2017

Trichiana (BL), 29 - 01 - 17
Sono purtroppo ancora senza esito le ricerche di Ermes Franzogna, 40 anni, di Trichiana (BL), uscito di casa giovedì scorso senza fare rientro, la cui auto è stata rinvenuta ieri dai carabinieri nella zona di Passo San Boldo, Monte Cimone. Ieri nel tardo pomeriggio la richiesta di intervento al Soccorso alpino, che fino a notte fonda aveva perlustrato assieme ai Vigili del fuoco l'area attorno al luogo del ritrovamento dell'auto, bloccata dalla neve sulla strada Caldella, una sterrata che dal Passo San Boldo sale alle Casere Checcon e da lì scende alla frazione Campedei. Questa mattina alle 7 la macchina dei soccorsi si è rimessa in moto. Una cinquantina le persone suddivise in squadre, tra Soccorso alpino di Belluno, Prealpi Trevigiane, Longarone, con 3 unità cinofile e il Centro mobile di coordinamento, Vigili del fuoco con un'unità cinofila e i volontari dell'Avab di Cison di Valmarino. Mentre i gruppi raggiungevano le zone di indagine loro assegnate - una ventina a fine giornata a cavallo tra i comuni di Trichiana e Cison di Valmarino -  l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore effettuava una prima ricognizione dell'area, seguito da quello dei Vigili del fuoco, che ha a lungo sorvolato i pendii, e dall'elicottero dei carabinieri. La prima parte dei sopralluoghi si è concentrata nei boschi attorno al punto dove è stata trovata la sua macchina, sotto Casere Montevecchio, per poi allargarsi lungo tutta la sentieristica e la rete viaria della porzione nord-ovest del Monte Cimone, come pure interessare il versante del Cagador de Orlando. Domattina la ricerca riprenderà alle 7.30. Ermes, che è alto 1.70, giovedì indossava un paio di jeans e un giubbotto verde. Chiunque abbia qualche informazione è pregato di contattare i carabinieri.
Claut (PN), 29 - 01 - 17
Attorno alle 16.40 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato in direzione della Val de Crode per uno speleologo infortunatosi nella grotta Landre Scur, non distante dal Rifugio Pradut. Individuato il luogo dell'incidente a circa mille metri di quota, dopo aver imbarcato un soccorritore della Valcellina che ha guidato l'equipaggio, l'elicottero ha sbarcato tecnico di elisoccorso e personale medico. Il ferito, un ventunenne di Feltre (BL), che si trovava già all'esterno della grotta ed era stato imbarellato da soccorritori sul posto, è stato recuperato con un verricello e trasportato all"ospedale di Belluno con un probabile trauma al bacino.
Trichiana (BL), 29 - 01 - 17
Riprendono questa mattina alle 7, a cavallo tra i comuni di Trichiana e Cison di Valmarino, le ricerche di Ermes Franzogna, 40 anni, di Trichiana (BL), uscito di casa giovedì scorso senza fare rientro, la cui auto è stata rinvenuta ieri dai carabinieri nella zona di Passo San Boldo, Monte Cimone. Ieri nel tardo pomeriggio la richiesta di intervento al Soccorso alpino, che ha inviato le squadre di Belluno e Prealpi Trevigiane, con il Centro mobile di coordinamento sul posto assieme ai vigili del fuoco. I soccorritori si sono concentrati sui sentieri attorno al punto dove è stata ritrovata la macchina, bloccata dalla neve lungo la strada bianca che dal passo sale a Casera Checconi e poi conduce all'abitato di Campedei. Presenti anche tre unità cinofile da ricerca di superficie, compreso un cane molecolare. L'uomo, che è alto 1.70, giovedì indossava un paio di jeans e un giubbotto verde. Chiunque abbia qualche informazione è pregato di contattare i carabinieri.
 
Trichiana (BL), 28 - 01 - 17
Le squadre del Soccorso alpino di Belluno e Prealpi Trevigiane hanno avviato le ricerche di Ermes Franzogna, 40 anni, di Trichiana (BL), uscito di casa giovedì scorso senza fare rientro, la cui auto è stata rinvenuta oggi dai carabinieri nella zona di Passo San Boldo, Monte Cimone. L'uomo, che è alto 1.70, giovedì indossava un paio di jeans e un giubbotto verde. Chiunque abbia qualche informazione è pregato di contattare i carabinieri.
 
Trichiana (BL), 28 - 01 - 17
Le squadre del Soccorso alpino di Belluno e delle Prealpi Trevigiane stanno intervenendo nella zona di Passo San Boldo, Monte Cimone, a seguito del ritrovamento da parte dei carabinieri dell'auto di un uomo residente a Trichiana (BL), il cui allontanamento senza più dare notizie era stato segnalato dai familiari giovedì scorso.
 
Tonezza del Cimone (VI), 28 - 01 - 17
Durante una passeggiata con il marito non distante da Contra Lain, A.B., 63 anni, di Vicenza, è scivolata nel bosco procurandosi la sospetta frattura di una caviglia. Scattato l'allarme attorno alle 15.30, il Soccorso alpino di Arsiero ha inviato una squadra sul luogo dell"incidente. Individuata l'infortunata, che si trovava a circa 300 metri dalla strada, i soccorritori le hanno prestato le prime cure, la hanno imbarellata e trasportata fino all'ambulanza diretta all'ospedale di Santorso.
Tonezza del Cimone (VI), 27 - 01 - 17
Passate da poco le 17, il 118 di Vicenza ha allertato il Soccorso alpino di Arsiero per un incidente avvenuto in un bosco in prossimità del 24° tornante della vecchia strada che da Arsiero porta a Tonezza, poco prima dell'abitato. Durante una camminata, perso l'orientamento, due amici hanno intravisto la strada sottostante e hanno cercato di tagliare, scendendo tra gli alberi. Purtroppo in un punto ripido e con tratti ghiacciati uno dei due è scivolato per alcuni metri cadendo da un salto di roccia di altri 5. L'amico ha lanciato l'allarme e il luogo è stato raggiunto da una ventina tra soccorritori, vigili del fuoco e personale sanitario dell'ambulanza salendo verso l'alto, una volta attrezzato con corde fisse il percorso. Constatato il decesso dell'uomo, G.R., 78 anni, di Thiene (VI), ottenuto il nulla osta per la rimozione dalla magistratura, la salma è stata ricomposta e caricata in barella, per essere calata a valle e affidata al carro funebre. Sul luogo dell'incidente, il medico dell'ambulanza è stato colto da malore ed è stato subito imbarellato e trasportato nuovamente sulla strada per essere poi accompagnato per accertamenti all'ospedale, dopo essere stato visitato da un collega sopraggiunto con una seconda ambulanza. La strada era stata chiusa al traffico dai carabinieri per il rischio di caduta sassi durante le operazioni.

Veneto, 27 - 01 - 17

Con il rientro delle ultime squadre ieri, si è concluso l’intervento del Soccorso alpino e speleologico Veneto in Abruzzo. Attivatosi assieme agli altri Servizi regionali del Cnsas, Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico,  non appena saputo della grave emergenza in atto e subito a disposizione del Dipartimento della Protezione civile che ha coordinato le operazioni di tutte le forze presenti, il Sasv ha inviato propri tecnici appartenenti alle tre Delegazioni, II Dolomiti Bellunesi, XI Prealpi Venete, VI Speleologica Veneto – Trentino Alto Adige, a iniziare dal primo contingente partito il 19 gennaio scorso. In tutto 63 soccorritori che hanno raggiunto i luoghi del terremoto con elicotteri della regione Veneto, il primo giorno, e con mezzi propri, trasportando inoltre quad, motoslitta e il gatto delle nevi dell'Unione montana Centro Cadore, in gestione alla Cooperativa Cadore.

Le diverse squadre si sono alternate in turni di lavoro di due giorni, operando sulla superficie della valanga che ha investito l’Hotel Rigopiano di Farindola, fino al rinvenimento di tutte le persone che lo occupavano e risultavano disperse. I soccorritori hanno messo a disposizione le loro specifiche professionalità, scavando con pale a mano per aprire i primi varchi nella neve verso ciò che restava della struttura, provvedendo alla bonifica della vasta area prospicente l’albergo, effettuando sondaggi lungo il perimetro per escludere la presenza di persone e garantire l’accesso dei mezzi pesanti, collaborando con gli altri enti nell’individuazione e recupero dei superstiti e delle vittime.Altre squadre sono state invece impegnate nei comuni e frazioni isolate da giorni nel Teramano: hanno affiancato il personale medico nelle missioni sanitarie contribuendo all’evacuazione degli abitanti dove richiesto, verificato casa per casa le condizioni dei residenti facendosi portavoce delle loro eventuali necessità, trasportato generi di prima necessità, alimenti, farmaci, benzina per i generatori, liberato i tetti dalla neve.

"L’insieme devastante del terremoto e della valanga ha dato origine a una situazione probabilmente mai vista prima, che ha portato tutte le forze in campo ad operare in uno scenario molto complesso e pericoloso per le diverse emergenze cui far fronte a Rigopiano, operando tra le macerie di una struttura sommersa dalla neve, con elevato rischio di altre scariche – è il primo bilancio del presidente del Sasv Rodolfo Selenati – oltre a garantire le proprie specifiche competenze tecniche, i nostri soccorritori si sono prestati anche ad utilizzare mezzi e attrezzature non consueti, dimostrando grande professionalità e adattandosi ad ogni situazione operativa loro richiesta, pur nelle ovvie difficoltà di gestione logistica. In merito all’utilizzo del Soccorso alpino in questo tipo di emergenza occorrerà approfondire la riflessione. Ringrazio tutti gli uomini e le donne del Sasv che hanno subito accolto la richiesta di aiuto della popolazione abruzzese e sono vicino agli amici e colleghi del Soccorso alpino e speleologico dell’Abruzzo, ancora di più dopo il grave lutto che li ha colpiti con il terribile incidente di Campo Felice. Tutti noi ci stringiamo al dolore dei familiari delle sei vittime”.

Veneto, 25 - 01 - 17
Saranno impeganti ancora per domani gli otto soccorritori del Soccorso alpino e speleologico Veneto, II Delegazione Dolomiti Bellunesi, da ieri in Abruzzo in supporto ai colleghi impegnati con gli altri enti preposti, sulla valanga che ha investito l'Hotel Rigopiano a Farindola, Pescara.
La squadra è rientrata alla Sala operativa di Penne, dopo aver provveduto da questa mattina al sondaggio della linea di valanga fino alle macchine, per escludere la presenza di persone nell'area antistante i resti della struttura. Durante la bonifica sono state verificate tutte le situazioni di dubbio, numerose per la presenza di calcinacci e materiale sepolto, con esito negativo. Anche domani i soccorritori procederanno con il supporto alle operazioni di scavo che si stanno svolgendo attorno al perimetro dell'albergo con i mezzi pesanti. La speranza è che, in queste ore, vengano ritrovate le persone tuttora disperse. Il Soccorso alpino e speleologico Veneto resta a disposizione del Dipartimento di Protezione civile, qualora sia necessario l'invio di nuovi operatori.
 
 

Valstagna (VI), 24 - 01 - 17

Le risorgenze della Valle del Brenta hanno purtroppo registrato negli ultimi anni una decina di incidenti mortali, l’ultimo dei quali costato la vita a un giovane speleosub polacco lo scorso 5 gennaio nella Grotta dei Fontanazzi. Per questo motivo, e dato il numero sempre maggiore di appassionati frequentatori, la Commissione speleosubacquea del Cnsas, Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, si è data appuntamento lo scorso fine settimana a Oliero, per un’esercitazione a livello nazionale nelle due cavità sommerse del Cogol dei siori e del Cogol dei veci che, assieme all’Elefante Bianco, raccolgono le acque dell’Altopiano di Asiago. Una ventina i tecnici speleosub che hanno preso parte all’addestramento. Suddivisi in sei squadre, hanno messo in sicurezza la risorgenza per permettere a tre di loro di inoltrarsi nei vasti ambienti e prendere visione delle parti più interne (la cavità esplorata raggiunge finora i due chilometri e mezzo). Le Grotte di Oliero, tuttora in esplorazione, sono una continua scoperta per i subacquei: i due Cogol sono collegati tra loro, c’è un secondo sifone e gli ambienti vastissimi riservano sempre sorprese. Ma è proprio in caso di incidente che l’ampiezza delle stanze sommerse può rivelarsi un ostacolo, nascondendo nei labirinti un eventuale disperso a una profondità media di 50 metri, ed è quindi necessario approfondirne il più possibile la conoscenza e prepararsi con la pratica ad affrontare le emergenze. Attrezzatura tecnologica, come gli scooter subacquei e i rebreather, aiuta da una parte i soccorritori, però permette dall’altra agli appassionati di addentrarsi sempre più. Un ulteriore problema può inoltre manifestarsi con la scarsa visibilità. Acque normalmente limpide, che permettono di vedere a qualche metro di distanza negli antri bui, se piove o con lo scioglimento della neve si intorbidiscono negando la vista. Le operazioni, durate 8 ore, si sono svolte sabato, con la simulazione della ricerca di un disperso entro i 600 metri lineari. Ogni speleosub si è immerso per circa un’ora. Vista la vastità del sistema, la Commissione speleosubacquea del Cnsas torneranno a breve per terminare il Piano di sicurezza. 

Veneto 23  - 01 - 17
Mentre è previsto tra stanotte e domani il rientro dei 25 soccorritori partiti due giorni fa per Pescara, domani altri 9 tecnici si metteranno in viaggio alle 13 dalla sede del Soccorso alpino e speleologico Veneto di Belluno per raggiungere Penne, e mettersi a disposizione del Dipartimento di Protezione civile nelle operazioni in corso sulla valanga che ha investito l'Hotel Rigopiano di Farindola. Oggi, a partire dalla mattina, il contingente appartenente alle Delegazioni II Dolomiti Bellunesi, XI Prealpi Venete e VI Speleo Veneto - Trentino Alto Adige, ha provveduto ai sondaggi di bonifica per escludere presenze sotto lo spesso manto nevoso e permettere l'accesso alla pala meccanica. I soccorritori hanno poi continuato a scavare nella porzione retrostante i resti dell'edificio. È piovuto per tutta la giornata e lo scavo a mano, come negli altri giorni, è stato ostacolato dalla presenza di alberi, rami, travi e calcinacci. Domani il lavoro dei soccorritori congiunto a quello dei mezzi escavatori permetterà di aprire varchi più ampi. I soccorritori in partenza domani rientreranno venerdì.
Veneto, 22 - 01 - 17
I 29 soccorritori partiti giovedì per l'Abruzzo sono rientrati nel tardo pomeriggio, dopo aver passato il testimone ai 25 arrivati nella notte a Penne per dar loro il cambio. 
A Pescara le nuove squadre provenienti dalle tre Delegazioni del Soccorso alpino e speleologico del Veneto (II Dolomiti Bellunesi, XI Prealpi Venete, VI Speleo Veneto - Trentino Alto Adige) sono state tutte impiegate oggi a Farindola, dove sorgeva l'Hotel Rigopiano, per cercare di ritrovare le tante persone che risultano ancora disperse dal giorno della caduta della valanga. 
Oggi i soccorritori sono risaliti al punto in cui si trovano le cucine, gli interrati in muratura della struttura più vecchia dove ancora potrebbero esserci locali integri. Assieme ai colleghi provenienti da tutta Italia e agli altri enti preposti, i soccortitori hanno individuato il perimetro, scavando senza sosta, e tentato diversi punti di accesso, ostacolati da possibili cedimenti come dalla presenza di fughe di gas. Le squadre stanno rientrando adesso e domattina insisteranno nella stessa porzione per poi tentare di penetrate all'interno delle stanze. Ringraziamo di cuore i nostri volontari rientrati oggi, sapendo che hanno dato il massimo nei giorni scorsi per aiutare la popolazione abruzzese in estrema difficoltà. 
 
Recoaro Terme (VI), 21 - 01 - 17
Alle 15.30 circa il 118 di Vicenza ha allertato il Soccorso alpino di Recoaro - Valdagno a seguito della segnalazione di una persona, che dal Rifugio Campogrosso aveva visto precipitare qualcuno dalla cima della Sisilla. Purtroppo il personale medico, sbarcato nelle vicinanze della base della parete dall'elicottero di Verona emergenza, ha solamente potuto constatare il decesso di un giovane, E.C., 23 anni, di Valli del Pasubio (VI). La salma, ricomposta e imbarellata, è stata quindi trasportata dai soccorritori fino alla strada, per essere affidata al carro funebre.
Veneto, 21 - 01 - 17
Sono ancora in viaggio e arriveranno nella notte a Penne i 25 soccorritori partiti nel primo pomeriggio per portare il cambio ai 29 tecnici veneti, impegnati senza sosta in Abruzzo negli ultimi giorni assieme ai colleghi provenienti da tutta Italia e agli altri enti preposti. Tutti gli uomini del Soccorso alpino e speleologico Veneto - II Delegazione Dolomiti Bellunesi, XI Prealpi Venete e VI Speleo Veneto - Trentino Alto Adige - sono stati destinati dal Dipartimento di Protezione civile sulla valanga che ha investito l'Hotel Rigopiano a Farindola, dove si sta continuando a scavare ininterrottamente e dove sta ancora nevicando, e domattina alle prime luci saranno operativi. Alla squadra di  8 soccorritori lì impegnata da due giorni, oggi si sono uniti altri 11 tecnici, in precedenza inviati in numerose missioni nelle frazioni dei comuni isolati del Teramano. Partiti dal campo base di Penne questa mattina, i soccorritori oggi hanno provato ad entrare nella struttura sommersa dell'albergo da valle, tentando, una volta arrivati al tetto, di trovare degli accessi per scendere nelle stanze inferiori, come il passaggio da un camino risultato però bloccato. Alcune squadre hanno invece effettuato sondaggi ripetuti lungo la strada di accesso all'hotel ingombra di neve, per bonificare la via escludendo la presenza di persone e poter poi far intervenire i mezzi per ripulirla. Anche la giornata odierna è servita a portare sollievo ai tanti residenti isolati da giorni nelle piccole frazioni dei comuni di Valle Castellana, come Pascellata e Ceraso, e Arsita. I soccorritori hanno supportato il personale sanitario intervenuto in ambulanza e con l'elicottero del 118 di Como, hanno poi verificato casa per casa le condizioni di anziani e persone ammalate, portando medicinali o predisponendo la loro evacuazione. Si è spalata la neve su alcuni tetti e rifornito di benzina, generatori e beni di prima necessità le famiglie che lo hanno richiesto. Il rientro del primo gruppo di soccorritori è previsto per domattina.
Veneto, 20 - 01 - 17
Su richiesta della Sala operativa di Rieti una ventina di tecnici del Soccorso alpino e speleologico Veneto sono pronti a partire domani per dare il cambio ai colleghi impegnati in Abruzzo e affiancare le altre forze in campo, fino al termine dell'emergenza che ha colpito le popolazioni delle regioni del Centro Italia, piegate dal terremoto congiunto alle fortissime nevicate. In questo momento, malgrado abbia ripreso a nevicare, squadre del Soccorso alpino e speleologico di Veneto, Abruzzo, Lazio, Lombardia, Molise e Piemonte, assieme al Sagf di Lombardia e Valle d'Aosta e ai Vigili del fuoco, stanno continuando a scavare nel punto dove la valanga ha trascinato l'Hotel Rigopiano di Farindola, più a valle rispetto al ritrovamento di madre e figlio, ovvero nella zona del bar e della Spa, da dove provengono altre voci. La struttura, collassata in alcuni punti, è ricoperta da 5-6 metri di neve e i soccorritori stanno cercando di procedere lungo cunicoli. Oltre agli 8 tecnici da ieri operativi nell'area della valanga, le altre squadre del Sasv stanno intervenendo in diverse zone del Teramano, in supporto al personale sanitario in caso di infortuni o malori, portando generi di prima necessità e alimentari e cercando di raggiungere luoghi abitati per verificare le condizioni dei residenti e rispondere alle loro necessità urgenti. In particolare una squadra, dopo il supporto a un intervento nella frazione di Paranesi, stanotte si porterà a Valle Castellana, isolata da domenica scorsa, i cui abitanti sono in contatto telefonico. I soccorritori una volta sul posto, dove già è presente il Soccorso alpino lombardo, dovranno però cercare di raggiungere casa per casa i circa 300 residenti delle frazioni attorno, dei quali non si hanno ancora notizie. Una squadra, con sci e pelli di foca ha invece portato alimenti - pasta, pomodori, biscotti, fagioli, zuppe - alle famiglie di Altavilla. Altri soccorritori si sono mossi in altre borgate attorno a Montorio al Vomano e una squadra si è aperta un varco sulle strade grazie al gatto delle nevi dell'Unione montana Centro Cadore, in gestione alla Cooperativa Cadore. Domani i volontari della II Delegazione Dolomiti Bellunesi partiranno alle 13 dalla sede di Via dell'Artigianato per ritrovarsi a Padova con i colleghi delle altre due Delegazioni, XI Prealpi Venete e VI Speleo Veneto - Trentino Alto Adige, e procedere con il viaggio. Trasporteranno quad e motoslitta. 
 
Veneto, 19 - 01 - 17
Con grande difficoltà, dovuta alle strade inagibili dopo le fortissime nevicate, le squadre del Soccorso alpino e speleologico Veneto (II Delegazione Dolomiti Bellunesi, XI Prealpi Venete e VI Speleo Veneto - Trentino Alto Adige) stanno cercando di raggiungere le zone loro destinate dal Dipartimento di Protezione civile. Questa mattina trenta soccorritori sono partiti dalle diverse province: in 8 elitrasportati da Sospirolo e dall'aeroporto di Belluno con un elicottero convenzionato con la Regione Veneto, i restanti con mezzi propri, compresi quanti avrebbero dovuto partire da Villafranca (VR) con un aereo dell'Aeronautica militare, volo poi cancellato. Destinazione Pescara e Teramo in Abruzzo. La squadra che sta trasportando il gatto delle nevi dell'Unità montana di Pieve di Cadore e un quad sta per raggiungere Pescara e da lì sarà inviata in un paesino isolato da giorni. Otto soccorritori, assieme ai colleghi piemontesi, daranno il cambio a quanti da stamattina si trovano a Farindola, per cercare le persone disperse dopo la caduta della valanga che ha investito l'Hotel Rigopiano. Altre squadre, assieme ai soccorritori lombardi, stanno invece provando ad aprirsi un varco sulla strada che conduce a Valle Castellana, un migliaio di abitanti, ma il rischio di valanghe dai versanti che costeggiano il percorso e l'alto spessore della neve stanno rallentando l'avanzata dei mezzi con le catene. Un altro gruppo di soccorritori è infine stato destinato nei territori del comune di Montorio al Vomano, dove non c'è copertura telefonica. Le finalità sono ripristinare un minimo di accesso viario e verificare le condizioni dei residenti per poi poter provvedere alla consegna di medicinali e generi di prima necessità.
Pagina 27 di 28

Informativa sulla privacy e Termini di utilizzo

Leggere con attenzione prima di utilizzare questo sito.

Il sito è di proprietà di CNSAS VENETO  ,
 L'utilizzo del sito comporta l'accettazione dei Termini e delle Condizioni dell'Informativa sulla Privacy.