazione di Agordo - per 200 metri si sono calati barella e soccorritore. L'esercitazione serve principalmente per ripassare le manovre, dopo l'inverno, provando nodio, ancoraggi, efficienza dell'attrezzatura, ed è un momento di incontro tra diverse squadre che spesso si trovano a lavorare assieme". Il rientro a valle delle tre squadre è stato fatto in corda doppia.
A San Tomaso Agordino, nuovo territorio di pertinenza delle Stazioni Val Biois, capostazione Patrizio Deola, e Alleghe, capostazione Luca De Zordo, si è svolta parallelamente una seconda esercitazione. I 27 tecnici Cnsas hanno provato gli sbarchi dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore su diverse vette, la cima Sasso Bianco, Piz Zorlet, Pian de la Lora, alternandosi in quota con il verricello. Dopo una ricognizione sul territorio, hanno inoltre effettuato calate con il sistema della barella Lecchese e recuperi con il contrappeso.
Fonzaso (BL), 20-05-05
E' stato portato all'ospedale di Feltre con una sospetta lussazione alla spalla il deltaplanista di Roma, A.C., 41 anni, precipitato in mezzo alla vegetazione in un bosco di Fonzaso, dopo l'urto con un altro deltaplano. Il secondo mezzo è riuscito ad atterrare, mentre A.C. è caduto. Sul luogo sono immediatamente accorsi i tecnici del Soccorso alpino di Feltre e i vigili del fuoco, mentre l'elicottero di Trento Emergenza sorvolava la zona. la presenza di un fitto bosco impediva la visuale ed è stato l'uomo stesso, tramite il cellulare, a dare le indicazioni per farsi individuare. Dall'elicottero si è calato il tecnico Cnsas di elisoccorso, poi il ferito è stato imbarellato, recuperato con il verricello e trasportato a Feltre.
Cortina d'Ampezzo (BL), 16-05-05
E' stato soccorso dopo un volo di una decina di metri C.W., 23 anni, di Rio Molino in Pusteria, dopo che, con il fratello, aveva sbagliato l'attacco della via sullo spigolo sud del Sass de Stria. L'allarme è scattato poco prima delle 11.30 ed è partita una squadra del Soccorso alpino di Cortina, con la Guardia di finanza, per raggiungere a piedi il luogo dell'incidente. L'elicottero del Suem, infatti, per la scarsa visibilità dovuta alla nebbia, non è potuto decollare immediatamente. Poco dopo le condizioni sono migliorate e l'elicottero ha potuto sbarcare in hovering il medico e il tecnico di elisoccorso, su una selletta vicina all'attacco dello spigolo, raggiunta contemporaneamente dai tecnici del Cnsas di Cortina. I due giovani alpinisti avevano intrapreso la salita a destra rispetto alla via giusta, dove la roccia è marcia e il percorso più difficile, cadendo poi per una decina di metri molto vicini all'attacco corretto. C.W. è stato medicato, imbarellato e caricato sull'elicottero con un verricello di 15 metri, quando si è aperta una finestra che ha permesso l'avvicinamento del mezzo, mentre il fratello è potuto scendere da solo. Portato al Codivilla, presenta una frattura al polso e una brutta ferita al ginocchio.
Lozzo di Cadore (BL), 12-05-05
Si è svolta ieri, per tutta la mattinata e parte del pomeriggio, una delle periodiche esercitazioni di addestramento dei tecnici volontari del Soccorso alpino. Impegnate nelle varie fasi delle manovre congiunte circa venti soccorritori delle Stazioni Cnsas del Centro Cadore e di Pieve di Cadore, che si sono mosse sotto il gruppo Ciastelin, sulle Marmarole. I tecnici si sono alternati durante la prova di calate dalle pareti con barelle, riprese e ancoraggi e, ancora, calate con il metodo lecchese. L'esercitazione rientra in un programma di continuo aggiornamento ed è stata svolta anche in previsione della stagione estiva, quando le statistiche segnalano il maggior numero di interventi.
San Vito di Cadore (BL), 15-05-05
Sono rientrate poco dopo le 7 di questa mattina le squadre del Soccorso alpino di San Vito di Cadore e di Pieve di Cadore, partite ieri sera verso le 22.20 per la cima dell'Antelao dopo la chiamata di due alpinisti di Aviano (PN), M.M., 36 anni, e P.D.N., 35 anni, bloccati in mezzo alla neve. I due ieri avevano scelto di percorrere una via classica, il canale Oppel sul ghiacciaio dell'Antelao, malgrado le pessime previsioni del tempo. Investiti da una tempesta di neve e ghiaccio, hanno cercato di tornere a valle, ma, anzichè percorrere la via normale, si sono diretti dalla parte di San Vito. Calatisi in corda doppia per una sessantina di metri, non sono più riusciti a muoversi o a ritornare in su. Dopo un primo tentativo di scavare una buca nella neve per ripararsi e passare la notte, completamente fradici, senza ricambi e a rischio ipotermia hanno chiamato i soccorsi. Le due squadre, 5 tecnici di San Vito e 8 di Pieve, si sono incamminate, trovandosi ad affrontare al buio un clima invernale e 40 centimetri di neve fresca, in un intervento molto impegnativo. Un gruppo si è fermato più in basso, l'altro, verso le 3, ha raggiunto la cima per poi calarsi verso i due alpinisti, fermi in un punto impossibile da raggiungere con l'elicottero. I tecnici del Cnsas li hanno poi portati nel bivacco a 3.100 metri, reso invisibile dalla neve. Alle 6 si è alzato l'elicottero del Suem che ha effettuato le rotazioni necessarie a portare prima i due uomini all'ospedale di Pieve di Cadore, dove è stato loro riscontrato un principio di congelamento, e a recuperare gli uomini del Soccorso alpino rimasti in vetta, poi.
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