2006
Un escursionista tedesco in difficoltà sulla ferrata di punta Anna, gruppo delle Tofane, è stato soccorso verso le 15 dall'equipaggio dell'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. L'uomo, H.B., era stato notato in evidente stato di affaticamento da un carabiniere che ha lanciato l'allarme al 118. Il tecnico di elisoccorso lo ha recuperato utilizzando un verricello di 5 metri ed imbarcato sull'elicottero che lo ha trasportato, illeso, fino al rifugio Dibona.
Uscita con la mamma e lo zio per una passeggiata al monte Col, una bambina di 11 anni, F.G., di Riva del Garda (TN), si è allontanata dai parenti che preoccupati hanno cominciato a cercarla. Alle 13.15 senza essere riusciti a rintracciarla si sono rivolti alla Stazione del Soccorso alpino della Val Comelico. Una squadra di 4 tecnici, più due finanzieri, si è immediatamente recata sul luogo della scomparsa. Fortunatamente dopo un quarto d'ora i volontari la hanno subito incontrata che scendeva incolume lungo il sentiero e la hanno riportata dalla propria famiglia.
Stava cercando funghi con alcuni amici, quando è scivolato in una zona boscata in località colle di Villapiccola. L'uomo G.M., 57 anni, di Treviso ha chiesto l'intervento del Suem 118 poco dopo mezzogiorno. Una squadra di 7 tecnici del Soccorso alpino della Stazione di Auronzo si è avvicinata al punto dell'incidente col proprio fuoristrada, per poi proseguire a piedi. L'infortunato si trovava un centinaio di metri più in alto rispetto alla diga, in un bosco sottostante il sentiero numero 268. Dopo avergli immobilizzato la gamba, i volontari lo hanno imbarellato e portato a valle a spalla con una serie di calate lecchesi, fino a raggiungere la strada pedonale che circonda il lago dove attendeva l'ambulanza. Trasportato all'ospedale di Pieve di Cadore, per lui si sospetta una frattura alla gamba.
TROVATO ESCURSIONISTA INFORTUNATO
Scritto da Michela CanovaE' durata qualche ora la ricerca di un uomo, infortunatosi durante un'escursione. G.D., 64 anni, di Ravenna, in villeggiatura a Sappada, oggi è partito da solo per una gita in montagna. Dal rifugio De Gasperi, attraverso Forca dell'Alpino, doveva raggiungere bivacco Damiana e ridiscendere verso Sappada. Ma ha sbagliato sentiero e si è trovato in un ripido canale, dove è scivolato per qualche metro sbattendo a terra con la schiena. L'escursionista ha chiamato attorno alle 17 il Suem 118, da un punto dove la linea saltava continuamente. Le sue informazioni parlavano della Forca dell'Alpino, dove era convinto di trovarsi, e in quella direzione si sono mossi i soccorsi. Poi la linea si è interrotta. L'elicottero di Pieve di Cadore ha perlustrato a lungo la zona, portando in quota le squadre della Stazione del Soccorso alpino di Sappada, una quindicina di tecnici, e alcuni finanzieri di Auronzo. La ricerca è stata mano a mano allargata fino a raggiungere il cadino di Elbel, dalla parte opposta, dove l'uomo è stato individuato da due volontari passate le 19, nel momento stesso in cui riprendeva a funzionare il telefono. L'infortunato è stato imbarellato e imbarcato sull'elicottero utilizzando un verricello di 5 metri, per essere trasportato all'ospedale di Pieve di Cadore con un sospetto trauma all'anca e alla colonna.
Partito con una compagna per un'escursione sul sentiero Tivan, un uomo di Forno di Zoldo, N.C., 36 anni, dal passo Coldai è arrivato fin sotto la Torre di Valgrande, superando un tratto attrezzato. Al momento di rientrare, forse anche per la stanchezza, non è più stato in grado di oltrepassare la parte più impegnativa con le corde fisse ed è rimasto bloccato dal panico. Tornati sui propri passi, i due, verso le 17, hanno chiesto l'intervento del Suem 118, che ha inviato l'elicottero di Pieve di Cadore. Gli escursionisti, illesi, sono stati recuperati in hovering e trasportati in località Palafavera.
Durante il volo di discesa dal rifugio Dolomieu, sul Dolada, alla pista di atterraggio di Pieve d'Alpago, uno dei concorrenti dei campionati triregionali di volo libero ha perso il controllo del proprio parapendio ed è precipitato in un bosco. Fortunatamente il giovane, G.M., 20 anni, residente a Limana, non ha riportato alcuna conseguenza, ma è rimasto impigliato a 15 metri di altezza sopra un pioppo. L'unico albero secco, e quindi non molto resistente, tra la fitta vegetazione. L'allarme è scattato verso le 18 e sul posto è stata inviata una squadra del Soccorso alpino della Stazione dell'Alpago. La situazione si è subito presentata complessa, in quanto non era possibile salire più di tanto lungo il tronco, per il pericolo che la pianta si spezzasse per il peso eccessivo. Subito i cinque tecnici sono riusciti ad assicurare il ragazzo con una corda fattagli arrivare dal basso ed è stato chiesto l'intervento dell'elicottero. Il tecnico di elisoccorso è stato calato per 70 metri con il verricello, nel tentativo di raggiungere il giovane, senza smuovere la vela. Il vento creato dai rotori ha invece contribuito a disincastrare il parapendio e il ragazzo, assicurato sulla corda, è stato calato per circa 7 metri. A quell'altezza è risultato molto più semplice per i volontari tagliare le funi che lo tenevano prigioniero e farlo scendere illeso fino a terra. L'intervento si è concluso poco prima delle 20.
ESCURSIONISTA MORSO DA UNA VIPERA
Scritto da Michela CanovaUn escursionista di Mestre, E.F., 73 anni, è stato morso da una vipera ad una mano, mentre con la famiglia scendeva lungo il sentiero che porta al rifugio Scotter, poco prima delle 14.30. Il primo soccorso è arrivato all'uomo da uno dei parenti, infermiere, ed è stato allertato il 118. Sul posto è stata inviata una squadra del Soccorso alpino della Stazione di San Vito di Cadore che lo ha trasportato fino all'ambulanza della Croce Bianca sopraggiunta nel frattempo. L'escursionista è stato quindi condotto all'ospedale di Pieve di Cadore.
Un gruppo di escursionisti, 4 papà con i loro 7 figli, ha assistito ad un lancio di sassi dall'alto dei Lastoni di Formin. La comitiva che si trovava in prossimità di forcella Ambrizzola verso le 11.30 diretta a forcella Giau, ha sentito cadere delle pietre dalla parete. Alzando lo sguardo ha visto 6-7 alpinisti che stavano arrampicando in diverse cordate e dalla cima due persone che lanciavano sassi, si ritraevano e continuavano a far cadere le pietre, mentre gli alpinisti impegnati nella salita gridavano di smettere. Uno degli escursionisti ha subito chiamato il 118, che ha allertato i carabinieri e una squadra del Soccorso alpino della Stazione di Cortina. La parete ha vie di quarto, quinto grado, ma la cima dei Lastoni si raggiunge facilmente lungo il sentiero. La sassaiola è proseguita per oltre 10 minuti, ma i responsabili, che hanno avuto tutto il tempo di allontanarsi, non sono stati individuati.
SOCCORSA PER UN MALORE A BRAIES
Scritto da Michela CanovaBraies (BZ), 02-08-06
L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto oggi, poco prima di mezzogiorno, a Braies, dove una donna è stata colta da malore mentre si trovava in macchina. A.S., 57 anni, di Mirano (VE), è stata raggiunta, imbarcata e trasportata all'ospedale di Pieve per accertamenti.
Valli del Pausbio (VI), 02-09-06
E' stato trovato questa mattina alle 9 il corpo senza vita del giovane escursionista uscito ieri per una passeggiata sul monte Cornetto. G.T., 28 anni, di Thiene, era diretto sul sentiero Arroccamento, dopo aver parcheggiato la macchina al Pian delle Fugasse. Questa notte i genitori, che hanno atteso a lungo il suo rientro, verso le 3 hanno lanciato l'allarme. I carabinieri hanno presto individuato l'auto, con l'orario del parcheggio attorno alle 18. Alle 6 sono partite le squadre del Soccorso alpino della Stazione di Schio, mentre arrivavano anche quelle di Recoaro-Valdagno e Rovereto. Le ricerche si sono concentrate lungo i sentieri e dopo poche ore il corpo del ragazzo è stato individuato in fondo a un canalone. La dinamica dell'incidente è al vaglio, ma è probabile che il giovane sia scivolato e ruzzolato per oltre 100 metri, riportando traumi fatali. Non appena è arrivato il permesso per la rimozione, la salma è stata recuperata dall'elicottero di Verona Emergenza. Sul posto circa 25 volontari del Soccorso alpino ed era stato attivato un elicottero dell'esercito poi fatto rientrare.
E' stato recuperato dai tecnici del Soccorso alpino di Longarone attorno alle 20, dopo aver avuto il nulla osta per la rimozione della salma, il corpo di Arduino Bez, 61 anni, di Igne, precipitato con la propria auto per un centinaio di metri. I nipoti che lo attendevano quest'oggi in visita, non vedendolo arrivare e conoscendone la puntualità, hanno percorso la strada dove lui poteva essere passato e, in località Rizapol, sopra Soffranco, hanno visto segni e rigature su un muretto di contenimento. Abbassatisi nel bosco, hanno individuato la macchina, una Suzuki Vitara. L'uomo, per motivi da accertare, avrebbe perso il controllo dell'auto che, urtato il muretto, si sarebbe rovesciata, finendo un centinaio di metri più in basso, sbalzandolo al di fuori dell'abitacolo forse già ieri. I tecnici del Soccorso alpino (una quindicina della Stazione di Longarone e 3 di Pieve di Cadore), si sono calati e, ricomposta la salma, la hanno recuperata dall'alto. Erano presenti le forze dell'ordine, polizia e carabinieri, e i Vigili del fuoco che hanno illuminato la valle con le fotocellule.
Bosco Chiesanuova (VR), 30-10-06
La ricerca di persone scomparse è uno degli interventi più complessi e impegnativi cui i soccorritori possano trovarsi a far fronte. Richiede un elevato numero di volontari anche per diverse giornate consecutive e si lotta con il tempo, poichè spesso purtroppo si tratta di persone ferite o in stato confusionale, specialmente gli anziani, e ogni ora contribuisce ad aggravarne la situazione. Si è svolta ieri a Bosco Chiesanuova e nei territori contermini un'importante esercitazione mirata all'addestramento del personale operativo, che ha coinvolto oltre 70 volontari. Quando chi scompare si trova in ambito montano e in ambiente ostile, è il Soccorso alpino e speleologico a coordinare enti e associazioni, così, per verificare i meccanismi dell'intervento e consolidare la cooperazione, la Stazione di Verona ha ipotizzato diversi scenari.
Fissato il Centro operativo mobile, i volontari sono stati suddivisi in squadre, guidate ciascuna da un caposquadra del Soccorso alpino. Come in un intervento reale, si è partiti dalla segnalazione, con l'effettuazione dell'anamnesi (l'indagine relativa ad ogni disperso) per passare poi alla consegna della zona di battuta, con relativo materiale cartografico, e alla perlustrazione vera e propria, secondo le diverse tecniche. Le squadre si sono distribuite in diverse località, dove mancavano all'appelo un cercatore di funghi, un anziano, un escursionista cardipatico, dei turisti e un boscaiolo feritosi mentre tagliava gli alberi, recuperato poi con il verricello dall'equipaggio dell'elicottero di Verona Emergenza, dopo essere stato imbarellato.
Per ogni simulazione sono state lasciate tracce verisimili (ad esempio un cesto di funghi abbandonato sul sentiero) e predisposti figuranti a rapresentare le persone in difficoltà. L'esercitazione, partita alle 7, si è conclusa con successo attorno alle 13.30. Erano presenti, oltre alla Stazione del Soccorso alpino di Verona, il Gruppo di protezione civile di Bosco Chiesanuova, Comune (nella figura del sindaco e dell'assessore di protezione civile) e polizia municipale di Bosco Chiesanuova, Ari, associazioni Pc di Verona, Croce bianca, Ana Verona, le unità cinofile da ricerca di superficie del Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico e dell'Ana. Alla ricerca ha inoltre preso parte il Centro mobile di coordinamento del Soccorso alpino Veneto, una base mobile dotata di computer e software specifico per la ricerca dispersi.
Veneto, 29-10-06
Gli specialisti speleosub del Soccorso alpino e speleologico nazionale - 6 i veneti - sono stati chiamati per un intervento in Svizzera, in un paese vicino al lago di Lugano, per cercare uno speleosub lombardo scomparso nella fase di risalita da una risorgiva. Con un compagno toscano era sceso in una grotta sommersa a -87 metri di profondità, ma non è più riemerso. L'amico è di nuovo tornato in profondità e, non trovandolo, ha chiesto aiuto. Gli specialisti, partiti attorno alle 22, si immergeranno alla sua ricerca, puntando anche in alcune parti emerse dove l'uomo, trovatosi in difficoltà, potrebbe attendere i soccorsi.
CADE COL PARAPENDIO SUL TOMBA
Scritto da Michela CanovaCavaso del Tomba (TV), 29-10-06
E' precipitato col proprio parapendio nei boschi del monte Tomba, tra i comuni di Cavaso e Alano di Piave. Da solo è poi riuscito a raggiungere, malgrado forti dolori alla schiena, una strada sterrata, dove lo hanno trovato alcuni cacciatori che hanno lanciato l'allarme. Sul posto, poco prima delle 11, sono stati inviati l'elicottero di Treviso e un'automedica del Suem con a bordo 3 tecnici del Soccorso alpino della Pedemontana del Grappa, tra i quali medico e infermiere. Dopo una perlustrazione è stato individuato il ferito, I.S., 41 anni, originario di Valdobbiadene, ma residente in Belgio, che ha ricevuto le prime cure dai soccorritori e dal personale sanitario dell'elicottero. L'uomo cosciente, è stato imbarellato e recuperato con il verricello dal tecnico di elisoccorso, per essere trasportato all'ospedale di Treviso con una possibile lesione lombosacrale.
RECUPERATO ESCURSIONISTA FERITO
Scritto da Michela CanovaValdastico (VI), 28-10-06
Le squadre del Soccorso alpino di Arsiero stanno calando con la barella un uomo feritosi durante un'escursione lungo il versante nord dello Spitz di Tonezza, sotto i monti Siroccoli. L'allarme è scattato mentre i soccorritori erano impegnati nel recupero del corpo di Diego Cerato. In 8, più un tecnico speleo, hanno raggiunto il luogo dove si trovava l'infortunato. L'uomo, A.B., di Piovene Rocchette, stava percorrendo il sentiero di una zona particolarmente impervia, quando è scivolato sul prato, rotolando per decine di metri fino a fermarsi sul greto del torrente sottostante. Solo, è riuscito a chiedere aiuto telefonando al 118. I soccorritori lo hanno individuato, sono scesi e l'hanno imbarellato. Vista l'impossibilità dell'intervento dell'elicottero per il buio, lo stanno trasportando a spalla per raggiungere la strada dove attende l'ambulanza. L'uomo, cosciente, presenta possibili fratture alla gamba e alla mano, tagli ed escoriazioni sul corpo.
San Vito di Cadore (BL), 28-10-06
E' rientrato autonomamente a casa dopo le 15.30 il cacciatore di Borca di Cadore, G.S., 78 anni, per il quale erano scattate le ricerche. L'uomo, forse per un fraintendimento, non si era presentato all'appuntamento con l'amico alle 11, dopo una battuta di caccia nei boschi sottostanti il rifugio Venezia. Il compagno, preoccupato per la prolungata assenza, aveva quindi chiesto l'intervento del Soccorso alpino. Le squadre della Stazione di San Vito avevano cominciato a perlustrare la zona, mentre venivano allertate Pieve di Cadore, le Stazioni contermini e le unità cinofile, fatte rientrare quando l'allarme è cessato.
