2017
SPELEOLOGO SI INFORTUNA IN GROTTA
Scritto da Michela CanovaSI CERCA UN UOMO SUL SAN BOLDO
Scritto da Michela CanovaRICERCA IN CORSO
Scritto da Michela CanovaSCIVOLA SUL SENTIERO
Scritto da Michela CanovaSCIVOLA NEL BOSCO E PERDE LA VITA
Scritto da Michela CanovaVeneto, 27 - 01 - 17
Con il rientro delle ultime squadre ieri, si è concluso l’intervento del Soccorso alpino e speleologico Veneto in Abruzzo. Attivatosi assieme agli altri Servizi regionali del Cnsas, Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, non appena saputo della grave emergenza in atto e subito a disposizione del Dipartimento della Protezione civile che ha coordinato le operazioni di tutte le forze presenti, il Sasv ha inviato propri tecnici appartenenti alle tre Delegazioni, II Dolomiti Bellunesi, XI Prealpi Venete, VI Speleologica Veneto – Trentino Alto Adige, a iniziare dal primo contingente partito il 19 gennaio scorso. In tutto 63 soccorritori che hanno raggiunto i luoghi del terremoto con elicotteri della regione Veneto, il primo giorno, e con mezzi propri, trasportando inoltre quad, motoslitta e il gatto delle nevi dell'Unione montana Centro Cadore, in gestione alla Cooperativa Cadore.
Le diverse squadre si sono alternate in turni di lavoro di due giorni, operando sulla superficie della valanga che ha investito l’Hotel Rigopiano di Farindola, fino al rinvenimento di tutte le persone che lo occupavano e risultavano disperse. I soccorritori hanno messo a disposizione le loro specifiche professionalità, scavando con pale a mano per aprire i primi varchi nella neve verso ciò che restava della struttura, provvedendo alla bonifica della vasta area prospicente l’albergo, effettuando sondaggi lungo il perimetro per escludere la presenza di persone e garantire l’accesso dei mezzi pesanti, collaborando con gli altri enti nell’individuazione e recupero dei superstiti e delle vittime.Altre squadre sono state invece impegnate nei comuni e frazioni isolate da giorni nel Teramano: hanno affiancato il personale medico nelle missioni sanitarie contribuendo all’evacuazione degli abitanti dove richiesto, verificato casa per casa le condizioni dei residenti facendosi portavoce delle loro eventuali necessità, trasportato generi di prima necessità, alimenti, farmaci, benzina per i generatori, liberato i tetti dalla neve.
"L’insieme devastante del terremoto e della valanga ha dato origine a una situazione probabilmente mai vista prima, che ha portato tutte le forze in campo ad operare in uno scenario molto complesso e pericoloso per le diverse emergenze cui far fronte a Rigopiano, operando tra le macerie di una struttura sommersa dalla neve, con elevato rischio di altre scariche – è il primo bilancio del presidente del Sasv Rodolfo Selenati – oltre a garantire le proprie specifiche competenze tecniche, i nostri soccorritori si sono prestati anche ad utilizzare mezzi e attrezzature non consueti, dimostrando grande professionalità e adattandosi ad ogni situazione operativa loro richiesta, pur nelle ovvie difficoltà di gestione logistica. In merito all’utilizzo del Soccorso alpino in questo tipo di emergenza occorrerà approfondire la riflessione. Ringrazio tutti gli uomini e le donne del Sasv che hanno subito accolto la richiesta di aiuto della popolazione abruzzese e sono vicino agli amici e colleghi del Soccorso alpino e speleologico dell’Abruzzo, ancora di più dopo il grave lutto che li ha colpiti con il terribile incidente di Campo Felice. Tutti noi ci stringiamo al dolore dei familiari delle sei vittime”.
DOMANI ULTIMO GIORNO IN ABRUZZO
Scritto da Michela CanovaGROTTE DI OLIERO: GIORNI DI ADDESTRAMENTO PER LA COMMISSIONE SPELEOSUB DEL CNSAS
Scritto da Michela CanovaValstagna (VI), 24 - 01 - 17
Le risorgenze della Valle del Brenta hanno purtroppo registrato negli ultimi anni una decina di incidenti mortali, l’ultimo dei quali costato la vita a un giovane speleosub polacco lo scorso 5 gennaio nella Grotta dei Fontanazzi. Per questo motivo, e dato il numero sempre maggiore di appassionati frequentatori, la Commissione speleosubacquea del Cnsas, Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, si è data appuntamento lo scorso fine settimana a Oliero, per un’esercitazione a livello nazionale nelle due cavità sommerse del Cogol dei siori e del Cogol dei veci che, assieme all’Elefante Bianco, raccolgono le acque dell’Altopiano di Asiago. Una ventina i tecnici speleosub che hanno preso parte all’addestramento. Suddivisi in sei squadre, hanno messo in sicurezza la risorgenza per permettere a tre di loro di inoltrarsi nei vasti ambienti e prendere visione delle parti più interne (la cavità esplorata raggiunge finora i due chilometri e mezzo). Le Grotte di Oliero, tuttora in esplorazione, sono una continua scoperta per i subacquei: i due Cogol sono collegati tra loro, c’è un secondo sifone e gli ambienti vastissimi riservano sempre sorprese. Ma è proprio in caso di incidente che l’ampiezza delle stanze sommerse può rivelarsi un ostacolo, nascondendo nei labirinti un eventuale disperso a una profondità media di 50 metri, ed è quindi necessario approfondirne il più possibile la conoscenza e prepararsi con la pratica ad affrontare le emergenze. Attrezzatura tecnologica, come gli scooter subacquei e i rebreather, aiuta da una parte i soccorritori, però permette dall’altra agli appassionati di addentrarsi sempre più. Un ulteriore problema può inoltre manifestarsi con la scarsa visibilità. Acque normalmente limpide, che permettono di vedere a qualche metro di distanza negli antri bui, se piove o con lo scioglimento della neve si intorbidiscono negando la vista. Le operazioni, durate 8 ore, si sono svolte sabato, con la simulazione della ricerca di un disperso entro i 600 metri lineari. Ogni speleosub si è immerso per circa un’ora. Vista la vastità del sistema, la Commissione speleosubacquea del Cnsas torneranno a breve per terminare il Piano di sicurezza.
