2026
Cortina d'Ampezzo (BL), 04 - 09 - 26
È stato necessario calare con il verricello una lunghezza di 90 metri il tecnico di elisoccorso, per riuscire a recuperare la coppia di alpinisti svizzeri, rimasti incrodati al di fuori del tracciato della via Eötvös- Dimai, sulla Tofana di Rozes. I due, un uomo e una donna trentenni, avevano chiamato il 118 verso le 17.20 poiché arrivati sul punto in cui l'itinerario alpinistico si sposta a sinistra verso gli ultimi tiri più esposti, loro erano andati avanti dritti incrodandosi sulla parete strapiombante. Al telefono avevano spiegato di trovarsi circa 200 metri sopra il secondo anfiteatro, a una quota di 3mila metri, inviando le coordinate del punto in linea con quanto descritto. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha quindi effettuato una ricognizione individuandoli. È poi sceso a fare campo base al Rifugio Dibona, lasciando a terra equipe medica e materiale, per poi riprendere quota e provvedere al recupero dei due alpinisti, calando il tecnico di elisoccorso, che li ha assicurati uno alla volta e issati a bordo. Gli scalatori, che erano illesi, sono stati lasciati al Rifugio.
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2026
Interventi in montagna
Scritto da Michela CanovaBelluno, 04 - 09 - 27
Poco prima delle 13 il Soccorso alpino di Cortina è stato attivato per una escursionista olandese di 59 anni, che si era fatta male alla spalla lungo il sentiero del Col dei Bos. I soccorritori della Guardia di finanza hanno raggiunto la donna, che era in compagnia di un'altra persona, e lo hanno trasportata al Codivilla. Una seconda squadra è intervenuta all'altezza dei ruderi della Grande Guerra nella zona del Faloria, da dove aveva chiamato un turista ungherese, in difficoltà e agitazione poiché si trovava fuori dal sentiero 212, in un punto di terreno instabile. Una volta dall'uomo i soccorritori lo hanno riaccompagnato a valle.
Falco 2 è volato sul sentiero Bonacossa, sui Cadini di Misurina, per un escursionista israeliano di 43 anni, che non riusciva più a proseguire per uno stiramento al polpaccio. Sbarcato in hovering il tecnico di elisoccorso è stato poi issato a bordo assieme all'infortunato, preso in carico dall'equipe medica e trasportato all'ospedale di Belluno. Una squadra del Soccorso alpino di Auronzo si è mossa in supporto all'ambulanza, per un incidente ciclistico. Partiti in due in mountain bike da Misurina, passando per Col de Varda e Rifugio Città di Carpi, al momento di scendere per la Val d'Onge uno dei due ciclisti tedeschi era caduto a terra, sbattendo un gomito. I due avevano proseguito a piedi riuscendo ad arrivare fino al Cason de la Crosera, dove sono stati raggiunti dai soccorritori.
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2026
Cortina d'Ampezzo (BL), 04 - 09 - 26
Sono gravi le condizioni di un alpinista di Biella precipitato una ventina di metri dallo Spigolo Zero, via di arrampicata sul primo Pilastro della Tofana di Rozes.
Verso mezzogiorno è dieci la Centrale del 118 è stata contattata da una guida alpina, che si trovava sullo stesso itinerario e che aveva lanciato l'allarme, giunto anche da una persona, che dal ghiaione sottostante sentiva provenire urla di aiuto dalla parete.
Primo di cordata, il 68enne di Occhieppo Inferiore era volato per una ventina di metri impattando sulla roccia, rompendo il caschetto nell'urto e rimanendo a testa in giù privo di coscienza. Raggiunto dalla Guida alpina, che lo ha sollevato e raddrizzato, l'alpinista è stato preso in carico dal medico di Falco 1, calato sull'infortunato dal tecnico di elisoccorso, che aveva attrezzato un apposito ancoraggio dopo essere sceso poco sopra. Prestate le prime cure e stabilizzato, il rocciatore è stato issato a bordo con un verricello di 60 metri. Anche la compagna è stata poi recuperata con la stessa modalità. Il ferito, con un possibile grave trauma cranico, è stato trasportato all'ospedale di Treviso.
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2026
Belluno, 04 - 09 - 26
Ieri sera poco prima delle 20 due alpinisti polacchi hanno contattato la Centrale del 118, poiche erano in difficoltà sulla Grande delle Tre Cime di Lavaredo. L'elicottero di Treviso emergenza, fatto intervenire in loro aiuto, ha tentato di avvicinarsi, ma le forti raffiche di vento ne hanno precluso l'operatività. In contatto telefonico con gli scalatori, il tecnico di Centrale ha spiegato la situazione, verificando la loro possibilità di bivaccare in parete e suggerendo un punto dove potersi riparare durante la notte, per poi appurare alle prime luci se potevano rientrare autonomamente o se necessitassero ancora di supporto. Questa mattina, quando la risposta è stata che avevano ancora bisogno, alle 7.30 è decollato Falco 2, che li ha individuati sulla Cengia circolare poco sotto la cima. I due alpinisti sono stati issati a bordo dal tecnico di elisoccorso con un verricello di 40 metri. Una volta sbarcati al Rifugio Lavaredo per un controllo sanitario, uno dei due ha detto all'equipaggio che ieri, durante la scalata dello Spigolo Dibona, era volato 25 metri. Avendo riportato probabili contusioni alla schiena, l'infortunato è stato quindi trasportato per i controlli del caso all'ospedale di Belluno.
Attorno alle 21 la Centrale del 118 aveva inoltre iniziato a ricevere delle segnalazioni di luci provenienti dalla Tofana, dal gestore del Rifugio Dibona e da altri testimoni, che temevano trattarsi di richieste di aiuto. Il Soccorso alpino di Cortina si era recato sul posto senza più vederle, salvo poi ricevere ulteriore conferma verso le 21.45, quando i Vigili del fuoco avevano informato il Suem della ricezione di un messaggio d'allarme Garmin, con coordinate posizionate in quota. Di rientro da Auronzo, l'eliambulanza di Treviso è quindi volata verso la cima, trovando tre alpinisti canadesi bloccati sugli ultimi tiri del Primo Spigolo alla Tofana di Rozes. I tre ragazzi sono quindi stati issati a bordo dal tecnico di elisoccorso con un verricello di 30 metri. Due scalatori erano illesi, la terza, una ragazza, si era invece fatta male a una caviglia. Verso l'una meno un quarto, tutti e tre sono stati lasciati in piazzola al Codivilla, dove si trovava pronto in supporto il Soccorso alpino, una cui squadra era salita poco prima a recuperare un'escursionista polacca che si era fatta male a un piede scendendo dal Rifugio Vandelli. I soccorritori l'avevano raggiunta in fondo alle scalette, le avevano immobilizzato l'arto e l'avevano caricata in barella, per poi trasportarla a valle assieme al compagno e condurla, alle 23, in ospedale.
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2026
Due interventi in montagna
Scritto da Michela CanovaBelluno, 03 - 09 - 26
Attorno alle 13.15 la Centrale del 118 è stata attivata per un escursionista investito da un masso in un canale sulle Marmarole. Mentre percorreva il sentiero del Pastore che taglia il Ciastelin sopra il Rifugio Baion, un 81enne di Domegge di Cadore era stato infatti colpito di lato da un masso rotolatogli addosso ed aveva riportato una trauma costale e contusioni alle gambe. Individuato il punto in cui l'infortunato si trovava assieme a un amico, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha verricellato il tecnico di elisoccorso e il medico, che gli hanno prestato prima assistenza. Issato a bordo con un verricello di 15 metri, l'uomo è stato trasportato all'ospedale di Belluno. Il compagno è rientrato a valle in autonomia.
Verso le 13.30 è scattato un secondo allarme per una cordata bloccata a 2.900 metri lungo la Via Eötvös - Dimai sulla Tofana di Rozes a Cortina d'Ampezzo. I due alpinisti austriaci, incapaci di proseguire lungo il tracciato, sono stati individuati dall'equipaggio di Falco 2 e recuperati dal tecnico di elisoccorso avvicinato alla parete con un verricello di 50 metri. Gli scalatori, che erano illesi, sono stati lasciati al Rifugio Dibona.
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2026
Incidente alpinistico sul Pelmo
Scritto da Michela CanovaVodo di Cadore (BL), 01 - 09 - 26
Alle 17.30 la Centrale del Suem è stata contattata dal compagno di cordata di un alpinista precipitato oltre 20 metri dalla cima del Monte Pelmo. In occasione dei sessant'anni dalla sua apertura, i due scalatori avevano salito la Via Masucci - Franceschetti, ne erano usciti in vetta e si erano slegati pronti per rientrare, quando il 29enne di Verona era scivolato e caduto lungo la parete, riuscendo ad aggrapparsi alla roccia su un terrazzino, oltre venti metri più in basso, a 2.400 metri di altitudine. Individuato il punto in cui si trovava, al limitare delle nebbie, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha calato il tecnico di elisoccorso con un verricello di 30 metri. L'alpinista, che aveva riportato un grave trauma al piede e diverse contusioni, è stato issato a bordo e trasportato su un prato nelle vicinanze del Rifugio Venezia. Mentre l'equipe sanitaria gli prestava le prime cure, l'eliambulanza è risalita in quota e ha provveduto a imbarcare anche il compagno, fatto salire in hovering. L'infortunato è stato poi portato all'ospedale di Belluno.
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2026
Cortina d'Ampezzo (BL), 01 - 09 - 26
Si è concluso all'una di notte il recupero di un escursionista tedesco bloccato in quota al rientro dalla Ferrata Dibona, dopo il passaggio della tempesta di grandine. L'uomo, che aveva perso la traccia scendendo verso Son Forca sotto Forcella Bassa, aveva chiesto aiuto mandando la propria posizione verso le 21.30. Una squadra è risalita e piedi e lo ha ritrovato a circa 2.100 metri di altitudine: sprovvisto di giacca antipioggia e indossando solo una camicia, era bagnato e infreddolito. I soccorritori gli hanno dato di che coprirsi, lo hanno riportato sul sentiero e riaccompagnato a Rio Gere.
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2026
Ritrovato senza vita il giovane escursionista disperso nel Gruppo del Fumante
Scritto da Michela CanovaRecoaro Terme (VI), 31 - 08 - 26
Ha purtroppo avuto il peggiore esito la ricerca del giovane escursionista disperso nel Gruppo del Fumante, del quale la famiglia non aveva più notizie da sabato, quando era partito per salire la Ferrata del Vajo Scuro e per passare una notte in rifugio. Scattato l'allarme nella tarda serata di ieri, dopo aver rinvenuto la macchina ancora parcheggiata al Rifugio Battisti, le squadre del Soccorso alpino di Recoaro - Valdagno, Schio e Arsiero, assieme ai soccorritori della Guardia di finanza, presenti con il loro elicottero proveniente da Venezia, dotato di dispositivo Imsi Catcher, hanno avviato la ricerca a terra e in volo, affiancati dai Vigili del fuoco e dai Carabinieri.
Nel primo pomeriggio è arrivata la segnalazione di un escursionista che ieri, affrontando la Ferrata del Vajo Scuro si era imbattuto in alcuni oggetti, che aveva portato via pensando fossero abbandonati. Oggi avendo sentito della ricerca in corso aveva chiamato per avvertire. L'attenzione dei soccorritori si è quindi concentrata a valle della prima parte della Ferrata del Vajo Scuro e una squadra ha iniziato a calarsi sulla verticale, trovando via via alcuni oggetti appartenuti al ragazzo, finché il drone del Soccorso alpino, fatto alzare in volo in supporto alle operazioni, non ha purtroppo individuato il corpo senza vita del 22enne di Saonara (PD). I soccorritori hanno quindi raggiunto la salma fornendo le coordinate all'elicottero di Verona emergenza in arrivo, che ha provveduto al suo recupero e al trasporto fino al campo base al Rifugio Battisti. Per cause in via di accertamento il ragazzo deve essere caduto poco dopo aver iniziato la salita della Ferrata, precipitando per oltre 200 metri.
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2026
Cortina d'Ampezzo (BL), 31 - 08 - 26
È stato ritrovato in una fitta boscaglia di mughi l'escursionista di 67 anni di Bologna, di cui non si avevano più notizie da questa notte, quando, dopo aver avvertito di essersi attardato nel rientrare dalla zona del Lavinores, che aveva perso lo zaino ed era caduto, dopo le 2.30, non aveva più risposto alle chiamate della moglie.
Scattato l'allarme attorno alle 5.30, sono partite le ricerche a terra e in volo. L'elicottero della Guardia di finanza di Bolzano, attraverso il tracciamento dell'Imsi Catcher, aveva delimitato una prima area di ricerca a una zona a circa 1.540 metri di quota sotto il Lavinores, senza però riscontri. In una seconda perlustrazione, in cui era stata ristretta l'area, l'equipaggio aveva notato uno zaino blu, fissandone le coordinate.
Una squadra mista a terra è risalita avvicinandosi allo zaino e agli oggetti, appartenenti all'escursionista. Mentre i soccorritori si muovevano a terra nell'intrico della boscaglia, il B3 dell'Air service center convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, si è avvicinato riuscendo con il movimento dell'aria a spostare in alcuni punti la vegetazione migliorando la visibilità, finche l'uomo non è stato individuato e poi raggiunto dai soccorritori 100 metri più in basso, sopra il Cason d'Antruiles.
L'uomo è stato quindi preso in carico dall'equipe medica e dal tecnico di elisoccorso dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, calati sulla verticale, che ne hanno valutato le condizioni: era disidratato e lamentava dolori all'anca e alla schiena. Caricato in barella e issato a bordo con un verricello di 10 metri, l'uomo è stato trasportato per accertamenti in ospedale a Belluno.
Appassionato di antichi tracciati, dal suo racconto aveva cercato di risalire sul Lavinores da Antruiles lungo una itinerario non segnalato che segue una cengia. Quando aveva deciso di rientrare sul versante sud aveva perso l'orientamento in mezzo ai mughi, aveva lasciato lo zaino ed era ruzzolato tra gli alberi senza ritrovare più il cellulare.
Hanno preso parte alle ricerche una cinquantina di persone del Soccorso alpino di Cortina, della Guardia di finanza, dei Carabinieri, dei Vigili del fuoco. Operativi gli elicotteri della Guardia di finanza di Bolzano, dei Vigili del fuoco e dell'Air service center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi. Presenti tre unità cinofile del Cnsas e dei Vigili del fuoco. Un aiuto importante è arrivato da uno dei guardiaparco che ha indicato ai soccorritori il reticolo dei vecchi tracciati presenti.
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2026
Cortina d'Ampezzo (BL), 31 - 08 - 26
È scattato questa mattina verso le 5.30 l'allarme per il mancato rientro di un escursionista dalle Dolomiti d'Ampezzo. Il 67enne di Bologna ieri sera aveva avvisato la moglie di essere in rientro dalla Cengia del Lavinores, di essere attardato e che avrebbe probabilmente bivaccato all'aperto. Di seguito la moglie lo aveva sentito nuovamente e l'ultimo contatto risale alle 2 circa. Poi il cellulare ha iniziato a suonare libero senza risposta. La macchina è ancora parcheggiata alla partenza dei sentieri. Al momento sono impegnate una cinquantina di persone del Soccorso alpino di Cortina, della Guardia di finanza, dei Carabinieri, dei Vigili del fuoco. Gli elicotteri della Guardia di finanza di Bolzano, dei Vigili del fuoco e dell'Air service center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, stanno sorvolando l'area. Sono presenti tre unità cinofile del Cnsas e dei Vigili del fuoco.
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2026
Recoaro Terme (VI), 31 - 08 - 26
Sono in corso le ricerche di un giovane escursionista, partito sabato per intraprendere il tracciato della Ferrata del Vajo Scuro e dormire al Rifugio Fraccaroli, al momento chiuso, ma non rientrato ieri. La macchina del 22enne padovano è ancora parcheggiata al Rifugio Battisti. L'ultimo contatto con i genitori risale alle 13.30 di sabato. Attualmente il cellulare risulta spento e il lungo sorvolo dell'elicottero della Guardia di finanza - a bordo personale del Soccorso alpino di Recoaro - Valdagno - ha dato esito negativo, anche da parte dell'Imsi Catcher, il dispositivo elettronico in grado di intercettare, individuare e localizzare i telefoni cellulari. Le squadre si stanno muovendo in quota e sono state analizzate le celle telefoniche agganciate, che porterebbero a pensare il giovane possa trovarsi sui versanti vicentini del Gruppo del Fumante, Monte Plische, Passo della Lora.
Sono operativi il Soccorso alpino di Recoaro- Valdagno, Schio, Arsiero, i soccorritori della Guardia di finanza, i Vigili del fuoco, i Carabinieri.
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2026
Cortina d'Ampezzo (BL), 30 - 08 - 26
Attorno alle 17.45 la Centrale del 118 è stata contattata da una coppia di escursionisti, che si trovavano in cima alla Ferrata Tomaselli, sulle Cime di Fanis, impossibilitati a proseguire lungo la Cengia Veronesi, poiché la donna, una 38enne di Bolzano, accusava affaticamento e crampi alle gambe. Risaliti alla posizione, è decollato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore che ha individuato l'escursionista e il compagno e li ha recuperati con due verricellate da 30 metri. Issati a bordo dal tecnico di elisoccorso, dopo che il personale sanitario ne ha valutato le condizioni, i due sono stati lasciati al Passo Falzarego.
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2026
Vicenza, 30 - 08 - 26
Verso le 13.40 la Centrale del Suem di Vicenza ha attivato il Soccorso alpino di Recoaro - Valdagno, per un incidente accaduto poco prima lungo il sentiero che dal Passo della Lora conduce al Rifugio Battisti. Mentre in compagnia della moglie e di amici percorreva in discesa l'itinerario, arrivato a un tornante un 62enne di Valdagno era inciampato, cadendo per un paio di metri sul sottostante tratto di sentiero, dove aveva impattato con il volto. Sei soccorritori, due provenienti dal Rifugio Bertagnoli e quattro da Valdagno, si sono ritrovati al Battisti e hanno risalito il sentiero portando con loro presidi sanitari, attrezzatura e la barella. In un'ora e mezza a piedi hanno raggiunto l'infortunato, che era stato steso in una posizione comoda dai presenti e coperto con una mantellina termica. Dopo averlo assistito a seguito del trauma facciale riportato, la squadra ha imbarellato l'uomo e lo ha ricondotto al Rifugio Battisti, dove attendeva l'ambulanza che lo ha accompagnato all'ospedale di Valdagno.
Attorno alle 15.30 l'elicottero di Verona emergenza è invece intervenuto sul Pasubio al Rifugio Papa, al cui interno si trovava una 69enne di Finale Emilia, che si era sentita poco bene. Dopo essere atterrati in piazzola, il tecnico di elisoccorso e l'equipe medica hanno preso in carico la donna, valutandone le condizioni e prestandole prima assistenza. Con l'aiuto dei volontari del Soccorso alpino di Schio, l'escursionista è stata poi trasportata fino all'eliambulanza, decollata in direzione dell'ospedale di Santorso per gli accertamenti del caso.
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Escursionista scivola sul sentiero
Scritto da Michela CanovaFumane (VR), 30 - 08 - 26
Attorno alle 13 l'elicottero di Verona emergenza è volato nel Parco delle cascate di Molina, a seguito dell'infortunio di un escursionista, che aveva riportato un trauma alla gamba. Il 54enne di Verona si trovava nel greto del torrente assieme ad altre persone e ai gestori del Parco, che avevano portato con sé una barella. Raggiunto dal tecnico di elisoccorso sbarcato in una radura nelle vicinanze, l'uomo è stato assistito, imbarellato e spostato dal bosco verso le zona aperta, da dove è stato issato a bordo con il verricello, per essere trasportato all'ospedale di Negrar. Pronte a intervenire le squadre del Soccorso alpino di Verona.
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2026
Alleghe (BL), 30 - 08 - 26
Poco prima delle 7 Falco 2 è decollato in direzione della parete nord-ovest del Civetta, dove una cordata di alpinisti polacchi, un uomo e una donna entrambi di 34 anni, si trovava in difficoltà a seguito dell'infortunio di lui. Una volta sul posto l'equipaggio ha individuato la coppia di scalatori, arrivati sopra lo zoccolo all'inizio della parte più impegnativa, a circa 2.500 metri di altitudine. La donna, illesa, era più in alto, in piedi su una cengia larga un metro, priva della corda e della possibilità di calarsi, l'uomo, che aveva riportato cadendo un trauma alla caviglia e contusioni, era seduto una trentina di metri più in basso, in un terrazzino di mezzo metro. Tutti e due erano slegati e non vincolati alla roccia, le corde recuperate e rifatte dal ferito. Poiché i rocciatori si trovavano in una condizione precaria, è stato deciso di provvedere subito al salvataggio dell'infortunato bloccato in una situazione meno stabile, issato a bordo dal tecnico di elisoccorso con un verricello di 55 metri e trasportato al vicino Rifugio Tissi, dove l'equipe medica gli ha prestato prima assistenza. In una seconda rotazione l'eliambulanza ha calato il soccorritore all'altezza della donna, ferma in una posizione più sicura. Una volta agganciata e verricellata a bordo, la scalatrice è stata portata al Tissi. L'alpinista è stato quindi accompagnato all'ospedale di Agordo.
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Pieve del Grappa (TV), 30 - 08 - 26
Ieri sera verso le 22.30 la Centrale del 118 di Treviso ha attivato il Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa, per un incidente ciclistico avvenuto lungo il tracciato di downhill Fox Trail, non distante dal Santuario della Madonna del Covolo. Una squadra ha raggiunto il luogo indicato assieme al personale sanitario dell'ambulanza del Suem di Pieve del Grappa e ha prestato le prime cure al 40enne di Pieve del Grappa, che era a terra, cosciente, dopo essere caduto dalla propria mountain bike e manifestava traumi al volto e cranico. Medicato e imbarellato, l'infortunato è stato trasportato per circa 150 metri a piedi e poi trasferito nell'ambulanza, partita in direzione dell'ospedale di Castelfranco Veneto.
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2026

