2012
Agordo (BL), 04-03-12
Recuperato alpinista trevigiano dopo una notte all'addiaccio sulla Moiazza. Conclusa la scalata in solitaria dello spigolo Sorarù alla Pala del Belia, nel gruppo della Moiazza (una via di quinto grado superiore) un alpinista di Castelfranco Veneto (TV), D.B., 33 anni, si è trovato in difficoltà all'uscita della via, a circa 2.300 metri di quota. Terminato più tardi del previsto per problemi con le corde incastrate, infatti, l'uomo si è trovato ad affrontare anche il maltempo. Nella notte sono scesi 30 centimetri di neve fresca e questa mattina attorno alle 7.20 la moglie ha lanciato l'allarme al 118. Una squadra del Soccorso alpino di Agordo era pronta a partire a piedi, ma fortunatamente un varco nella nebbia ha permesso l'avvicinamento dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore che, dopo aver imbarcato un soccorritore da Passo Duran, ha effettuato un sopralluogo per individuare l'alpinista. Dopo averlo visto tra la neve, poco distante dall'uscita della via, l'eliambulanza ha sbarcato in hovering il tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio che lo ha raggiunto. Entrambi (l'uomo era incolume) si sono spostati in un punto più semplice da avvicinare e l'elicottero li ha recuperati sempre in hovering. L'alpinista è quindi stato trasportato al passo Duran.
Recuperato alpinista trevigiano dopo una notte all'addiaccio sulla Moiazza. Conclusa la scalata in solitaria dello spigolo Sorarù alla Pala del Belia, nel gruppo della Moiazza (una via di quinto grado superiore) un alpinista di Castelfranco Veneto (TV), D.B., 33 anni, si è trovato in difficoltà all'uscita della via, a circa 2.300 metri di quota. Terminato più tardi del previsto per problemi con le corde incastrate, infatti, l'uomo si è trovato ad affrontare anche il maltempo. Nella notte sono scesi 30 centimetri di neve fresca e questa mattina attorno alle 7.20 la moglie ha lanciato l'allarme al 118. Una squadra del Soccorso alpino di Agordo era pronta a partire a piedi, ma fortunatamente un varco nella nebbia ha permesso l'avvicinamento dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore che, dopo aver imbarcato un soccorritore da Passo Duran, ha effettuato un sopralluogo per individuare l'alpinista. Dopo averlo visto tra la neve, poco distante dall'uscita della via, l'eliambulanza ha sbarcato in hovering il tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio che lo ha raggiunto. Entrambi (l'uomo era incolume) si sono spostati in un punto più semplice da avvicinare e l'elicottero li ha recuperati sempre in hovering. L'alpinista è quindi stato trasportato al passo Duran.
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2012
SCIVOLA SUL GHIACCIO
Scritto da Michela Canova
Santo Stefano di Cadore (BL), 03-03-12
Mentre stava scendendo con il marito lungo la strada che da Costalissoio porta al Monte Zovo, una donna di Santo Stefano di Cadore (BL), I.P.S., 60 anni, è scivolata sul ghiaccio, cadendo a terra. Allertata dal 118, una squadra del Soccorso alpino della Val Comelico, con due finanzieri, ha raggiunto in fuoristrada il luogo dell'incidente. L'infortunata, con una sospetta frattura alla gamba, è stata quindi trasportata fino all'ambulanza, che l'ha poi accompagnata all'ospedale di Pieve di Cadore.
Mentre stava scendendo con il marito lungo la strada che da Costalissoio porta al Monte Zovo, una donna di Santo Stefano di Cadore (BL), I.P.S., 60 anni, è scivolata sul ghiaccio, cadendo a terra. Allertata dal 118, una squadra del Soccorso alpino della Val Comelico, con due finanzieri, ha raggiunto in fuoristrada il luogo dell'incidente. L'infortunata, con una sospetta frattura alla gamba, è stata quindi trasportata fino all'ambulanza, che l'ha poi accompagnata all'ospedale di Pieve di Cadore.
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2012
Auronzo di Cadore (BL), 01-03-12
Infortunio a un piede per un alpino in fase di addestramento sui Cadini di Misurina. Il militare, A.S., 49 anni, di Brunico (BZ), è caduto durante una scialpinistica sotto Forcella della Neve e si è procurato la sospetta distorsione della caviglia. Raggiunto dall'elicottero del Suem a circa 2.250 metri di quota, l'uomo è stato imbarellato e recuperato dal tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio, utilizzando un verricello di 10 metri, per essere poi trasportato all'ospedale di Cortina.
Infortunio a un piede per un alpino in fase di addestramento sui Cadini di Misurina. Il militare, A.S., 49 anni, di Brunico (BZ), è caduto durante una scialpinistica sotto Forcella della Neve e si è procurato la sospetta distorsione della caviglia. Raggiunto dall'elicottero del Suem a circa 2.250 metri di quota, l'uomo è stato imbarellato e recuperato dal tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio, utilizzando un verricello di 10 metri, per essere poi trasportato all'ospedale di Cortina.
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2012
A SCUOLA DI SICUREZZA SULLA NEVE
Scritto da Michela Canova
Tambre (BL), 28-02-12
Una sessantina di ragazzi delle scuole medie dell'Alpago ha preso parte, lo scorso fine settimana, a una lezione di sicurezza sulla neve a Col Indes. L'appuntamento, voluto nell'ambito di 'Montagna amica e sicura' per gli studenti di terza media degli istituti di Chies d'Alpago, Farra d'Alpago, Puos d'Alpago e Tambre, è stata l'occasione per illustrare i comportamenti da tenere durante le escursioni sulla neve (a piedi, con le ciaspe o con gli sci), per mostrare ai giovani presenti l'attrezzatura di sicurezza individuale da portare con sé nelle gite invernali, ma soprattutto per insegnare loro come utilizzare i diversi dispositivi in caso di necessità. Organizzato da Guide alpine, sezione del Cai e Stazione del Soccorso alpino dell'Alpago, con la collaborazione dell'Istituto comprensivo di Puos d'Alpago, il momento di formazione e prevenzione ha preso il via alle 8.30 a Col Indes, con il raduno dei ragazzi e la suddivisione in gruppi, per concludersi verso mezzogiorno. Dopo le spiegazioni teoriche, ogni gruppo ha avuto la possibilità di svolgere le diverse attività previste nei numerosi punti di lavoro. A rotazione, infatti, è stato illustrato l'utilizzo di sonda, Artva, pala, messo successivamente in pratica nei campi allestiti dai soccorritori. Alla scuola di scialpinismo del Cai è stato affidato il compito di spiegare la neve e le sue mutazioni.
Una sessantina di ragazzi delle scuole medie dell'Alpago ha preso parte, lo scorso fine settimana, a una lezione di sicurezza sulla neve a Col Indes. L'appuntamento, voluto nell'ambito di 'Montagna amica e sicura' per gli studenti di terza media degli istituti di Chies d'Alpago, Farra d'Alpago, Puos d'Alpago e Tambre, è stata l'occasione per illustrare i comportamenti da tenere durante le escursioni sulla neve (a piedi, con le ciaspe o con gli sci), per mostrare ai giovani presenti l'attrezzatura di sicurezza individuale da portare con sé nelle gite invernali, ma soprattutto per insegnare loro come utilizzare i diversi dispositivi in caso di necessità. Organizzato da Guide alpine, sezione del Cai e Stazione del Soccorso alpino dell'Alpago, con la collaborazione dell'Istituto comprensivo di Puos d'Alpago, il momento di formazione e prevenzione ha preso il via alle 8.30 a Col Indes, con il raduno dei ragazzi e la suddivisione in gruppi, per concludersi verso mezzogiorno. Dopo le spiegazioni teoriche, ogni gruppo ha avuto la possibilità di svolgere le diverse attività previste nei numerosi punti di lavoro. A rotazione, infatti, è stato illustrato l'utilizzo di sonda, Artva, pala, messo successivamente in pratica nei campi allestiti dai soccorritori. Alla scuola di scialpinismo del Cai è stato affidato il compito di spiegare la neve e le sue mutazioni.
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2012
SOCCORSI RAGAZZI IN DIFFICOLTA'
Scritto da Michela Canova
Santorso (VI), 26-02-12
Si è concluso poco prima delle 21 l'intervento in aiuto di due ragazzi in difficoltà sul monte Summano. Partiti per una breve escursione attorno alle vecchie cave di ghiaia, i due, un ragazzo e una ragazza, E.F., 19 anni, di Schio (VI), e K.P., 20 anni, di Villaverla (VI) hanno però sbagliato sentiero e, già buio, senza opportuna attrezzatura e pile, si sono ritrovati a seguire delle tracce finendo bloccati su un ripido versante franoso, incapaci di proseguire o ritornare sui propri passi. Una squadra del Soccorso alpino di Schio, allertata dai carabinieri cui era arrivato l'allarme, ha raggiunto monte Summano. Dopo essere risaliti all'altezza dei due giovani in difficoltà, i soccorritori hanno predisposto una linea trasversale di corde fisse, per raggiungerli in sicurezza e riaccompagnarli su terreno stabile, fuori pericolo. Sul posto anche i vigili del fuoco.
Si è concluso poco prima delle 21 l'intervento in aiuto di due ragazzi in difficoltà sul monte Summano. Partiti per una breve escursione attorno alle vecchie cave di ghiaia, i due, un ragazzo e una ragazza, E.F., 19 anni, di Schio (VI), e K.P., 20 anni, di Villaverla (VI) hanno però sbagliato sentiero e, già buio, senza opportuna attrezzatura e pile, si sono ritrovati a seguire delle tracce finendo bloccati su un ripido versante franoso, incapaci di proseguire o ritornare sui propri passi. Una squadra del Soccorso alpino di Schio, allertata dai carabinieri cui era arrivato l'allarme, ha raggiunto monte Summano. Dopo essere risaliti all'altezza dei due giovani in difficoltà, i soccorritori hanno predisposto una linea trasversale di corde fisse, per raggiungerli in sicurezza e riaccompagnarli su terreno stabile, fuori pericolo. Sul posto anche i vigili del fuoco.
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2012
SCIVOLA SUL SENTIERO
Scritto da Michela Canova
Roana (VI), 26-02-12
Partito stamane dal rifugio Verenetta, sul monte Verena, con un gruppo di amici, A.P., 51 anni, di Cogollo del Cengio, ha preso il sentiero 820 diretto al monte Rossapoan. Al ritorno dall'escursione nel pomeriggio, l'uomo però è scivolato sulla neve, procurandosi una probabile frattura alla gamba. Allertato dal 118, il Soccorso alpino di Asiago ha inviato cinque uomini, che si sono avvicinati al luogo dell'incidente con le motoslitte. Dopo aver raggiunto l'infortunato, lo hanno caricato in barella e trasportato fino alla strada, per poi accompagnarlo all'ospedale di Asiago.
Partito stamane dal rifugio Verenetta, sul monte Verena, con un gruppo di amici, A.P., 51 anni, di Cogollo del Cengio, ha preso il sentiero 820 diretto al monte Rossapoan. Al ritorno dall'escursione nel pomeriggio, l'uomo però è scivolato sulla neve, procurandosi una probabile frattura alla gamba. Allertato dal 118, il Soccorso alpino di Asiago ha inviato cinque uomini, che si sono avvicinati al luogo dell'incidente con le motoslitte. Dopo aver raggiunto l'infortunato, lo hanno caricato in barella e trasportato fino alla strada, per poi accompagnarlo all'ospedale di Asiago.
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2012
Belluno, 25-02-12
La Delegazione del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi ha voluto ringraziare ieri sera, con un momento conviviale, i tecnici rientrati dalle Marche, dopo aver terminato la missione in aiuto della popolazione di Pesaro-Urbino, in difficoltà per le straordinarie nevicate di inizio febbraio. Partiti in diversi convogli da Belluno, i soccorritori divisi in squadre sono stati destinati ai diversi comuni del pesarese e dell'urbinate, dove si sono fermati per più giorni, individuando nell'immediata operatività le abitazioni isolate a rischio, per portare generi di prima necessità, farmaci, mangime al bestiame, e le eventuali urgenze sanitarie, e dedicandosi poi allo sgombero della massa nevosa su edifici pubblici e privati, a partire dal tetto di Palazzo Ducale a Urbino. Sono una cinquantina i soccorritori che avevano dato pronta disponibilità a partire dal Bellunese (compresa la squadra speleo di Verona e Vicenza), portando con sé, oltre alle dotazioni personali per l'attività invernale, anche mezzi di trasporto speciali, quad, motoslitte e uno spazzaneve messo a disposizione dalla Comunità montana del Centro Cadore. Ieri si sono ricordate con affetto le molte persone conosciute nelle Marche, i sindaci e i residenti che hanno quotidianamente ricambiato il sostegno concreto del Soccorso alpino con generosa ospitalità, si è parlato degli interventi veri e propri e si è conclusa la serata con una torta speciale raffigurante i ragazzi all'opera sul tetto di Palazzo Ducale. Sentiti i ringraziamenti di tutta la Delegazione, ai quali si sono aggiunti, scritti in una lettera, quelli del prefetto di Belluno.
La Delegazione del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi ha voluto ringraziare ieri sera, con un momento conviviale, i tecnici rientrati dalle Marche, dopo aver terminato la missione in aiuto della popolazione di Pesaro-Urbino, in difficoltà per le straordinarie nevicate di inizio febbraio. Partiti in diversi convogli da Belluno, i soccorritori divisi in squadre sono stati destinati ai diversi comuni del pesarese e dell'urbinate, dove si sono fermati per più giorni, individuando nell'immediata operatività le abitazioni isolate a rischio, per portare generi di prima necessità, farmaci, mangime al bestiame, e le eventuali urgenze sanitarie, e dedicandosi poi allo sgombero della massa nevosa su edifici pubblici e privati, a partire dal tetto di Palazzo Ducale a Urbino. Sono una cinquantina i soccorritori che avevano dato pronta disponibilità a partire dal Bellunese (compresa la squadra speleo di Verona e Vicenza), portando con sé, oltre alle dotazioni personali per l'attività invernale, anche mezzi di trasporto speciali, quad, motoslitte e uno spazzaneve messo a disposizione dalla Comunità montana del Centro Cadore. Ieri si sono ricordate con affetto le molte persone conosciute nelle Marche, i sindaci e i residenti che hanno quotidianamente ricambiato il sostegno concreto del Soccorso alpino con generosa ospitalità, si è parlato degli interventi veri e propri e si è conclusa la serata con una torta speciale raffigurante i ragazzi all'opera sul tetto di Palazzo Ducale. Sentiti i ringraziamenti di tutta la Delegazione, ai quali si sono aggiunti, scritti in una lettera, quelli del prefetto di Belluno.
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2012
Cesiomaggiore (BL), 24-02-12
Scomparsa alla vista dei suoi proprietari domenica scorsa durante una passeggiata sui Piani Eterni, Zoe, una cagnetta meticcio, non si era più fatta ritrovare. Fino ad oggi quando i suoi latrati hanno richiamato l'attenzione dei proprietari, tornati a cercarla nei pressi di Casera Erera - Brendol. Zoe era finita in un ripido canale slavinato, sopra un salto di roccia alto un centinaio di metri, per cui era impossibile ogni tentativo di raggiungerla. È stato quindi chiesto l'intervento di una squadra del Soccorso alpino di Feltre, aiutata nel recupero - con il consenso dei padroni del cane - dall'elicottero della ditta privata Air Service Center, convenzionata con il Soccorso alpino. Dopo essere stati sbarcati in val Slavinaz, i soccorritori si sono calati per circa 30 metri con la corda e uno si loro si è avvicinato all'animale. Zoe, agitata, non si è lasciata avvicinare e, anzi, è scappata ancor più vicina al bordo del precipizio. Il tecnico ha atteso in disparte di vedere se il cane si tranquillizzava e poi, temendo che la cagnetta scivolasse sul ghiaccio, si è fatto calare più in basso, per poi risalire e avvicinarla da sotto e farla allontanare dal baratro. Cosa effettivamente accaduta. Zoe è infatti rientrata verso l'interno e un altro soccorritore è riuscito a prenderla. Bloccata per il recupero in un grande sacco di tela, Zoe è stata sollevata con un gancio baricentrico dall'elicottero e riconsegnata ai proprietari. I soccorritori hanno risalito con le corde il ripido canale, per essere poi imbarcati e trasportati sull'altopiano, dove si trovavano anche due agenti della Forestale.
Scomparsa alla vista dei suoi proprietari domenica scorsa durante una passeggiata sui Piani Eterni, Zoe, una cagnetta meticcio, non si era più fatta ritrovare. Fino ad oggi quando i suoi latrati hanno richiamato l'attenzione dei proprietari, tornati a cercarla nei pressi di Casera Erera - Brendol. Zoe era finita in un ripido canale slavinato, sopra un salto di roccia alto un centinaio di metri, per cui era impossibile ogni tentativo di raggiungerla. È stato quindi chiesto l'intervento di una squadra del Soccorso alpino di Feltre, aiutata nel recupero - con il consenso dei padroni del cane - dall'elicottero della ditta privata Air Service Center, convenzionata con il Soccorso alpino. Dopo essere stati sbarcati in val Slavinaz, i soccorritori si sono calati per circa 30 metri con la corda e uno si loro si è avvicinato all'animale. Zoe, agitata, non si è lasciata avvicinare e, anzi, è scappata ancor più vicina al bordo del precipizio. Il tecnico ha atteso in disparte di vedere se il cane si tranquillizzava e poi, temendo che la cagnetta scivolasse sul ghiaccio, si è fatto calare più in basso, per poi risalire e avvicinarla da sotto e farla allontanare dal baratro. Cosa effettivamente accaduta. Zoe è infatti rientrata verso l'interno e un altro soccorritore è riuscito a prenderla. Bloccata per il recupero in un grande sacco di tela, Zoe è stata sollevata con un gancio baricentrico dall'elicottero e riconsegnata ai proprietari. I soccorritori hanno risalito con le corde il ripido canale, per essere poi imbarcati e trasportati sull'altopiano, dove si trovavano anche due agenti della Forestale.

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2012
Tambre (BL), 23-02-12
Una mattinata sulla neve a lezione di sicurezza è l'appuntamento di sabato prossimo, 25 febbraio, organizzato nell'ambito di 'Montagna amica e sicura' per una settantina di studenti di terza media delle scuole dell'Alpago. Organizzato da Guide alpine, sezione del Cai e Stazione del Soccorso alpino dell'Alpago, il momento di formazione e prevenzione prenderà il via alle 8.30 a Col Indes, con il raduno dei ragazzi e la suddivisione in gruppi, per concludersi verso mezzogiorno. Ogni gruppo avrà la possibilità di svolgere le diverse attività previste nei numerosi punti di lavoro. A rotazione verrà illustrato l'utilizzo di sonda, Artva, pala, messo in pratica nei campi allestiti dai soccorritori. Alla scuola di scialpinismo del Cai il compito di spiegare la neve e le sue mutazioni. Verranno inoltre ricordati attrezzature di cui dotarsi e comportamenti da tenere durante le escursioni invernali.
Una mattinata sulla neve a lezione di sicurezza è l'appuntamento di sabato prossimo, 25 febbraio, organizzato nell'ambito di 'Montagna amica e sicura' per una settantina di studenti di terza media delle scuole dell'Alpago. Organizzato da Guide alpine, sezione del Cai e Stazione del Soccorso alpino dell'Alpago, il momento di formazione e prevenzione prenderà il via alle 8.30 a Col Indes, con il raduno dei ragazzi e la suddivisione in gruppi, per concludersi verso mezzogiorno. Ogni gruppo avrà la possibilità di svolgere le diverse attività previste nei numerosi punti di lavoro. A rotazione verrà illustrato l'utilizzo di sonda, Artva, pala, messo in pratica nei campi allestiti dai soccorritori. Alla scuola di scialpinismo del Cai il compito di spiegare la neve e le sue mutazioni. Verranno inoltre ricordati attrezzature di cui dotarsi e comportamenti da tenere durante le escursioni invernali.
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2012
Cortina d'Ampezzo (BL), 19-02-12
Sono stati trovati senza vita sotto una valanga sul Cristallo i corpi dei due scialpinisti, per il cui mancato rientro ieri sera era scattato l'allarme. G.G., 50 anni, di Conegliano (TV), e M.S., 48 anni, di Treviso, erano stati visti l'ultima volta sul versante del Cristallo, all'altezza di Son Forca, ieri alle 10.30. Partiti per una scialpinistica, a sera non erano rientrati. Il loro celluare suonava a vuoto e i famigliari, preoccupati per il prolungato silenzio, avevano allertato il 118 attorno alle 23. Il Soccorso alpino di Cortina si era subito mosso per cercare l'auto dei due, rintracciata verso le 2 nel parcheggio della partenza della funivia del Faloria. Alle 7, non appena ha fatto giorno, i soccorritori hanno notato un importante accumulo di neve sotto Canale Bernardi, con tracce di sci in entrata. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, dopo aver imbarcato due tecnici di Cortina, li ha sbarcati sulla valanga, assieme al tecnico del Soccorso alpino e all'unità cinofila di turno con l'equipaggio. Attivato l'Artva, i soccorritori hanno presto captato un segnale e rinvenuto il primo corpo sotto circa un metro e mezzo di neve. Poi nessun altro segnale. Nuove squadre sono state trasportate in quota grazie all'elicottero dell'Air Service Center, convenzionato con il Soccorso alpino, e sono iniziati i sondaggi per individuare il secondo sciatore, ritrovato poi a qualche metro dall'amico. Da una prima ricostruzione i due sciatori stavano percorrendo con gli sci il traverso alla base del Canale Bernardi, per raggiungere il punto in cui, sci alla mano, si risale con gli scarponi. Quando si sono mossi, a circa 2.200 metri di quota, sotto i loro piedi si è staccato un lastrone di accumulo che li ha trascinati per 200-300 metri. Una volta constatato il decesso e ottenuto il nulla osta per la rimozione dalla magistratura, i corpi sono stati recuperati dall'eliambulanza, utilizzando un gancio baricentrico di 25 metri, per essere trasportati all'ospedale Codivilla. Erano presenti 18 tecnici del Soccorso alpino di Cortina (una quindicina di Auronzo era pronta a partire in supporto alle operazioni), 4 finanzieri e 4 unità cinofile. Il distacco è stato causato dalla giornata di sole in una zona del canale dove le forti raffiche di vento avevano accumulato la maggior parte della neve.
Sono stati trovati senza vita sotto una valanga sul Cristallo i corpi dei due scialpinisti, per il cui mancato rientro ieri sera era scattato l'allarme. G.G., 50 anni, di Conegliano (TV), e M.S., 48 anni, di Treviso, erano stati visti l'ultima volta sul versante del Cristallo, all'altezza di Son Forca, ieri alle 10.30. Partiti per una scialpinistica, a sera non erano rientrati. Il loro celluare suonava a vuoto e i famigliari, preoccupati per il prolungato silenzio, avevano allertato il 118 attorno alle 23. Il Soccorso alpino di Cortina si era subito mosso per cercare l'auto dei due, rintracciata verso le 2 nel parcheggio della partenza della funivia del Faloria. Alle 7, non appena ha fatto giorno, i soccorritori hanno notato un importante accumulo di neve sotto Canale Bernardi, con tracce di sci in entrata. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, dopo aver imbarcato due tecnici di Cortina, li ha sbarcati sulla valanga, assieme al tecnico del Soccorso alpino e all'unità cinofila di turno con l'equipaggio. Attivato l'Artva, i soccorritori hanno presto captato un segnale e rinvenuto il primo corpo sotto circa un metro e mezzo di neve. Poi nessun altro segnale. Nuove squadre sono state trasportate in quota grazie all'elicottero dell'Air Service Center, convenzionato con il Soccorso alpino, e sono iniziati i sondaggi per individuare il secondo sciatore, ritrovato poi a qualche metro dall'amico. Da una prima ricostruzione i due sciatori stavano percorrendo con gli sci il traverso alla base del Canale Bernardi, per raggiungere il punto in cui, sci alla mano, si risale con gli scarponi. Quando si sono mossi, a circa 2.200 metri di quota, sotto i loro piedi si è staccato un lastrone di accumulo che li ha trascinati per 200-300 metri. Una volta constatato il decesso e ottenuto il nulla osta per la rimozione dalla magistratura, i corpi sono stati recuperati dall'eliambulanza, utilizzando un gancio baricentrico di 25 metri, per essere trasportati all'ospedale Codivilla. Erano presenti 18 tecnici del Soccorso alpino di Cortina (una quindicina di Auronzo era pronta a partire in supporto alle operazioni), 4 finanzieri e 4 unità cinofile. Il distacco è stato causato dalla giornata di sole in una zona del canale dove le forti raffiche di vento avevano accumulato la maggior parte della neve.
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2012
Valstagna (VI), 18-02-12
Ancora rischi per un equipaggio del Suem quest'oggi, durante un intervento in montagna, per la presenza di cavi di teleferiche non segnalati. È successo nel primo pomeriggio, quando l'elicottero di Treviso Emergenza è stato inviato dal 118 in Valstagna, per soccorrere un escursionista infortunatosi lungo il sentiero 33, che da Rivalta passa da Col Caprile per tornare al punto di partenza. L'eliambulanza, dopo aver superato una prima 'barriera' di fili dell'alta tensione, si è trovata, abbassandosi di quota, tra due cavi aerei non segnalati e pericolosissimi. Una squadra del Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa, in contatto telefonico con l'escursionista, ha indicato all'equipaggio il momento in cui l'uomo li ha sentiti arrivare e nelle vicinanze è stato sbarcato il tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio, che lo ha raggiunto, aiutato da due soccorritori sopraggiunti nel frattempo. V.S., 33 anni, di Vicenza, era partito in mattinata da Rivalta per completare il percorso che termina con un tratto attrezzato sulla parte rocciosa. Trovandolo troppo impegnativo, l'uomo era tornato sui propri passi, ruzzolando però all'improvviso per alcuni metri nel bosco. Immobilizzato, l'infortunato è stato spostato di una ventina di metri in un luogo accessibile per l'elicottero, ripulito dalla vegetazione dai soccorritori. Recuperato con un verricello, è stato trasportato all'ospedale di Bassano con sospetti traumi alla spalla e alla caviglia.
"Anche oggi, oltre alle difficoltà tecniche, grossi problemi sono derivati dalla presenza di cavi di teleferica abusivi, elettrodotti non doverosamente segnalati - sbotta il delegato del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi Fabio Rufus Bristot - che dimostrano ancora una volta l'estrema urgenza che la Regione Veneto licenzi il Disegno di legge già approvato dalla Commissione, senza aspettare chi i problemi non li risolve, anzi continua a mantenerli, ovvero l'Enac".
Ancora rischi per un equipaggio del Suem quest'oggi, durante un intervento in montagna, per la presenza di cavi di teleferiche non segnalati. È successo nel primo pomeriggio, quando l'elicottero di Treviso Emergenza è stato inviato dal 118 in Valstagna, per soccorrere un escursionista infortunatosi lungo il sentiero 33, che da Rivalta passa da Col Caprile per tornare al punto di partenza. L'eliambulanza, dopo aver superato una prima 'barriera' di fili dell'alta tensione, si è trovata, abbassandosi di quota, tra due cavi aerei non segnalati e pericolosissimi. Una squadra del Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa, in contatto telefonico con l'escursionista, ha indicato all'equipaggio il momento in cui l'uomo li ha sentiti arrivare e nelle vicinanze è stato sbarcato il tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio, che lo ha raggiunto, aiutato da due soccorritori sopraggiunti nel frattempo. V.S., 33 anni, di Vicenza, era partito in mattinata da Rivalta per completare il percorso che termina con un tratto attrezzato sulla parte rocciosa. Trovandolo troppo impegnativo, l'uomo era tornato sui propri passi, ruzzolando però all'improvviso per alcuni metri nel bosco. Immobilizzato, l'infortunato è stato spostato di una ventina di metri in un luogo accessibile per l'elicottero, ripulito dalla vegetazione dai soccorritori. Recuperato con un verricello, è stato trasportato all'ospedale di Bassano con sospetti traumi alla spalla e alla caviglia.
"Anche oggi, oltre alle difficoltà tecniche, grossi problemi sono derivati dalla presenza di cavi di teleferica abusivi, elettrodotti non doverosamente segnalati - sbotta il delegato del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi Fabio Rufus Bristot - che dimostrano ancora una volta l'estrema urgenza che la Regione Veneto licenzi il Disegno di legge già approvato dalla Commissione, senza aspettare chi i problemi non li risolve, anzi continua a mantenerli, ovvero l'Enac".
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2012
SOCCORRITORI IN AIUTO DI UN FALCO
Scritto da Michela Canova
Colle Santa Lucia (BL), 18-02-12
Alcuni giorni fa un automobilista di passaggio lungo la strada che da Caprile porta a Rucavà si è accorto di un falco bloccato in alto tra la roccia e la fitta maglia della rete paramassi. Contattati dal passante, i vigili urbani hanno allertato la polizia provinciale venatoria. Il rapace, entrato da sotto forse per cacciare una preda, era riuscito a volare dove lo spazio tra la parete della montagna e la rete lo aveva consentito, rimanendo poi intrappolato a una decina di metri di altezza dalla sede stradale. Dal momento che, per liberarlo, sarebbe stato necessario risalire il tratto verticale, gli agenti venatori hanno richiesto l'intervento di una squadra del Soccorso alpino della Val Fiorentina. Un soccorritore, dopo essersi assicurato, si è arrampicato, ha raggiunto il falco (un esemplare adulto) per aprire un varco nella rete e lo ha estratto dalla sua prigione.Liberato, il rapace si è subito alzato in volo.
Alcuni giorni fa un automobilista di passaggio lungo la strada che da Caprile porta a Rucavà si è accorto di un falco bloccato in alto tra la roccia e la fitta maglia della rete paramassi. Contattati dal passante, i vigili urbani hanno allertato la polizia provinciale venatoria. Il rapace, entrato da sotto forse per cacciare una preda, era riuscito a volare dove lo spazio tra la parete della montagna e la rete lo aveva consentito, rimanendo poi intrappolato a una decina di metri di altezza dalla sede stradale. Dal momento che, per liberarlo, sarebbe stato necessario risalire il tratto verticale, gli agenti venatori hanno richiesto l'intervento di una squadra del Soccorso alpino della Val Fiorentina. Un soccorritore, dopo essersi assicurato, si è arrampicato, ha raggiunto il falco (un esemplare adulto) per aprire un varco nella rete e lo ha estratto dalla sua prigione.Liberato, il rapace si è subito alzato in volo.

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2012
Belluno, 16-02-12
Mentre la maggior parte delle squadre distribuite nei comuni di Pesaro e Urbino completeranno con oggi le missioni affidate loro dai diversi sindaci, in previsione del rientro tra questa sera e domani, altri 11 soccorritori veneti partiranno oggi alle 13 dalla sede di via dell'Artigianato a Belluno, in direzione delle Marche. Ieri sera, infatti, è arrivata una richiesta dalla prefettura di Urbino e dalla Soprintendenza di un ulteriore aiuto da parte del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi per completare lo sgombero dalla neve sul tetto di Palazzo Ducale. Hanno subito dato la loro disponibilità 4 soccorritori della Stazione di Sappada, 3 del Centro Cadore (che affiancheranno i loro colleghi impegnati da giorni sul tetto dello storico palazzo) e 4 speleo delle Stazioni di Verona e Vicenza. Con i rinforzi, le operazioni di pulizia dovrebbero completarsi domenica. Quest'oggi, intanto, nel centro di Urbino una squadra ha asportato un ponte incombente di neve, di circa 10 metri cubi, tra due abitazioni in prossimità della Casa della Musica e sono stati completamente liberati dalla neve i tetti della chiesa e della canonica di Sant'Angelo in Vado, così come del Convento delle suore Cappuccine a Mercatello sul Metauro. Infine a Borgo Pace i soccorritori proseguono la ripulitura delle coperture di edifici pubblici e privati. Da giovedì scorso, contando anche gli uomini che partiranno nel primo pomeriggio, sono 52 i soccorritori veneti arrivati a dar sostegno agli abitanti e al Soccorso alpino delle Marche.
Mentre la maggior parte delle squadre distribuite nei comuni di Pesaro e Urbino completeranno con oggi le missioni affidate loro dai diversi sindaci, in previsione del rientro tra questa sera e domani, altri 11 soccorritori veneti partiranno oggi alle 13 dalla sede di via dell'Artigianato a Belluno, in direzione delle Marche. Ieri sera, infatti, è arrivata una richiesta dalla prefettura di Urbino e dalla Soprintendenza di un ulteriore aiuto da parte del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi per completare lo sgombero dalla neve sul tetto di Palazzo Ducale. Hanno subito dato la loro disponibilità 4 soccorritori della Stazione di Sappada, 3 del Centro Cadore (che affiancheranno i loro colleghi impegnati da giorni sul tetto dello storico palazzo) e 4 speleo delle Stazioni di Verona e Vicenza. Con i rinforzi, le operazioni di pulizia dovrebbero completarsi domenica. Quest'oggi, intanto, nel centro di Urbino una squadra ha asportato un ponte incombente di neve, di circa 10 metri cubi, tra due abitazioni in prossimità della Casa della Musica e sono stati completamente liberati dalla neve i tetti della chiesa e della canonica di Sant'Angelo in Vado, così come del Convento delle suore Cappuccine a Mercatello sul Metauro. Infine a Borgo Pace i soccorritori proseguono la ripulitura delle coperture di edifici pubblici e privati. Da giovedì scorso, contando anche gli uomini che partiranno nel primo pomeriggio, sono 52 i soccorritori veneti arrivati a dar sostegno agli abitanti e al Soccorso alpino delle Marche.
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2012
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Scritto da Michela Canova
Belluno, 15-02-12
Continueranno fino a domani le operazioni del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi in aiuto della popolazione di Pesaro-Urbino, in difficoltà a causa delle straordinarie nevicate. Impegnati a dare manforte al Soccorso alpino delle Marche nell'emergenza che ha colpito la regione e tutto il centro Italia, i soccorritori bellunesi rientreranno, tra domani sera e venerdì, dopo un'intensa settimana passata a rispondere alle primarie necessità delle amministrazioni pubbliche e dei molti residenti, rimasti isolati per giorni. Ieri, per la riapertura degli impianti di risalita di monte Catria, su richiesta dei responsabili una squadra ha effettuato un sopralluogo per verificare la stabilità dei versanti e delle zone circostanti, soprattutto dove si trovano i percorsi e gli anelli frequentati da scialpinisti e ciaspolatori: date la particolare quantità di neve e le condizioni meteo è assolutamente sconsigliato il fuori pista, per il forte rischio di valanghe e distacchi. Questa mattina alcuni soccorritori, con il gatto delle nevi, hanno accompagnato nella zona di Urbino i tecnici dell'Enel per il ripristino di linee elettriche interrotte. Sempre a Urbino prosegue l'alleggerimento dalla neve del tetto di Palazzo Ducale, così come della Chiesa dei Cappuccini. A Borgo Pace è stata completamente liberata la copertura del palazzetto dello sport e una quindicina di soccorritori, suddivisa a gruppi, si è distribuita nelle frazioni periferiche per ripulire edifici pubblici, case private, agriturismi.
La neve è stata rimossa anche sui tetti di scuola materna e asilo nido, nel comune di Sant'Angelo in Vado, e una squadra sta operando dal primo pomeriggio nelle scuole elementari. A Mercatello sul Metauro attualmente i soccorritori stanno spalando la neve dai tetti della Casa di riposo, in particolare da un padiglione dove il deflusso dell'acqua è impedito dalle grondaie congelate, dopo aver rimosso il pesante manto nevoso che rischiava di compromettere il tetto della canonica e dell'asilo.
Continueranno fino a domani le operazioni del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi in aiuto della popolazione di Pesaro-Urbino, in difficoltà a causa delle straordinarie nevicate. Impegnati a dare manforte al Soccorso alpino delle Marche nell'emergenza che ha colpito la regione e tutto il centro Italia, i soccorritori bellunesi rientreranno, tra domani sera e venerdì, dopo un'intensa settimana passata a rispondere alle primarie necessità delle amministrazioni pubbliche e dei molti residenti, rimasti isolati per giorni. Ieri, per la riapertura degli impianti di risalita di monte Catria, su richiesta dei responsabili una squadra ha effettuato un sopralluogo per verificare la stabilità dei versanti e delle zone circostanti, soprattutto dove si trovano i percorsi e gli anelli frequentati da scialpinisti e ciaspolatori: date la particolare quantità di neve e le condizioni meteo è assolutamente sconsigliato il fuori pista, per il forte rischio di valanghe e distacchi. Questa mattina alcuni soccorritori, con il gatto delle nevi, hanno accompagnato nella zona di Urbino i tecnici dell'Enel per il ripristino di linee elettriche interrotte. Sempre a Urbino prosegue l'alleggerimento dalla neve del tetto di Palazzo Ducale, così come della Chiesa dei Cappuccini. A Borgo Pace è stata completamente liberata la copertura del palazzetto dello sport e una quindicina di soccorritori, suddivisa a gruppi, si è distribuita nelle frazioni periferiche per ripulire edifici pubblici, case private, agriturismi.
La neve è stata rimossa anche sui tetti di scuola materna e asilo nido, nel comune di Sant'Angelo in Vado, e una squadra sta operando dal primo pomeriggio nelle scuole elementari. A Mercatello sul Metauro attualmente i soccorritori stanno spalando la neve dai tetti della Casa di riposo, in particolare da un padiglione dove il deflusso dell'acqua è impedito dalle grondaie congelate, dopo aver rimosso il pesante manto nevoso che rischiava di compromettere il tetto della canonica e dell'asilo.
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2012
Belluno, 14-02-12
Proseguiranno anche nei prossimi giorni le operazioni di sgombero dalla neve del tetto di Palazzo Ducale e dell'Università di Urbino. Questa mattina cinque uomini del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi hanno ripreso la pulizia della vasta copertura che sovrasta la facciata lunga, mentre la polizia urbana impediva il passaggio di macchine e pedoni nella piazza sottostante. A Urbino hanno lavorato anche i soccorritori alla guida del gatto delle nevi della Comunità montana Centro Cadore, aprendo numerose strade verso case isolate della periferia. Una squadra ha provveduto a portare viveri e medicine a diverse famiglie bloccate dalla neve e un secondo gruppo, sci ai piedi, ha raggiunto con un'infermiera alcune persone in difficoltà per verificarne lo stato di salute. A Mercatello sul Metauro, dopo aver ultimato la rimozione su cornicioni e tetti degli antichi edifici del centro, i soccorritori passeranno a ripulire la vecchia canonica, dove si temono crolli dovuti al peso consistente. A Borgo Pace sta per essere completamente rimosso il manto nevoso che grava sul palazzetto dello sport. Sempre a Borgo Pace, a una decina di chilometri dall'abitato, una squadra è riuscita ad arrivare da un'anziana coppia isolata da giorni in campagna: i soccorritori hanno ripulito i tetti della casa, della stalla e di un altro edificio, spalando la strada di accesso al cortile di marito e moglie. Dovrebbero invece partire domani le operazioni di pulizia della cattedrale di Sant'Angelo in Vado. Oggi i soccorritori hanno liberato il tetto delle scuole medie che, forse già venerdì, dopo un sopralluogo per appurare la sicurezza dell'edificio, potrebbero riprendere l'attività didattica.
Proseguiranno anche nei prossimi giorni le operazioni di sgombero dalla neve del tetto di Palazzo Ducale e dell'Università di Urbino. Questa mattina cinque uomini del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi hanno ripreso la pulizia della vasta copertura che sovrasta la facciata lunga, mentre la polizia urbana impediva il passaggio di macchine e pedoni nella piazza sottostante. A Urbino hanno lavorato anche i soccorritori alla guida del gatto delle nevi della Comunità montana Centro Cadore, aprendo numerose strade verso case isolate della periferia. Una squadra ha provveduto a portare viveri e medicine a diverse famiglie bloccate dalla neve e un secondo gruppo, sci ai piedi, ha raggiunto con un'infermiera alcune persone in difficoltà per verificarne lo stato di salute. A Mercatello sul Metauro, dopo aver ultimato la rimozione su cornicioni e tetti degli antichi edifici del centro, i soccorritori passeranno a ripulire la vecchia canonica, dove si temono crolli dovuti al peso consistente. A Borgo Pace sta per essere completamente rimosso il manto nevoso che grava sul palazzetto dello sport. Sempre a Borgo Pace, a una decina di chilometri dall'abitato, una squadra è riuscita ad arrivare da un'anziana coppia isolata da giorni in campagna: i soccorritori hanno ripulito i tetti della casa, della stalla e di un altro edificio, spalando la strada di accesso al cortile di marito e moglie. Dovrebbero invece partire domani le operazioni di pulizia della cattedrale di Sant'Angelo in Vado. Oggi i soccorritori hanno liberato il tetto delle scuole medie che, forse già venerdì, dopo un sopralluogo per appurare la sicurezza dell'edificio, potrebbero riprendere l'attività didattica.
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2012
Belluno, 13-02-12
Partiti questa mattina alle 7 da Belluno, i 27 uomini del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi hanno raggiunto la provincia di Pesaro-Urbino (e i 5 colleghi nelle Marche da giovedì scorso), dove, divisi a squadre, hanno ricevuto i comuni di destinazione in cui operare. In cinque hanno iniziato a rimuovere la neve dal tetto di Palazzo Ducale a Urbino, per evitare che il peso consistente, circa 80 i centimetri di spessore del manto nevoso presente, potesse provocarne il crollo. A Borgo Pace, dieci soccorritori hanno ripulito la copertura delle scuole, liberando dalla morsa della neve i fragili pannelli fotovoltaici presenti e gli ingressi, per facilitare la ripresa delle lezioni degli studenti. Una squadra ha raggiunto diverse case isolate nei dintorni di Pesaro, utilizzando il gatto delle nevi messo a disposizione dalla Comunità montana del Centro Cadore, per verificare le condizioni dei residenti e le loro necessità. In accordo con il Centro operativo, alcuni tecnici sono stati imbarcati dall'elicottero della Guardia di finanza e sbarcati nelle vicinanze delle abitazioni irraggiungibili sia con mezzi cingolati, che con gli sci, della zona di Pergola, per portare cibo e beni di prima necessità alle persone bloccate in casa dall'inizio dell'emergenza. Una squadra sta ripulendo i tetti delle scuole di Sant'Angelo in Vada, mentre altri soccorritori alleggeriscono dalla neve le coperture dei vecchi edifici privati di Mercatello sul Metauro. Nella serata proseguiranno le missioni, perchè di ora in ora aumentano le segnalazioni di famiglie e persone isolate.
Partiti questa mattina alle 7 da Belluno, i 27 uomini del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi hanno raggiunto la provincia di Pesaro-Urbino (e i 5 colleghi nelle Marche da giovedì scorso), dove, divisi a squadre, hanno ricevuto i comuni di destinazione in cui operare. In cinque hanno iniziato a rimuovere la neve dal tetto di Palazzo Ducale a Urbino, per evitare che il peso consistente, circa 80 i centimetri di spessore del manto nevoso presente, potesse provocarne il crollo. A Borgo Pace, dieci soccorritori hanno ripulito la copertura delle scuole, liberando dalla morsa della neve i fragili pannelli fotovoltaici presenti e gli ingressi, per facilitare la ripresa delle lezioni degli studenti. Una squadra ha raggiunto diverse case isolate nei dintorni di Pesaro, utilizzando il gatto delle nevi messo a disposizione dalla Comunità montana del Centro Cadore, per verificare le condizioni dei residenti e le loro necessità. In accordo con il Centro operativo, alcuni tecnici sono stati imbarcati dall'elicottero della Guardia di finanza e sbarcati nelle vicinanze delle abitazioni irraggiungibili sia con mezzi cingolati, che con gli sci, della zona di Pergola, per portare cibo e beni di prima necessità alle persone bloccate in casa dall'inizio dell'emergenza. Una squadra sta ripulendo i tetti delle scuole di Sant'Angelo in Vada, mentre altri soccorritori alleggeriscono dalla neve le coperture dei vecchi edifici privati di Mercatello sul Metauro. Nella serata proseguiranno le missioni, perchè di ora in ora aumentano le segnalazioni di famiglie e persone isolate.

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2012
