2006
E' stata ritrovata alle 15.15 la donna la cui scomparsa è stata segnalata dal marito oggi poco dopo le 13. R.B., 55 anni, di Due Carrare (PD) era uscita questa mattina col coniuge e un'amica in cerca di funghi nella zona attorno a passo Cima Campo, malgrado la pioggia insistente. Verso le 10.30 il marito è tornato alla macchina pensando la moglie si trovasse con l'altra donna, che però è rientrata poco dopo da sola. Allarmati dall'assenza prolungata, i due hanno cominciato a cercarla anche aiutati dalle persone che si trovavano a malga Cima Campo, senza però alcun esito. Alle 13.30, la richiesta di aiuto al 118, che ha inviato sul posto le squadre del Soccorso alpino della Stazione di Feltre. La donna individuata da una squadra, era caduta, sbattendo la testa a terra. Dal suo racconto, ha perso coscienza per un po', poi si è ripresa e ha cominciato a girare senza una meta precisa. Fortunatamente è stata presto rintracciata dai soccorritori in un punto pericoloso per la presenza di salti di roccia e ancora più insicuro a causa del versante reso scivoloso dalle precipitazioni e a causa della nebbia. Per verificare le sue condizioni - lamentava un dolore al piede, oltre che alla testa - è stata fatta arrivare un'ambulanza. Alla ricerca hanno preso parte una decina di tecnici del Soccorso alpino di Feltre, i Vigili del fuoco e due agenti del Corpo forestale dello Stato.
RICERCA PERSONA IN CORSO
Scritto da Michela CanovaLe squadre del Soccorso alpino di Feltre stanno cercando una donna di Padova nella zona di passo Cima Campo, sul versante che dà sulla val Sugana. Questa mattina la donna è uscita col marito e un'amica per cercare funghi. Alle 10.30 il marito è tornato nel luogo stabilito per il ritrovo, pensando che la moglie fosse con l'altra donna. L'amica però è rientrata da sola. Dopo aver atteso un po', hanno chiamato i soccorsi. Al momento sul posto ci sono una decina di volontari della Stazione, a cui è affidato il coordinamento, unità cinofile e Vigili del fuoco.
L'hanno persa di vista e temendo avesse smarrito il sentiero, gli amici hanno chiesto aiuto al Suem 118. Poco prima delle 18, una squadra del Soccorso alpino della Stazione di San Vito ha cominciato le ricerche di una donna, S.P., 64 anni, di Marghera, nelle vicinanze della partenza della seggiovia San Marco. Non è passato molto che fortunatamente la hanno rintracciata, mentre scendeva sulla strada e l'allarme è rientrato.
E' rimasto tutta la notte al freddo, bloccato su una cengia a 2.700 metri di altitudine, dopo essere caduto per circa 15-20 metri. Un ragazzo originario di Pola, ma residente a Bologna, A.D.G., 20 anni, ieri è salito in cima al Pelmo per la normale. Non si conoscono bene le dinamiche dell'incidente, perchè quando è stato soccorso, il giovane riusciva appena a parlare, provato per le molte ore all'addiaccio. Quasi sicuramente si è allontanato dal sentiero, sbagliando direzione ed è percipitato lungo la parete sottostante, senza abbigliamento con cui coprirsi e senza lo zaino, rimasto a monte. Il trauma subito alla gamba - una sospetta frattura alla caviglia - e le contusioni non gli hanno permesso di spostarsi, né tantomeno di risalire il versante. Oggi, in tarda mattinata un escursionista lo ha visto e lo ha raggiunto, dandogli subito qualcosa da mangiare e da bere e riscaldandolo con quello che aveva. In quel punto non c'è copertura telefonica e l'uomo è quindi sceso più a valle per chiamare il 118, poco dopo mezzogiorno. La salvezza per il giovane: già nel pomeriggio è comiciato a piovere e le previsioni parlano di un peggioramento, che forse non gli avrebbe permesso di superare un altro giorno. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha individuato il punto in cui si trovava il ragazzo, prima che la nebbia coprisse la montagna. Il tecnico di elisoccorso, accertatosi delle ferite, lo ha trasportato di qualche metro fin dove si è potuto più facilmente imbarcare sul velivolo. Il giovane è stato poi condotto all'ospedale di Belluno.
Recoaro Terme (VI), 13-09-06
Due ragazze di Valdagno partite per un'escursione nel gruppo del Carega al rientro hanno sbagliato sentiero, inoltrandosi nel vaio Pelegatta. Un percorso per alpinisti esperti con tratti più esposti, che le ha costrette a fermarsi bloccate in una cengetta dalla quale non riuscivano più a muoversi. Attorno alle 16 la chiamata al 118, che ha inviato sul posto l'elicottero di Verona Emergenza. Dopo aver imbarcato due tecnici della Stazione del Soccorso alpino di Recoaro-Valdagno e allertato una squadra pronta a partire in supporto in caso di necessità, l'elicottero ha individuato il luogo in cui si trovavano le due escursioniste (si conoscono le generalità solo di una, A.N., 23 anni, l'amica è comunque coetanea e di Valdagno). I tecnici sono stati sbarcati con un verricello di 35 metri e con la stessa modalità sono state recuperate le due ragazze, impaurite e infreddolite, ma incolumi, che sono state quindi trasportate fino al rifugio Cesare Battisti.
Sono due fratelli di Untertilliach, Ossttirol, i due alpinisti recuperati questa notte dalle squadre del Soccorso alpino di Auronzo. Ieri sera, verso le 20.30, un uomo che passava a forcella Lavaredo ha sentito delle urla, richieste di aiuto che provenivano dalle Tre Cime ed ha avverito il rifugio Lavaredo. Lì era presente uno dei tecnici della Stazione di Auronzo, che si è immediatamente diretto alla base della Cima Grande, da dove provenivano i richiami. Da sotto è riuscito a farsi spiegare la situazione: i due scalatori, J.D., 32 anni, e A.D., 31 anni erano rimasti bloccati, con le corde incastrate nella roccia, e non riuscivano né a risalire, né a proseguire nella calata. Subito sono stati allertati i volontari di Auronzo. In dieci hanno raggiunto la base. I due austriaci, dopo aver risalito lo spigolo Dibona, hanno tentato di scendere dalla stessa via, sbagliando itinerario e finendo al centro della parete est, della Cima Grande, dove non sono tracciati altri itinerari alpinistici, ma dove i numerosi chiodi lasciati da quanti cadono in errore possono invitare chi non lo sa a percorrerla. Dunque i fratelli, divenute inutilizzabili le corde, sono rimasti fermi a circa 120 metri da terra, a tre tiri dalla base. Una squadra ha risalito la forcella tra le Cime Grande e Piccola - più alta rispetto allo spigolo Dibona - attrezzando poi il percorso sulla parete per completare la distanza e arrivare circa 60 metri sopra la verticale dei due. In tre si sono quindi calati fino al punto dove si trovavano gli austriaci, mentre gli altri recuperavano il materiale. I fratelli erano incolumi, sebbena la stanchezza e soprattutto il freddo ( circa 5° sopra lo zero con vento forte e uno di loro era in pantaloncini corti) stessero contribuendo a indebolirli. Il più in forze è riuscito a scendere con un volontario in corda doppia, mentre l'altro, stremato, è stato calato fino alla base, più o meno all'una di notte, dove il resto della Stazione, che aiutava nelle manovre, aspettava con bevande calde e coperte.
Le squadre del Soccorso alpino della Stazione di Auronzo si stanno dirigendo alla base della parete est della Cima Grande di Lavaredo, dove due alpinisti stranieri sono rimasti bloccati. I due, che parlano inglese e tedesco, hanno parlato di caduta di sassi e corde bloccate e sono fermi a poco meno di metà parete. Alla cima si sale dallo spigolo Dibona e dove sono loro non c'è alcuna via alpinistica. Molto probabilmente hanno cercato di scendere da quella parte e non sono stati più in grado di proseguire. Le squadre, 9 tecnici del Soccorso più 2 agenti del Corpo forestale dello Stato, decideranno come procedere nell'intervento di recupero che, quasi sicuramente, si concluderà a tarda notte.
MALORE IN BAITA
Scritto da Michela CanovaUn uomo originario della Romania e residente a Vicenza è stato colto da malore mentre si trovava a baita Melei, nei pressi di passo Giau. Una squadra del Soccorso alpino della Stazione di Selva di Cadore ha raggiunto J.C., 47 anni, col proprio fuoristrada dopo mezzogiorno, per poi accompagnarlo fino alla strada dove attendeva l'ambulanza dei volontari di Colle Santa Lucia, che lo ha trasportato fino all'ospedale di Agordo per gli accertamenti del caso.
ESCURSIONISTA SCIVOLA SUL SENTIERO
Scritto da Michela CanovaDi ritorno da un'escursione al passo Ombretta, una donna di Pozza di Fassa, A.G., 67 anni, è inciampata e, scivolata sul sentiero, ha sbattuto a terra poco distante dal rifugio Falier. I suoi compagni hanno chiesto aiuto al gestore che ha immediatamente chiamato il 118, alle 16.15. Sul posto è arrivato l'elicottero di Pieve di Cadore, che ha imbarcato la donna con un verricello di 2 metri, per poi accompagnarla all'ospedale di Agordo, con una sospetta frattura alla gamba e trauma cranico.
Valli del Pasubio (VI), 11-09-06
Marito e moglie di Piovene Rocchette, C.D.S., 61 anni, e E.P., 62 anni, stavano scendendo da cima Palon, sul monte Pasubio, dopo una giornata passata in montagna. Avvicinandosi il buio, hanno sbagliato traccia e itinerario, cominciando a seguire il sentiero Baglioni, un percorso alpinistico che presenta alcuni tratti attrezzati più difficoltosi. Non riuscendo più a proseguire hanno chiesto aiuto al 118. Una squadra di 8 tecnici del Soccorso alpino della Stazione di Schio e alcuni volontari della Stazione di Rovereto li hanno contattati al telefono e dalla descrizione dell'itinenario svolto dalla coppia hanno capito dove potevano trovarsi. Si sono avvicinati col fuoristrada per poi proseguire a piedi e dopo circa 40 minuti di camminata li hanno rintracciati. i coniugi erano infreddoliti, ma incolumi. I soccorritori li hanno riaccompagnati fino a pian della Fugazza, dove avevano parcheggiato la macchina e dove sono arrivati poco prima delle 23.
SBATTE A TERRA CON IL VOLTO
Scritto da Michela CanovaUn'escursionista di 33 anni, S.P., di Venezia, è scivolata al ritorno da una camminata al rifugio Semenza. La donna, perso l'equilibrio, è caduta scivolando per 10 metri e sbattendo il volto a terra. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore si è avvicinato al punto dove si trovava e il tecnico di elisoccorso la ha imbarcata con un verricello di 10 metri. L'infortunata è stata condotta all'ospedale di Belluno per un trauma facciale. Una squadra del Soccorso alpino dell'Alpago era pronta ad intervenire in supporto all'operazione.
SPELEO VENETI IMPEGNATI IN FRIULI
Scritto da Michela CanovaUdine, 10-09-06
Una squadra di specialisti di disostruzione e un infermiere del Soccorso speleologico Veneto sono attualmente impegnati col Soccorso speleologico del Friuli Venezia Giulia nel recupero di uno speleologo ungherese, rimasto bloccato a 60 metri di profondità in una nuova grotta a Sella Nevea. Il loro intervento è stato richiesto per la necessità di allargare con l'esplosivo alcuni tratti stretti che impediscono la risalita della barella. Le operazioni, delicate e complesse, richiederanno almeno 8 ore ancora.
Stava tagliando legna nei boschi di Padola, quando un tronco lo ha colpito ad una gamba. Un uomo di Comelico Superiore, M.D., 47 anni, è stato aiutato da una squadra del Soccorso alpino della Val Comelico attorno alle 14. I volontari lo hanno raggiunto, una cinquantina di metri sotto la sede stradale, e caricatolo in barella lo hanno trasportato fino all'ambulanza che lo ha poi acconopagnato all'ospedale di San Candido per una probabile frattura.
ESERCITAZIONE INTERNAZIONALE CON LE UNITA' CINOFILE DA RICERCA DI SUPERFICIE
Scritto da Michela CanovaFiuto a confronto. Si svolgerà domenica prossima, 9 settembre, in località Sorgenti del Piave il meeting informativo transfrontaliero sulla ricerca con le unità cinofile di superficie. Un incontro tra i Soccorso alpini di Italia, Austria e Slovenia per aggiornare le diverse tecniche utilizzate nelle operazioni di ricerca e verificare le modalità applicate dalle varie realtà a uno degli interventi più complessi tra le emergenze in montagna e ambiente ostile. Il gruppo del Peralba farà da scenario alle dimostrazioni pratiche e i cani - pastore tedesco, golden retriever, segugio di Sant'Ubaldo, labrador, le razze impiegate - si cimenteranno in svariate simulazioni di ricerca dispersi, a partire dalle 9. Le unità cinofile al lavoro (11 in tutto) provengono da Veneto, Friuli Venezia Giulia, Alto Adige e Carinzia, ma saranno portate anche le esperienze di altri paesi. Presenti i gruppi cinofili della Guardia di finanza, del Corpo forestale dello Stato e dei Servizi forestali regionali. L'iniziativa è realizzata con il contributo del Comune di Sappada.
Due alpinisti si sono trovati in difficoltà mentre scendevano in corda doppia dal campanile Dulfer, nel gruppo dei Cadini di Misurina. Per una probabile manovra errata, P.B., 31 anni di Belluno, non è stato più in grado di risalire, né scendere dal punto in cui si trovava, a circa 2.700 metri di quota, mentre la compagna, F.B., 21 anni, di Belluno, era bloccata più in alto. La chiamata al 118 è arrivata attorno alle 15.30. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore si è avvicinato alla parete ed il tecnico di elisoccorso ha recuperato gli alpinisti in due rotazioni con un verricello di 10 metri ed un gancio baricentrico di 40. i due sono stati trasportati illesi fino al rifugio Città di Carpi.
DONNA SCIVOLA SUL SENTIERO
Scritto da Michela CanovaSelva di Cadore (BL), 06-09-06
Un'escursionista di Modena, M.T.T., 71 anni, si è procurata una distorsione alla caviglia durante una gita con i famigliari. La donna, che scendeva da forcella Averau verso il rifugio Federa, tagliando un tornante ha messo male il piede sui sassi e per il dolore non è più stata in grado di proseguire. Attorno alle 15, è stata inviata una squadra del Soccorso alpino della Stazione di Selva di Cadore, che con il fuoristrada ha raggiunto il luogo dell'incidente. L'escursionista è stata trasportata con la famiglia fino alla partenza della seggiovia, dove ha rifiutato l'intervento dell'ambulanza per recarsi autonomamente al pronto soccorso.
