2006
Aveva appena attaccato una via sulla Torre Latina delle 5 Torri con altri due alpinisti, quando, primo di cordata, è volato per 15 metri, arrivando quasi alla base della parete. L'elicottero di Pieve di Cadore ha imbarcato un tecnico della Stazione del Soccorso alpino di Cortina per individuare velocemente il luogo dell'incidente, mentre una squadra raggiungeva a piedi il punto. La situazione è parsa subito grave. I due amici, dopo aver dato l'allarme alle 14 circa, hanno calato per gli ultimi metri il compagno - del quale non sono note le generalità. Il medico gli ha prestato le prime cure e, caricato sulla barella, è stato trasportato fino all'elicottero, diretto all'ospedale di Belluno con possibili politraumi e un grave trauma cranico.
ESCURSIONISTA SCIVOLA SUL SENTIERO
Scritto da Michela CanovaUn uomo è scivolato sul sentiero 439 tra il rifugio Averau e il Nuvolau, mettendo male una gamba. Verso le 13.30, R.T., 74 anni di Roma, è stato imbarcato dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore e trasportato all'ospedale Codivilla per un trauma alla gamba. Una squadra di 7 tecnici della Stazione del Soccorso alpino di Cortina era pronta ad intervenire in supporto alle operazioni.
Non sono chiare le dinamiche dell'incidente, ma attorno alle 11 un uomo è stato investito da un'automobile - forse partita perchè non era innestato il freno a mano che l'ha colpito ad una gamba. Sul posto è arrivata assieme all'ambulanza anche una squadra del Soccorso alpino di San Vito di Cadore, in caso fosse necessario l'intervento dei tecnici in quel punto particolarmente ripido della strada sterrata. Il ferito, P.M., 59 anni, di Conegliano è stato quindi caricato sull'ambulanza e condotto all'ospedale di Pieve di Cadore con un probabile trauma alla gamba.
MALORE SUL SENTIERO IN VAL DA RIN
Scritto da Michela CanovaUscito per un'escursione sul sentiero che porta al bivacco Fanton, in val da Rin, un uomo ha perso i sensi colto da malore. I compagni hanno chiesto l'intervento del Suem 118 poco dopo le 8. Una squadra del Soccorso alpino della Stazione di Auronzo ha raggiunto il luogo con il fuoristrada, dopo aver caricato un'infermiera dall'ambulanza arrivata al rifugio Primula. L'uomo, M.B., 59 anni, di Moncalieri (TO), è stato poi condotto fino all'ambulanza.
Mancava una trentina di metri alla conclusione della ferrata degli Alleghesi, un centinaio per raggiungere la cima, ma il freddo non ha dato tregua e il mezzo metro di neve fresca, unita alla stanchezza ha causato la morte per assideramento di due alpinisti tedeschi. Partiti ieri con condizioni di tempo proibitive, una coppia, marito e moglie di Berlino, assieme a un amico hanno attaccato la ferrata del Civetta e sono stati investiti da una tempesta di neve che non li ha risparmiati. Solo B.H., 42 anni, sebbene con principi di congelamento, è risucito a superare la notte e a dare l'allarme questa mattina, sotto shock per quanto era accaduto alla moglie e al compagno. Alle prime luci, l'uomo ha raggiunto la cima e ha cominciato a chiedere aiuto. Dal rifugio Torrani, circa 300 metri più sotto, hanno sentito i suoi richiami e, andatigli incontro, hanno chiesto l'intervento del Suem 118 verso le 7.30. L'elicottero di Pieve di Cadore, verificata la situazione, ha subito imbarcato l'escursionista per trasportarlo all'ospedale di Belluno. Subito dopo ha fatto scendere tecnico di elisoccorso e due volontari della Stazione del Soccorso alpino di Valle di Zoldo, che hanno ricomposto le salme, poi trasportate dall'elicottero a Pala Favera. Gli alpinisti erano attrezzati, ma non per passare la notte fuori e in quelle condizioni. Erano a una decina di metri l'uno dall'altra, l'uomo ancora fermo sulla ferrata, la donna, che aveva cercato di salire ancora, dieci metri sopra su una piccola cengia a quota 3.150. In quel punto la ferrata non presenta anfratti dove potersi riparare ed è probabile che la morte sia sopraggiunta nelle prime ore della notte.
Due alpinisti - sembra di nazionalità tedesca - sono morti assiderati nella notte, mentre un loro compagno è stato ricoverato a Belluno, con principi di congelamento. Questa mattina l'uomo, B.H., 42 anni, di Berlino, è riuscito ad attirare l'attenzione del gestore del rifugio Torrani, che ha immediatamente chiamato il Suem 118. I tre, malgrado le pessime condizioni del tempo, ieri hanno risalito la ferrata Alleghesi, sul Civetta, ma si sono trovati in mezzo a una tempesta che ha scaricato mezzo metro di neve, a 100 metri dalla vetta. Se fossero riusciti a proseguire verso la cima, scendendo poi di 2-300 metri avrebbero trovato il rifugio. Per due di loro non c'è stato scampo. L'elicottero di Pieve di Cadore ha individuato il luogo dove si trovavano e sbarcato tecnico di elisoccorso e due tecnici della Stazione del Soccorso alpino di Valle di Zoldo. L'uomo è stato imbarcato e trasportato all'ospedale di Belluno, mentre, avuto il nulla osta della magistratura per la rimozione delle salme, i corpi dei due compagni sono stati portati a Pala Favera.
Hanno percorso il sentiero Dibona, per poi raggiungere forcella Verde, ma hanno smarrito il sentiero e, sotto la pioggia, si sono allontanati dal percorso corretto. Tre amici di Roma, E.S., 36 anni, A.M., 15 anni, e M.M., 28 anni, hanno chiamato il Suem poco dopo le 18, dicendo di trovarsi vicino alla cascata di un torrente. Una squadra di 5 tecnici della Stazione di Cortina, 2 finanzieri e 2 carabinieri, hanno quindi cominciato le loro ricerche, dopo aver capito dove potevano trovarsi. Fortunatamente li hanno rintracciati entro breve tempo - erano a circa un'ora dal sentiero principale - e li hanno accompagnati fino al rifugio Ospitale.
RECUPERO IMPEGNATIVO SUL PIZ BOE'
Scritto da Michela CanovaE' partito per un'escursione solitaria sul Piz Boè e attraversando un ghiaione ha messo male il piede mentre scendeva verso Arabba, procurandosi una trauma alla caviglia. L'uomo, italiano - del quale non sono note le generalità - ha chiesto aiuto al Suem 118. L'escursionista è stato raggiunto a piedi da una squadra di 5 volontari della Stazione di Livinallongo. I tecnici lo hanno stabilizzato e caricato sulla barella. Il luogo dell'incidente, a circa 2.600 metri di quota, non è avvicinabile in fuoristrada. Per evitare rischi nel trasporto del ferito sulle spalle - anche per il ripido pendio reso scivoloso dalla pioggia - la squadra ha dovuto proseguire per un itinerario più lungo. In supporto ai volontari e per dare loro il cambio è intervenuta anche una squadra della Stazione di Selva di Cadore.
Due alpinisti inglesi, W.D.T., 39 anni, e D.S., 37 anni, entrambi di Cambridge, sono rimasti bloccati dal maltempo a quota 2.150 metri circa, incapaci di proseguire quasi alla conclusione della ferrata Strobel. L'elicottero di Pieve di Cadore è decollato poco dopo le 14.30 per raggiungere punta Fiames, dove il tecnico di elisoccorso ha imbarcato i due uomini, illesi, mentre il mezzo era in hovering. La Stazione del Soccorso alpino di Cortina era pronta ad intervenire, se le manovre fossero state ostacolate da nebbia e pioggia.
Sono gravi le condizioni di una donna di Treviso, R.A., una quarantina di anni, precipitata in un canale dal sentiero che stava percorrendo con il marito. La coppia, partita in mattinata da un campeggio in valle di Zoldo, stava seguendo un itinerario nel Bosconero, sugli Sfornioi, nei pressi dei Due Gendarmi, attorno ai 2.000 metri di quota. Un sentiero difficile, per escursionisti esperti, che lo scorso anno marito e moglie, attrezzati e preparati, avevano già completato. In uno dei tratti più impervi la prima volta l'uomo aveva anche assicurato la compagna con la corda, per superare un salto impegnativo. Questa mattina, invece, pur indossando il caschetto di protezione, l'escursionista ha tentato di superare il punto da sola e, complice l'umidità delle rocce, è scivolata. La donna, dopo un salto di una decina di metri, è rotalata per circa 50 metri sul ghiaione sottostante, rompendo il casco e sbattendo violentemente la testa. Il marito l'ha individuata e raggiunta, chiamando il 118 verso le 10.30. L'elicottero di Pieve di Cadore non ha potuto avvicinarsi a causa della presenza di banchi di nebbia. Per velocizzare il più possibile l'intervento delle squadre del Soccorso alpino, in diverse rotazioni l'elicottero ha trasportato in quota i tecnici, non appena si apriva un varco, sbarcandoli con il verricello. Quattro squadre, 5 volontari di Longarone e 5 della Stazione di Pieve di Cadore, hanno raggiunto da diversi punti il luogo dell'incidente, completando la distanza a piedi. La donna è stata caricata sulla barella e trasportata a spalla per 500 metri nella direzione dove pareva più probabile una schiarita. L'elicottero ha fatto un primo tentativo di avvicinamento, ma le nubi si sono chiuse. I tecnici hanno quindi attrezzato le soste per prepararsi alla calata con la barella. Fortunatamente il tempo ha dato una tregua e il mezzo del Suem ha potuto imbarcare l'infortunata che è stata poi trasportata all'ospedale di Belluno, con un possibile truma cranico commotivo.
Pieve di Cadore (BL), 10-08-06
Stava percorrendo il sentiero che da rifugio Pra Piccolo porta a forcella Antracisa, quando a metà percorso è scivolato cadendo a terra e i compagni hanno chiesto l'intervento del Suem 118, poco dopo le 14. Una squadra del Soccorso alpino della Stazione di Pieve di Cadore ha raggiunto il luogo dell'infortunio, in località Pestarole. L'uomo, R.F., 48 anni, è stato visitato e caricato sulla barella per essere trasportato fino al rifugio Pra Piccolo dove attendeva l'ambulanza che l'ha condotto all'ospedale di Pieve di Cadore, per una probabile lussazione alla spalla.
Sono partiti in mattinata, malgrado il tempo variabile e le previsioni negative, per raggiungere la cima dell'Antelao e sono rimasti bloccati da oltre 10 centimetri di neve fresca in quota. Un uomo di Udine, C.F., 53 anni, e i suoi 4 figli, di età compresa tra i 16 e i 21 anni, raggiunto il bivacco Cosi poco sotto la vetta a 3.111 metri di altitudine, non si sono più potuti muovere per il maltempo. Attorno alle 17, la chiamata al Suem 118. Data l'impossibilità per l'elicottero di Pieve di Cadore di raggiungere il luogo, una squadra del Soccorso alpino della Stazione di San Vito è partita in soccorso alla famiglia, mentre veniva preallertata anche la Stazione di Pieve di Cadore. Non appena c'è stata una schiarita, l'elicottero è decollato e ha recuperato i 5 escursionisti in hovering, per trasportarli fino al rifugio Scotter. La squadra che nel frattempo era arrivata a forcella Piccola è stata, quindi, fatta rientrare.
Durante una passeggiata nel gruppo delle Rocchette di Prendera, sul sentiero 436, una donna non è stata più in grado di proseguire, bloccata in un punto più difficile del percorso dal timore di non riuscire a passare. Attorno alle 11.30, la chiamata al Suem 118. Sul posto è stata inviata una squadra del Soccorso alpino della Stazione di San Vito. I tecnici si sono avvicinati col fuoristrada, per poi raggiungere a piedi il luogo dove si trovava W.G., 63 anni, di Alfonsine (RA). L'escursionista è stata quindi accompagnata, illesa, fino a valle.
DIFFICILE INTERVENTO NELLA NOTTE: RECUPERATI 2 ALPINISTI SULLA PICCOLA DI LAVAREDO
Scritto da Michela CanovaE' stata necessaria tutta l'esperienza dei tecnici del Soccorso alpino di Auronzo per recuperare questa notte due alpinisti, un tedesco e un americano, T.M., 44 anni, di Heidelberg, M.Y., 40 anni, di San Francisco, bloccati in una situazione molto rischiosa sulla Piccola delle Tre Cime di Lavaredo. I due, dopo aver risalito lo spigolo Giallo, trovatisi sull'anticima della Piccola, hanno visto gli spit di uscita della via Glowacz, un itinerario strapiombante per alpinisti più che esperti, e si sono calati in corda doppia. Più o meno a metà, hanno impigliato le corde e, non in grado di recuperarle, hanno tagliato due spezzoni di 15 metri per cercare di proseguire, finchè uno è finito bloccato su una sosta, mentre l'altro è rimasto a penzolare nel vuoto a 5 metri di distanza dalla parete, senza riuscire a risalire. Dopo le 21, hanno chiamato il Suem 118. I tecnici della Stazione di Auronzo, con informazioni poco chiare, sono arrivati alla base della parete pensando di trovarli sulla via normale di discesa. Purtroppo, invece, si è presentata loro tutt'altra situazione con un intervento già difficile alla luce del giorno. Sono state valutate le differenti ipotesi operative, come portare in vetta 12-15 persone con il materiale per ridiscendere. Ma ci sarebbe voluto troppo tempo e molto rischio per i volontari. Tre tecnici della Stazione, tra i più esperti, hanno risalito la normale e cominciato a calarsi in corda doppia. Un'operazione fattibile solo per chi conosce perfettamente la via e l'ha più volta percorsa sia in salita che in discesa. Dopo numerose doppie e salti nel vuoto, recuperando il materiale impigliato nella roccia, li hanno raggiunti alle 2.45. Dal basso, due tecnici della Stazione del Soccorso alpino di Dobbiaco si sono avvicinati per parlare con loro, stimolandoli in continuazione a muoversi per non rischiare l'ipotermia. Quando i tre volontari si sono avvicinati dall'alto, prima di tutto li hanno recuperati, permettendo all'alpinista fermo da ore nella stessa posizione, di raggiungere la parete, poi lentamente hanno continuato a scendere assieme a loro in corda doppia. Alle 5.15 erano alla base dove attendevano le altre squadre della Stazione di Auronzo che hanno fatto da supporto all'operazione, assieme ai Vigili del fuoco di Dobbiaco che hanno illuminato la parete con due fotocellule. I due alpinisti, malgrado il freddo e la difficoltà nei movimenti dovuta alla posizione a lungo mantenuta, erano illesi.
Quattro escursionisti di Padova, dopo una gita sul Civetta, in ritardo e affaticati, hanno smarrito il sentiero della via normale mentre scendevano verso valle al buio e a nulla sono valse le torce che avevano con loro. Alle 22.30 hanno chiesto l'intervento del Soccorso alpino, fermi su un ghiaione innevato. Una squadra di 2 tecnici della Stazione di Valle di Zoldo li ha individuati e raggiunti, per poi accompagnarli fino a Pecol di Zoldo, dove sono arrivati all'una e mezza.
E' scivolata per 25 metri in un canale, fermandosi su un ghiaione che ne ha attutito la caduta. Partita da Ospitale di Cadore col proprio compagno, un'escursionista, M.K., 59 anni, ungherese, stava percorrendo il sentiero Dibona. Sopra l'arrivo dell'ovovia del Cristallo, ai 3.000 metri di quota di forcella Staunies, ha perso l'equilibrio volando nel crepaccio. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato verso le 16.20 ed ha per primo sbarcato il tecnico di elisoccorso. Successivamente in due rotazioni ha fatto scendere con un verricello di 15 metri 2 volontari della Stazione di Cortina, un finanziere e il medico. Le forti raffiche di vento hanno però impedito un ulteriore avvicinamento. La donna è stata, quindi, calata lungo i 20 metri che la separavano dall'arrivo dell'impianto di risalita. Stabilizzata, le è stata allestita un'asse sulla quale stendere la gamba ferita ed è stata trasportata in ovovia - rimasta aperta per consentire il soccorso - fino a Son Forca. Da lì per un tratto sul fuoristrada per raggiungere l'elicottero, che l'ha infine condotta al Codivilla con una probabile frattura ad una caviglia.
