2013

Cortina d'Ampezzo (BL), 26-06-13
Uscita dalle gallerie del Lagazuoi, all'incrocio tra il sentiero che porta alla Cengia Martini e quello che scende verso il ghiaione, una famiglia, composta da 4 persone, di Pesaro si è trovata in difficoltà per la presenza della neve. Allertato il 118, verso le 18.30 una squadra del Soccorso alpino di Cortina è partita per andare in loro aiuto. Giunti nel tratto innevato i soccorritori hanno posizionato una corda fissa per agevolare la discesa del gruppo, come quella di altre persone sopraggiunte nel frattempo. La squadra sta quindi scendendo con i diversi escursionisti verso valle.
Feltre (BL), 26-06-13
Tra le Torri di Neva e il Sass de Mura si è svolta lo scorso fine settimana un'esercitazione congiunta tra le Stazioni del Soccorso alpino di Feltre, Primiero, San Martino di Castrozza e Caoria, realtà confinanti, chiamate  anche ad operare assieme nelle emergenze a cavallo tra le province bellunese e trentina. Circa 35 volontari delle quattro stazioni si sono alternati nella simulazione di 3 diverse tipologie di intervento. Nel primo si è ipotizzato il ferimento di un alpinista, primo di cordata, volato sulla Prima Torre di Neva. Nel secondo un escursionista scivolato sul ripido pendio a nord di Forcella Neva, recuperato dalle squadre con barella portantina.
Nel terzo, infine, è stato simulato il soccorso di due rocciatori in discesa sulla normale del Sass de Mura che, incrodati e infortunati a causa dell'errata scelta del percorso, sono stati imbarellati, calati in parete e successivamente trasportati con barella portantina.
L'esercitazione ha permesso di socializzare e collaborare fattivamente, scambiando opinioni, idee e tecniche di intervento, nonchè di uniformare i sistemi di comunicazioni radio, fondamentali durante le emergenze.
 
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Sant'Anna d'Alfaedo (VR), 26-06-13
Spesso nelle emergenze in grotta, quando gli stretti cunicoli impediscono il passaggio della barella che trasporta un ferito, è necessario l'intervento di tecnici specializzati in grado di posizionare microscopiche cariche di esplosivo che liberino la strada. Un'eventualità manifestatasi ben in due occasioni solo la scorsa settimana, quando i disostruttori sono stati preallertati per due interventi: uno in Emilia Romagna e uno in Toscana. Proprio per perfezionare le manovre di questo tipo, si è svolta nei giorni scorsi un'esercitazione che ha coinvolto il gruppo tecnico disostruttori della VI Delegazione speleologica Veneto - Trentino Alto Adige del Cnsas, Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico. L'addestramento, avvenuto nella grotta Morava in località Pealda Bassa, ha visto all'opera 16 tecnici specializzati nelle tecniche di disostruzione con utilizzo di esplosivi di II e III categoria. Operazioni e materiali particolari che vengono appunto impiegati per rendere transitabili, per i soccorritori che trasportano un infortunato, i tratti più stretti e tortuosi della grotta.
L'esercitazione, iniziata al mattino e conclusasi attorno alle 21, ha avuto luogo all'interno della cavità, con una squadra in supporto all'esterno che si è occupata della direzione e della logistica. Hanno preso parte all'evento anche due tecnici del Soccorso alpino e speleologico dell'Umbria e il coordinatore nazionale della Commissione disostruzione del Cnsas Luca Budassi. Invitati a presenziare: prefettura di Verona, Protezione civile della Regione Veneto e della Provincia di Verona, questura, Comando provinciale dei carabinieri, Suem 118, vigili del fuoco, il sindaco di Sant'Anna d'Alfaedo e il direttore del Parco regionale della Lessinia. Hanno assistito alle operazioni l'assessore provinciale alla protezione civile Giuliano Zigiotto e l'ingegnere Armando Lorenzini dell'amministrazione provinciale, oltre a personale del Servizio provinciale di Trento del Soccorso alpino. Il Soccorso speleologico ringrazia il sindaco di Sant'Anna d'Alfaedo e gli intervenuti.
Ferrara di Monte Baldo (VR), 24-06-13
Si è concluso alle 3 di questa notte l'intervento che ha visto impegnati una ventina di forristi del Soccorso alpino e speleologico veneto e trentino all'interno del Vajo dell'Orsa, dove un torrentista bolognese si era ferito nel pomeriggio. L'allarme era scattato ieri qualche minuto prima delle 18, lanciato da una comitiva tedesca uscita dalla gola non coperta dalla rete telefonica. Si trattava di un incidente avvenuto a 8 calate dal termine della forra: F.C., 37 anni, di Bologna, dopo un salto di 12 metri era finito in una pozza d'acqua inghiaiata, procurandosi la sospetta  frattura della caviglia. Con lui si trovavano altre tre persone, due uomini e una donna. Mentre due con la barella stagna venivano trasportati dall'elicottero di Verona emergenza su una piazzola più a monte del luogo dell'incidente, per poi scendere lungo il canyon, una ventina di soccorritori del gruppo tecnico forre, sia veneto, che trentino, con tecnici del Soccorso alpino di Verona, si ritrovava all'abitato di Brentino Belluno, punto di uscita a valle della forra. Divisi in quattro squadre, i soccorritori hanno quindi risalito una traccia di sentiero che costeggia la gola, non segnalata e difficoltosa, attrezzando con corde fisse i tratti più impegnativi, fino alla verticale con il punto dove si trovavano i 4. Una prima squadra li ha raggiunti attorno alle 21 con personale sanitario che ha prestato le prime cure all'infortunato. I soccorritori hanno acceso anche un fuoco per riscaldare il gruppo e distribuito bevande calde. La squadra con la barella stagna è riuscita ad arrivare alle 22 ed è iniziata la fase di calata lungo la forra (la penultima cascata è lunga una trentina di metri), fino all'uscita della gola. Lì il ferito è stato trasferito in una barella portantina e trasportato a spalla per 40 minuti sulla strada. Alle 3 è stato infine affidato all'ambulanza che lo ha accompagnato all'ospedale di Bussolengo. Fortunatamente le piogge attese in nottata hanno ritardato la loro comparsa e l'intervento si è concluso senza ulteriori difficoltà.
Ferrara di Monte Baldo (VR), 23-06-13
Una ventina di tecnici forristi del Soccorso alpino e speleologico veneto e trentino stanno intervenendo in questo momento all'interno del Vajo dell'Orsa, dove un torrentista, appartenente a un gruppo di Bologna, si è ferito a un piede, probabilmente dopo essersi tuffato in una vasca d'acqua inghiaiata. Il gruppetto si trova a circa 7-8 calate dall'uscita e dovrà essere raggiunto dai soccorritori, che poi provvederanno a trasportare l'infortunato fino all'esterno della gola. Una prima squadra è stata trasportata in quota dall'elicottero. L'intervento durerà alcune ore e si temono complicazioni legate alle abbondanti piogge previste a breve, nonchè rischi di ipotermia per il ferito e i compagni.
Cortina d'Ampezzo (BL), 22-06-13
Dopo aver completato la ferrata Michielli-Strobel alla Punta Fiames, al momento di rientrare dal ghiaione che scende da forcella Pomagagnon, una coppia di escursionisti tedeschi, C.Q., 46 anni, lui, e R.J.Q., 45 anni, lei, di Berlino, ha assistito sotto la pioggia alla caduta di una frana di grossi massi, all'altezza della biforcazione per la terza cengia. Nel timore di essere investiti, i due, illesi, si sono messi al sicuro in disparte e hanno allertato il 118. Attorno alle 18.40 l'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano ha imbarcato un tecnico del Soccorso alpino di Cortina perchè aiutasse l'equipaggio durante l'intervento e, dopo aver individuato la coppia, l'ha recuperata con un verricello di 15 metri, per trasportarla a valle.
Belluno, 22-06-13
Poco prima di mezzogiorno l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato in direzione di Costalissoio, nel comune di Santo Stefano di Cadore, dove un uomo di Santo Stefano, B.P., 51 anni, si era ferito in modo grave dopo essere rotolato per una quindicina di metri, scivolato con il trattore. Prestategli le prime cure, l'infortunato è stato imbarellato e recuperato utilizzando un verricello di 25 metri per essere trasportato all'ospedale di Belluno con un sospetto politrauma.
Verso le 14.30 invece l'eliambulanza ha recuperato un alpinista di Udine, F.C., 27 anni, colpito all'altezza del polpaccio da un sasso caduto dall'alto sul Peralba, Sappada. Il ragazzo, che con due amici stava scalando la Torre dei Fiori, si trovava a tre tiri dall'uscita quando è avvenuto l'incidente. Raggiunto in parete dal tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio calato dal velivolo, il rocciatore è stato recuperato con un verricello di 25 metri, per essere accompagnato all'ospedale di Belluno. I due compagni sono rientrati autonomamente.
Selva di Cadore (BL), 19-06-13
Un'escursionista di Pieve di Soligo (TV), N.C., 49 anni, è scivolata lungo il sentiero 480, a un'oretta di distanza dal rifugio Città di Fiume. Scattato l'allarme, una squadra del Soccorso alpino della Val Fiorentina si è prima avvicinata in jeep, per raggiungere a piedi l'infortunata. Dopo averla caricata in barella, i soccorritori l'hanno trasportata a spalla fino al mezzo e da lì alla strada, per affidarla all'ambulanza con un sospetto trauma alla caviglia.
Chies d'Alpago (BL), 19-06-13
Sono state recuperate questa mattina le salme dei due occupanti del Piper PA 28 precipitato ieri sulle montagne dell'Alpago. L'area dove è caduto il velivolo, la cui rimozione è al momento rinviata, è sotto sequestro e perimetrata. In questo momento stanno scendendo anche le squadre del Soccorso alpino dell'Alpago, trasportate alle 6 in quota questa mattina dall'elicottero del Corpo forestale dello Stato. Nella notte sono rimasti nel luogo dell'incidente alcuni vigili del fuoco, che hanno provveduto ad estrarre i corpi dell'uomo e della donna dalla cabina. Messa in sicurezza l'area, verso le 8, con l'aiuto dei soccorritori, le salme sono state imbarellate e recuperate con un gancio baricentrico dall'elicottero dei vigili che le ha poi trasportate a Malga Cate per affidarle al carro funebre. Sulle cause dell'incidente, da cui si è salvato solo il pilota, il francese D.S., 55 anni, che ha riportato un politrauma, farà luce la magistratura. Di certo pare che il Piper, decollato da Locarno per Portorose, abbia toccato una prima volta i cespugli di mugo, per poi infilarsi una decina di metri più avanti in una buca a circa 1.800 metri di altitudine nella Busa Federe in Val Salatis. L'allarme era scattato ieri verso le 17.30, segnalato dallo stesso sistema automatico dell'aereo, che entra in funzione in caso di incidente. Poggio Renatico aveva quindi diramato l'allerta. Dopo una serie di sorvoli tra le province di Belluno e Pordenone, il relitto è stato avvistato dall'elicottero dei carabinieri in Val Salatis. Il ferito, che si trovava all'esterno della carlinga, è stato velocemente recuperato dal tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio del Suem di Pieve di Cadore, per la presenza di pericoloso carburante a terra, ed è stato trasportato all'ospedale di Belluno. Non si sa come mai l'aereo si trovasse all'interno della vallata fuori rotta, un testimone dice di averlo visto nella zona verso le 16. L'aereo ha le ali spezzate, una completamente staccata, la cabina è intatta e i due occupanti hanno probabilmente perso la vita per la durezza dell'impatto.
 
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Belluno, 18-06-13
Hanno perso la vita gli altri due occupanti, sembra un uomo e una donna, del Piper PA 28 precipitato in Val Salatis, vicino a forcella Sestier, nel comune di Chies d'Alpago (BL). Sopravvissuto all'impatto il pilota, D.S., 55 anni, francese, avvicinato all'esterno del velivolo dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore che, dopo averlo verricellato, lo ha trasportato all'ospedale di Belluno con un sospetto politrauma. L'elicottero del Corpo forestale dello Stato è al momento disponibile per sorvolare l'area che dovrà essere bonificata per la presenza di carburante e messa in sicurezza, prima dell'intervento dei soccorritori per il recupero delle salme, probabilmente domattina.
Belluno, 18-06-13
L'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, dopo averla verricellata, è riuscito a recuperare la persona ferita che si trovava all'esterno dell'aereo precipitato sul monte Sestier, versante pordenonese, per trasportarla all'ospedale di Belluno.
Belluno, 18-06-13
È stato individuato dall'elicottero dei carabinieri, nella zona tra Barcis e la Val Salatis a cavallo tra le province di Belluno e Pordenone, l'aereo da turismo precipitato. Dalle prime notizie pare ci sia una persona ferita, non si sanno le condizioni delle altre due. Sul posto l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore (in arrivo anche quello di Pordenone), che però non può avvicinarsi per la presenza di carburante. L'area deve essere prima messa in sicurezza dai vigili del fuoco.
Belluno, 18-06-13
Un aereo da turismo, pare un Piper PA 28, è precipitato con a bordo 3 persone sulle montagne tra le province di Belluno e Pordenone. Appurata la zona (all'inizio sembrava fosse scomparso vicino all'Altopiano di Asiago), su richiesta di Poggio Renatico si stanno muovendo i soccorritori della Stazione dell'Alpago e l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore.
Belluno, 18-06-13
Attorno a mezzanotte e mezza il Soccorso alpino di Longarone è stato allertato per correre in aiuto di un ventottenne, D.R., di Longarone (BL), che, partito per passare la notte a Casera Carpenia Alta, sopra Val Caoran nel gruppo degli Spiz di Mezzodì, aveva iniziato a sentirsi poco bene. Una squadra lo ha quindi raggiunto, portando alcuni medicinali antidolorifici, e ha passato con lui il resto della notte, finchè questa mattina il ragazzo è stato recuperato dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, per essere accompagnato all'ospedale di Belluno per i controlli del caso. Questa mattina, inoltre, il Soccorso alpino dell'Alpago ha avviato le ricerche di un giovane di Farra d'Alpago (BL), F.M., 18 anni, la cui scomparsa era stata segnalata dal padre, preoccupato del suo mancato rientro a casa nella notte. Dopo aver verificato che il diciottenne era stato visto l'ultima volta dagli amici ieri verso le 23, le squadre hanno iniziato a perlustrare la zona, quando verso le 11 il diciottenne è ritornato autonomamente e l'allarme è cessato.
Si è trattato, infine, di un falso allarme quello scattato sempre in mattinata, in seguito alla telefonata di un escursionista che ieri aveva rinvenuto uno zaino sul sentiero che porta al rifugio Settimo alpini, all'altezza di Forcella Caneva, sopra Cajada. Contattati i soccorritori della Stazione di Longarone è infatti emerso che, cosa già a loro nota, era stato lasciato lì da un gitante affaticato giorni prima.
Solagna (VI), 17-06-13
Scatta l'allarme per il mancato rientro di uno speleosub da un'esplorazione nella grotta dei Fontanazzi e le squadre della VI Delegazione speleologica Veneto-Trentino Alto Adige si preparano alla ricerca sott'acqua del disperso. Questo è lo scenario ipotizzato nell'addestramento che lo scorso fine settimana, da venerdì a domenica, ha coinvolto gli speleosub veneti e trentini, così come i tecnici speleosubacquei della I Delegazione speleologica Piemonte e della II Delegazione speleologica Friuli Venezia Giulia in uno degli interventi che richiedono la massima sicurezza per gli operatori, ovvero ricerca e recupero di una persona all'interno di una grotta allagata.
La cavità dei Fontanazzi è una risorgenza carsica altamente frequentata da speleosub di tutto il mondo in quanto, oltre alle dimensioni di tutto rispetto (135 metri di profondità massima attualmente raggiunta e 2100 metri di sviluppo) è caratterizzata da passaggi stretti iniziali, che rendono ancora più tecnica l’immersione. Superato il tratto iniziale, ci si trova alla profondità di 18 metri dove si aprono numerose diramazioni che con andamento labirintico portano a varie profondità.
Si è dunque ipotizzata la ricerca di un disperso, con l’attività improntata anche a testare nuove metodologie operative in ambienti allagati caratterizzati appunto da varie diramazioni: sono stati ad esempio utilizzati dei marcatori in modo che le squadre potessero lasciare traccia delle zone già controllate o parzialmente verificate e di quelle ancora da esplorare.
Venerdì 14 giugno 3 tecnici si sono immersi mettere in sicurezza l’ambiente e posizionare il 'target', costituito da una muta da sub ancorata al pavimento in un luogo lontano dall’ingresso e sconosciuto alle squadre di ricerca.
Sabato 15 giugno, programmata la fase di ricerca vera e propria, sono state effettuate 4 immersioni con 4 squadre che hanno ispezionato la grotta in vari punti.
Il target è stato individuato dalla quarta squadra che ha proceduto ad assicurarlo e a segnalare il percorso per le successive immersioni necessarie al recupero.
Domenica 16 giugno sono state organizzate 3 squadre con il compito di trasportare il 'target', sostituito all'inizio delle operazioni da un subacqueo per simulare al meglio le condizioni in cui si potrebbero trovare i soccorritori in caso di intervento reale.
Tutte le operazioni richiedono un’assoluta precisione della programmazione e, oltre alla dotazione di materiale personale dei tecnici, di un grande quantitativo di attrezzatura per garantire, secondo rigidi protocolli stilati dalla Scuola nazionale tecnici subacquei del Cnsas, Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico,  l’assoluta sicurezza del personale impiegato.
Sono stati utilizzati anche innovativi respiratori a circuito chiuso (rebreather) che consentono di riciclare l’aria respirata. Tali sofisticate apparecchiature, in dotazione alle squadre del Cnsas e costruite sul modello di quelle impiegate dagli astronauti, sono dotate di un sistema che filtra l’aria respirata eliminando l’anidride carbonica e integra l’ossigeno bruciato. Queste caratteristiche consentono di ridurre al minimo i consumi ampliando così i tempi di operatività dei tecnici.
Particolarmente impegnativo il trasporto nel tratto in uscita che dalla profondità di 18 metri porta alla superficie, a causa del susseguirsi delle strettoie, dove il rischio di rimanere incastrati è decisamente alto.
Hanno preso parte all'esercitazione 11 speleosub delle tre Delegazioni. Divisi in 8 squadre, si sono immersi per un totale di 1.202 minuti e hanno percorso complessivamente 6.820 metri.
 
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Posina (VI), 15-06-13
Scendendo con un amico dal sentiero che taglia la Strada degli Scarubbi sul Pasubio, un escursionista padovano, C.C., 55 anni, ha iniziato a seguire una traccia errata che lo ha condotto tra la vegetazione. Scivolato tra gli alberi, l'uomo si è procurato la sospetta lussazione di una spalla. Contattato il 118, attorno alle 13.30 è stata allertata la Stazione del Soccorso alpino di Schio. Sei soccorritori hanno quindi raggiunto l'infortunato, lo hanno imbarellato e trasportato a spalla per un centinaio di metri fino alla strada, dove lo hanno affidato all'ambulanza diretta all'ospedale di Santorso.
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