2012

Vittorio Veneto (TV), 22-05-12
Uscito questa mattina in cerca di asparagi selvatici nei boschi in località Croda Rossa, sopra la frazione di Forcal, F.B., 67 anni, di Vittorio Veneto (TV), è scivolato per qualche metro, bloccandosi fortunatamente a poca distanza da un dirupo. L'uomo, feritosi a una gamba, ha allertato il 118 di Treviso, che ha inviato sul posto un'ambulanza e una squadra del Soccorso alpino delle Prealpi Trevigiane. I soccorritori, dopo averlo raggiunto e stabilizzato, hanno aperto un varco tra la vegetazione per facilitare l'avvicinamento dell'elicottero di Treviso emergenza. Imbarellato, l'infortunato è stato recuperato dal tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio, utilizzando un verricello di 15 metri, per essere trasportato all'ospedale di Vittorio Veneto con una sospetta frattura al ginocchio.
Pieve di Cadore (BL), 22-05-12
In vista della stagione estiva, con l'aumentare di passeggiate ed escursioni, il Soccorso alpino di Pieve di Cadore, con il Cai e le Guide alpine, organizza una serata di informazione e prevenzione nell'ambito delle iniziative di Montagna amica e sicura. L'appuntamento con i consigli sul modo più sicuro di prepararsi e muoversi in montagna è per giovedì prossimo, 24 maggio, a partire dalle 20.30 in Sala Coletti a Tai di Cadore. In Sala Coletti, inoltre, fino al 3 giungo è esposta la mostra 'Flash for Dolomiti', risultato di un concorso fotografico internazionale che raccoglie scatti e video delle Dolomiti patrimonio dell'Unesco e foto del Soccorso alpino di Pieve di Cadore. L'ingresso è libero con possibilità di lasciare un'offerta al Cnsas. Maggiori dettagli sul sito www.flashdolomiti.it. Infine, giovedì 31 maggio alle 20.30, sempre in Sala Coletti a Tai, il Soccorso alpino e il Cai di Pieve di Cadore presenteranno due percorsi inusuali del Centro Cadore. In entrambe le serate, ad entrata libera, sarà distribuito materiale divulgativo.
Agordo, 15-05-12
Una giornata a scuola di montagna con il Soccorso alpino. L'hanno vissuta oggi i circa 150 alunni delle elementari di Agordo, che hanno preso parte alla speciale lezione tenuta dai soccorritori sotto la Moiazza, nell'ambito degli appuntamenti con gli istituti scolastici, incentrati su prevenzione e informazione. Accompagnati dalle maestre, i bambini hanno raggiunto dapprima il rifugio Carestiato, per poi proseguire la passeggiata fin sotto la parete, dove la Stazione del Soccorso alpino di Agordo ha organizzato due simulazioni di intervento con il supporto dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Di fronte alla platea di piccoli osservatori le squadre hanno raggiunto due 'infortunati', un alpinista in quota e un escursionista sul sentiero, che, dopo le prime cure, sono stati recuperati dall'eliambulanza utilizzando il verricello. Successivamente la scolaresca si è spostata sui prati di malga Duran. Lì è avvenuta la ricerca di un 'disperso', portata a buon fine da soccorritori e unità cinofila. Ai bambini, attenti e incalzanti con le domande, è stato spiegato, inoltre, cosa sono e come operano Soccorso alpino e Suem, il comportamento da tenere in montagna e cosa fare in caso di necessità.
 
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Paderno del Grappa (TV), 13-05-12
Partita questa mattina con una numerosa comitiva di Ferrara per un corso di escursionismo sul monte Grappa, C.V., 51 anni, ferrarese, ha iniziato a risalire con una parte del gruppo la ferrata dei Sass Brusai. Purtroppo, una settantina di metri sopra l'attacco del percorso attrezzato, la donna si è infortunata a un ginocchio e non è più stata in grado di proseguire. Allertata dal 118, una squadra del Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa ha percorso il sentiero che conduce alla ferrata da San Liberale e ha raggiunto la donna sulla parete per prestarle le prime cure. I soccorritori hanno atteso si aprisse un varco nella nebbia che consentisse l'avvicinamento dell'elicottero di Treviso emergenza. Purtroppo le nuvole non hanno lasciato spazi e la squadra, dopo averla imbarellata, ha dovuto calare l'escursionista per circa 70 metri, fino a individuare un punto dove l'eliambulanza ha potuto recuperarla utilizzando un verricello di 15 metri. L'infortunata è stata quindi trasportata a Crespano.
Pieve di Cadore (BL), 07-05-12
Il Soccorso alpino di di Pieve di Cadore ha un nuovo mezzo a disposizione per muoversi durante le emergenze. Grazie alla sensibilità della ditta Demenego, che ha donato un furgone Doblò, e alla carrozzeria Tormen, che l'ha rinnovato a norma di legge, ora Rufus, unità cinofila della Stazione, ha un mezzo tutto suo per muoversi.
Rufus è un  bloodhound, segugio di Sant'Uberto, e fa parte, con il 'collega' Magoo, della Seconda delegazione Dolomiti Bellunesi. Condotto dal volontario Matteo Tabacchi, da tre anni frequentala la National bloodhound association of Switzerland (NBAS), la scuola svizzera di mantrailing dove vengono abilitate molte forze di polizia europee, oltre alle unità cinofile del Cnsas. Attualmente in Italia sono otto le unità cinofile certificate all'intervento e due, appunto, sono bellunesi.Ogni mese vengono sottoposte  alla verifica della loro preparazione in Svizzera  e sono chiamate per interventi di ricerca in tutta Italia. Il nuovo mezzo diventa quindi fondamentale  per gli spostamenti, soprattutto perché è stato allestito per il trasporto di questa particolare razza, che può arrivare a pesare oltre 50 chili e ha bisogno di una dotazione personale a seguito per gli interventi. "Il Soccorso alpino di Pieve di Cadore ringrazia l'occhialeria Demenego e la carrozzeria Tormen di Calalzo di Cadore per la generosità dimostrata, pur in un momento di difficoltà generale – sottolinea il capostazione di Pieve di Cadore Marco Da Col – ora il nostro obiettivo è dare il via alla realizzazione della nuove sede, grazie agli spazi messi a disposizione nell'ex Colonia Vazzoler di Pieve di Cadore da parte dell'Ulss 1 di Belluno, con il contributo del consiglio regionale veneto, dell'Assemblea dei sindacidell'Alto bellunese e del Comune di Pieve di Cadore". Nei prossimi giorni 400 aziende, enti e associazioni del Cadore riceveranno una richiesta di contributo fiscalmente detraibile, al fine di raccogliere i 22.500 euro necessari alla relizzazione della struttura. "Con poco, tutti assieme, è possibile dare una sicurezza a chi porta sicurezza 365 giorni all'anno, giorno e notte, con qualsiasi condizione metereologica – ricorda Da Col – dal 1954 il Soccorso alpino di Pieve di Cadore è attivo e al servizio comunità cadorina, bellunese e nazionale. Finalmente, con l'aiuto di tutti, avrà una sede adeguata all'attività in emergenza. Chiunque voglia aiutarci può chiamare per informazioni il 3403141149, oppure inviare il proprio contributo all'Iban IT40H0851161240000000017747, Cassa rurale artigiana Cortina. Grazie".
 
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Belluno, 03-05-12
Nel tragitto dal Serva alla valle del Mis, un parapendio è precipitato finendo tra la vegetazione sul versante sud del monte Peron. Il pilota, M.V., 47 anni, residente a Feltre (BL),  caduto per aver perso il controllo della vela, ha sbattuto prima contro un abete, finendo poi al suolo. Pur ferito ha dato l'allarme al 118, senza poter però dare indicazioni precise sul luogo in cui si trovava. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha effettuato una ricognizione, senza riuscire a rintracciare la vela nascosta dalle piante, mentre sul posto arrivavano le squadre del Soccorso alpino di Belluno. Per riuscire a individuarlo, due gruppi di soccorritori sono stati elitrasportati in quota e hanno iniziato la ricerca dell'uomo, finchè, chiamandolo a voce, non lo hanno trovato. L'elicottero ha quindi sbarcato con un verricello il tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio e il medico, che ha prestato le prime cure all'infortunato. I soccorritori, dopo averlo imbarellato, lo hanno quindi spostato di diversi metri in un punto più accessibile, dove hanno anche aperto un varco tra la vegetazione. Recuperato con un verricello di 35 metri, il ferito è stato trasportato all'ospedale di Belluno, con una sospetta frattura alla gamba e diverse escoriazioni sul corpo.
 
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Borso del Grappa (TV), 03-05-12
A causa di una turbolenza incontrata durante il volo, un pilota olandese ha perso il controllo della vela sul monte Grappa e con il suo parapendio è finito tra gli alberi, rimanendo sospeso tra i rami di un pino a dieci metri dal terreno. L'uomo, J.E., 58 anni, rimasto illeso, è stato aiutato da una squadra del Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa, che lo ha raggiunto all'altezza del decimo tornante della strada verso Semonzo. Un soccorritore si è arrampicato sulla pianta e, dopo averlo assicurato, lo ha calato a terra dove lo attendevano gli amici. Sul posto anche il personale sanitario del Suem.
Arsiero (VI), 01-05-12
Partito questa mattina da Arsiero verso la Val di Campiluzzi, un gruppo di escursionisti della provincia di Padova si è trovato in difficoltà a sera inoltrata, al buio e sotto la pioggia. Lungo il percorso, la comitiva di sette persone si è divisa e quattro di loro si sono attardati, finchè, scesa la sera e arrivato il maltempo, poco prima delle 21, hanno contattato i carabinieri, che hanno chiesto l'intervento del Soccorso alpino di Arsiero. Una squadra è quindi partita nella direzione indicata dagli escursionisti, malga Zolle, e li ha rintracciati che stavano scendendo lungo la strada sterrata in località contrà Busati. I soccorritori li hanno così riaccompagnati fino alla loro auto ad Arsiero.
Sedico (BL), 01-05-12
Un escursionista trevigiano ha perso la vita oggi pomeriggio, precipitando per 200 metri da un dirupo. Verso le 16, F.C., 42 anni, di Caerano San Marco (TV), stava percorrendo con un amico un viaz in Val del Mus quando, in un tratto attrezzato particolarmente esposto, ha messo male un piede scivolando nel vuoto. Il compagno, che lo seguiva una decina di metri più dietro, si è affacciato e lo ha visto in fondo al precipizio. Subito è tornato di corsa sui suoi passi per dare l'allarme, poichè nel luogo dell'incidente non c'era copertura telefonica. Il 118 ha inviato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore e due squadre del Soccorso alpino di Belluno e Agordo. L'eliambulanza ha effettuato una ricognizione e individuato il corpo a circa 1.100 metri di quota, sotto Punta delle Antenne. Dopo essere stato sbarcato con un verricello di 27 metri con il tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio, il medico ha solamente potuto constatare il decesso dell'uomo, dovuto ai traumi subiti nella caduta. Ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione, la salma è stata imbarellata e recuperata utilizzando un gancio baricentrico di 35 metri. Trasportata a valle, è stata quindi affidata al carro funebre diretto alla cella mortuaria.
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Valle di Cadore (BL), 01-05-12
Questa mattina un uomo ha perso la vita uscendo di strada con la propria ape lungo la sterrata  che da Valle di Cadore porta al rifugio Costapiana, sopra il Troi dela Vizza.  A.M., 69 anni, di Valle di Cadore (BL), mentre stava scendendo dopo aver fatto legna, ha perso il controllo del mezzo, rotolando in una scarpata per 150 metri. L'allarme è scattato attorno alle 10.20. Sul posto il 118 ha inviato una squadra del Soccorso alpino di Pieve di Cadore che, una volta constatato il decesso e ottenuto dalla magistratura il nulla osta per la rimozione, ha imbarellato la salma, per recuperarla sollevandola con un contrappeso fino alla strada. Il corpo è stato quindi trasportato alla cella mortuaria.
Recoaro Terme (VI), 28-04-12
Uscito di strada da una curva con la propria auto, un uomo di Valdagno (VI), A.B., 35 anni, è finito 20 metri più sotto in una scarpata, in località Recoaro Mille. Attorno alle 19.15 è stato richiesto l'intervento di una squadra del Soccorso alpino della Stazione di Recoaro-Valdagno per recuperare l'infortunato. I soccorritori - sul posto un'ambulanza - sono scesi, lo hanno imbarellato e sollevato sulla strada utilizzando un paranco. Il ferito, con un sospetto grave politrauma, è stato subito trasportato all'ospedale di Valdagno. Erano presenti anche i vigili del fuoco.
Foza (VI), 27-04-12
Poco prima delle 17, il Soccorso alpino di Asiago è stato allertato per la richiesta di aiuto di due escursioniste, rimaste bloccate nella neve. Partite per una passeggiata da Foza, G.P., 48 anni, di Bologna, e A.T., 42 anni, di Milano, sono risalite lungo un itinerario verso monte Fior, proseguendo nell'escursione anche quando hanno trovato la neve alta 30-40 centimetri. Arrivate a Malga Lora, a 1650 metri di quota, si sono fermate e, infreddolite e bagnate, hanno chiamato i soccorsi. Una squadra si è avvicinata il più possibile in jeep, per poi proseguire con la motoslitta sulla distanza innevata. Dopo averle raggiunte, i soccorritori le hanno fatte salire e riaccompagnate a valle alla loro macchina.
Malcesine (VR), 27-04-12
Un escursionista tedesco, che con un gruppo di persone stava attraversando le creste del monte Baldo, è scivolato sulla neve bagnata, procurandosi la sospetta frattura di una caviglia. Non appena è scattato l'allarme, l'elicottero di Verona emergenza è decollato verso il luogo dell'incidente, il sentiero sul versante nord vicino all'arrivo della funivia di Malcesine, atterrando in uno spiazzo una cinquantina di metri più in alto. Il personale sanitario e il tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio hanno raggiunto H.M., 68 anni, gli hanno prestato le prime cure e lo hanno trasportato fino all'eliambulanza. L'infortunato è stato quindi trasportato all'ospedale di Verona.
Belluno, 26-04-12
La Stazione del Soccorso alpino di Belluno ha una nuova divisa. Grazie al contributo messo a disposizione da Electrica e dal bar Locale 812 di Ponte nelle Alpi, i soccorritori bellunesi si sono potuti dotare di nuovo abbigliamento tecnico da indossare durante le emergenze. Lunedì sera la Stazione, ritrovatasi per l'occasione al Locale 812, ha ringraziato i gestori del bar e i proprietari della ditta di impianti elettrici per la generosità dimostrata. Dall'inizio dell'anno i soccorritori del capoluogo sono stati impegnati in 13 interventi, numerosi dei quali incentrati sulla ricerca di persone scomparse.
 
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Livinallongo del Col di Lana (BL), 24-04-12
Un'ottantina di soccorritori delle province di Belluno, Trento e Bolzano, ha preso parte domenica scorsa a un importante addestramento di evacuazione degli impianti a fune ad Arabba. L'esercitazione ha infatti riguardato la cabinovia di Porta Vescovo, della società Sofma, unico impianto di questo tipo esistente in Italia assieme a quello della stazione sciistica di La Thuile, ad Aosta. Coordinati dalla Stazione di Livinallongo, competente per territorio, i soccorritori hanno dapprima seguito una lezione teorica, per apprendere il funzionamento e le dinamiche in emergenza dell'impianto che, a pieno carico, trasporta 400 persone. In previsione della necessità di coinvolgere un numero elevato di tecnici in caso di sgombero, oltre a tutte le Stazioni del Soccorso alpino dell'Agordino, Valle di Zoldo e Cortina, erano presenti anche quelle di Alta Badia, Val Gardena, Val di Fiemme, e Siusi, chiamate spesso a cooperare in interventi di confine. La parte pratica si è svolta durante una bufera di neve. I soccorritori hanno simulato un blocco delle cabine e sgomberato l'impianto lungo le diverse altezze, dai 20 ai 40 metri, calando a terra gli occupanti. Il maltempo non ha permesso l'intervento dei due elicotteri del Suem di Pieve di Cadore e dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano, che avrebbero dovuto prender parte all'addestramento. Come previsto dal Piano di evacuazione per la parte a terra, erano sul posto anche i vigili del fuoco volontari di Arabba. Presenti, inoltre il presidente e il direttore tecnico dell'Aiut Alpin e il vicedelegato del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi. Alla fine dell'esercitazione i soccorritori sono stati rifocillati alla pizzeria Ru De Mont.
 
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Belluno, 24 aprile 2012
L'assemblea dei capi e vicecapistazione del Soccorso alpino e speleologico veneto, riunitasi lo scorso fine settimana a Pedavena, ha approvato il bilancio consuntivo per il 2011 e quello previsionale per il 2012. A fronte dell'aumento degli interventi sulle montagne venete - il 2011 si è chiuso con il 36 per cento in più - e dell'impegno maggiore richiesto ai volontari, l'aggiornamento e la formazione costante del personale operante sono sempre al centro dell'attività dell'ente. Con i finanziamenti in arrivo dalla Regione Veneto quest'anno, il Soccorso alpino potrà iniziare a dotarsi dei dispositivi di protezione individuali richiesti dalla normativa vigente, come già avviene in numerose altre regioni italiane, fino ad oggi in carico totale ai volontari delle diverse Stazioni.
Sono inoltre in corso contatti con la Fondazione Cariverona, per ottenere un finanziamento finalizzato al completamenteo del piano radio regionale, che permetterà di migliorare la comunicazione durante le emergenze. "Gli  821 interventi del 2011, con 926 persone soccorse, evidenziano un aumento di circa il 40 per cento rispetto all'anno precedente – premette il presidente del Soccorso alpino e speleologico veneto Rodolfo Selenati - tra questi spicca quello considerevole inerente al recupero di persone illese (più 61 per cento), mentre purtroppo le persone decedute segnano un aumento del 22 per cento. Rispetto al nuovo tariffario della Regione Veneto introdotto lo scorso settembre, va sottolineato che solo il 13% dei recuperati era dotato di una assicurazione specifica e quindi invito a diffondere le informazioni su Dolomiti Emergency Onlus di cui siamo soci fondatori".
Il bilancio è composto di una parte corrente, che viene finanziata dalla Regione attraverso un'apposita convenzione, e da una parte dedicata agli investimenti (automezzi, materiali, attrezzatura) che proviene sempre dalla Regione Veneto dai capitoli della Protezione civile. A questo si aggiunge il valore delle singole convenzioni fatte dalle delegazioni alpine con le Ulss locali per la gestione del servizio di elisoccorso del Suem.
"Alla fine, complessivamente,  il nostro bilancio che per volumi può sembrare quello di una piccola industria, si aggira su un totale annuo di circa 1 milione e mezzo di euro – spiega Selenati - una cifra considerevole che consente il mantenimento di un livello funzionale e una efficacia a livelli di eccellenza, come dimostra il fatto che la sanità della Regione Veneto si rivolga al Soccorso alpino, che rimane una associazione di volontariato, per garantire un servizio basato sulla alta professionalità tecnica e logistica in luoghi impervi e ostili. A tale riguardo ringrazio anche il personale sanitario, medici ed infermieri del Suem e non, che coopera con noi in maniera encomiabile. Tale riferimento esclusivo è stabilito per legge ma trova fondamento nella indiscussa fiducia che il Soccorso Alpino riscuote quotidianamente.Giova sottolineare alcune valutazione che forse danno la misura complessiva dell’azione del Soccorso alpino e, soprattutto la dimensione e i volumi raggiunti in questi anni che fanno del Sasv una complessa organizzazione con una gestione altrettanto articolata che difficilmente può sostenersi contando solo sul puro volontariato, sicuramente non più rispetto alla gestione amministrativo/giuridica".
Tornando al bilancio nelle parte corrente, il 20 per cento circa viene annualmente speso in formazione e addestramento, compresi i vari corsi organizzati per operatori e tecnici di Soccorso alpino, la continua formazione nelle Stazioni e le verifiche triennali.
"Si ritiene questa voce di spesa assolutamente indispensabile e non riducibile, pena il progressivo scadere del livello tecnico raggiunto che peraltro ci viene richiesto dalle convenzioni in essere con la Regione Veneto – aggiunge Rodolfo Selenati - l’attività organizzativa-amministrativa assorbe il 50 per cento della spesa complessiva: una cifra che dimostra come il Soccorso alpino abbia raggiunto un tale livello di complessità da non poter più essere sostenuto senza che un numero base di persone se ne occupino a tempo pieno".
Questa spesa  include il personale, le collaborazioni, tutte le spese correnti di direzione, amministrazione tecnica e organizzativa per la gestione della struttura e della sede (telefoni, energia, assicurazioni, affitti, carburanti, tasse)
Seguono le spese per l’acquisto di materiali tecnici, delle manutenzioni ai mezzi, l’adeguamento e ammodernamento delle dotazioni anche di attrezzature informatiche per un ulteriore 25 per cento.
"Infine da segnalare che un 5 per cento viene destinato alle attività di prevenzione e alla propaganda didattica delle nostre attività negli istituti scolastici o durante manifestazioni, per diffondere la conoscenza del Soccorso alpino e della sue attività – conclude il presidente del Sasv - voce di bilancio, questa, di grande importanza e sicuramente da rivalutare in quanto, come è noto, la prevenzione a tutti  i livelli rimane la miglior soluzione per diffondere una cultura della montagna e della sicurezza che vede il Soccorso alpino protagonista di primo piano sia culturalmente che storicamente, essendo profondamente radicato nel tessuto sociale alpino ma anche per rispetto a un ruolo che ci viene assegnato dalle stessi leggi vigenti".
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