2006
TROVATO IL CORPO DI PATRICIA KERN
Scritto da Michela CanovaUn plaid rosso e poco più sotto, riverso a terra con il volto coperto dai capelli, il corpo della giovane donna austriaca, la cui scomparsa è stata denunciata il 27 giugno. Patricia Kern, ingegnere trentenne di Graz, non era molto lontana dal luogo dove a lungo è stata parcheggiata la sua Golf nera, in località Tonini, frazione di San Vito. Sebbene il pensiero di molti fosse ormai quello di accettare l'ipotesi di un allontanamento volontario, una fuga premeditata, il Soccorso alpino ha ostinatamente voluto che le ricerche proseguissero anche oggi, e se necessario domani, con una battuta scientifica e approfondita che ha coinvolto decine di volontari. In questi giorni i coordinatori hanno vagliato ogni informazione, letto e riletto lo straziante diario e le lettere lasciate da Patricia, indagato i blog sui quali si era soffermata dal computer del proprio ufficio per trovare un modo per porre fine alla propria vita. L'esperienza purtroppo maturata in anni di ricerche di persone scomparse ha contribuito alla certezza che la donna fosse ancora lì, nascosta nei boschi che circondano lo spiazzo in cui ha passato le ultime ore, con gli occhi puntati sul piccolo cimitero sottostante. Questa mattina alle 7, le squadre dirette dal Centro mobile di coordinamento si sono ridistribuite nelle fasce da perlustrare. Uomini e unità cinofile hanno ripreso a setacciare le zone prossime alle ultime segnalazioni, allargando anche oltre il campo d'indagine. Non è servito molto tempo perchè, alle 8.15, lo sguardo individuasse una macchia rossa tra gli alberi e poco più sotto il corpo esanime della donna, che il bosco stava già provvedendo a ricoprire. Non si sa se Patricia abbia passato la notte sopra quella coperta o vi si sia seduta solamente prima dell'atto estremo. Con sé aveva molte cose personali, una borsa contenete una bottiglia verde con un liquido incolore, che nelle prossime ore verrà analizzato, medicinali, bibite, una trousse, il portafogli con denaro e carta di credito. Il corpo è scivolato lentamente a valle e la terra ha iniziato a ricoprirlo. Sotto il braccio, un libro in lingua tedesca. Patricia deve essere arrivata per caso a San Vito il 23 giugno. Quanto scritto nel suo diario è inequivocabile. In quella data dice di essere stata al mare e di trovarsi in un luogo incerto tra Vicenza, Belluno e Trento. Il 24 giugno affida le ultime parole a molte pagine del proprio saluto alla vita. Poi più nulla. Il 27 la denuncia ufficiale dell'ex marito e negli stessi giorni le reiterate segnalazioni dei residenti sulla presenza della macchina con targa austriaca parcheggiata vicino alla panchina del punto panoramico. La richiesta d'intervento al Soccorso alpino però arriva solamente il 9 luglio e da allora, per i tre giorni successivi, le squadre perlustrano salti di roccia, i sentieri, prati e boschi, a valle e a monte. Ancora qualche giorno e la natura ne avrebbe spontaneamente celato il corpo per sempre. Sarà compito delle autorità competenti stabilire la causa della morte. Alla battuta di oggi hanno partecipato un'ottantina di persone: 40 volontari del Soccorso alpino delle Stazioni di Feltre, Belluno, Longarone, Alpago, speleologica Veneto Orientale, Pedemontana del Grappa, Prealpi Trevigiane, Pieve di Cadore, Val Biois, Val Pettorina, Valle di Zoldo, e una quarantina tra Vigili del fuoco, Corpo forestale dello Stato e volontari di Protezione civile. Presenti, inoltre, 3 unità cinofile del Soccorso alpino e 3 del Corpo forestale dello Stato. Il Soccorso alpino, che ha coordinato le operazioni, sottolinea l'importanza della collaborazione tra gli enti che hanno partecipato alla ricerca. Dopo i rilievi dei carabinieri, è stato dato il nulla osta per la rimozione della salma, trasportata nella camera mortuaria dell'ospedale di Feltre.
RECUPERATI ALPINISTI SUL PELMETTO
Scritto da Michela CanovaSono rimasti bloccati su una cengetta del Pelmetto, verso passo Staulanza. Sorpresi dal temporale due alpinisti hanno chiesto l'intervento del Suem 118, poco prima delle 19. 30. L'elicottero di Pieve di Cadore ha imbarcato un tecnico della Stazione del Soccorso alpino della Val di Zoldo, per individuare più velocemente il punto dove si trovavano i due, che sono poi stati recuperati con il mezzo in hovering. D.C., 28 anni, di Feltre, e F.Z., 25 anni, residente a Vicenza, sono stati portati, incolumi, fino a passo Staulanza.
In gita con i famigliari a malga Ombretta, una giovane di Sedico, S.D.C., 14 anni, messo male un piede si è procurata una distorsione alla caviglia. Tre volontari della Stazione del Soccorso alpino della Val Pettorina si sono avvicinati in jeep, per poi raggiungere a piedi il luogo dell'infortunio, ai piedi della parete sud della Marmolada. La ragazza è stata visitata e, immobilizzatale la caviglia, caricata sulla barella per essere trasportata fino al fuoristrada e successivamente a malga Ciapela, dove attendeva l'ambulanza dei volontari di Rocca Pietore per condurla all'ospedale di Agordo.
Arsiè (BL), 12-07-06
Esito negativo anche oggi nelle ricerche di Patricia Kern, la giovane donna austriaca scomparsa lo scorso giugno da Graz. L'indagine è stata concentrata nella zona indicata da un testimone che l'avrebbe vista a San Vito attorno al 24 giugno. Le squadre dei soccorritori hanno perlustrato la parte alta di monte Novegno e di Col del Gallo, per poi scendere sul versante che porta al lago di Arsiè, senza successo. La ricerca viene temporaneamente sospesa in attesa che vengano vagliate tutte le informazioni acquisite fino a questo momento. Sabato prossimo il Soccorso alpino ha in programma una vasta battuta con decine di volontari per ripercorrere l'area prossima al luogo dove si è a lungo trovata la vettura della donna. Oggi erano presenti una ventina di volontari del Soccorso alpino delle Stazioni di Feltre, Longarone, Belluno, Alpago e una decina tra Vigili del fuoco e protezione civile. Hanno collaborato anche due unità cinofile del Corpo forestale dello Stato.
SOCCORSO IN QUOTA SULLA MARMOLADA
Scritto da Michela CanovaDue alpinisti liguri, G.P.D., 33 anni, di Pietra Ligure, e S.B., 23 anni, di Castelbianco, si sono trovati in difficoltà a tre tiri dalla fine della via Messner alla Punta Rocca, parete sud della Marmolada. Sorpresi da un violento temporale, non sono stati in grado né di proseguire, né di scendere e, fermi in sosta, hanno chiesto l'intervento del 118. Attorno alle 16, vista l'impossibilità per l'elicottero di Pieve di Cadore di avvicinarsi alla parete coperta dalla nebbia, sono state allertate le Stazioni del Soccorso alpino dell'Agordino. Poco dopo, appena si è aperto un varco, l'elicottero ha potuto effettuare l'intervento. Il tecnico di elisoccorso ha recuperato i due alpinisti, a circa 3 mila metri di altitudine, con un gancio baricentrico di 50 metri, per accompagnarli, illesi, nei pressi di valle Ombretta. Le squadre sono, quindi, state fatte rientrare.
GIOVANE SOCCORSA NELL'AGORDINO
Scritto da Michela CanovaVoltago Agordino (BL), 11-07-06
Al rientro da una gita a malga Agner, poco prima dell'abitato di Frassenè Agordino una ragazza di 14 anni ha accusato problemi a un ginocchio, che non le hanno permesso di raggiungere la statale. Uno dei compagni della comitiva di sei persone che era con lei ha quindi chiesto l'intervento del Soccorso alpino. Due tecnici della Stazione di Agordo attorno alle 16 hanno raggiunto con il fuoristrada il gruppo, fermo sulla strada sterrata. La giovane, R.D.C., di Rovigo, è stata così accompagnata fino alla macchina.
Arsiè (BL), 11-07-06
A tre giorni dall'individuazione della sua automobile, la ricerca di Patricia Kern, 30 anni di Graz, è ancora infruttuosa, sebbene vi siano alcuni indizi inequivocabili sulle sue intenzioni. Ieri, dopo che la Golf targata Austria è stata aperta dal marito della donna, gli indizi contenuti al suo interno hanno portato ad insistere sulla zona dove sarebbe scomparsa e questa mattina, a partire dalle 7, gli uomini del Soccorso alpino, i Vigili del fuoco e alcuni volontari della Protezione civile hanno stretto le maglie d'indagine. Stabilito il Centro mobile nei pressi del luogo dove la vettura è stata a lungo parcheggiata - quasi sicuramente dal 24 giugno, ma forse anche prima - alle squadre sono state affidate diverse zone da battere in una ricerca dettagliata, sia nella parte alta della frazione di San Vito, che in quella sottostante, già perlustrata nei giorni scorsi dai volontari con calate lungo i salti di rocce presenti e dall'alto dall'elicottero dei Vigili del fuoco. In serata un testimone ha affermato di poterla avere incrociata dove la strada sale, nei giorni vicini al referendum, e di averla notata perchè procedeva col passo incerto di chi non conosce il territorio. Da questa segnalazione riprenderanno domani le ricerche. Patricia Kern, la cui scomparsa è stata denunciata dai famigliari il 27 giugno, ha lasciato all'interno della macchina tutti gli effetti personali, compresi due telefoni cellulari, 4 lettere e un diario. Dai suoi scritti lasciati sulle pagine si è potuti risalire agli ultimi giorni certi. Il 23 giugno scrive di essere stata al mare e di trovarsi in una zona tra Belluno, Vicenza e Bolzano. In data 24 giugno, alcuni fogli sui quali ha lasciato gli ultimi pensieri fanno temere il peggio. Le 4 missive sono indirizzate al marito, ai genitori a un amico e una a due amiche. Alla ricerca hanno partecipato una trentina di tecnici del Soccorso alpino delle Stazioni di Feltre, competente per territorio, Longarone, Belluno, Pedemontana del Grappa, Prealpi Trevigiane, una decina di Vigili del fuoco e alcuni volontari di Protezione civile.
MALORE IN QUOTA SUL CRISTALLO
Scritto da Michela CanovaArrivato in vetta al Cristallo lungo la via normale, un escursionista tedesco, H.P.A., 48 anni, è stato colto dai crampi e poco dopo le 14 ha chiesto aiuto al 118. Dopo aver imbarcato un tecnico della Stazione del Soccorso alpino di Cortina per individuare più velocemente dove si trovasse l'infortunato, l'elicottero di Pieve di Cadore ha raggiunto il punto dove era bloccato l'uomo. Imbarcato in hovering, l'escursionista in difficoltà è stato trasportato fino al Tre Croci, poichè ha rifiutato il ricovero in ospedale.
Un'escursionista australiana di 59 anni, J.G., è scivolata per un centinaio di metri lungo un pendio nei pressi del rifugio di Pian de Fontana e ha perso la vita per i traumi riportati. La donna stava percorrendo con un gruppo di persone l'Alta Via numero 1 quando, in prossimità del rifugio, forse per il pesante carico dello zaino, ha perso l'equilibrio ruzzolando sulle ripide balze erbose sottostanti, da cui affiorano numerose rocce. L'allarme è stato dato dai compagni verso le 11.30. L'elicottero di Pieve di Cadore ha sbarcato tecnico di elisoccorso e personale sanitario, ma il medico ha potuto unicamente constatarne il decesso. Non appena è arrivato il nulla osta per spostare la salma, il corpo è stato recuperato con il verricello e trasportato nella zona della fiera, dove attendevano carabinieri e carro funebre. Una squadra del Soccorso alpino della Stazione di Longarone era stata nel frattempo allertata in caso fosse stato necessario il suo intervento di supporto.
SOCCORSA ESCURSIONISTA OLANDESE
Scritto da Michela CanovaAlleghe (BL), 10-07-06
Durante una camminata sul monte Fertazza, un'escursionista olandese cinquantenne è scivolata, sbattendo a terra. Verso le 16 il fuoristrada del Soccorso alpino della Stazione di Alleghe, con a bordo 3 tecnici, ha raggiunto la donna al confine tra i comuni di Alleghe e Selva di Cadore. La donna è quindi stata accompagnata fino ai piani di Pezzè, dove attendeva l'ambulanza della Croce verde, per trasportarla all'ospedale con una probabile lussazione alla spalla.
Arsiè (BL), 10-07-06
Sono arrivati nel pomeriggio i genitori della ragazza di Graz scomparsa alla fine di giugno. All'interno della macchina abbandonata nella frazione di San Vito da tre settimane sono stati rinvenuti tutti gli effetti personali e un biglietto scritto a mano. Le autorità competenti, dopo aver sentito i parenti e valutato le informazioni in loro possesso, hanno chiesto che il Soccorso alpino - già da due giorni impegnato con la Stazione di Feltre - prosegua domani nelle ricerche, poichè la giovane potrebbe trovarsi nella zona.
Sono stati recuperati illesi due gruppi di alpinisti bloccati in parete. Il primo intervento, richiesto alle 20, riguardava 4 persone che, risalita la via Comici sulla Grande di Lavaredo, Auronzo di Cadore, non riuscivano più a muoversi, probabilmente per la stanchezza. L'elicottero di Pieve di Cadore le ha recuperate sulla cengia anulare, vicino alla normale, dove il tecnico di elisoccorso ne ha imbarcate 3 in hovering e una con un verricello di 8 metri. Illesi anche due scalatori che, più o meno contemporaneamente, a 300 metri dalla base della Vinatzer sulla Marmolada, Rocca Pietore, hanno perso le corde. In soccorso dei due alpinisti è andato in questo caso l'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano.
E' morto precipitando assieme al padre da una decina di metri di altezza sulla ferrata Merlone, sui Cadini di Misurina, Auronzo di Cadore. Le modalità dell'incidente non sono ancora chiare, di fatto il giovane, A.P., 28 anni e suo padre, A.P., 59 anni, entrambi di Padova, avrebbero perso l'equilibrio, cadendo fino alla base della parete e rotolando più in basso sul ghiaione sottostante. La chiamata al Suem 118, attorno alle 13.40, è arrivata da un compagno che era con loro e ha assistito alla scena.
L'elicottero di Pieve di Cadore ha sbarcato in hovering tecnico di elisoccorso e medico, che ha potuto solo constatare il decesso del giovane escursionista. Il padre è stato stabilizzato e condotto all'ospedale di Belluno, per i diversi traumi subiti durante la caduta. L'amico è stato accompagnato a valle da un tecnico del Soccorso alpino della Stazione di Auronzo di Cadore.
Durante la mattinata si sono succeduti altri interventi.Sopra l'abitato di Padola di Comelico Superiore, una donna è scivolata durante una passeggiata nel bosco, procurandosi una frattura alla caviglia. I volontari della Stazione di Val Comelico e due rappresentanti della Guardia di finanza la hanno raggiunta e, bloccatole il piede, la hanno trasportata fino ad un prato dove è potuto atterrare l'elicottero di Pieve di Cadore, per imbarcarla e trasportarla all'ospedale di Cortina.
In località Costapiana, Calalzo di Cadore, il Soccorso alpino di Pieve di Cadore ha raggiunto sul sentiero un escursionista caduto per riaccompagnarlo a valle.
A Cortina, nelle galleria del Lagazuoi, una giovane di Forno di Zoldo, 22 anni, è stata colta da un attacco di panico e, dato che l'elicottero di Pieve di Cadore era impegnato in un altro intervento, è stata recuperata dal mezzo dell'Aiut Alpine Dolomites di Bolzano. La giovane è stata sbarcata, illesa, sul passo Falzarego.
A Mel, tra malga Canidi e rifugio Posa Puner, un biker è scivolato procurandosi tagli e escoriazioni. Sul posto, alle 16 circa, è arrivato il fuoristrada della Stazione di Belluno. D.B., 47 anni di Treviso, è stato quindi trasportato fino al pronto soccorso di Belluno.
Oggi, inoltre, è stato richiesto l'intervento del Soccorso alpino per le ricerche di una giovane austriaca, sparita di casa il 24 giugno, la cui automobile è stata trovata in frazione San Vito ad Arsiè. Da più di 10 giorni la vettura sostava abbandonata e dalle ricerche dei carabinieri è risultata appartenere alla giovane. Domani arriveranno i parenti con le chiavi dell'auto. All'interno si vede un foglio manoscritto. Verificati i contenuti, così come alcune telefonate dei giorni successivi alla scomparsa, verrà deciso se proseguire nelle ricerche. Oggi, intanto 25 persone, tra volontari del Soccorso alpino delle Stazioni di Feltre e Longarone e Vigili del fuoco, hanno battuto strade e sentieri nei dintorni, perlustrando salti di roccia e controllando casere e baite, senza rinvenire alcuna traccia.
E' stato individuato nell'acqua attorno a mezzanotte il corpo di R.D.P., 64 anni, di Cortina. La luce della fotoelettrica posizionata sulla statale ha illuminato il greto sottostante, permettendo alle squadre dei soccorritori di intravedere la sagoma sommersa. L'allarme è scattato verso le 21, in seguito al suo mancato rientro da una giornata di pesca. Il corpo si trovava dove il torrente Piova incrocia il fiume Piave, 200 metri sotto la vecchia centrale elettrica di Pelos. Una squadra del Soccorso alpino si è calata fino a raggiungerlo. E' stata poi stesa una corda per accompagnarlo sull'altra sponda, dove i Vigili del fuoco hanno recuperato la salma per affidarla al carro funebre. La dinamica dell'incidente non è chiara, potrebbe essere scivolato, come essere stato colto da malore. In quel punto l'acqua è molto alta e la corrente forte. Alla ricerca hanno partecipato una trentina di tecnici del Soccorso alpino delle Stazioni del Centro Cadore e Pieve di Cadore, i Vigili del fuoco, il Corpo forestale dello Stato e i carabinieri.
Durante la risalita lungo un canalone innevato, una pietra caduta dall'alto ha schiacciato la mano di un'escursionista. La donna, C.O., 46 anni, di Vignola (MO), era con una comitiva di 30 persone che alle 14.30 ha lanciato l'allarme al Suem 118. L'elicottero di Pieve di Cadore è decollato per raggiungere il luogo dell'incidente. Putroppo le indicazioni date riguardo alla zona, Passo dei Cacciatori sopra la forcella, non erano precise e l'equipaggio non vi ha trovato nessuno. Nel frattempo si è alzata la nebbia e una squadra del Soccorso alpino della Stazione di Sappada ha raggiunto d'appoggio il rifugio Calvi, sotto il monte Chiadenis. Non appena le condizioni lo hanno permesso, l'elicottero, raccolte nuove indicazioni, si è diretto verso il monte Avanzo. La comitiva si trovava 200 metri sotto. La donna è stata visitata ed imbarcata in hovering, per essere trasportata all'ospdedale di Belluno, con possibili fratture esposte alle dita. I volontari del Soccorso alpino hanno quindi riaccompagnato gli altri escursionisti fino al rifugio Calvi.
Auronzo di Cadore (BL), 06-07-06
Di ritorno da un'escursione sul passo del Cristallo, un ragazzo tedesco, S.H.L., 22 anni, ha sbagliato sentiero. Lungo la val Fonda si è ritrovato fuori traccia in un versante roccioso. Ha tentato di proseguire, ma si è ferito a un ginocchio. Attorno alle 17.30 è arrivata la chiamata la 118, che ha inviato sul posto l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore e una squadra del Soccorso alpino della Stazione di Auronzo, poichè la visibilità per la nebbia non era ottimale e si temeva non potesse intervenire il mezzo aereo. L'elicottero ha comunque individuato il giovane a circa 1.800 metri di quota, che è stato imbarcato dal tecnico di elisoccorso con un verricello di 15 metri. L'escursionista è stato condotto all'ospedale di Cortina per un possibile trauma al ginocchio.
