2006

Teolo (PD), 13-06-06

Una giovane alpinista romana, O.R., 35 anni, ha perso la vita precipitando da una ventina di metri. Prima di cordata, stava risalendo con un'amica la via 'Banda bassotti', un sesto grado di circa 180 metri di altezza sulla palestra di roccia di Rocca Pendice. Dai primi accertamenti sembra che, arrivata a venti metri non avendo chiuso il nodo dell'otto, non appena vi ha spostato il proprio carico, la corda abbia ceduto facendola cadere fino alla base della cengia, dove sarebbe morta sul colpo. Attorno alle 16 l'allarme al 118 di Padova, che ha inviato sul posto l'eliambulanza con a bordo il personale medico e un tecnico del Soccorso alpino di Padova. Sul luogo dell'incidente anche una squadra di sei soccorritori. In questo momento si sta attendendo il permesso della magistratura per la rimozione della salma.

Chies d'Alpago (BL), 10-06-06

Cade con il parapendio e si procura un trauma al braccio sbattendo contro un pendio. Un pilota polacco, partecipante al campionato nazionale di parapendio in corso in Alpago, al momento di costeggiare in volo la montagna ha probabilemnte perso il controllo della vela ed è finito a terra. Attorno alle 15 è decollato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore che ha imbarcato anche un tecnico della Stazione del Soccorso alpino dell'Alpago. Le informazioni relative al luogo dell'incidente, infatti, non erano precise. Dopo una ricognizione, il giovane, T.J.L., 32 anni, è stato individuato a circa 1.800 metri sul monte Venal. Sbarcati in hovering a 100 metri di distanza per non far sollevare la vela del parapendio, medico e due tecnici hanno raggiunto il pilota. Visitato e imbarellato, è stato recuperato con il verricello, per essere trasportato all'ospedale di Belluno, con un trauma al braccio sinistro.

Crespano del Grappa (TV), 10-06-06

E' stato ritrovato illeso l'escursionista persosi questa mattina durante una passeggiata. L'uomo, D.L., 57 anni, di Salzano (VE), si era incamminato lungo il sentiero Cai numero 104 che dal santuario della madonna del Covolo sale fino alla cima del monte Colombera. Lungo il percorso ha smarrito la strada e si è sentito poco bene. Attorno alle 10 la chiamata al Suem 118. L'elicottero di Treviso, con a bordo medico, tecnico di elicoccorso e un tecnico del Soccorso alpino della Stazione della Pedemontana del Grappa, ha effettuato una ricognizione, senza sapere la zona precisa in cui si trovava l'uomo. L'esito negativo del sopralluogo ha fatto partire le squadre dei soccorritori. Verso le 12, due tecnici sono stati portati sulla vetta del Colombera, raggiunti da un altro volontario e da un'unità cinofila in jeep. L'unica indicazione chiara - il contatto telefonico con l'escursionista non era continuo e preciso - sembrava il fatto che si fosse smarrito su un pendio alla sinistra del sentiero. Scendendo dal monte, due volontari seguivano il percorso principale, con richiami a voce, l'altra squadra ha invece percorso tutte le diramazioni laterali. In realtà l'uomo si era perso alla fine di un sentiero sul versante destro, bloccandosi nel bosco in un ripido pendio. Un tecnico e l'unità cinofila lo hanno rintracciato dopo circa 3 ore e mezza dalla partenza della cima. Dopo aver perso la traccia del sentiero segnalato è stato probabilmente vittima di un calo di zuccheri ed ha preferito fermarsi e chiamare i soccorritori, piuttosto che proseguire senza orientamento. L'escursionista è stato imbragato e aiutato a calarsi fino al sentiero sottostante, dove attendeva un fuoristrada che lo ha accompagnato all'ambulanza ferma sulla strada e da lì nella sede del Suem di Crespano. Dopo i dovuti accertamenti, l'uomo è tornato autonomamente a casa.

Sospirolo (BL), 09-06-06
Nel corso dei campionati di parapendio che si stanno svolgendo in Alpago, un velista polacco è precipitato sullo Spiz Vedana. Il giovane, del quale non sono note le generalità, si è probabilmente scontrato con il cavo sospeso di una teleferica utilizzata per il trasporto del legname, allestito senza segnalazione a circa 60 metri da terra. L'allarme è scattato attorno alle 16, quando un compagno che lo seguiva da vicino ha chiamato la direzione della manifestazione. Sul posto si è diretto l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, con a bordo il personale medico ed il tecnico di elisoccorso, dopo aver imbarcato anche un tecnico della Stazione del Soccorso alpino di Belluno. Il velista dopo l'urto potrebbe aver proseguito fino a perdere il controllo del parapendio e cadere nel bosco. Sul luogo dell'incidente è arrivata anche una jeep con quattro volontari del Soccorso alpino per verificare le condizioni di una seconda persona, visto che un'altra vela era impigliata alla base della teleferica. Con la massima attenzione alla teleferica dell'incidente e ad altre due più in basso, l'elicottero ha sbarcato il medico e i due tecnici su un sentiero nelle vicinanze del bosco, utilizzando un verricello di 60 metri. L'uomo, stabilizzato ed imbarellato, è stato spostato in un punto in cui il verricello ha potuto raggiungere i soccorritori, per essere poi trasportato urgentemente all'ospedale di Belluno, dove è morto poco dopo i gravi politraumi riportati nella caduta. La seconda vela è risultata poi essere del compagno, illeso, ed è rimasta attaccata al cavo, mentre l'uomo cercava uno spiazzo per atterrare e andare in aiuto dell'amico.

Cortina d'Ampezzo (BL), 06-06-06

Un giovane alpinista nato a Mosca, ma residente in Germania, è rimasto bloccato sulla parete che stava risalendo, dopo aver sbattuto violentemente la spalla. I.K., 28 anni, da solo su una via di quinto grado era a circa 150 metri dalla cima dello spigolo Jori, sulla punta Fiames, nel gruppo del Pomagagnon. L'incidente poco prima delle 16. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore si è recato sul posto e ha recupearto con il tecnico di elisoccorso il ragazzo, utilizzando un gancio baricentrico di 40 metri per avvicnarsi al luogo in cui si trovava. A terra attendeva anche un tecnico del Soccorso alpino di Cortina che ha individuato lo scalatore con il binocolo. L'alpinista è stato condotto al Codivilla con una sospetta lussazione alla spalla.

Stazzema (LU), 05-06-06

Si è svolto nella notte l'intervento di recupero del corpo di un giovane speleosub lecchese, Massimiliano Valsecchi, rimasto bloccato in una strettoia della risorgenza carsica chiamata La Pollaccia, nel comune di Stazzema (LU), a 45 metri di profondità. Oltre al Soccorso alpino e speleologico della Toscana, la Commissione speleosubacquea del Cnsas (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) ha attivato, non appena è scattato l'allarme, anche le squadre delle altre regioni, tra le quali il Veneto. "Poichè i tecnici speleosub sono pochi, quando le emergenze sono di questo tipo, gli specialisti provengono da diverse zone", spiega Antonino Bileddo, responsabile della VI Delegazione speleologica del Veneto, che con altri 3 tecnici di Verona ha collaborato al recupero, cui hanno preso parte 15 speleosub di Toscana, veneto, Lazio e Lombardia. "A seconda della complessità si cerca di coinvolgere più persone possibili - continua Bileddo - innanzi tutto è indispensabile puntare alla massima sicurezza, creando una linea di emergenza con bombole lungo il percorso che assicurino gas sufficiente. Per rendere il recupero più agevole, la risalita viene suddivisa a tratti, ognuno affidato a una squadra. Questo per consentire, al cambio, la decompressione della squadra appena salita e la continuità con la squadra successiva. All'esterno dell'ingresso poi sono sempre presenti sub pronti a intervenire ad ogni evenienza". Nel corso degli anni il numero di incidenti nelle grotte sommerse è costante, ma aumenta la difficoltà degli interventi: "E' aumentata la frequentazione e gli speleosub sono sempre più preparati. Sono diminuiti gli incidenti legati a persone sprovvedute, anche grazie a campagne informative abbastanza pesanti. Purtroppo quando avvengono sono sempre più complicati. Vengono continuamente cercati limiti estremi: incidenti a determinate profondità e condizioni ambientali potrebbero essere paragonati in difficoltà a quelli che accadono sulla vetta dell'Everest. Per questo l'attrezzatura e le tecniche devono essere costantemente aggiornate", conclude Bileddo. Risale allo scorso febbraio la simulazione di un recupero a 80 metri di profondità, prima volta in Italia, nella risorgenza dell'Elefante Bianco a Valstagna, dove negli anni passati hanno perso la vita 7 persone impegnate in escursioni subacque. Oggi la VI Delegazione, con le Stazioni speleo di Verona, Vicenza e Veneto orientale, conta 9 tecnici speleosub (8 veneti, 1 trentino), 7 dei quali con brevetto internazionale per l'uso di miscela Trimix, miscela di ossigeno, azoto ed elio.

Forno di Zoldo (BL), 31-07-06
Sono ancora senza esito le ricerche di Luca Panciera, uscito ieri per un'escursione senza fare più rientro a casa. Il ventiseienne di Forno di Zoldo, è partito dalla propria abitazione ieri verso le 10.30 per una camminata, come spesso fa da solo. In tarda serata i famigliari non vendendolo di ritorno hanno dato l'allarme e sono cominciati i primi perlustramenti del Soccorso alpino fino a notte inoltrata. Questa mattina la ricerca è ripresa alle prime luci. Il Centro mobile di Coordinamento del Soccorso alpino è stato posto all'eliporto di Campo di Forno di Zoldo. Le squadre si sono mosse, battendo i gruppi del Bosconero, Mezzodì, San Sebastiano, i sentieri del col Dur e spiz Zuel, vagliando i possibili itinerari che Luca, abituato a camminare, potrebbe aver percorso. Le indagini hanno riguardato i rifugi e gli accessi a Pelmo e Civetta. Sono anche intervenuti l'elicottero dei Vigili del fuoco, che in mattinata ha effettuato un giro di ricognizione sopra il Bosconero, quello dell'aeronautica militare e del Suem di Pieve di Cadore che hanno trasportato in quota le squadre e perlustrato dall'alto alcune zone. Alla ricerca hanno preso parte 30 tecnici del Soccorso alpino delle Stazioni di Valle di Zoldo, Longarone, Pieve di Cadore, Belluno, Alleghe, Val Biois, Val Pettorina, con 3 unità cinofile da superficie, 10 Vigili del fuoco, 8 rappresentanti della Guardia di finanza, con un'unità cinofila, e 6 agenti del Corpo forestale dello Stato con un'altra unità cinofila. Al momento di uscire - senza documenti - Luca Panciera aveva il cellulare con sé. Il telefono risultava libero fino alle 21. Poi si è disattivato. Il giovane, alto 1.70, capelli neri, indossa un paio di pantaloni marroni corti, una maglietta nera con il disegno di un moschettone (che poteva però essere coperta da un pile verde chiaro). Ha uno zainetto e scarponcini da montagna. Chi dovesse avere notizie al suo riguardo o averlo incontrato nelle Dolomiti di Zoldo domenica, può rivolgersi ai carabinieri di Forno di Zoldo o al Soccorso alpino. Le ricerche riprenderanno domani mattina alle 6.30.
Forno di Zoldo (BL), 31-07-06
Sono in corso le ricerche di un ragazzo, uscito ieri per un'escursione senza fare più rientro a casa. Luca Panciera, 26 anni di Forno di Zoldo, è partito dalla propria abitazione ieri verso le 10.30 per una camminata, come spesso fa da solo. Non vedendolo tornare, i famigliari hanno dato l'allarme ieri notte. Subito sono partite le prime perlustrazioni del Soccorso alpino sui sentieri della vallata, senza però alcun esito. Questa mattina la ricerca è ripresa alle prime luci.
Il Centro mobile di Coordinamento è stato posto all'eliporto di Campo di Forno di Zoldo e le squadre si stanno muovendo per ora nella zona considerata primaria del Bosconero. Luca non ha lasciato nessuna indicazione di dove si sarebbe diretto ed è solito camminare in diverse zone della valle. Al momento di uscire - senza documenti - aveva il cellulare con sé. Il telefono risultava libero fino alle 21. Poi si è disattivato. Il giovane, alto 1.70, capelli neri, indossa un paio di pantaloni marroni corti, una maglietta nera con il disegno di un moschettone (che poteva però essere coperta da un pile verde chiaro). Ha uno zainetto e scarponcini da montagna. Mentre si attende l'arrivo di altre squadre, stanno partecipando alla ricerca le Stazioni del Soccorso alpino di Valle di Zoldo, Longarone, Pieve di Cadore e Prealpi Trevigiane. Sono presenti il Corpo forestale dello Stato e i Vigili del fuoco.
Voltago Agordino (BL), 30-07-06
Due incidenti per una scarica di sassi a poca distanza l'uno dall'altro e sulla stessa parete. Questa mattina verso le 9.50 una prima richiesta di aiuto è arrivata al Suem 118 da un gruppo di alpinisti all'attacco della ferrata Stella alpina sul monte Agner. L'elicottero di Pieve di Cadore, imbarcato un tecnico del Soccorso alpino della Stazione di Agordo per guidare l'equipaggio velocemente sul posto e aiutare nel recupero, si è diretto verso il punto dell'incidente, dove R.C., 42 anni di Cortina, è rimasto colpito dalla caduta delle pietre. L'uomo è stato soccorso in hovering e trasportato all'ospedale di Agordo per un probabile trauma cranico. Alle 10.10 è arrivata la seconda segnalazione: sulla stessa ferrata, un centinaio di metri più in alto, un altro alpinista investito da una scarica di sassi. F.G., 47 anni di Venezia, è stato recuperato utilizzando un gancio baricentrico. Condotto all'ospedale di Agordo, per lui c'è il sospetto di un trauma toracico ed un trauma alla gamba. Una squadra della Stazione di Agordo era pronta di supporto alle operazioni.
Livinallongo del Col di Lana (BL), 30-07-06
Primo di cordata, un alpinista tedesco è stato colpito da un sasso che lo ha fatto volare per circa 6 metri dalla parete dove arrampicava. L'uomo, F.S., 62 anni, stava risalendo con una compagna una via di quarto grado sulla Croda Negra, nei pressi del Falzarego. L'incidente è accaduto prima delle 11.30. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha recuperato il ferito e la donna. L'uomo è stato trasportato all'ospedale di Belluno con un possibile politrauma. Allertata anche la Stazione del Soccorso alpino di Livinallongo per intervenire in caso di necessità.
San Vito di Cadore (BL), 29-07-06
E' scivolato scendendo dalla normale all'Antelao, al confine tra San Vito e Pieve di Cadore, e si è procurato un trauma alla caviglia. Un giovane di Rovigo, D.V., 23 anni, rientrava da un'escursione con altre persone. Quando è arrivato l'allarme al Suem, verso le 17.30, il cielo coperto non ha permesso l'intervento immediato dell'elicottero e sono state allertate le Stazioni del Soccorso alpino di San Vito di Cadore e Pieve. Non appena si è liberato un varco, l'elicottero ha poi recuperato il giovane in hovering, per trasportarlo all'ospedale di Cortina.
Auronzo di Cadore (BL), 27-07-06
Il forte temporale ha ingrossato la portata di un torrente, bloccando la strada a due giovani escursionisti tedeschi. Un ragazzo e la sua compagna, al rientro dal bivacco Battaglion Cadore in val Giralba, arrivati al pian delle Salere, quota 1.500, non sono stati in grado di superare il torrente in piena, col timore di non riuscire a tornare al bivacco prima del buio. L'allarme è scattato verso le 18.30. Sul posto, la pioggia e i fulmini non permettevano all'elicottero di Pieve di Cadore di raggiungere il luogo, è stata inviata una squadra del Soccorso alpino della Stazione di Auronzo. Tre tecnici hanno raggiunto a piedi i due. Dopo aver individuato un punto più facile per passare, stesa una corda, li hanno aiutati a guadare il torrente. Accompagnati fino a valle - l'intervento si è concluso verso le 21 - li hanno poi portati fino al proprio mezzo a passo monte Croce Comelico.
Falcade (BL), 27-07-06
Si è sentito male questa mattina, un probabile calo di pressione o stanchezza, ed il figlio ha chiesto aiuto al Suem 118. Il gestore di malga Bosch Brusà, L.F., 51 anni, di Falcade è stato soccorso dall'equipaggio di Pieve di Cadore, mentre una squadra del Soccorso alpino della Stazione Val Biois era pronta ad intervenire in supporto. L'uomo è stato trasportato all'ospedale di Belluno per i dovuti controlli.
Cortina d'Ampezzo (BL), 26-07-06
Si è sentito male, forse per il caldo e la stanchezza, mentre scendeva dal rifugio Lagazuoi, sul sentiero numero 20, in compagnia di altre persone. Un giovane escursionista di Roma, L.M., 17 anni, è stato soccorso dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore poco dopo le 13.30. Visitato dal medico, è stato imbarcato e condotto all'ospedale di Pieve per i dovuti accertamenti.
Sovramonte (BL), 25-07-06
Una donna di 57 anni, L.D.C., di Feltre, è scivolata mentre scendeva dal rifugio Dal Piaz, poco prima delle 15. Un volontario della Stazione del Soccorso alpino di Feltre, lì presente, ha aiutato l'escursionista accompagnandola in jeep fino a passo Croce d'Aune, dove attendeva l'ambulanza per trasportarla all'ospedale di Feltre. Per la donna si sospetta un trauma toracico.
Tambre d'Alpago (BL), 25-07-06
Nelle vicinanze del Bus de la Lum in Cansiglio, durante la gita con una comitiva di persone, un'anziana ha perso l'equilibrio cadendo a terra. La richiesta di intervento al Suem 118 è arrivata dai compagni verso le 15.30. T.D.G., 70 di Verona è stata raggiunta nel bosco da una squadra del Soccorso alpino dell'Alpago, dal personale sanitario e dal tecnico di elisoccorso dell'elicottero di Pieve di Cadore. Visitata, è stata stabilizzata ed imbarellata, per essere condotta a spalla fino alla piazzola dove si trovava il mezzo. L'elicottero si è quindi diretto all'ospedale di Belluno, per una probabile frattura alla gamba.
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