2013
Cortina d'Ampezzo (BL), 16-07-13
La Stazione del Soccorso alpino di Cortina, allertata dal 118, è intervenuta non distante dal rifugio Palmieri, sotto la Croda da Lago, dove un'escursionista di Bologna, L.S., 44 anni, inciampata, era caduta sbattendo a terra con il volto. L'infortunata è stata trasportata con il fuoristrada all'ospedale Codivilla. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è invece stato inviato sul sentiero che conduce al rifugio Vandelli, nel gruppo del Sorapiss, per una donna colpita da malore. D.G., 70 anni, di Vicenza, che si trovava con il marito poco prima della scaletta di metallo, è stata recuperata con un verricello di 20 metri e trasportata all'ospedale di Belluno.
La Stazione del Soccorso alpino di Cortina, allertata dal 118, è intervenuta non distante dal rifugio Palmieri, sotto la Croda da Lago, dove un'escursionista di Bologna, L.S., 44 anni, inciampata, era caduta sbattendo a terra con il volto. L'infortunata è stata trasportata con il fuoristrada all'ospedale Codivilla. L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è invece stato inviato sul sentiero che conduce al rifugio Vandelli, nel gruppo del Sorapiss, per una donna colpita da malore. D.G., 70 anni, di Vicenza, che si trovava con il marito poco prima della scaletta di metallo, è stata recuperata con un verricello di 20 metri e trasportata all'ospedale di Belluno.
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2013
SOCCORSA ESCURSIONISTA IN RIFUGIO
Scritto da Michela Canova
Cortina d'Ampezzo (BL), 16-07-13
Questa mattina i soccorritori di Cortina sono stati allertati per un'escursionista di Trento, O.B., 65 anni, che, scivolata al rifugio Nuvolau, lamentava dolori al costato. Una squadra in jeep è salita verso il rifugio Averau, per poi raggiungere a piedi l'infortunata, che è stata poi accompagnata all'ospedale Codivilla.
Questa mattina i soccorritori di Cortina sono stati allertati per un'escursionista di Trento, O.B., 65 anni, che, scivolata al rifugio Nuvolau, lamentava dolori al costato. Una squadra in jeep è salita verso il rifugio Averau, per poi raggiungere a piedi l'infortunata, che è stata poi accompagnata all'ospedale Codivilla.
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2013
RECUPERATI ALPINISTI IN MARMOLADA
Scritto da Michela Canova
Rocca Pietore (BL), 15-07-13
Due alpinisti belgi incrodati a due tiri dall'uscita della via originale di Vinatzer, sulla sud della Marmolada, sono stati recuperati dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, trasportati a Malga Ciapela e affidati a una squadra del Soccorso alpino della Val Pettorina, pronta a intervenire in supporto alle operazioni. I due, D.L., 22 anni ed E.B., 31 anni, arrivati a circa 3.200 metri di quota sotto Punta Rocca, hanno trovato neve e ghiaccio e, senza abbigliamento adeguato per proseguire, attorno alle 19 hanno chiesto aiuto. Il tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio li ha recuperati uno alla volta utilizzando un verricello di 40 metri.
Due alpinisti belgi incrodati a due tiri dall'uscita della via originale di Vinatzer, sulla sud della Marmolada, sono stati recuperati dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, trasportati a Malga Ciapela e affidati a una squadra del Soccorso alpino della Val Pettorina, pronta a intervenire in supporto alle operazioni. I due, D.L., 22 anni ed E.B., 31 anni, arrivati a circa 3.200 metri di quota sotto Punta Rocca, hanno trovato neve e ghiaccio e, senza abbigliamento adeguato per proseguire, attorno alle 19 hanno chiesto aiuto. Il tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio li ha recuperati uno alla volta utilizzando un verricello di 40 metri.
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2013
ALPINISTA VOLA IN PARETE
Scritto da Michela Canova
Forno di Zoldo (BL), 15-07-13
Sull'ultimo tiro della via Navasa sulla Rocchetta Alta di Bosconero, capocordata, L.Z., 49 anni, di Montecchio Maggiore (VI), è volato sbattendo sulla parete. La compagna ha subito lanciato l'allarme e sul luogo dell'incidente è stato inviato l'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano. Recuperato, l'uomo è stato trasportato all'ospedale di Belluno con un sospetto politrauma.
Sull'ultimo tiro della via Navasa sulla Rocchetta Alta di Bosconero, capocordata, L.Z., 49 anni, di Montecchio Maggiore (VI), è volato sbattendo sulla parete. La compagna ha subito lanciato l'allarme e sul luogo dell'incidente è stato inviato l'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano. Recuperato, l'uomo è stato trasportato all'ospedale di Belluno con un sospetto politrauma.
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2013
COPPIA INCRODATA SU UN GHIAIONE
Scritto da Michela Canova
Auronzo di Cadore (BL), 15-07-13
Scendendo dal bivacco De Toni, sotto la Croda dei Toni, lungo il sentiero 107 (che, ricordiamo, è chiuso da un'ordinanza del Comune), marito e moglie di Annone Veneto (VE), F.D. e M.C., entrambi di 31 anni, arrivati sui ghiaioni hanno smarrito le tracce poco visibili e sono finiti bloccati, incapaci di proseguire o tornare sui propri passi. Contattato il 118, in loro aiuto è decollato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore che, dopo averli individuati a circa 2.000 metri di altitudine, li ha recuperati con un verricello per trasportarli alla piazzola di atterraggio di Auronzo. A parte qualche graffio, la coppia stava bene.
Scendendo dal bivacco De Toni, sotto la Croda dei Toni, lungo il sentiero 107 (che, ricordiamo, è chiuso da un'ordinanza del Comune), marito e moglie di Annone Veneto (VE), F.D. e M.C., entrambi di 31 anni, arrivati sui ghiaioni hanno smarrito le tracce poco visibili e sono finiti bloccati, incapaci di proseguire o tornare sui propri passi. Contattato il 118, in loro aiuto è decollato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore che, dopo averli individuati a circa 2.000 metri di altitudine, li ha recuperati con un verricello per trasportarli alla piazzola di atterraggio di Auronzo. A parte qualche graffio, la coppia stava bene.
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2013
Cortina d'Ampezzo (BL), 14-07-13
Attorno alle 17, il 118 è stato allertato dal gestore del rifugio Vandelli sul Sorapiss per due escursionisti in difficoltà sul sentiero. Contattati telefonicamente i due hanno spiegato che si trovavano sul sentiero che dal Faloria porta al rifugio e che uno di loro, C.C., 38 anni, di Tarzo (TV), si era infortunato al ginocchio. Mentre personale del Soccorso alpino di Cortina si preparava a intervenire, se necessario, in supporto alle operazioni, l'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano si è diretto verso il Sorapiss. In realtà i due amici erano usciti dal sentiero e si trovavano incrodati tra le rocce. Purtroppo l'eliambulanza, dopo averli individuati e recuperati, ha poi portato entrambi gli escursionisti all'ospedale di Cortina, poichè, quando l'elicottero si è avvicinato al versante, un sasso caduto dall'alto ha colpito alla testa il secondo uomo, F.M., 43 anni, di San Vendemmiano (TV), ferendolo.
Attorno alle 17, il 118 è stato allertato dal gestore del rifugio Vandelli sul Sorapiss per due escursionisti in difficoltà sul sentiero. Contattati telefonicamente i due hanno spiegato che si trovavano sul sentiero che dal Faloria porta al rifugio e che uno di loro, C.C., 38 anni, di Tarzo (TV), si era infortunato al ginocchio. Mentre personale del Soccorso alpino di Cortina si preparava a intervenire, se necessario, in supporto alle operazioni, l'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano si è diretto verso il Sorapiss. In realtà i due amici erano usciti dal sentiero e si trovavano incrodati tra le rocce. Purtroppo l'eliambulanza, dopo averli individuati e recuperati, ha poi portato entrambi gli escursionisti all'ospedale di Cortina, poichè, quando l'elicottero si è avvicinato al versante, un sasso caduto dall'alto ha colpito alla testa il secondo uomo, F.M., 43 anni, di San Vendemmiano (TV), ferendolo.
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2013
INCIDENTE ORTIGARA
Scritto da Michela Canova
Asiago (VI), 14-07-13
Alcune precisazioni in merito al grave incidente che oggi attorno a mezzogiorno ha coinvolto 5 persone a bordo della jeep del Soccorso alpino, delle quali una ha perso la vita. Questa mattina, durante il ritrovo annuale degli alpini sull'Ortigara, un uomo, che si trovava sul posto con la moglie, aveva accusato un lieve malore. Visitato da medico e infermiere del presidio Suem presente alla manifestazione, era stato deciso fosse accompagnato a valle con la jeep del Soccorso alpino di Asiago, che come ogni anno presta assistenza, non appena il traffico da affluenza si fosse calmato. L'uomo, che nel frattempo in rifugio si era sentito meglio, è quindi salito sul fuoristrada assieme alla moglie, a 2 soccorritori e a un uomo di 82 anni, che, affaticato, aveva chiesto di potersi unire. Da una prima ricostruzione, nella discesa lungo la mulattiera, su uno degli stretti tornanti sui quali bisogna fare manovra, pare che una pietra del lastricato sul ciglio abbia ceduto, facendo precipitare la jeep. Gli occupanti sono stati subito raggiunti da medico e infermieri che avevano assistito all'incidente dal campo base del soccorso, 30 metri più in basso. Tentate le manovre di rianimazione, per l'anziano ottantaduenne non c'è stato nulla da fare. L'uomo che aveva accusato lieve malore al mattino è stato invece trasportato all'ospedale di Vicenza, per un grave trauma al volto, dall'elicottero di Treviso emergenza, mentre la moglie e i due soccorritori sono stati accompagnati in ambulanza all'ospedale di Asiago. I due soccorritori sono ricoverati entrambi con fratture alle vertebre.
Alcune precisazioni in merito al grave incidente che oggi attorno a mezzogiorno ha coinvolto 5 persone a bordo della jeep del Soccorso alpino, delle quali una ha perso la vita. Questa mattina, durante il ritrovo annuale degli alpini sull'Ortigara, un uomo, che si trovava sul posto con la moglie, aveva accusato un lieve malore. Visitato da medico e infermiere del presidio Suem presente alla manifestazione, era stato deciso fosse accompagnato a valle con la jeep del Soccorso alpino di Asiago, che come ogni anno presta assistenza, non appena il traffico da affluenza si fosse calmato. L'uomo, che nel frattempo in rifugio si era sentito meglio, è quindi salito sul fuoristrada assieme alla moglie, a 2 soccorritori e a un uomo di 82 anni, che, affaticato, aveva chiesto di potersi unire. Da una prima ricostruzione, nella discesa lungo la mulattiera, su uno degli stretti tornanti sui quali bisogna fare manovra, pare che una pietra del lastricato sul ciglio abbia ceduto, facendo precipitare la jeep. Gli occupanti sono stati subito raggiunti da medico e infermieri che avevano assistito all'incidente dal campo base del soccorso, 30 metri più in basso. Tentate le manovre di rianimazione, per l'anziano ottantaduenne non c'è stato nulla da fare. L'uomo che aveva accusato lieve malore al mattino è stato invece trasportato all'ospedale di Vicenza, per un grave trauma al volto, dall'elicottero di Treviso emergenza, mentre la moglie e i due soccorritori sono stati accompagnati in ambulanza all'ospedale di Asiago. I due soccorritori sono ricoverati entrambi con fratture alle vertebre.
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2013
DUE SOCCORSI IN MONTAGNA
Scritto da Michela Canova
Belluno, 14-07-13
L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto sul sentiero che dal Col Negro porta al Coldai, comune di Alleghe, in aiuto di un escursionista di Vigliano Biellese (BI), S.L., 69 anni, che si era procurato una distorsione alla caviglia. Imbarcato in hovering, l'uomo è stato trasportato all'ospedale di Agordo. Successivamente l'eliambulanza è decollata verso il Cason de Formin, nel comune di Cortina d'Ampezzo, dove un alpinista di Ravenna, A.C.D., di 39 anni, si era ferito a un ginocchio. Il rocciatore, infatti, volato primo di cordata sulla via Dallago, era stato colpito da un sasso alla gamba. Calatosi con il compagno fino alla base della parete, aveva contattato il 118. L'alpinista è stato recuperato con un verricello e accompagnato all'ospedale di Cortina.
L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto sul sentiero che dal Col Negro porta al Coldai, comune di Alleghe, in aiuto di un escursionista di Vigliano Biellese (BI), S.L., 69 anni, che si era procurato una distorsione alla caviglia. Imbarcato in hovering, l'uomo è stato trasportato all'ospedale di Agordo. Successivamente l'eliambulanza è decollata verso il Cason de Formin, nel comune di Cortina d'Ampezzo, dove un alpinista di Ravenna, A.C.D., di 39 anni, si era ferito a un ginocchio. Il rocciatore, infatti, volato primo di cordata sulla via Dallago, era stato colpito da un sasso alla gamba. Calatosi con il compagno fino alla base della parete, aveva contattato il 118. L'alpinista è stato recuperato con un verricello e accompagnato all'ospedale di Cortina.
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2013
Asiago, (VI), 14-07-13
Grave incidente sulle montagne di Asiago. Scendendo dall'Ortigara lungo una mulattiera con a bordo tre persone, delle quali una con lieve malore, e due soccorritori, la jeep del Soccorso alpino di Asiago è uscita fuori strada, rovesciandosi. Una delle persone trasportate ha perso la vita, un'altra è stata trasportata ferita in modo grave all'ospedale di Vicenza dall'elicottero di Treviso emergenza accorso sul luogo, mentre i due soccorritori e la terza persona, infortunati, sono stati accompagnati all'ospedale di Asiago in ambulanza. Ancora da chiarire la dinamica dell'incidente.
Grave incidente sulle montagne di Asiago. Scendendo dall'Ortigara lungo una mulattiera con a bordo tre persone, delle quali una con lieve malore, e due soccorritori, la jeep del Soccorso alpino di Asiago è uscita fuori strada, rovesciandosi. Una delle persone trasportate ha perso la vita, un'altra è stata trasportata ferita in modo grave all'ospedale di Vicenza dall'elicottero di Treviso emergenza accorso sul luogo, mentre i due soccorritori e la terza persona, infortunati, sono stati accompagnati all'ospedale di Asiago in ambulanza. Ancora da chiarire la dinamica dell'incidente.
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2013
Auronzo di Cadore (BL), 14-07-13
Ieri sera alle 22.15 il Soccorso alpino di Auronzo è stato allertato dal 118 per un'emergenza sulle Tre Cime di Lavaredo. Sulla Grande, infatti, un centinaio di metri sotto la cengia alta, 2.800 metri circa di quota, tre alpinisti, forse austriaci, investiti dalla tempesta, avevano lanciato segnali luminosi di SOS con la pila, visti dal gestore del rifugio Locatelli che aveva lanciato l'allarme. I soccorritori sono quindi riusciti a contattarli telefonicamente (gli alpinisti avevano anche chiamato il 112) e i rocciatori hanno detto di non essere assolutamente in grado di bivaccare, senza abbigliamento e attrezzatura, completamente fradici. Una squadra del Soccorso alpino di Auronzo è quindi partita per la cima della Grande assieme a una di Dobbiaco e a personale della Forestale. I soccorritori hanno risalito la normale e sulla verticale con i tre, si sono calati per poi farli risalire fino alla cengia alta. Riscaldati con bevande calde e vestiti asciutti, i tre alpinisti sono rimasti le ultime ore con la squadra di Dobbiaco, mentre quella di Auronzo rientrava a valle, fino alle 7 quando è intervenuto l'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano che li ha recuperati.
Questa mattina, inoltre, l'eliambulanza del Suem di Pieve di Cadore è decollata in direzione del rifugio Chiggiato, nel comune di Calalzo di Cadore, dove si trovava un bimbo di 10 anni di Pieve di Cadore, che, cadendo, si era fatto male alla spalla. Il bambino è stato trasportato all'ospedale di Belluno per le cure del caso.
Ieri sera alle 22.15 il Soccorso alpino di Auronzo è stato allertato dal 118 per un'emergenza sulle Tre Cime di Lavaredo. Sulla Grande, infatti, un centinaio di metri sotto la cengia alta, 2.800 metri circa di quota, tre alpinisti, forse austriaci, investiti dalla tempesta, avevano lanciato segnali luminosi di SOS con la pila, visti dal gestore del rifugio Locatelli che aveva lanciato l'allarme. I soccorritori sono quindi riusciti a contattarli telefonicamente (gli alpinisti avevano anche chiamato il 112) e i rocciatori hanno detto di non essere assolutamente in grado di bivaccare, senza abbigliamento e attrezzatura, completamente fradici. Una squadra del Soccorso alpino di Auronzo è quindi partita per la cima della Grande assieme a una di Dobbiaco e a personale della Forestale. I soccorritori hanno risalito la normale e sulla verticale con i tre, si sono calati per poi farli risalire fino alla cengia alta. Riscaldati con bevande calde e vestiti asciutti, i tre alpinisti sono rimasti le ultime ore con la squadra di Dobbiaco, mentre quella di Auronzo rientrava a valle, fino alle 7 quando è intervenuto l'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano che li ha recuperati.
Questa mattina, inoltre, l'eliambulanza del Suem di Pieve di Cadore è decollata in direzione del rifugio Chiggiato, nel comune di Calalzo di Cadore, dove si trovava un bimbo di 10 anni di Pieve di Cadore, che, cadendo, si era fatto male alla spalla. Il bambino è stato trasportato all'ospedale di Belluno per le cure del caso.
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2013
RAGAZZO PRECIPITA IN UN TORRENTE
Scritto da Michela Canova
Lamon (BL), 13-07-13
Un diciassettenne di Legnago (VR), M.B., è precipitato per una trentina di metri da una traccia di sentiero in Val Senaiga, finendo nel torrente sottostante, non distante dalle Cascate del Salton. L'allarme, arrivato al 118 da uno dei compagni di escursione del ragazzo attorno alle 14.30, ha fatto decollare l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore verso il luogo dell'incidente e ha attivato una squadra del Soccorso alpino di Feltre. L'eliambulanza ha prima imbarcato un soccorritore feltrino, perchè guidasse l'equipaggio all'interno della stretta valle, evitando di avvicinarsi ai numerosi cavi che la attraversano. Gli amici del ragazzo, presente un'infermiera, lo avevano raggiunto sul greto e, dopo avergli steccato una gamba e un braccio, stavano cercando di portarlo a valle lungo il corso d'acqua su una barella di fortuna. Individuato dall'elicottero e dai soccorritori, il giovane escursionista è stato imbarellato e recuperato con un verricello di 40 metri per essere trasportato all'ospedale di Feltre con una sospetta frattura alla gamba e diverse contusioni.
Un diciassettenne di Legnago (VR), M.B., è precipitato per una trentina di metri da una traccia di sentiero in Val Senaiga, finendo nel torrente sottostante, non distante dalle Cascate del Salton. L'allarme, arrivato al 118 da uno dei compagni di escursione del ragazzo attorno alle 14.30, ha fatto decollare l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore verso il luogo dell'incidente e ha attivato una squadra del Soccorso alpino di Feltre. L'eliambulanza ha prima imbarcato un soccorritore feltrino, perchè guidasse l'equipaggio all'interno della stretta valle, evitando di avvicinarsi ai numerosi cavi che la attraversano. Gli amici del ragazzo, presente un'infermiera, lo avevano raggiunto sul greto e, dopo avergli steccato una gamba e un braccio, stavano cercando di portarlo a valle lungo il corso d'acqua su una barella di fortuna. Individuato dall'elicottero e dai soccorritori, il giovane escursionista è stato imbarellato e recuperato con un verricello di 40 metri per essere trasportato all'ospedale di Feltre con una sospetta frattura alla gamba e diverse contusioni.

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2013
Revine Lago (TV), 13-07-13
I soccorritori della Stazione delle Prealpi Trevigiane hanno incontrato ieri sera, a Revine Lago, gli amministratori comunali dei territori in cui sono chiamati a intervenire dal 118 in caso di emergenza in montagna o ambiente impervio. Diverse le finalità dell'incontro cui hanno preso parte, oltre al delegato del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi (che comprende anche le due Stazioni trevigiane, Pedemontana del Grappa e Prealpi Trevigiane appunto), i sindaci o gli assessori di riferimento dei Comuni di Revine Lago, Cappella Maggiore, Cison di Valmarino, Tarzo, Refrontolo, Vidor, Valdobbiadene, Cordignano. Innanzitutto sono state ricordate la struttura operativa e le norme legislative che regolano l'operatività del Soccorso alpino, poi capo e vicecapo hanno presentato il personale della Stazione delle Prealpi Trevigiane, che conta 22 volontari, compresi un'unità cinofila, un medico e un infermiere. Sono stati illustrati la reperibilità, in funzione 24 ore su 24 per 365 giorni all'anno, gli interventi degli ultimi 3 anni (19 nel 2011, 17 nel 2012, 8 nel 2013 fino a oggi), le esercitazioni di formazione, la prevenzione attuata attraverso lezioni teoriche e pratiche con i bambini delle elementari, nonchè il supporto alle Stazioni contermini, pedemontana e bellunesi, in caso di soccorsi su zone confinanti. Infine ai sincaci è stata chiesta collaborazione concreta per il censimento, attualmente in corso a livello regionale, sugli ostacoli al volo, ovvero la registrazione di cavi e teleferiche, spesso non denunciati, che mettono a rischio la vita di chi interviene con l'elicottero.
I soccorritori della Stazione delle Prealpi Trevigiane hanno incontrato ieri sera, a Revine Lago, gli amministratori comunali dei territori in cui sono chiamati a intervenire dal 118 in caso di emergenza in montagna o ambiente impervio. Diverse le finalità dell'incontro cui hanno preso parte, oltre al delegato del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi (che comprende anche le due Stazioni trevigiane, Pedemontana del Grappa e Prealpi Trevigiane appunto), i sindaci o gli assessori di riferimento dei Comuni di Revine Lago, Cappella Maggiore, Cison di Valmarino, Tarzo, Refrontolo, Vidor, Valdobbiadene, Cordignano. Innanzitutto sono state ricordate la struttura operativa e le norme legislative che regolano l'operatività del Soccorso alpino, poi capo e vicecapo hanno presentato il personale della Stazione delle Prealpi Trevigiane, che conta 22 volontari, compresi un'unità cinofila, un medico e un infermiere. Sono stati illustrati la reperibilità, in funzione 24 ore su 24 per 365 giorni all'anno, gli interventi degli ultimi 3 anni (19 nel 2011, 17 nel 2012, 8 nel 2013 fino a oggi), le esercitazioni di formazione, la prevenzione attuata attraverso lezioni teoriche e pratiche con i bambini delle elementari, nonchè il supporto alle Stazioni contermini, pedemontana e bellunesi, in caso di soccorsi su zone confinanti. Infine ai sincaci è stata chiesta collaborazione concreta per il censimento, attualmente in corso a livello regionale, sugli ostacoli al volo, ovvero la registrazione di cavi e teleferiche, spesso non denunciati, che mettono a rischio la vita di chi interviene con l'elicottero.
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2013
NUMEROSI INTERVENTI IN MONTAGNA
Scritto da Michela Canova
Belluno, 12-07-13
Due soccorritori della Stazione di Cortina sono intervenuti attorno a mezzogiorno sul sentiero che scende dal Lagazuoi, dove un escursionista olandese, J.F., 61 anni, scivolato, si era procurato un sospetto trauma al ginocchio. Dopo averlo raggiunto, l'uomo è stato accompagnato alla funivia ed è rientrato autonomamente. A Forcella Grande, uscita intermedia della ferrata Dibona sul Cristallo, un'escursionista stremata dalla fatica, F.G., 54 anni, di Venezia, è stata avvicinata dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, che l'ha recuperata utilizzando un gancio baricentrico di 15 metri per trasportarla poi all'ospedale di Pieve di Cadore.
Sempre a Cortina in Val Travenanzes, due amiche hanno smarrito il sentiero. In contatto telefonico con il Soccorso alpino, sono state guidate verso il rientro e sono riuscite a ritrovare la traccia. Le due hanno poi chiamato per confermare l'arrivo sulla strada sterrata in Val di Fanes. Verso le 18 l'eliambulanza è decollata per la Punta Col de Varda, comune di Auronzo, per due alpinisti in difficoltà sulla via Comici. In parete, infatti S.F., 39 anni, di Forlì, era a pochi metri dalla vetta, mentre la compagna, B.M., 21 anni, ravennate, era bloccata sul penultimo tiro, cinquanta metri più sotto, dopo che un sasso l'aveva colpita a una gamba. La ragazza è stata recuperata dal tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio con un gancio baricentrico di 25 metri, per essere accompagnata all'ospedale di Cortina. Ci sono invece voluti 15 metri di gancio per il rocciatore, che è stato portato fino a Col de Varda.
Infine una squadra del Soccorso alpino di Alleghe si sta dirigendo sul sentiero 560 che dal lago del Coldai scende ai Piani di Pezzè. Lì un gruppo di ragazzi è bloccato tra le rocce incapace di proseguire o tornare indietro.
Due soccorritori della Stazione di Cortina sono intervenuti attorno a mezzogiorno sul sentiero che scende dal Lagazuoi, dove un escursionista olandese, J.F., 61 anni, scivolato, si era procurato un sospetto trauma al ginocchio. Dopo averlo raggiunto, l'uomo è stato accompagnato alla funivia ed è rientrato autonomamente. A Forcella Grande, uscita intermedia della ferrata Dibona sul Cristallo, un'escursionista stremata dalla fatica, F.G., 54 anni, di Venezia, è stata avvicinata dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, che l'ha recuperata utilizzando un gancio baricentrico di 15 metri per trasportarla poi all'ospedale di Pieve di Cadore.
Sempre a Cortina in Val Travenanzes, due amiche hanno smarrito il sentiero. In contatto telefonico con il Soccorso alpino, sono state guidate verso il rientro e sono riuscite a ritrovare la traccia. Le due hanno poi chiamato per confermare l'arrivo sulla strada sterrata in Val di Fanes. Verso le 18 l'eliambulanza è decollata per la Punta Col de Varda, comune di Auronzo, per due alpinisti in difficoltà sulla via Comici. In parete, infatti S.F., 39 anni, di Forlì, era a pochi metri dalla vetta, mentre la compagna, B.M., 21 anni, ravennate, era bloccata sul penultimo tiro, cinquanta metri più sotto, dopo che un sasso l'aveva colpita a una gamba. La ragazza è stata recuperata dal tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio con un gancio baricentrico di 25 metri, per essere accompagnata all'ospedale di Cortina. Ci sono invece voluti 15 metri di gancio per il rocciatore, che è stato portato fino a Col de Varda.
Infine una squadra del Soccorso alpino di Alleghe si sta dirigendo sul sentiero 560 che dal lago del Coldai scende ai Piani di Pezzè. Lì un gruppo di ragazzi è bloccato tra le rocce incapace di proseguire o tornare indietro.
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2013
Enego (VI), 12-07-13
Il Soccorso alpino di Asiago è stato allertato nel pomeriggio dal 118 per intervenire assieme ai vigili del fuoco in aiuto di marito e moglie usciti di strada in località Tana. L'auto, perso il controllo, era finita 5-6 metri nella scarpata già in mattinata, ma fino alle 15.30 circa nessuno si era accorto dell'incidente. La coppia, fortunatamente stava nell'insieme bene, a parte l'uomo, T.S., 87 anni, rimasto con un piede incastrato. Soccorritori e vigili hanno liberato l'anziano e riportato lui e la moglie sulla strada, dove l'uomo è stato affidato a un'ambulanza per i controlli del caso.
Il Soccorso alpino di Asiago è stato allertato nel pomeriggio dal 118 per intervenire assieme ai vigili del fuoco in aiuto di marito e moglie usciti di strada in località Tana. L'auto, perso il controllo, era finita 5-6 metri nella scarpata già in mattinata, ma fino alle 15.30 circa nessuno si era accorto dell'incidente. La coppia, fortunatamente stava nell'insieme bene, a parte l'uomo, T.S., 87 anni, rimasto con un piede incastrato. Soccorritori e vigili hanno liberato l'anziano e riportato lui e la moglie sulla strada, dove l'uomo è stato affidato a un'ambulanza per i controlli del caso.
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2013
Conco (VI), 11-07-13
È stato ritrovato all'interno di un pozzo per l'acqua alto 4 metri V.C., 70 anni, di Conco (VI), la cui scomparsa era stata denunciata questa mattina ai carabinieri dai famigliari. Provato e con una probabile frattura al piede, l'uomo si trovava nel manufatto da martedì scorso quando, per guardarvi dentro, aveva tolto la copertura e, affacciatosi, ci era scivolato. M.V. Si era allontanato dalla sua abitazione di Fontanelle di Conco martedì. Già ieri i parenti lo avevano cercato a lungo, senza rinvenirne traccia, finchè questa mattina, preoccupati, avevano avvertito le forze dell'ordine. Verso le 10 il Soccorso alpino di Asiago era stato allertato per iniziare la sua ricerca nelle zone di bosco attorno all'abitato, assieme a Corpo forestale dello Stato e Associazione nazionale dei carabinieri. Verso mezzogiorno e mezzo, mentre un soccorritore passava tra gli alberi vicino al pozzo, a un centinaio di metri di distanza dalle case, parlando alla radio, è stato sentito dall'uomo che ha iniziato a chiamare aiuto. I soccorritori lo hanno raggiunto e, scesi con una scala, dopo averlo imbragato, lo hanno issato fino all'uscita del pozzo, per poi trasportarlo all'ambulanza che lo ha accompagnato all'ospedale di Asiago per gli accertamenti del caso.
È stato ritrovato all'interno di un pozzo per l'acqua alto 4 metri V.C., 70 anni, di Conco (VI), la cui scomparsa era stata denunciata questa mattina ai carabinieri dai famigliari. Provato e con una probabile frattura al piede, l'uomo si trovava nel manufatto da martedì scorso quando, per guardarvi dentro, aveva tolto la copertura e, affacciatosi, ci era scivolato. M.V. Si era allontanato dalla sua abitazione di Fontanelle di Conco martedì. Già ieri i parenti lo avevano cercato a lungo, senza rinvenirne traccia, finchè questa mattina, preoccupati, avevano avvertito le forze dell'ordine. Verso le 10 il Soccorso alpino di Asiago era stato allertato per iniziare la sua ricerca nelle zone di bosco attorno all'abitato, assieme a Corpo forestale dello Stato e Associazione nazionale dei carabinieri. Verso mezzogiorno e mezzo, mentre un soccorritore passava tra gli alberi vicino al pozzo, a un centinaio di metri di distanza dalle case, parlando alla radio, è stato sentito dall'uomo che ha iniziato a chiamare aiuto. I soccorritori lo hanno raggiunto e, scesi con una scala, dopo averlo imbragato, lo hanno issato fino all'uscita del pozzo, per poi trasportarlo all'ambulanza che lo ha accompagnato all'ospedale di Asiago per gli accertamenti del caso.
Pubblicato in
2013
Sant'Anna d'Alfaedo (VR), 11-07-13
Tre giorni di esercitazione in una delle grotte più profonde e frequentate del Veneto, la Spluga della Preta, per testare le metodologie di intervento del Soccorso speleologico. Oltre 40 tecnici della 6a Delegazione speleologica Veneto - Trentino Alto Adige hanno preso parte all'addestramento svoltosi il 5-6-7 luglio scorso alla Spluga della Preta. Questa cavità per la sua fama (per anni è stato considerato l'abisso più profondo al mondo) è da sempre meta di varie spedizioni di speleologi provenienti dall'Italia e dall'estero. La sua morfologia interna è caratterizzata da profondi pozzi verticali intervallati da cunicoli e meandri stretti e sinuosi, che ne rendono difficoltosa e impegnativa la progressione ed estremamente complicato un eventuale intervento di soccorso. Per testare l'operatività della 6a Delegazione speleologica del Cnsas, Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, in questo scenario complesso si è ipotizzato il recupero di un infortunato con una frattura a una gamba dalla profondità di oltre 500 metri e cioè dalla base del 'Pozzo del chiodo'.
Proprio per la ristrettezza degli ambienti in cui ci si è trovati ad operare la prima fase del recupero è stata effettuata senza l'ausilio della barella, utilizzando in alternativa altra strumentazione sanitaria per l'infortunato.
Appena gli ambienti si sono fatti più ampi, a partire dalla base del 'Pozzo 88', il recupero è stato effettuato con la classica barella speleologica, che ha permesso il trasporto del ferito fino all'esterno della grotta attraverso l'ultimo pozzo che presenta una verticale unica di ben 131 metri completamente nel vuoto. I soccorritori erano suddivisi in due squadre all'interno della grotta e una esterna che ha provveduto al recupero sul pozzo d'ingresso e fornito il necessario supporto logistico.
Le operazioni di recupero, protrattesi per oltre trenta ore (sono infatti iniziate nella notte di venerdì e si sono concluse alla mattina di domenica), sono state costantemente monitorate e coordinate dal campo base, posizionato all'esterno, attraverso una linea telefonica appositamente stesa lungo la cavità e grazie ad un sistema di radiotelefoni da grotta attualmente in fase di sperimentazione.
L'esercitazione è stata un importante banco di prova per valutare l'operatività della Delegazione in scenari complessi e ha permesso di provare nuove metodologie di intervento in grotte profonde, finalizzate a ridurre e ottimizzare tempistica e materiali da utilizzare durante l'emergenza.
Tre giorni di esercitazione in una delle grotte più profonde e frequentate del Veneto, la Spluga della Preta, per testare le metodologie di intervento del Soccorso speleologico. Oltre 40 tecnici della 6a Delegazione speleologica Veneto - Trentino Alto Adige hanno preso parte all'addestramento svoltosi il 5-6-7 luglio scorso alla Spluga della Preta. Questa cavità per la sua fama (per anni è stato considerato l'abisso più profondo al mondo) è da sempre meta di varie spedizioni di speleologi provenienti dall'Italia e dall'estero. La sua morfologia interna è caratterizzata da profondi pozzi verticali intervallati da cunicoli e meandri stretti e sinuosi, che ne rendono difficoltosa e impegnativa la progressione ed estremamente complicato un eventuale intervento di soccorso. Per testare l'operatività della 6a Delegazione speleologica del Cnsas, Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, in questo scenario complesso si è ipotizzato il recupero di un infortunato con una frattura a una gamba dalla profondità di oltre 500 metri e cioè dalla base del 'Pozzo del chiodo'.
Proprio per la ristrettezza degli ambienti in cui ci si è trovati ad operare la prima fase del recupero è stata effettuata senza l'ausilio della barella, utilizzando in alternativa altra strumentazione sanitaria per l'infortunato.
Appena gli ambienti si sono fatti più ampi, a partire dalla base del 'Pozzo 88', il recupero è stato effettuato con la classica barella speleologica, che ha permesso il trasporto del ferito fino all'esterno della grotta attraverso l'ultimo pozzo che presenta una verticale unica di ben 131 metri completamente nel vuoto. I soccorritori erano suddivisi in due squadre all'interno della grotta e una esterna che ha provveduto al recupero sul pozzo d'ingresso e fornito il necessario supporto logistico.
Le operazioni di recupero, protrattesi per oltre trenta ore (sono infatti iniziate nella notte di venerdì e si sono concluse alla mattina di domenica), sono state costantemente monitorate e coordinate dal campo base, posizionato all'esterno, attraverso una linea telefonica appositamente stesa lungo la cavità e grazie ad un sistema di radiotelefoni da grotta attualmente in fase di sperimentazione.
L'esercitazione è stata un importante banco di prova per valutare l'operatività della Delegazione in scenari complessi e ha permesso di provare nuove metodologie di intervento in grotte profonde, finalizzate a ridurre e ottimizzare tempistica e materiali da utilizzare durante l'emergenza.

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2013
