2011
DONNA TRAVOLTA DA UN ALBERO
Scritto da Michela Canova
Enego (VI), 25-07-11
Una donna è stata travolta da un albero mentre stava aiutando il marito impegnato a tagliare legna in un bosco in località Tombal. L'allarme è scattato attorno alle 16, sul posto il 118 ha inviato una squadra del Soccorso alpino di Asiago e l'elicottero di Treviso emergenza, che ha sbarcato poco distante dal luogo dell'incidente personale sanitario e tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio. Dopo aver ricevuto le prime cure, l'infortunata, O.M.M., 48 anni, di Pozzoleone (VI), è stata imbarellata e recuperata utilizzando un verricello di 40 metri, per essere trasportata all'ospedale di Vicenza, con un sospetto trauma al bacino.
Una donna è stata travolta da un albero mentre stava aiutando il marito impegnato a tagliare legna in un bosco in località Tombal. L'allarme è scattato attorno alle 16, sul posto il 118 ha inviato una squadra del Soccorso alpino di Asiago e l'elicottero di Treviso emergenza, che ha sbarcato poco distante dal luogo dell'incidente personale sanitario e tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio. Dopo aver ricevuto le prime cure, l'infortunata, O.M.M., 48 anni, di Pozzoleone (VI), è stata imbarellata e recuperata utilizzando un verricello di 40 metri, per essere trasportata all'ospedale di Vicenza, con un sospetto trauma al bacino.
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2011
SOCCORSO BIKER IN RIFUGIO
Scritto da Michela Canova
Borca di Cadore (BL), 24-07-11
Una squadra del Soccorso alpino della Val Fiorentina sta accompagnando a valle un turista tedesco, caduto con la mountain bike non distante dal rifugio Città di Fiume. L'uomo, J.S., 48 anni, che faceva parte di una comitiva, una volta raggiunto l'edificio, non è più stato in grado di proseguire per le contusioni diffuse. I soccorritori lo trasporteranno in jeep fino all'ambulanza in attesa sulla strada, diretta all'ospedale di Agordo.
Una squadra del Soccorso alpino della Val Fiorentina sta accompagnando a valle un turista tedesco, caduto con la mountain bike non distante dal rifugio Città di Fiume. L'uomo, J.S., 48 anni, che faceva parte di una comitiva, una volta raggiunto l'edificio, non è più stato in grado di proseguire per le contusioni diffuse. I soccorritori lo trasporteranno in jeep fino all'ambulanza in attesa sulla strada, diretta all'ospedale di Agordo.
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2011
Belluno, 22-07-11
Una squadra del Soccorso alpino di San Vito di Cadore sta riaccompagnando a valle un escursionista che si è trovato in difficoltà sotto la Croda Marcora. L'uomo, partito da Dogana Vecchia, stava percorrendo il sentiero 241 diretto al bivacco Slataper. Passando sotto la ferrata della Cengia del Banco, complice la stanchezza, non si è più sentito in grado di proseguire, né di tornare sui suoi passi. I soccorritori lo hanno quindi raggiunto per aiutarlo a rientrare. Sempre nel pomeriggio una squadra di Cortina in jeep è stata inviata dal 118 al rifugio Averau, dove una turista tedesca, cadendo, si è fatta male a una mano. I soccorritori la hanno trasportata all'ospedale Codivilla con una sospetta frattura al polso.
Una squadra del Soccorso alpino di San Vito di Cadore sta riaccompagnando a valle un escursionista che si è trovato in difficoltà sotto la Croda Marcora. L'uomo, partito da Dogana Vecchia, stava percorrendo il sentiero 241 diretto al bivacco Slataper. Passando sotto la ferrata della Cengia del Banco, complice la stanchezza, non si è più sentito in grado di proseguire, né di tornare sui suoi passi. I soccorritori lo hanno quindi raggiunto per aiutarlo a rientrare. Sempre nel pomeriggio una squadra di Cortina in jeep è stata inviata dal 118 al rifugio Averau, dove una turista tedesca, cadendo, si è fatta male a una mano. I soccorritori la hanno trasportata all'ospedale Codivilla con una sospetta frattura al polso.
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2011
Belluno, 21-07-11
Questa mattina, durante un'escursione in mountain bike con gli amici, un uomo di Santa Giustina (BL), L.D.P., 55 anni, è caduto a terra non distante dal rifugio Biella alla Croda del Becco. I suoi compagni hanno allertato il 118 che ha inviato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore e una squadra del Soccorso alpino di Cortina. L'uomo è stato raggiunto, medicato e imbarcato per essere trasportato all'ospedale di Belluno con una sospetta frattura alla gamba. Una squadra del Soccorso alpino di Livinallongo è poi intervenuta sul sentiero Viel del Pan, che da passo Pordoi conduce a Porta Vescovo, dove una turista di Forlì, F.I., 44 anni, scivolando ha messo male il piede e si è procurata un trauma alla caviglia, per aiutarla a percorrere i 500 metri che la separavano dalla strada, accompagnandola alla propria auto. Sempre a Cortina i soccorritori si sono succeduti in altre due operazioni. Sul monte Faloria, dopo essere saliti con la funivia, hanno ridisceso dall'alto la ferrata Sci club 18, poichè un escursionista slovacco, S.M., 53 anni, giunto a tre quarti del percorso, non riusciva più a proseguire per la stanchezza. Dopo averlo individuato lo hanno accompagnato fino alla conclusione dell'itinerario attrezzato. Una seconda squadra ha invece iniziato la ricerca di una coppia veneziana, marito e moglie, che aveva smarrito il sentiero sul versante di Croda de r'Ancona. I soccorritori si sono avvicinati al luogo e hanno visto con il binocolo che i due avevano ritrovato la traccia in prossimità di forcella Lerosa. Una volta incrociati, sono rientrati con la coppia fino a malga Ra Stua.
Questa mattina, durante un'escursione in mountain bike con gli amici, un uomo di Santa Giustina (BL), L.D.P., 55 anni, è caduto a terra non distante dal rifugio Biella alla Croda del Becco. I suoi compagni hanno allertato il 118 che ha inviato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore e una squadra del Soccorso alpino di Cortina. L'uomo è stato raggiunto, medicato e imbarcato per essere trasportato all'ospedale di Belluno con una sospetta frattura alla gamba. Una squadra del Soccorso alpino di Livinallongo è poi intervenuta sul sentiero Viel del Pan, che da passo Pordoi conduce a Porta Vescovo, dove una turista di Forlì, F.I., 44 anni, scivolando ha messo male il piede e si è procurata un trauma alla caviglia, per aiutarla a percorrere i 500 metri che la separavano dalla strada, accompagnandola alla propria auto. Sempre a Cortina i soccorritori si sono succeduti in altre due operazioni. Sul monte Faloria, dopo essere saliti con la funivia, hanno ridisceso dall'alto la ferrata Sci club 18, poichè un escursionista slovacco, S.M., 53 anni, giunto a tre quarti del percorso, non riusciva più a proseguire per la stanchezza. Dopo averlo individuato lo hanno accompagnato fino alla conclusione dell'itinerario attrezzato. Una seconda squadra ha invece iniziato la ricerca di una coppia veneziana, marito e moglie, che aveva smarrito il sentiero sul versante di Croda de r'Ancona. I soccorritori si sono avvicinati al luogo e hanno visto con il binocolo che i due avevano ritrovato la traccia in prossimità di forcella Lerosa. Una volta incrociati, sono rientrati con la coppia fino a malga Ra Stua.
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2011
MANOVRE DI RECUPERO IN FORRA: IL SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO SI ADDESTRA
Scritto da Michela Canova
Belluno, 21-07-11
Un salto di qualche metro in una pozza d'acqua, il piede che urta la roccia e il dolore che impedisce di proseguire e uscire dalla gola divenuta una trappola. Questo è un esempio di emergenza cui sempre più spesso il Soccorso alpino e speleologico è chiamato a far fronte, da quando è diventata più praticata e diffusa la disciplina del torrentismo o canyoning, ovvero ridiscendere lungo le forre disegnate dai torrenti di montagna, armati di muta, caschetto, imbrago e corde. Per affinare simili operazioni, nei giorni scorsi si è svolta nel torrente Soffia, nel comune di Sospirolo, la simulazione del recupero di un ferito in torrente, che ha coinvolto 42 tecnici: 22 qualificati per questo tipo di intervento, 15 operativi nello 'sforramento' della barella, 5 coordinatori dell'esercitazione nel Centro mobile del Soccorso alpino. L'addestramento prevedeva che la squadra forra raggiungesse l'infortunato, per medicarlo, caricarlo nell'apposita barella a tenuta stagna e trasportarlo lungo l'alveo, superando salti di diverse decine di metri con calate più e meno impegnative, fino al punto di uscita. Da lì la barella era affidata alla squadra alpina per lo sforramento: il recupero dall'alto della barella dal greto (rimasta nel vuoto per 65 metri) e il trasporto per un centinaio di metri di dislivello in salita nel bosco verso la strada sterrata.
L'esercitazione, iniziata alle 18 e conclusa con l'arrivo del ferito a mezzanotte sulla strada per Gena Alta, si è svolta in condizioni climatiche non favorevoli, ma che non hanno ostacolato il raggiungimento degli obiettivi in programma, uno su tutti la collaborazione tra squadra alpina e squadra forra, fondamentale per affrontare questo tipo di interventi. E' stato poi possibile comprendere dinamiche e tempistiche reali, nonchè localizzare i vari punti di sforramento e di accesso per la barella e per la squadra. Sono infine state testate, vista la particolare complessità orografica degli scenari, le diverse possibilità di comunicazione radio tra il Centro mobile di Coordinamento e le squadre all'interno del torrente. All'evento, organizzato dalla 6a Delegazione speleologica Veneto-Trentino Alto Adige con la 2a Dolomiti Bellunesi, in collaborazione con il Parco nazionale Dolomiti Bellunesi, hanno preso parte anche soccorritori abilitati all'intervento in forra provenienti dalla 4a Delegazione speleo Umbria e dalla 11a Marche.
Un salto di qualche metro in una pozza d'acqua, il piede che urta la roccia e il dolore che impedisce di proseguire e uscire dalla gola divenuta una trappola. Questo è un esempio di emergenza cui sempre più spesso il Soccorso alpino e speleologico è chiamato a far fronte, da quando è diventata più praticata e diffusa la disciplina del torrentismo o canyoning, ovvero ridiscendere lungo le forre disegnate dai torrenti di montagna, armati di muta, caschetto, imbrago e corde. Per affinare simili operazioni, nei giorni scorsi si è svolta nel torrente Soffia, nel comune di Sospirolo, la simulazione del recupero di un ferito in torrente, che ha coinvolto 42 tecnici: 22 qualificati per questo tipo di intervento, 15 operativi nello 'sforramento' della barella, 5 coordinatori dell'esercitazione nel Centro mobile del Soccorso alpino. L'addestramento prevedeva che la squadra forra raggiungesse l'infortunato, per medicarlo, caricarlo nell'apposita barella a tenuta stagna e trasportarlo lungo l'alveo, superando salti di diverse decine di metri con calate più e meno impegnative, fino al punto di uscita. Da lì la barella era affidata alla squadra alpina per lo sforramento: il recupero dall'alto della barella dal greto (rimasta nel vuoto per 65 metri) e il trasporto per un centinaio di metri di dislivello in salita nel bosco verso la strada sterrata.
L'esercitazione, iniziata alle 18 e conclusa con l'arrivo del ferito a mezzanotte sulla strada per Gena Alta, si è svolta in condizioni climatiche non favorevoli, ma che non hanno ostacolato il raggiungimento degli obiettivi in programma, uno su tutti la collaborazione tra squadra alpina e squadra forra, fondamentale per affrontare questo tipo di interventi. E' stato poi possibile comprendere dinamiche e tempistiche reali, nonchè localizzare i vari punti di sforramento e di accesso per la barella e per la squadra. Sono infine state testate, vista la particolare complessità orografica degli scenari, le diverse possibilità di comunicazione radio tra il Centro mobile di Coordinamento e le squadre all'interno del torrente. All'evento, organizzato dalla 6a Delegazione speleologica Veneto-Trentino Alto Adige con la 2a Dolomiti Bellunesi, in collaborazione con il Parco nazionale Dolomiti Bellunesi, hanno preso parte anche soccorritori abilitati all'intervento in forra provenienti dalla 4a Delegazione speleo Umbria e dalla 11a Marche.
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2011
Malcesine (VR), 21-07-11
Le squadre del Soccorso alpino di Verona, assieme a quelle di Ala, sono state impegnate ieri sera fino a mezzanotte sul monte Baldo nella verifica di una segnalazione, che poteva fare luce sulla scomparsa di un ragazzo uscito di casa la scorsa settimana, senza più dare notizie di sè. Il giovane, E.N., 25 anni, di Grezzana (VR), si è allontanato venerdì dalla propria abitazione con uno zaino e abbigliamento da montagna, per un'escursione. Non sentendolo più, dopo qualche giorno i genitori preoccupati si sono rivolti al Soccorso alpino e ai carabinieri. Martedì mattina le squadre di Verona, senza avere indicazioni precise sulla destinazione del giovane, hanno perlustrato i sentieri tra i rifugi Telegrafo e Chierego sul monte Baldo, dove a un vicino di casa, che si trovava in zona, pareva di aver riconosciuto il ragazzo in uno dei gitanti incrociati lunedì pomeriggio. I soccorritori hanno anche percorso la ferrata delle Taccole, poichè il giovane aveva nello zainetto casco e imbrago e poteva essersi diretto sull'itinerario attrezzato. A sera però nessuna nuova indicazione è emersa dalla ricerca. Neppure il cellulare, che risulta spento, ha potuto far luce sui suoi movimenti. Dalla ricerca delle celle effettuata dai carabinieri, infatti, non emergerebbero dati utili a circoscrivere una zona. Ieri pomeriggio dei turisti belgi, passata la notte in tenda sul Baldo, hanno informato i carabinieri che la sera prima avevano sentito gridare aiuto sul versante di cima Pozzette. I soccorritori si sono quindi mossi nuovamente per verificare non si trattasse del ragazzo o di un'altra persona in difficoltà. Al sopralluogo si sono aggiunte anche le squadre di Ala, per perlustrare il territorio confinante di Avio, e l'elicottero di Trento che ha sorvolato l'area dall'alto. Ma non è stato trovato nessuno. Al momento della scomparsa il ragazzo indossava una giacca a vento verde brillante, zainetto, abbigliamento da trekking e scarpe da ginnastica. Chiunque avesse informazioni può rivolgersi ai carabinieri di Malcesine.
Le squadre del Soccorso alpino di Verona, assieme a quelle di Ala, sono state impegnate ieri sera fino a mezzanotte sul monte Baldo nella verifica di una segnalazione, che poteva fare luce sulla scomparsa di un ragazzo uscito di casa la scorsa settimana, senza più dare notizie di sè. Il giovane, E.N., 25 anni, di Grezzana (VR), si è allontanato venerdì dalla propria abitazione con uno zaino e abbigliamento da montagna, per un'escursione. Non sentendolo più, dopo qualche giorno i genitori preoccupati si sono rivolti al Soccorso alpino e ai carabinieri. Martedì mattina le squadre di Verona, senza avere indicazioni precise sulla destinazione del giovane, hanno perlustrato i sentieri tra i rifugi Telegrafo e Chierego sul monte Baldo, dove a un vicino di casa, che si trovava in zona, pareva di aver riconosciuto il ragazzo in uno dei gitanti incrociati lunedì pomeriggio. I soccorritori hanno anche percorso la ferrata delle Taccole, poichè il giovane aveva nello zainetto casco e imbrago e poteva essersi diretto sull'itinerario attrezzato. A sera però nessuna nuova indicazione è emersa dalla ricerca. Neppure il cellulare, che risulta spento, ha potuto far luce sui suoi movimenti. Dalla ricerca delle celle effettuata dai carabinieri, infatti, non emergerebbero dati utili a circoscrivere una zona. Ieri pomeriggio dei turisti belgi, passata la notte in tenda sul Baldo, hanno informato i carabinieri che la sera prima avevano sentito gridare aiuto sul versante di cima Pozzette. I soccorritori si sono quindi mossi nuovamente per verificare non si trattasse del ragazzo o di un'altra persona in difficoltà. Al sopralluogo si sono aggiunte anche le squadre di Ala, per perlustrare il territorio confinante di Avio, e l'elicottero di Trento che ha sorvolato l'area dall'alto. Ma non è stato trovato nessuno. Al momento della scomparsa il ragazzo indossava una giacca a vento verde brillante, zainetto, abbigliamento da trekking e scarpe da ginnastica. Chiunque avesse informazioni può rivolgersi ai carabinieri di Malcesine.
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2011
RICERCA NELLA NOTTE SUL CAREGA
Scritto da Michela Canova
Recoaro Terme (VI), 19-07-11
Si sono chiuse dopo mezzanotte e mezza le ricerche di M.T., 59 anni di Valli del Pasubio, quando l'uomo ha raggiunto un albergo del passo Pian delle Fugazze e l'allarme è cessato. Uscito in mattinata per un'escursione, nel pomeriggio aveva mandato un messaggio preoccupante alla moglie, in cui scriveva di essere incrodato in un canalone, senza dare ulteriori indicazioni del luogo. Rinvenuta la sua auto nella zona di Campogrosso, la ricerca aveva inizio, coordinata dalle Stazioni del Soccorso alpino trentine competenti per territorio, Rovereto, Ala e Folgaria, alle quali in seguito si sono aggiunte quelle venete di Recoaro-Valdagno e Schio, per verificare dalla base i canali che scendono nel vicentino. Le squadre si sono concentrate sul gruppo del Carega, dove l'elicottero di Trento ha effettuato dei sopralluoghi dall'alto, trasportando poi sulle creste delle cime i soccorritori. Poco prima dell'una l'epilogo, quando è arrivata la notizia che l'uomo era rientrato autonomamente. Raggiunto dai soccorritori, è apparso in evidente stato confusionale e non ricordava il percorso fatto. In via precauzionale è quindi stato accompagnato in ambulanza all'ospedale. Presenti anche carabinieri e vigili del fuoco di Trento e Vicenza.
Si sono chiuse dopo mezzanotte e mezza le ricerche di M.T., 59 anni di Valli del Pasubio, quando l'uomo ha raggiunto un albergo del passo Pian delle Fugazze e l'allarme è cessato. Uscito in mattinata per un'escursione, nel pomeriggio aveva mandato un messaggio preoccupante alla moglie, in cui scriveva di essere incrodato in un canalone, senza dare ulteriori indicazioni del luogo. Rinvenuta la sua auto nella zona di Campogrosso, la ricerca aveva inizio, coordinata dalle Stazioni del Soccorso alpino trentine competenti per territorio, Rovereto, Ala e Folgaria, alle quali in seguito si sono aggiunte quelle venete di Recoaro-Valdagno e Schio, per verificare dalla base i canali che scendono nel vicentino. Le squadre si sono concentrate sul gruppo del Carega, dove l'elicottero di Trento ha effettuato dei sopralluoghi dall'alto, trasportando poi sulle creste delle cime i soccorritori. Poco prima dell'una l'epilogo, quando è arrivata la notizia che l'uomo era rientrato autonomamente. Raggiunto dai soccorritori, è apparso in evidente stato confusionale e non ricordava il percorso fatto. In via precauzionale è quindi stato accompagnato in ambulanza all'ospedale. Presenti anche carabinieri e vigili del fuoco di Trento e Vicenza.
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2011
Auronzo di Cadore (BL), 17-07-11
Due rocciatori, conclusa una via sulla Piccola delle Tre Cime di Lavaredo, hanno attrezzato le doppie per scendere. Sul primo tiro però le corde sono rimaste incastrate nella roccia e gli alpinisti hanno chiesto l'intervento del 118, prossimo anche il temporale. Fortunatamente, quando le squadre del Soccorso alpino di Auronzo sono arrivate alla base della parete, gli alpinisti hanno avvertito che una cordata dietro loro aveva liberato le corde e che quindi potevano scendere autonomamente. L'allarme è così cessato e i soccorritori ne stanno attendendo il rientro.
Due rocciatori, conclusa una via sulla Piccola delle Tre Cime di Lavaredo, hanno attrezzato le doppie per scendere. Sul primo tiro però le corde sono rimaste incastrate nella roccia e gli alpinisti hanno chiesto l'intervento del 118, prossimo anche il temporale. Fortunatamente, quando le squadre del Soccorso alpino di Auronzo sono arrivate alla base della parete, gli alpinisti hanno avvertito che una cordata dietro loro aveva liberato le corde e che quindi potevano scendere autonomamente. L'allarme è così cessato e i soccorritori ne stanno attendendo il rientro.
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2011
Crespano del Grappa (TV), 17-07-11
Una famiglia di Thiene (VI) , papà, mamma e tre bimbi di 7, 9 e 11 anni, si è trovata in difficoltà in Val Corpon. Partiti per una semplice escursione, hanno seguito la traccia sbagliata di un sentiero, finendo incrodati sopra un ghiaione del Sasso del Becco, impossibilitati a proseguire o tornare sui propri passi. Contattato il 118, hanno dato le loro coordinate grazie al telefonino e sono stati raggiunti da una squadra del Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa e dall'elicottero di Treviso emergenza. I soccorritori hanno predisposto una piazzola d'emergenza dove il tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio ha recuperato genitori e bambini con il verricello per poi trasportarli a valle.
Una famiglia di Thiene (VI) , papà, mamma e tre bimbi di 7, 9 e 11 anni, si è trovata in difficoltà in Val Corpon. Partiti per una semplice escursione, hanno seguito la traccia sbagliata di un sentiero, finendo incrodati sopra un ghiaione del Sasso del Becco, impossibilitati a proseguire o tornare sui propri passi. Contattato il 118, hanno dato le loro coordinate grazie al telefonino e sono stati raggiunti da una squadra del Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa e dall'elicottero di Treviso emergenza. I soccorritori hanno predisposto una piazzola d'emergenza dove il tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio ha recuperato genitori e bambini con il verricello per poi trasportarli a valle.
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2011
Cortina d'Ampezzo (BL), 16-07-11
Dopo aver salito la ferrata sulla Tofana Terza, una coppia di escursionisti marchigiani ha sbagliato la via del rientro verso il Formenton, scendendo prima del Bivacco degli alpini e trovandosi in difficoltà sul nevaio, 200 metri più in basso, dove hanno incontrato un terzo escursionista, un uomo tedesco, anche lui fuori percorso. Allertato il 118, sul posto è stata inviata una squadra del Soccorso alpino di Cortina, 6 tecnici, con 2 finanzieri. I soccorritori sono saliti con la funivia per poi ridiscendere dalla Tofana di Mezzo fino a raggiungerli sul nevaio. Nonostante le condizioni del tempo siano peggiorate, con l'arrivo del temporale e scariche di fulmini, le squadre sono riuscite a riaccompagnare gli escursionisti dal Formenton a Ra Valles.
Dopo aver salito la ferrata sulla Tofana Terza, una coppia di escursionisti marchigiani ha sbagliato la via del rientro verso il Formenton, scendendo prima del Bivacco degli alpini e trovandosi in difficoltà sul nevaio, 200 metri più in basso, dove hanno incontrato un terzo escursionista, un uomo tedesco, anche lui fuori percorso. Allertato il 118, sul posto è stata inviata una squadra del Soccorso alpino di Cortina, 6 tecnici, con 2 finanzieri. I soccorritori sono saliti con la funivia per poi ridiscendere dalla Tofana di Mezzo fino a raggiungerli sul nevaio. Nonostante le condizioni del tempo siano peggiorate, con l'arrivo del temporale e scariche di fulmini, le squadre sono riuscite a riaccompagnare gli escursionisti dal Formenton a Ra Valles.
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2011
INTERVENTI IN MONTAGNA
Scritto da Michela Canova
Belluno, 16-07-11
Uscito per una passeggiata con il padre nei boschi sopra Pecol di Zoldo Alto, L.C., 28 anni, di Bra (CN), si è allontanato per un momento e i due si sono persi di vista. Rientrati per due sentieri differenti, dopo un po' il padre, preoccupato, ha chiamato il 118. Una squadra del Soccorso alpino della Valle di Zoldo ha quindi iniziato le ricerche nel bosco, quando delle persone incontrate dai soccorritori hanno detto loro di averlo incrociato sulla strada. In effetti il ragazzo era tornato nella casa di villeggiatura e l'allarme è rientrato. Una coppia di escursionisti trevigiani, raggiunta forcella del Camoscio a Padola di Comelico Superire, in difficoltà sul sentiero non è più stata in grado di proseguire. Imbarcata dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore in hovering, è quindi stata trasportata a valle.
Uscito per una passeggiata con il padre nei boschi sopra Pecol di Zoldo Alto, L.C., 28 anni, di Bra (CN), si è allontanato per un momento e i due si sono persi di vista. Rientrati per due sentieri differenti, dopo un po' il padre, preoccupato, ha chiamato il 118. Una squadra del Soccorso alpino della Valle di Zoldo ha quindi iniziato le ricerche nel bosco, quando delle persone incontrate dai soccorritori hanno detto loro di averlo incrociato sulla strada. In effetti il ragazzo era tornato nella casa di villeggiatura e l'allarme è rientrato. Una coppia di escursionisti trevigiani, raggiunta forcella del Camoscio a Padola di Comelico Superire, in difficoltà sul sentiero non è più stata in grado di proseguire. Imbarcata dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore in hovering, è quindi stata trasportata a valle.
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2011
Borso del Grappa (TV), 16-07-11
É rimasta sospesa su un albero, a circa 15 metri dal suolo, la ragazza russa precipitata ieri con il parapendio, la cui sparizione ha mobilitato tre Stazioni del Soccorso alpino e due elicotteri impegnati nella sua ricerca fino a notte. Poco dopo il decollo attorno a mezzogiorno da Borso, O.K., 28 anni, di Mosca, è finita all'interno di un cumulo di nubi, dove ha perso il controllo della vela ed è caduta tra la vegetazione sottostante, rimanendo impigliata tra i rami di un faggio, per fortuna incolume. La sua richiesta di aiuto ha fatto il giro del mondo: lei ha infatti contattato un amico a Mosca, che ha girato l'Sos a Borso del Grappa, con indicazioni approssimative su dinamica e luogo dell'incidente. Dalle coordinate date, l'area da perlustrare è subito apparsa molto vasta e sono quindi partite le squadre del Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa e delle Prealpi Trevigiane, perchè il parapendio poteva essere arrivato fino a Segusino e alle montagne circostanti. L'elicottero di Treviso emergenza ha svolto la ricerca dall'alto, senza però riuscire a rintracciare la vela, sostiuito poi dall'eliambulanza di Pieve di Cadore. Ai soccorritori si sono uniti anche quelli di Feltre, per verificare i versanti a nord del Grappa, di loro competenza. A scadenza effemeridi, l'elicottero di Pieve ha individuato la vela in localitá Sass Negri, a Borso. Dopo aver sbarcato il tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio a circa 300 metri dal punto dell'avvistamento, il velivolo è dovuto rientrare alla base. Il soccorritore è sceso lungo il versante, ormai al buio, e ha raggiunto l'albero dove si trovava la ragazza, infreddolita, ma senza alcuna ferita. Dopo essersi arrampicato, l'ha assicurata e ha tagliato i vincoli che la tenevano legata, per poi calarla a terra. Assieme sono quindi usciti dalla vegetazione, camminando per mezzo chilometro circa, fino a raggiungere un sentiero. Lì le squadre della Pedemontana del Grappa li hanno ritrovati e accompagnati a valle. L'intervento si è concluso verso mezzanotte.
É rimasta sospesa su un albero, a circa 15 metri dal suolo, la ragazza russa precipitata ieri con il parapendio, la cui sparizione ha mobilitato tre Stazioni del Soccorso alpino e due elicotteri impegnati nella sua ricerca fino a notte. Poco dopo il decollo attorno a mezzogiorno da Borso, O.K., 28 anni, di Mosca, è finita all'interno di un cumulo di nubi, dove ha perso il controllo della vela ed è caduta tra la vegetazione sottostante, rimanendo impigliata tra i rami di un faggio, per fortuna incolume. La sua richiesta di aiuto ha fatto il giro del mondo: lei ha infatti contattato un amico a Mosca, che ha girato l'Sos a Borso del Grappa, con indicazioni approssimative su dinamica e luogo dell'incidente. Dalle coordinate date, l'area da perlustrare è subito apparsa molto vasta e sono quindi partite le squadre del Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa e delle Prealpi Trevigiane, perchè il parapendio poteva essere arrivato fino a Segusino e alle montagne circostanti. L'elicottero di Treviso emergenza ha svolto la ricerca dall'alto, senza però riuscire a rintracciare la vela, sostiuito poi dall'eliambulanza di Pieve di Cadore. Ai soccorritori si sono uniti anche quelli di Feltre, per verificare i versanti a nord del Grappa, di loro competenza. A scadenza effemeridi, l'elicottero di Pieve ha individuato la vela in localitá Sass Negri, a Borso. Dopo aver sbarcato il tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio a circa 300 metri dal punto dell'avvistamento, il velivolo è dovuto rientrare alla base. Il soccorritore è sceso lungo il versante, ormai al buio, e ha raggiunto l'albero dove si trovava la ragazza, infreddolita, ma senza alcuna ferita. Dopo essersi arrampicato, l'ha assicurata e ha tagliato i vincoli che la tenevano legata, per poi calarla a terra. Assieme sono quindi usciti dalla vegetazione, camminando per mezzo chilometro circa, fino a raggiungere un sentiero. Lì le squadre della Pedemontana del Grappa li hanno ritrovati e accompagnati a valle. L'intervento si è concluso verso mezzanotte.
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2011
MALORE SULLA STRADA DELLE GALLERIE
Scritto da Michela Canova
Valli del Pasubio (VI), 12-07-11
Un'escursionista di Romano d'Ezzelino (VI), M.D.M., 65 anni, si è sentita male mentre con il figlio e due amiche stava percorrendo la Strada delle Gallerie sul monte Pasubio. Dato che le nuvole impedivano l'avvicinamento dell'eliambulanza, sul posto il 118 ha inviato le squadre del Soccorso alpino di Schio. Nove soccorritori si sono avvicinati in jeep, per poi raggiungere la donna a piedi all'altezza della 32esima galleria. Imbarellata, è stata trasportata a spalla fino sulla Strada degli Scarubbi e da lì con il fuoristrada sul Pian delle Fugazze, dove attendeva l'ambulanza diretta all'ospedale di Schio.
Un'escursionista di Romano d'Ezzelino (VI), M.D.M., 65 anni, si è sentita male mentre con il figlio e due amiche stava percorrendo la Strada delle Gallerie sul monte Pasubio. Dato che le nuvole impedivano l'avvicinamento dell'eliambulanza, sul posto il 118 ha inviato le squadre del Soccorso alpino di Schio. Nove soccorritori si sono avvicinati in jeep, per poi raggiungere la donna a piedi all'altezza della 32esima galleria. Imbarellata, è stata trasportata a spalla fino sulla Strada degli Scarubbi e da lì con il fuoristrada sul Pian delle Fugazze, dove attendeva l'ambulanza diretta all'ospedale di Schio.
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2011
Venezia, 12-07-11
Il Consiglio regionale del Soccorso Alpino e Speleologico Veneto rappresentato dalle tre Delegazioni “Dolomiti Bellunesi” (per la provincia di Belluno e Treviso), “Prealpi Venete” (per le province di Vicenza, Padova e Verona) ed, infine, la Delegazione Speleologica (competenza per tutta la regione Veneto) esprime la propria reale soddisfazione per l’incontro tenutosi oggi in Regione Veneto, a Palazzo Molin, con il Segretario regionale alla Sanità Domenico Mantoan, alla presenza del Vice Presidente del Consiglio Regionale Matteo Toscani, del Capo Gruppo del PDL Dario Bond e del Responsabile del CREU Paolo Rosi, Direttore del Suem 118 di Treviso Emergenza.
Il Soccorso Alpino, rappresentato dal Presidente Rodolfo Selenati, dal Delegato delle Dolomiti Bellunesi Fabio Bristot, da quello delle Prealpi Venete Giorgio Cocco e dal Vice Delegato Speleo Omar Canei ha esplicitato in un documento presentato ufficialmente alla Regione Veneto le varie criticità esistenti ed un possibile percorso per superarle.
Tra le problematiche presentate è emerso in modo evidente il peso delle nuove e significative competenze trasferite nel medio periodo dallo Stato al Cnsas, l’aumento esponenziale dell’attività di soccorso e dell’attività di formazione e certificazione del personale e talune inadeguatezze strutturali dell’organizzazione quali ad esempio la rete radio, i dispositivi di protezione individuale per gli operatori CNSAS, ecc..
Se con il licenziamento della Legge Regionale “33” (L.R. n. 33/07) era stato compiuto un passo assolutamente significativo in avanti, sia dal punto di vista normativo sia da un punto di vista economico e finanziario, nell’anno corrente si rischiava di ritornare per certi versi 1986 (L.R. n. 52/86) con la sensibile contrazione del finanziamento e di fatto l’impossibilità a continuare nel servizio.
Dopo le prime fasi legate alla normale dialettica, fasi in cui il Cnsas ha ribadito con chiarezza ed altrettanta fermezza le proprie oggettive necessità, si è avuta la certezza che l’Assessorato alla Sanità erogherà, per il biennio 2011 e 2012, per far fronte alle spese correnti del Cnsas Veneto la cifra di 600 mila euro per ciascuna delle due annualità, cifra identica a quella prevista dalla L.R. n. 33/07.
Il Consiglio regionale del Soccorso Alpino e Speleologico Veneto rappresentato dalle tre Delegazioni “Dolomiti Bellunesi” (per la provincia di Belluno e Treviso), “Prealpi Venete” (per le province di Vicenza, Padova e Verona) ed, infine, la Delegazione Speleologica (competenza per tutta la regione Veneto) esprime la propria reale soddisfazione per l’incontro tenutosi oggi in Regione Veneto, a Palazzo Molin, con il Segretario regionale alla Sanità Domenico Mantoan, alla presenza del Vice Presidente del Consiglio Regionale Matteo Toscani, del Capo Gruppo del PDL Dario Bond e del Responsabile del CREU Paolo Rosi, Direttore del Suem 118 di Treviso Emergenza.
Il Soccorso Alpino, rappresentato dal Presidente Rodolfo Selenati, dal Delegato delle Dolomiti Bellunesi Fabio Bristot, da quello delle Prealpi Venete Giorgio Cocco e dal Vice Delegato Speleo Omar Canei ha esplicitato in un documento presentato ufficialmente alla Regione Veneto le varie criticità esistenti ed un possibile percorso per superarle.
Tra le problematiche presentate è emerso in modo evidente il peso delle nuove e significative competenze trasferite nel medio periodo dallo Stato al Cnsas, l’aumento esponenziale dell’attività di soccorso e dell’attività di formazione e certificazione del personale e talune inadeguatezze strutturali dell’organizzazione quali ad esempio la rete radio, i dispositivi di protezione individuale per gli operatori CNSAS, ecc..
Se con il licenziamento della Legge Regionale “33” (L.R. n. 33/07) era stato compiuto un passo assolutamente significativo in avanti, sia dal punto di vista normativo sia da un punto di vista economico e finanziario, nell’anno corrente si rischiava di ritornare per certi versi 1986 (L.R. n. 52/86) con la sensibile contrazione del finanziamento e di fatto l’impossibilità a continuare nel servizio.
Dopo le prime fasi legate alla normale dialettica, fasi in cui il Cnsas ha ribadito con chiarezza ed altrettanta fermezza le proprie oggettive necessità, si è avuta la certezza che l’Assessorato alla Sanità erogherà, per il biennio 2011 e 2012, per far fronte alle spese correnti del Cnsas Veneto la cifra di 600 mila euro per ciascuna delle due annualità, cifra identica a quella prevista dalla L.R. n. 33/07.
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2011
Auronzo di Cadore (BL), 12-07-11
Un alpinista ceco è stato colpito alla testa da un sasso caduto dalla parete della Grande delle Tre Cime di Lavaredo, che stava scalando con un amico tedesco. I due erano fermi in sosta a metà della via Dibona, quando il sasso ha preso in pieno l'uomo, che indossava il caschetto. L'allarme è scattato verso le 11.30. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha raggiunto la parete e dopo aver individuato l'infortunato, che aveva perso i sensi, e il compagno, li ha recuperati con un verricello di 15 metri. Il ferito, con un sospetto trauma cranico, è stato trasportato all'ospedale di Belluno.
Un alpinista ceco è stato colpito alla testa da un sasso caduto dalla parete della Grande delle Tre Cime di Lavaredo, che stava scalando con un amico tedesco. I due erano fermi in sosta a metà della via Dibona, quando il sasso ha preso in pieno l'uomo, che indossava il caschetto. L'allarme è scattato verso le 11.30. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha raggiunto la parete e dopo aver individuato l'infortunato, che aveva perso i sensi, e il compagno, li ha recuperati con un verricello di 15 metri. Il ferito, con un sospetto trauma cranico, è stato trasportato all'ospedale di Belluno.
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2011
Recoaro Terme (VI), 12-07-11
Questa notte delle grida provenienti da una valle hanno allarmato alcuni residenti della zona delle Fonti Centrali, che hanno allertato i carabinieri. Attorno alle 3, trattandosi di una zona di bosco, è stato chiesto l'intervento del Soccorso alpino di Recoaro-Valdagno per cercare di risalire alla provenienza dei richiami. Tre squadre hanno iniziato a perlustrare la vallata, da dove uno dei testimoni (presente con i carabinieri) aveva sentito una voce indistinta, che sembrava chiedere aiuto. I soccorritori sono quindi scesi lungo il versante, controllando tra la vegetazione, dove le grida erano nel frattempo cessate, senza però riuscire a trovare nessuno. Poco prima delle 7 la soluzione dell'enigma, quando il richiamo è ripreso e si è capito provenire da una casa di riposo per anziani non distante da un vicino torrente, che ne amplificava e modificava l'eco. L'allarme è quindi rientrato.
Questa notte delle grida provenienti da una valle hanno allarmato alcuni residenti della zona delle Fonti Centrali, che hanno allertato i carabinieri. Attorno alle 3, trattandosi di una zona di bosco, è stato chiesto l'intervento del Soccorso alpino di Recoaro-Valdagno per cercare di risalire alla provenienza dei richiami. Tre squadre hanno iniziato a perlustrare la vallata, da dove uno dei testimoni (presente con i carabinieri) aveva sentito una voce indistinta, che sembrava chiedere aiuto. I soccorritori sono quindi scesi lungo il versante, controllando tra la vegetazione, dove le grida erano nel frattempo cessate, senza però riuscire a trovare nessuno. Poco prima delle 7 la soluzione dell'enigma, quando il richiamo è ripreso e si è capito provenire da una casa di riposo per anziani non distante da un vicino torrente, che ne amplificava e modificava l'eco. L'allarme è quindi rientrato.
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2011
