2006
Preoccupata per due piccoli puntini rossi comparsi sulla caviglia del figlio, la madre ha chiesto aiuto al 118, pensando potesse trattarsi del morso di una vipera. Dopo aver allertato la Stazione del Soccorso alpino di Longarone. L'elicottero di Pieve di Cadore ha recuperato il bambino, P.D.V., 8 anni, di Longarone, che si trovava a Soffranco, per trasportarlo all'ospedale di Belluno, dove i medici hanno verificato che probabilmente si trattava di una semplice escoriazione, escludendo il morso del rettile.
INTERVENTO AL RIFUGIO VANDELLI
Scritto da Michela CanovaE' scivolata durante una passeggiata poco distante dai laghetti Vandelli, mettendo male il piede. Una donna di Ravenna, M.P.E., 57 anni, è stata subito soccorsa dal gestore del rifugio vicino. Verso le 17.30 è atterrato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. L'infortunata è stata visitata dal medico, caricata in barella e trasportata fino all'ospedale di Cortina, con una possibile frattura alla caviglia.
Manovre a confronto sul gruppo del Peralba. Prosegue lo scambio di informazioni tecniche tra le Stazioni del Soccorso alpino di Sappada e Trieste. Dopo l'esercitazione congiunta di aprile in val Rosandra, infatti, si è recentemente svolto un addestramento sulla torre Peralba, poco distante dal monte Chiadenis, che ha coinvolto una decina di tecnici triestini e 15 volontari di Sappada. Sopra il rifugio Calvi, sono state messe in atto le manovre per il recupero di un ferito in parete. Tre squadre 'miste', partendo da altrettanti punti della cima della torre, hanno simulato il soccorso ad alpinisti feriti o in difficoltà, calandosi per 150 metri con la barella. Ancoraggi e aspetti tecnici, metodologie di intervento, analisi delle problematiche, casistica sono alcuni dei temi che il gemellaggio ha permesso di confrontare. Le due realtà in cui operano le Stazioni sono profondamente diverse. Gli interventi per Trieste sono distribuiti in val Rosandra, sulla fascia costiera a picco sul mare, sul carso e le squadre, in stretto rapporto con i Vigili del fuoco, entrano in gioco nelle situazioni più difficoltose, quando l'ambiente ostile richiede specializzazione tecnica e operativa. Il Soccorso di Sappada si muove in ambito alpinistico, su vie e ferrate, e in aiuto di escursionisti e gitanti, con tecniche operative costantemente aggiornate e verificate. In comune hanno uno degli interventi più complessi, che richiede il notevole dispiegamento di volontari anche per diversi giorni di seguito: la ricerca di persone scomparse. E' un evento che sta sempre più assumendo rilevanza e frequenza negli ultimi anni e anche per questo motivo, da una collaborazione tra Soccorso alpino del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, è nato uno specifico software da utilizzare nelle operazioni di ricerca dei dispersi. Lo scambio di esperienze tra i due soccorsi si ripeterà quasi sicuramente in inverno, quando verranno confrontate le metodologie impiegate sulla neve.
Brenzone (VR), 23-07-06
E' stato centrato da un fulmine mentre scendeva dal sentiero 651 delle creste del monte Baldo, da passo del Camin verso rifugio Chierigo e per G.P., 58 anni, di Verona, non c'è stato nulla da fare. L'uomo si trovava con la sorella e altre persone quando è scoppiato il temporale verso le 16. La scarica lo ha colpito in pieno, sbalzando di qualche metro la donna. L'elicottero di Verona Emergenza è atterrato nelle vicinanze e il medico ha solamente potuto constatarne il decesso. Il tecnico di elisoccorso ha poi imbarcato la donna, sotto shock e con lievi escoriazioni sul corpo, per trasportarla all'ospedale di Borgo Trento. Per il maltempo, però, l'elicotterpo non è potuto tornare a recuperare la salma. Sul posto è stata inviata una squadra del Soccorso alpino della Stazione di Verona, con 8 tecnici. Atteso il nulla osta della magistratura per la rimozione, i volontari hanno portato a valle il corpo, poco prima delle 21, per consegnarlo ai carabinieri che attendevano agli impianti di Prada Costabella.
Bosco Chiesanuova (VR), 23-07-06
Sono usciti tutti illesi gli speleologi rimasti bloccati da una cascata d'acqua a 70 metri di profondità nell'abisso Gilberto Vesentini dei Modi. Scesi in 11 per esplorare la grotta, provenienti da Verona, Vicenza e Venezia, in 7 sono rimasti bloccati dal flusso dell'acqua improvvisamente aumentato a causa del temporale. I 4 compagni che si trovavano più avanti hanno dato l'allarme appena usciti, poco prima delle 18. Sul posto è intervenuta una squadra del Soccorso alpino della Delegazione speleologica, con 8 tecnici provenienti da Verona. Quando l'acqua ha cominciato a defluire, gli speleologi intrappolati sono riusciti a muoversi e a risalire verso l'esterno, aiutati dai soccorritori. Infreddoliti e bagnati, ma fortunatamente illesi. In 6 provengono dal Veronese, J.Z, 22 anni, una ragazza di Villafranca Veronese, e i suoi compagni M.M., 33 anni, di Verona, G.A., 31 anni, di Verona, M.B., 28 anni, di Bussolengo. M.C., 43 anni, di Verona e V.P., 29 anni, di Verona. Con loro A.L., 59 anni, di Mira. Gli altri speleologio arrivano da Scorzè, Schio e San Bonifacio. L'abisso dei Modi, con i suoi 220 metri di profondità, è la terza grotta nel Veronese.
Erbezzo (VR), 23-07-06
E' in corso un intervento per recuperare 6 speleologi bloccati a circa 80 metri di profondità nell'abisso dei Modi. L'ostacolo alla loro uscita è stata una piena improvvisa causata dalle forti precipitazioni. Sul posto una squadra del Soccorso alpino della Delegazione speleologica.
SCIVOLA IN VAL DI PIERO
Scritto da Michela CanovaUn uomo ha perso l'equilibrio sul greto scivoloso del torrente in val di Piero ed ha sbattuto violentemente a terra. L'allarme al Suem 118 è arrivato qualche minuto prima delle 14. Sul posto l'elicottero di Pieve di Cadore e una squadra del Soccorso alpino della Stazione di Belluno in supporto. Medico e tecnico sono stati sbarcati col verricello nella stretta gola. S.C., 41 anni, originario di Castelfranco Veneto, è stato stabilizzato ed imbarellato. L'elicottero lo ha poi recuperato con i soccorritori utilizzando un gancio baricentrico di 50 metri. Per lui, trasportato all'ospedale di Belluno, si sospetta la probabile rottura del femore.
SOCCORSO IN FERRATA A SAPPADA
Scritto da Michela CanovaStremata dalla fatica, una giovane escursionista, impegnata con il marito lungo la ferrata dei 50 sulla cima del Rio Bianco, non è più stata in grado di proseguire. Poco dopo le 17, la richiesta di intervento al 118. L'elicottero di Pieve di Cadore ha imbarcato un tecnico della Stazione del Soccorso alpino di Sappada che ha condotto velocemente l'equipaggio nel punto in cui si trovava la coppia, sopra la val Pesarina a sud di Sappada e al confine col Friuli. S.G., 30 anni, di Fiume Veneto, e il marito sono stati recuperati in hovering e trasportati nei pressi del rifugio De Gasperi.
MALORE IN FERRATA
Scritto da Michela CanovaCon un gruppo di amici stava salendo la ferrata Tissi, dal Vazzoler berso la cima del Civetta. Dopo poco è stato colto da malore, con forte tachicardia, e ha chiamato il 118. Uno dei compagni ha aspettato con lui che arrivasse l'elicottero di Pieve di Cadore, verso le 10.40. L'uomo, G.Z., 48 anni di Schio, è stato recuperato con un gancio baricentrico di 25 metri e portato fino alla piazzola d'atterraggio, dove attendeva una squadra del Soccorso alpino di Agordo che lo ha trasportato all'ospedale con il proprio fuoristrada.
Durante un'escursione con gli amici sul gruppo dell'Avanza, una donna è scivolata ferendosi alla gamba. L'allarme è scattato poco dopo le 11. Una squadra del Soccorso alpino di Sappada, con la Guardia di finanza di Auronzo, ha raggiunto il gruppo che distava 40 minuti da casera Vecchia. La donna, S.C., 38 anni, di Pordenone, è stata immobilizzata e imbarellata, per una possibile frattura. Condotta alla jeep, è stata poi accompagnata fino al proprio mezzo, poichè ha deciso di non farsi ricoverare a Belluno e di tornare autonomamente con i propri compagni a Pordenone.
COPPIA SI PERDE IN VAL DA RIN
Scritto da Michela CanovaScendevano costeggiando il torrente Rin, nell'omonima valle, quando hanno smarrito il sentiero. La coppia di Venezia ha richiesto l'intervento del 118 verso le 12. I due sono stati presto rintracciati, illesi, dai tecnici del Soccorso alpino di Auronzo che li hanno riaccompagnati a valle.
Si è tagliata una gamba scivolando sopra un sasso appuntito. Un'escursionista di Comelico Superiore, C.R., 47 anni, si trovava nei pressi del laghetto di val Popera, sul sentiero che dal rifugio Berti porta al passo Sentinella quando si è ferita. Poco dopo le 12.30, una squadra del Soccorso alpino della Val Comelico con la Guardia di finanza di Auronzo, la ha accompagnata fino al Lunelli, dove è stata recuperata dall'elicottero di Pieve di Cadore. Imbarcata in hovering è stata trasportata all'ospedale di Pieve.
Un uomo è stato colpito da una scarica di sassi, lungo la normale alla Civetta, tra il lago Coldai e il Torrani, poco prima dell'una. M.D.P., 42 anni, di Padova è stato soccorso dall'equipaggio dell'Aiut Alpine Dolomites, che lo ha imbarcato con verricello e trasportato all'ospedale di Agordo per una ferita con lieve emorragia alla gamba sinistra.
Valdastico (VI), 22-07-06
Dopo 4 giorni di ricerche nulla di nuovo è emerso in merito alla scomparsa di Giuseppe Fontana, 67 anni, sparito mercoledì mattina durante un'escursione in Val Torra. Questa mattina il Soccorso alpino ha organizzato un intervento approfondito di ricerca, coinvolgendo una cinquantina di persone e due unità cinofile, senza purtroppo rinvenire alcuna traccia dell'uomo. Fontana, residente in Svizzera, ma originario di Valdastico, era in vacanza con la moglie a San Pietro. Mercoledì, poco dopo le 7, è uscito dalla propria abitazione diretto a Campo Rosà, alla malga di un conoscente. Di lui, dopo l'incontro con un amico alle 7.45, non si è più saputo niente. Nei giorni scorsi tecnici del Soccorso alpino e agenti del Corpo forestale dello Stato hanno setacciato le pareti della valle, i boschi e l'Altopiano di Asiago, in cui sembrava fosse stata segnalata la sua presenza. A partire dalle 7 di oggi le ricerche sono ripartite. I volontari del Soccorso alpino delle Stazioni di Arsiero, Schio, Padova e Recoaro-Valdagno hanno effettuato numerose calate lungo le pareti su cui si snoda la mulattiera Sengella che l'uomo avrebbe percorso. Sull'altopiano, la Stazione di Asiago ha coordinato anche i movimenti di un gruppo di volontari di San Pietro, messisi a disposizione in mattinata per aiutare nella ricerca. E' stata percorsa a vista tutta la fascia che da Campo Rosà arriva fino a Campolongo, sull'orlo della valle che guarda San Pietro. Erano presenti 35 tecnici del Soccorso alpino e 6 agenti del Corpo forestale dello Stato. Per il momento la ricerca viene interrotta, fin quando non dovessero emergere novità o ulteriori segnalazioni. Si ricorda che al momento della scomparsa Giuseppe Fontana indossava una maglietta grigio-azzurra senza maniche con bordini bianchi, pantaloncini corti sopra il ginocchio color nocciola, calzini corti viola e scarponcini da montagna leggeri grigio chiaro. Aveva un berretto in tela blu con visiera, occhiali da sole e uno zainetto rosso.
Valdastico (VI), 21-07-06
Sono ancora senza esito le ricerche di Giuseppe Fontana, 67 anni, scomparso marcoledì dall'abitazione di San Pietro, dove si trovava in vacanza con la moglie. L'uomo originario di Valdastico, ma residente in Svizzera, è uscito di prima mattina per una passeggiata in val Torra, diretto alla malga di Campo Rosà per salutare un conoscente. Lì però non è mai arrivato. In questi giorni i tecnici del Soccorso alpino e gli agenti del Corpo forestale dello Stato lo hanno ripetutamente cercato, approfondendo l'area d'indagine con calate sulle pareti sottostanti la valle, battute nelle fasce boschive e percorrendo anche l'altipiano. Oggi alla Stazione del Soccorso alpino di Arsiero si è aggiunta quella di Asiago. I volontari hanno ridisceso anche la zona che va da Luserna a Casotto Valdastico. Erano presenti 14 soccorritori di Arsiero e 8 di Asiago, più 15 agenti del Corpo forestale dello Stato. Le ricerche, interrotte oggi alle 19.30, riprenderanno domani su due fronti. Alle 7 nella porzione bassa, da San Pietro alla Val Torra, con calate sul versante in sinistra orografica, e alle 6 sull'altipiano. Saranno presenti tutte le Stazioni dell'XI Delegazione del Soccorso alpino per effettuare una battuta di precisione con decine di volontari.
Questa mattina alle 8.30, la centrale del Suem di Pieve di Cadore ha ricevuto la richiesta di intervento per un uomo che si era ferito con la motosega, mentre lavorava nei boschi vicini alla pista da sci sopra l'abitato di Padola di Comelico Superiore. L.T.D., 36 anni di Comelico Superiore, un taglio non grave all'altezza della tibia, è stato recuperato dal tecnico di elisoccorso con un verricello di 10 metri. L'elicottero ha poi trasportato l'infortunato all'ospedale di Cortina.
Poco dopo le 14, due alpinisti che stavano risalendo la via di quinto grado dello spigolo dell'Agner, in comune di Taibon Agordino, fermi a tre quarti del percorso, hanno chiamato il 118, temendo il temporale che stava sopraggiungendo. L'elicottero di Pieve di Cadore, dopo una ricognizione con un tecnico della Stazione di Agordo per individuare il punto preciso della parete in cui si trovavano, li ha recuperati, entrambi illesi, con un gancio baricentrico. Lasciati in valle di San Lucano, sono stati accompagnati ai propri mezzi dai volontari di Agordo.
L'elicottero del Suem di Treviso è invece intervenuto in soccorso di un deltaplanista, precipitato sul monte Dolada a Pieve d'Alpago. L'uomo, M.C., 38 anni, di Santa Giustina, poco dopo la partenza ha preso un 'rotore', una corrente discendente che lo ha fatto cadere frontalmente sul pendio, a circa 50 metri dal rifugio. L'elicottero ha sbarcato medico e tecnico di elisoccorso che, con l'aiuto di una squadra del Soccorso alpino dell'Alpago, ha raggiunto il ferito. Visitato e imbarellato, è stato trasportato fino al mezzo, dove è stato imbarcato con un verricello di 7 metri. Condotto all'ospedale di Belluno, per lui si suppongono diversi traumi al corpo.
In località Pian dei Buoi, Lozzo di Cadore, un giovane escursionista ha perso l'orientamento scendendo la val da Rin verso Auronzo e ha chiesto aiuto al 118. Due tecnici del Soccorso alpino della Stazione del Centro Cadore, capito il punto dove si trovava parlando con lui al telefono, gli hanno indicato la direzione corretta da prendere, mentre lo raggiungevano con la jeep. Contattato ogni quarto d'ora, E.G., 33 anni di Oderzo, ha individuato nuovamente il sentiero giusto. La squadra lo ha trovato che già stava rientrando autonomamente.
