2011
RICERCA PARAPENDIO IN CORSO
Scritto da Michela Canova
Chies d'Alpago (BL), 04-07-11
Le squadre del Soccorso alpino dell'Alpago stanno intervenendo sotto il monte Messer, per individuare un parapendio precipitato. L'allarme è stato lanciato da un secondo pilota, anche lui caduto, ma illeso, che ha chiesto aiuto al 118 per l'amico ferito, probabilmente al bacino. I due, stranieri, si trovano in una zona coperta dalla nebbia, dove l'elicottero di Treviso emergenza non può volare. I soccorritori (22 delle Stazioni di Alpago, Belluno e Longarone) verranno trasportate da Pian Formosa in quota, a circa 1.800 metri, fin dove la visibilità consentirà le operazioni in sicurezza. Da lì proseguiranno la ricerca a piedi. Si prospetta un intervento lungo e difficile.
Le squadre del Soccorso alpino dell'Alpago stanno intervenendo sotto il monte Messer, per individuare un parapendio precipitato. L'allarme è stato lanciato da un secondo pilota, anche lui caduto, ma illeso, che ha chiesto aiuto al 118 per l'amico ferito, probabilmente al bacino. I due, stranieri, si trovano in una zona coperta dalla nebbia, dove l'elicottero di Treviso emergenza non può volare. I soccorritori (22 delle Stazioni di Alpago, Belluno e Longarone) verranno trasportate da Pian Formosa in quota, a circa 1.800 metri, fin dove la visibilità consentirà le operazioni in sicurezza. Da lì proseguiranno la ricerca a piedi. Si prospetta un intervento lungo e difficile.
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2011
ALTRI INTERVENTI SULLE DOLOMITI
Scritto da Michela Canova
Belluno, 03-07-11
Cinque escursionisti trevigiani, dopo aver risalito in cresta la Croda Bianca sulle Marmarole, sono arrivati al termine della via di secondo-terzo grado esausti e hanno chiesto l'intervento del 118, che ha inviato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, anche per evitare l'aggravarsi della situazione, dovuto alla presenza di neve sul sentiero di rientro. Dopo essere stati individuati a circa 2.500 metri di quota, i 5, illesi, sono stati recuperati a coppie con due ganci baricentrici di 15 metri e l'ultimo con un verricello, per essere trasportati al rifugio Baion. Successivamente l'eliambulanza si è diretta verso la Tofana di Rozes, dove due alpinisti veneziani, E.P., 53 anni, e F.D.V., 40 anni, conclusa la via Mirca, non sono riusciti a trovare il percorso di rientro. Messi in contatto telefonico con il capostazione del Soccorso alpino di Cortina, hanno ricevuto le informazioni per rintracciare il punto esatto, ma hanno preferito l'intervento dell'elicottero che, dopo averli imbarcati con un verricello di qualche metro, li ha portati fino al rifugio Dibona. Nel primo pomeriggio, il marito di una escursionista di Roma, F.P., 42 anni, ha chiesto l'intervento del Soccorso alpino di Belluno, poichè, durante una passegggita in località Case Bortot, la donna sembrava esser stata morsa da una vipera. I soccorritori hanno raggiunto con il fuoristrada l'infortunata sul sentiero, aiutata da altre persone incontrate nel frattempo, e la hanno accompagnata fino all'ospedale di Belluno per gli accertamenti del caso.
Cinque escursionisti trevigiani, dopo aver risalito in cresta la Croda Bianca sulle Marmarole, sono arrivati al termine della via di secondo-terzo grado esausti e hanno chiesto l'intervento del 118, che ha inviato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, anche per evitare l'aggravarsi della situazione, dovuto alla presenza di neve sul sentiero di rientro. Dopo essere stati individuati a circa 2.500 metri di quota, i 5, illesi, sono stati recuperati a coppie con due ganci baricentrici di 15 metri e l'ultimo con un verricello, per essere trasportati al rifugio Baion. Successivamente l'eliambulanza si è diretta verso la Tofana di Rozes, dove due alpinisti veneziani, E.P., 53 anni, e F.D.V., 40 anni, conclusa la via Mirca, non sono riusciti a trovare il percorso di rientro. Messi in contatto telefonico con il capostazione del Soccorso alpino di Cortina, hanno ricevuto le informazioni per rintracciare il punto esatto, ma hanno preferito l'intervento dell'elicottero che, dopo averli imbarcati con un verricello di qualche metro, li ha portati fino al rifugio Dibona. Nel primo pomeriggio, il marito di una escursionista di Roma, F.P., 42 anni, ha chiesto l'intervento del Soccorso alpino di Belluno, poichè, durante una passegggita in località Case Bortot, la donna sembrava esser stata morsa da una vipera. I soccorritori hanno raggiunto con il fuoristrada l'infortunata sul sentiero, aiutata da altre persone incontrate nel frattempo, e la hanno accompagnata fino all'ospedale di Belluno per gli accertamenti del caso.
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2011
RUZZOLA SUL SENTIERO
Scritto da Michela Canova
Santo Stefano di Cadore (BL), 03-07-11
Un escursionista di Sappada (BL), A.D.P., 69 anni, è ruzzolato lungo il sentiero che porta a Col della Varda, in Val Visdende e si è procurato traumi a un braccio e a una gamba. L'infortunato, che si trovava con la famiglia, è stato raggiunto dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, imbarcato e trasportato all'ospedale di Belluno. Presente anche una squadra del Soccorso alpino della Val Comelico.
Un escursionista di Sappada (BL), A.D.P., 69 anni, è ruzzolato lungo il sentiero che porta a Col della Varda, in Val Visdende e si è procurato traumi a un braccio e a una gamba. L'infortunato, che si trovava con la famiglia, è stato raggiunto dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, imbarcato e trasportato all'ospedale di Belluno. Presente anche una squadra del Soccorso alpino della Val Comelico.
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2011
ALPINISTA PRECIPITA E MUORE
Scritto da Michela Canova
Auronzo di Cadore (BL), 03-07-11
Un alpinista è precipitato per una trentina di metri sullo Spigolo Dulfer alla Cima Maraia, sui Cadini di Misurina ed è morto per i traumi riportati. Primo di cordata, stava scalando con altri 3 amici, quando ha perso l'appiglio sul secondo tiro della via. L'allarme è stato lanciato dai compagni verso le 10.15. L'alpinista è stato recuperato dall'elicottero dell'Aiut alpin di Bolzano e trasportato al rifugio Città di Carpi, dove il medico ha solamente potuto constatarne il decesso. Sul posto una squadra del Soccorso alpino di Auronzo provvederá a portare la salma a valle.
Un alpinista è precipitato per una trentina di metri sullo Spigolo Dulfer alla Cima Maraia, sui Cadini di Misurina ed è morto per i traumi riportati. Primo di cordata, stava scalando con altri 3 amici, quando ha perso l'appiglio sul secondo tiro della via. L'allarme è stato lanciato dai compagni verso le 10.15. L'alpinista è stato recuperato dall'elicottero dell'Aiut alpin di Bolzano e trasportato al rifugio Città di Carpi, dove il medico ha solamente potuto constatarne il decesso. Sul posto una squadra del Soccorso alpino di Auronzo provvederá a portare la salma a valle.
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2011
Sedico (BL), 02-07-11
Un escursionista bellunese (al momento non sono note altre generalità) ha perso la vita mentre con un amico stava percorrendo un sentiero in Val del Mus. Da una prima ricostruzione, l'uomo è stato colpito alla testa da un sasso ed è poi precipitato per una ventina di metri. Sul posto l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha sbarcato medico e tecnico del Soccorso alpino con un verricello. Constatato il decesso e ottenuto il nulla osta per la rimozione, la salma è stata ricomposta e recuperata. Presente anche una squadra del Soccorso alpino di Belluno.
Un escursionista bellunese (al momento non sono note altre generalità) ha perso la vita mentre con un amico stava percorrendo un sentiero in Val del Mus. Da una prima ricostruzione, l'uomo è stato colpito alla testa da un sasso ed è poi precipitato per una ventina di metri. Sul posto l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha sbarcato medico e tecnico del Soccorso alpino con un verricello. Constatato il decesso e ottenuto il nulla osta per la rimozione, la salma è stata ricomposta e recuperata. Presente anche una squadra del Soccorso alpino di Belluno.
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2011
GRAVE ALPINISTA VOLATO IN TOFANA
Scritto da Michela Canova
Cortina d'Ampezzo (BL), 02-07-11
Ha riportato gravi traumi l'alpinista volato questa mattina sulla Tofana sulla via 'Compagni di merende'. L'uomo, G.G., 49 anni, di Treviso, primo di cordata, ha perso l'appiglio ed è caduto per 15-20 metri, superando il compagno piú sotto che lo stava assicurando e finendo appeso nel vuoto a circa 100 metri dalla base della parete. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è riuscito ad avvicinare al tetto strapiombante il tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio utilizzando un verricello di 10 metri. L'alpinista, medicato e imbarcato, è quindi stato trasportato all'ospedale di Belluno, con sospetti politraumi.
Ha riportato gravi traumi l'alpinista volato questa mattina sulla Tofana sulla via 'Compagni di merende'. L'uomo, G.G., 49 anni, di Treviso, primo di cordata, ha perso l'appiglio ed è caduto per 15-20 metri, superando il compagno piú sotto che lo stava assicurando e finendo appeso nel vuoto a circa 100 metri dalla base della parete. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è riuscito ad avvicinare al tetto strapiombante il tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio utilizzando un verricello di 10 metri. L'alpinista, medicato e imbarcato, è quindi stato trasportato all'ospedale di Belluno, con sospetti politraumi.
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2011
DIFFICILE INTERVENTO NELLA NOTTE
Scritto da Michela Canova
Auronzo di Cadore (BL), 02-07-11
Hanno rischiato la vita i due fratelli irlandesi recuperati nella notte dal Soccorso alpino sulle Tre Cime di Lavaredo. I due alpinisti avevano scalato la Dulfer, una via di quinto grado sulla parete ovest della Cima Grande. Ancora una volta è stata la scarsa conoscenza del percorso di rientro a creare problemi. I fratelli, giunti in vetta, hanno superato il punto dove calarsi dalla cengia sommitale e hanno iniziato la doppia in un punto sbagliato. L'incidente è capitato a 10 metri dalla base, quando l'ultimo ancoraggio è saltato e loro sono volati, sbattendo violentemente sulla neve ghiacciata e le rocce sottostanti nel nevaio della forcella tra la Cima Piccola e la Grande. La loro caduta si è fermata pochi metri prima di un ripido canale. Fortuna ha voluto che due alpinisti cechi, rientrando dalla Piccola, li abbiano visti e lanciato l'allarme al 118. Già con un leggero principio di ipotermia, i politraumi e le rigide temperature notturne, non avrebbero superato la notte. Attorno alle 20.30 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è riuscito a trasportare in quota una squadra del Soccorso alpino di Sesto, che si trovava al rifugio Lavaredo per un'esercitazione, mentre 9 soccorritori di Auronzo risalivano il nevaio con le piccozze. La prima squadra ha stabilizzato e imbarellato uno dei fratelli e lo ha trasportato a valle. Il secondo, dopo che il medico gli ha somministrato antidolorifici, è stato imbarellato subito dopo e portato al rifugio, dove attendevano due ambulanze. Gravi i traumi di entrambi: due braccia e una gamba rotta, trauma al bacino per uno, braccio rotto e sospette vertebre schiacciate per l'altro. L'intervento si è concluso verso l'una.
Hanno rischiato la vita i due fratelli irlandesi recuperati nella notte dal Soccorso alpino sulle Tre Cime di Lavaredo. I due alpinisti avevano scalato la Dulfer, una via di quinto grado sulla parete ovest della Cima Grande. Ancora una volta è stata la scarsa conoscenza del percorso di rientro a creare problemi. I fratelli, giunti in vetta, hanno superato il punto dove calarsi dalla cengia sommitale e hanno iniziato la doppia in un punto sbagliato. L'incidente è capitato a 10 metri dalla base, quando l'ultimo ancoraggio è saltato e loro sono volati, sbattendo violentemente sulla neve ghiacciata e le rocce sottostanti nel nevaio della forcella tra la Cima Piccola e la Grande. La loro caduta si è fermata pochi metri prima di un ripido canale. Fortuna ha voluto che due alpinisti cechi, rientrando dalla Piccola, li abbiano visti e lanciato l'allarme al 118. Già con un leggero principio di ipotermia, i politraumi e le rigide temperature notturne, non avrebbero superato la notte. Attorno alle 20.30 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è riuscito a trasportare in quota una squadra del Soccorso alpino di Sesto, che si trovava al rifugio Lavaredo per un'esercitazione, mentre 9 soccorritori di Auronzo risalivano il nevaio con le piccozze. La prima squadra ha stabilizzato e imbarellato uno dei fratelli e lo ha trasportato a valle. Il secondo, dopo che il medico gli ha somministrato antidolorifici, è stato imbarellato subito dopo e portato al rifugio, dove attendevano due ambulanze. Gravi i traumi di entrambi: due braccia e una gamba rotta, trauma al bacino per uno, braccio rotto e sospette vertebre schiacciate per l'altro. L'intervento si è concluso verso l'una.
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2011
INTERVENTO IN CORSO
Scritto da Michela Canova
Auronzo di Cadore (BL), 01-07-11
Le squadre del Soccorso alpino di Auronzo stanno intervenendo in aiuto di due alpinisti in difficoltá sulla forcella tra la Piccola a la Grande delle Tre Cime di Lavaredo, sopra il nevaio.
Le squadre del Soccorso alpino di Auronzo stanno intervenendo in aiuto di due alpinisti in difficoltá sulla forcella tra la Piccola a la Grande delle Tre Cime di Lavaredo, sopra il nevaio.
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2011
Domegge di Cadore (BL), 01-07-11
Ancora nessuna traccia di Stefano Fedon, 22 anni, e Frank Ernesto Chavez, 23 anni, i due ragazzi di Domegge di Cadore scomparsi mercoledì sera, dopo aver detto che avrebbero fatto un giro sul lago o verso un bivacco. Da questa mattina, quando è stato lanciato l'allarme dalle famiglie preoccupate per il prolungato silenzio (entrambi i cellulari risultano spenti), le squadre del Soccorso alpino di Centro e Pieve di Cadore hanno perlustrato strade e sentieri attorno all'abitato e verificato l'eventuale presenza nei bivacchi, mentre l'elicottero del Suem effettuava una ricognizione dall'alto sopra gli Spalti di Toro. Inutilmente, i soccorritori si sono calati lungo le sponde del lago del Centro Cadore, a lungo scandagliate dai sommozzatori dei vigili del fuoco. Se nulla di nuovo dovesse emergere, il Soccorso alpino garantirà il proprio appoggio anche domattina ai vigili del fuoco, che concentreranno le ricerche sulle acque del lago.
Ancora nessuna traccia di Stefano Fedon, 22 anni, e Frank Ernesto Chavez, 23 anni, i due ragazzi di Domegge di Cadore scomparsi mercoledì sera, dopo aver detto che avrebbero fatto un giro sul lago o verso un bivacco. Da questa mattina, quando è stato lanciato l'allarme dalle famiglie preoccupate per il prolungato silenzio (entrambi i cellulari risultano spenti), le squadre del Soccorso alpino di Centro e Pieve di Cadore hanno perlustrato strade e sentieri attorno all'abitato e verificato l'eventuale presenza nei bivacchi, mentre l'elicottero del Suem effettuava una ricognizione dall'alto sopra gli Spalti di Toro. Inutilmente, i soccorritori si sono calati lungo le sponde del lago del Centro Cadore, a lungo scandagliate dai sommozzatori dei vigili del fuoco. Se nulla di nuovo dovesse emergere, il Soccorso alpino garantirà il proprio appoggio anche domattina ai vigili del fuoco, che concentreranno le ricerche sulle acque del lago.
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2011
RAGAZZI SCOMPARSI IN CADORE
Scritto da Michela Canova
Domegge di Cadore (BL), 01-07-11
Le squadre del Soccorso alpino di Centro Cadore e Pieve di Cadore stanno cercando da alcune ore due ragazzi del luogo, S.F., 22 anni, e F.E.C., 23 anni, dei quali non si hanno più notizie da mercoledì sera. I due giovani avevano detto agli amici di voler andare in un bivacco, ma avevano avanzato anche altre ipotesi di destinazione. Poi si è persa ogni traccia e i loro cellulari risultano spenti. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha sorvolato la zona degli Spalti di Toro, verificandone l'eventuale presenza nei bivacchi e lungo i tracciati di accesso, purtroppo con esito negativo. I soccorritori hanno anche percorso strade e sentieri, con le unità cinofile, e si sono calati lungo le sponde del lago del Centro Cadore, le cui acque verranno sondate dai sommozzatori dei vigili del fuoco.
Le squadre del Soccorso alpino di Centro Cadore e Pieve di Cadore stanno cercando da alcune ore due ragazzi del luogo, S.F., 22 anni, e F.E.C., 23 anni, dei quali non si hanno più notizie da mercoledì sera. I due giovani avevano detto agli amici di voler andare in un bivacco, ma avevano avanzato anche altre ipotesi di destinazione. Poi si è persa ogni traccia e i loro cellulari risultano spenti. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha sorvolato la zona degli Spalti di Toro, verificandone l'eventuale presenza nei bivacchi e lungo i tracciati di accesso, purtroppo con esito negativo. I soccorritori hanno anche percorso strade e sentieri, con le unità cinofile, e si sono calati lungo le sponde del lago del Centro Cadore, le cui acque verranno sondate dai sommozzatori dei vigili del fuoco.
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2011
Verona, 30-06-11
Un caccia militare decollato da Malcesine tocca un piccolo aereo turistico partito dall'Austria nei cieli sopra i monti Lessini, al confine tra Veneto e Trentino. I velivoli precipitano nei boschi sparendo dai radar. E' questo lo scenario ipotizzato negli ultimi due giorni, martedì e mercoledì, di addestramento congiunto tra personale dell'aeronautica militare e squadre del Corpo nazionale del Soccorso alpino e speleologico, ente deputato a collaborare con le forze aeree militari nell'appoggio a terra per le operazioni Sar, search and rescue. Oltre settanta soccorritori della 11a Delegazione Prealpi venete e della 4a Delegazione trentina hanno preso parte all'esercitazione svoltasi in una vasta area dei comuni di Ferrara di Monte Baldo, Erbezzo, Bosco Chiesanuova e Ala, dove gli organizzatori hanno simulato un grave incidente aereo, con altri eventi collaterali (due parapendii precipitati e due cercatori di funghi dispersi), per testare le manovre di ricerca, imbarco, sbarco e trasporto in quota delle squadre con elicotteri, nonchè di movimentazione di numerosi soccorritori, come effettivamente accadrebbe in caso di reale emergenza.
Martedì, dunque, da Malga Foppiano sono arrivate le prime segnalazioni di 'testimoni' che avevano sentito l'impatto e, dopo un primo sopralluogo dall'alto, è stato individuato uno dei due relitti in una zona impervia tra i monti, mentre mercoledì si è concentrato l'addestramento con l'arrivo di tre elicotteri, AB 205 dell'esercito di Bolzano, 412 della Guardia di finanza di Bolzano e HH3F dell'aeronautica militare di Cervia. L'unità di crisi ha pianificato l'intervento del Soccorso alpino, distribuendo le aree da perlustrare e, dopo una lezione teorica per ripassare le tecniche di avvicinamento e utilizzo dei velivoli, le squadre sono state elitrasportate nei punti destinati all'inizio delle ricerche, portate a termine nel pomeriggio con l'individuazione degli occupanti del relitto, dei due piloti e delle altre figure coinvolte.
Un caccia militare decollato da Malcesine tocca un piccolo aereo turistico partito dall'Austria nei cieli sopra i monti Lessini, al confine tra Veneto e Trentino. I velivoli precipitano nei boschi sparendo dai radar. E' questo lo scenario ipotizzato negli ultimi due giorni, martedì e mercoledì, di addestramento congiunto tra personale dell'aeronautica militare e squadre del Corpo nazionale del Soccorso alpino e speleologico, ente deputato a collaborare con le forze aeree militari nell'appoggio a terra per le operazioni Sar, search and rescue. Oltre settanta soccorritori della 11a Delegazione Prealpi venete e della 4a Delegazione trentina hanno preso parte all'esercitazione svoltasi in una vasta area dei comuni di Ferrara di Monte Baldo, Erbezzo, Bosco Chiesanuova e Ala, dove gli organizzatori hanno simulato un grave incidente aereo, con altri eventi collaterali (due parapendii precipitati e due cercatori di funghi dispersi), per testare le manovre di ricerca, imbarco, sbarco e trasporto in quota delle squadre con elicotteri, nonchè di movimentazione di numerosi soccorritori, come effettivamente accadrebbe in caso di reale emergenza.
Martedì, dunque, da Malga Foppiano sono arrivate le prime segnalazioni di 'testimoni' che avevano sentito l'impatto e, dopo un primo sopralluogo dall'alto, è stato individuato uno dei due relitti in una zona impervia tra i monti, mentre mercoledì si è concentrato l'addestramento con l'arrivo di tre elicotteri, AB 205 dell'esercito di Bolzano, 412 della Guardia di finanza di Bolzano e HH3F dell'aeronautica militare di Cervia. L'unità di crisi ha pianificato l'intervento del Soccorso alpino, distribuendo le aree da perlustrare e, dopo una lezione teorica per ripassare le tecniche di avvicinamento e utilizzo dei velivoli, le squadre sono state elitrasportate nei punti destinati all'inizio delle ricerche, portate a termine nel pomeriggio con l'individuazione degli occupanti del relitto, dei due piloti e delle altre figure coinvolte.

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2011
Cortina d'Ampezzo (BL), 29-06-11
Tre ragazzi usciti per un'escursione sulla Cengia Martini, nel gruppo del Lagazuoi, si sono trovati in difficoltà a metà percorso per la presenza di neve. Preoccupati, hanno contattato un amico che ha allertato il Soccorso alpino di Cortina. Dopo essere stati raggiunti, i tre sono stati assicurati e riaccompagnati fino a dove hanno potuto proseguire in autonomia.
Tre ragazzi usciti per un'escursione sulla Cengia Martini, nel gruppo del Lagazuoi, si sono trovati in difficoltà a metà percorso per la presenza di neve. Preoccupati, hanno contattato un amico che ha allertato il Soccorso alpino di Cortina. Dopo essere stati raggiunti, i tre sono stati assicurati e riaccompagnati fino a dove hanno potuto proseguire in autonomia.
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2011
Auronzo di Cadore (BL), 28-06-11
L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha recuperato due alpinisti austriaci bloccati sullo Spigolo Giallo alla Piccola delle Tre Cime di Lavaredo. I due, un uomo e una donna, dopo aver completato una classica del gruppo, la via Comici, anzichè allestire le corde doppie sulla via normale di rientro, hanno iniziato a calarsi lungo l'impegnativo 'Muro giallo' di Glowacz, su parete strapiombante. Arrivati a circa 200 metri dalla base, non sono più stati in grado di scendere oltre e hanno chiesto aiuto al 118 verso le 17.20. Dopo un sopralluogo per individuare gli alpinisti, l'elicottero è atterrato nelle vicinanze della montagna e l'equipaggio si è quindi preparato al recupero, effettuato dal tecnico del Soccorso alpino di turno, avvicinato alla parete con un gancio baricentrico di 75 metri. Agganciati, i due alpinisti illesi sono stati trasportati fino al rifugio Lavaredo.
L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha recuperato due alpinisti austriaci bloccati sullo Spigolo Giallo alla Piccola delle Tre Cime di Lavaredo. I due, un uomo e una donna, dopo aver completato una classica del gruppo, la via Comici, anzichè allestire le corde doppie sulla via normale di rientro, hanno iniziato a calarsi lungo l'impegnativo 'Muro giallo' di Glowacz, su parete strapiombante. Arrivati a circa 200 metri dalla base, non sono più stati in grado di scendere oltre e hanno chiesto aiuto al 118 verso le 17.20. Dopo un sopralluogo per individuare gli alpinisti, l'elicottero è atterrato nelle vicinanze della montagna e l'equipaggio si è quindi preparato al recupero, effettuato dal tecnico del Soccorso alpino di turno, avvicinato alla parete con un gancio baricentrico di 75 metri. Agganciati, i due alpinisti illesi sono stati trasportati fino al rifugio Lavaredo.
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2011
Revine Lago (TV), 28-06-11
Con l'inizio dell'estate aumentano i frequentatori delle montagne e di conseguenza gli incidenti che richiedono l'intervento dei soccorritori, spesso chiamati a operare assieme all'equipaggio dell'elisoccorso, al cui interno è già contemplata la presenza quotidiana di un tecnico del Soccorso alpino, di turno alla base di Treviso, per le emergenze in ambiente ostile. In previsione della maggiore operatività, si è svolta nei giorni scorsi un'esercitazione congiunta tra la Stazione del Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane e l'eliambulanza di Treviso emergenza, per affinare le tecniche di sbarco, imbarco e trasporto delle squadre. In località Pian dele Femene, dopo una lezione di ripasso delle varie fasi di avvicinamento e comportamenti da tenere vicino e sul velivolo, tenuta da pilota, tecnico aeronautico e tecnico del Soccorso alpino, i soccorritori si sono alternati nelle varie modalità. Dagli imbarchi e sbarchi con il mezzo in hovering, cioè fermo in volo stazionario (i più frequenti per le squadre trasportate in quota su ampie cenge o cime delle montagne, per velocizzare i tempi di intervento), all'utilizzo di verricello e gancio baricentrico, sistemi utilizzati per avvicinare gli operatori a pareti verticali o per calarli quando l'elicottero non può avvicinarsi troppo. Le squadre hanno inoltre simulato il recupero di una persona ferita con la barella, allestendo gli ancoraggi sopra un salto di roccia.
Con l'inizio dell'estate aumentano i frequentatori delle montagne e di conseguenza gli incidenti che richiedono l'intervento dei soccorritori, spesso chiamati a operare assieme all'equipaggio dell'elisoccorso, al cui interno è già contemplata la presenza quotidiana di un tecnico del Soccorso alpino, di turno alla base di Treviso, per le emergenze in ambiente ostile. In previsione della maggiore operatività, si è svolta nei giorni scorsi un'esercitazione congiunta tra la Stazione del Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane e l'eliambulanza di Treviso emergenza, per affinare le tecniche di sbarco, imbarco e trasporto delle squadre. In località Pian dele Femene, dopo una lezione di ripasso delle varie fasi di avvicinamento e comportamenti da tenere vicino e sul velivolo, tenuta da pilota, tecnico aeronautico e tecnico del Soccorso alpino, i soccorritori si sono alternati nelle varie modalità. Dagli imbarchi e sbarchi con il mezzo in hovering, cioè fermo in volo stazionario (i più frequenti per le squadre trasportate in quota su ampie cenge o cime delle montagne, per velocizzare i tempi di intervento), all'utilizzo di verricello e gancio baricentrico, sistemi utilizzati per avvicinare gli operatori a pareti verticali o per calarli quando l'elicottero non può avvicinarsi troppo. Le squadre hanno inoltre simulato il recupero di una persona ferita con la barella, allestendo gli ancoraggi sopra un salto di roccia.
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2011
ESCURSIONISTA SOCCORSA IN RIFUGIO
Scritto da Michela Canova
Cortina d'Ampezzo (BL), 27-06-11
Un'escursionista milanese, P.R., 71 anni, si è trovata in difficoltà nei pressi del rifugio Scoiattoli, sotto le Cinque Torri, a causa di un dolore al piede che non le permetteva di camminare. Attorno alle 14.30 è stato quindi allertato il Soccorso alpino di Cortina, che ha raggiunto la donna con il fuoristrada, per poi accompagnarla all'ospedale Codivilla.
Un'escursionista milanese, P.R., 71 anni, si è trovata in difficoltà nei pressi del rifugio Scoiattoli, sotto le Cinque Torri, a causa di un dolore al piede che non le permetteva di camminare. Attorno alle 14.30 è stato quindi allertato il Soccorso alpino di Cortina, che ha raggiunto la donna con il fuoristrada, per poi accompagnarla all'ospedale Codivilla.
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2011
Belluno, 26-06-11
Questa mattina un alpinista di Mori (TN), A.M., 17 anni, è stato centrato da un sasso caduto dalla parete, mentre era fermo in sosta a fare sicura al suo compagno, sul sesto tiro della via Decima - Cimpellin, sulla Pala del Bo', in Moiazza. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha imbarcato un tecnico del Soccorso alpino di Agordo al rifugio Carestiato, per un sostegno nelle operazioni e si è diretto poi verso il luogo dell'incidente. Il ragazzo, raggiunto dai soccorritori, è stato imbarellato e recuperato con un gancio baricentrico di 35 metri, per essere poi imbarcato e trasportato all'ospedale di Belluno con una profonda ferita alla gamba. Successivamente l'eliambulanza è stata inviata verso la Cengia del Banco, sulla Croda Marcora, per verificare che una frana caduta sopra un sentiero non avesse investito qualcuno. Sul posto l'equipaggio, aiutato da un soccorritore di San Vito di Cadore, ha escluso la presenza di persone coinvolte. Infine, sul Primo spigolo della Tofana di Rozes, verso la fine della via Pompanin-Dimai, un alpinista del Lussemburgo è stato recuperato con la compagna di cordata dall'eliambulanza, perchè, sentitosi poco bene, aveva contattato il 118. L'uomo, imabarcato con un verricello di 5 metri, è stato trasportato all'ospedale di Pieve di Cadore, per i controlli del caso.
Questa mattina un alpinista di Mori (TN), A.M., 17 anni, è stato centrato da un sasso caduto dalla parete, mentre era fermo in sosta a fare sicura al suo compagno, sul sesto tiro della via Decima - Cimpellin, sulla Pala del Bo', in Moiazza. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha imbarcato un tecnico del Soccorso alpino di Agordo al rifugio Carestiato, per un sostegno nelle operazioni e si è diretto poi verso il luogo dell'incidente. Il ragazzo, raggiunto dai soccorritori, è stato imbarellato e recuperato con un gancio baricentrico di 35 metri, per essere poi imbarcato e trasportato all'ospedale di Belluno con una profonda ferita alla gamba. Successivamente l'eliambulanza è stata inviata verso la Cengia del Banco, sulla Croda Marcora, per verificare che una frana caduta sopra un sentiero non avesse investito qualcuno. Sul posto l'equipaggio, aiutato da un soccorritore di San Vito di Cadore, ha escluso la presenza di persone coinvolte. Infine, sul Primo spigolo della Tofana di Rozes, verso la fine della via Pompanin-Dimai, un alpinista del Lussemburgo è stato recuperato con la compagna di cordata dall'eliambulanza, perchè, sentitosi poco bene, aveva contattato il 118. L'uomo, imabarcato con un verricello di 5 metri, è stato trasportato all'ospedale di Pieve di Cadore, per i controlli del caso.
Pubblicato in
2011
